Torino irrequieta: al G8 dell’Università scontri tra polizia e studenti

a Torino studenti in corteo contro il G8

Torino calda. Torino nell’occhio del ciclone. Torino di nuovo sede di scontri e contestazioni, pesanti e violente. A 48 ore dai tafferugli alla manifestazione Fiom sulla Fiat, in cui è stato coinvolto anche il leader dei metalmeccanici Gianni Rinaldini, centinaia di studenti assediano il Castello del Valentino, sede della facoltà di Architettura, dove è in corso il vertice sull’istruzione superiore alla presenza di 40 rettori. I giovani hanno tirato uova e lacrimogeni contro gli agenti, rovesciato cassonetti della spazzatura e bloccato il traffico; la polizia ha risposto con cariche di alleggerimento.
Sono dunque tornati a farsi sentire ragazzi dell’Onda. La protesta si accende di prima mattina davanti al Facoltà di Architettura. In centinaia bloccano la circolazione in corso Massimo D’Azeglio stendendo dei fili tra i semafori, improvvisano sit-in agli incroci. In tutto il centro il traffico diventa caotico. Gli studenti hanno esposto uno striscione con la scritta “A Torino c’è Profumo di marcio”, che fa riferimento al rettore del Poliltecnico, Francesco Profumo, tra gli organizzatori del G8 sull’università.
Gli studenti hanno poi rimosso il blocco davanti alla stazione ferroviaria di Porta Nuova. Urlano slogan contro il G8: “Chiudono l’università, noi ce la riprendiamo”, oppure, il solito: “Noi la crisi non la paghiamo”. Alcuni giovani si coprono il volto con i capucci, tra loro diversi studenti stranieri: soprattutto francesi, inglesi e greci.
La situazione è tesa, le forze dell’ordine hanno fatto alcune “cariche di alleggerimento” per allontanare i manifestanti da corso Marconi. Sono volate manganellate, mentre i giovani hanno tirato uova contro polizia e carabinieri. Gli studenti, ricacciati indietro all’interno del quartiere San Salvario, hanno rovesciato i cassonetti dell’immondizia, bloccando così la circolazione anche nella vicina via Madama Cristina. Per paura molti negozianti hanno chiuso le saracinesche dei negozi. Quattro ragazzi sono stati fermati dalle forze dell’ordine per essere identificati. Gli studenti dell’Onda hanno dato vita ad un corteo spontaneo di protesta in via Madama Cristina. I manifestanti chiedono anche che vengano rilasciati i quattro giovani che sono stati fermati dalle forze dell’ordine per essere identificati dopo le cariche. Secondo indiscrezioni non confermate, tra loro ci sarebbero tre persone di origine straniera.

Intanto, nelle sale del Castello del Valentino, prosegue il summit dei rettori. Sono 40 e provengono da 19 paesi del mondo. Si sono riuniti a Torino per confrontarsi sui temi dell’economia, dell’etica, dell’ecologia e dell’energia. A presiedere i lavori di ciascuna sessione saranno Mario Monti per l’economia, Pei Gang per l’etica, James Barber per l’energia e Kwabena Akyeampong per l’ecologia. I lavori si concluderanno con la dichiarazione finale che sarà sottoscritta domani e consegnata alla presidenza del Consiglio dei ministri in vista del G8 dei capi di Stato che si riunirà a luglio all’Aquila.
Già alla vigilia del meeting la ribalta se la sono presa gli studenti - qualche centinaio, accompagnati da giovani dei centri sociali - prima con un tam tam in rete per richiamare studenti nel capoluogo piemontese. E poi con un pittoresco corteo che ha attraversato il centro, la “Marcia della degna rabbia”, come l’hanno chiamata i ragazzi del “Cantiere Altro Sviluppo”, organizzatori del programma contro il G8. Le forze di polizia hanno comunque da tempo pianificato un servizio d’ordine accurato e con personale in abbondanza. A poche centinaia di metri dalla Mole Antonelliana, c’è Palazzo Nuovo, sede delle facoltà umanistiche, chiuso dal rettore Ezio Pelizzetti, al quale è stata assegnata temporaneamente una scorta. Una decisione, quella di chiudere Palazzo Nuovo, contestata dagli studenti che venerdì scorso avevano bloccato, per ritorsione, alcune uscite del rettorato. Il quartiere generale del “controG8″ si è spostato qualche decina di metri più in là, al palazzetto Aldo Moro, dove studenti e giovani dei centri sociali hanno dato vita a concerti, incontri e dibattiti.

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Commenti

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Il 18 Maggio 2009 alle 14:09 vincenzoaliascontadino ha scritto:

Orfani di quella Sinistra venuta da Marx ecco il terreno fertile per Mele Marce
Vivere per 60 anni di rendita immeritata
La verità che il Pd s’è data la zappa sui piedi con un accerchiamento a tenaglia da una parte le stesse forze Sinistrorse che non vogliono il dialogo, dall’altra gli ex franchi tiratori ex Dc e da D’Alema e soci per tenersi il potere come lascito del PCI di Marx! Poi avvenne la Woterloò che, isolando i Socialisti Voltagabbana e Iscariota a favore di Un Di Pietro che non è, né carne, né pesce, ma un ibrido Schiavettones con l’amaro Petrus, tra Pinochet e squali Cinesi: mi riferisco da quelli che carcerano i dissidenti Politici in risaie! Ecco il risultato ipocrita e iettatore, dichiarare: “ Via fuori Berlusconi! “ Ma crediate che la gente sia deficiente o che il Cavaliere rimbocchi le coperte ogni notte con una tisana della felicità o, che semplicemente con internet (Usa) la verità, è di dominio Pubblico, come le Foibe, Triangolo della morte, Mitrokhin, sogni e voglie di banche, barchette e Onorevolizzati le BR? Vincenzo

Il 19 Maggio 2009 alle 15:22 Torino, guerriglia urbana al corteo, scontro Onda-polizia » Panorama.it - Italia ha scritto:

[...] “Noi il G8 lo blocchiamo” sullo stesso ritmo di “Noi la crisi non la paghiamo”. Il corteo di studenti e antagonisti contro il vertice internazionale dei rettori delle Università organizzato dalla conferenza dei rettori, ribattezzato G8 universitario, si è mosso scandendo questi slogan. E altri, contro il ministro Gelmini. In un’atmosfera carica di tensione anche per gli scontri di ieri. “L’Onda” ha composto un corteo di circa 4mila persone che si è mosso nel centro del capoluogo piemontese, in direzione del castello del Valentino. Le forze dell’ordine presidiavano i varchi chiusi in schieramento antisommossa. E gli scontri sono arrivati, come si temeva. Prima davanti al rettorato poi poco dopo le 13, in corso Marconi, vicino alla facoltà di architettura dove si svolge il blindatissimo vertice, sono comparsi tra gli studenti caschi e bastoni. La guerriglia urbana è durata circa mezz’ora: petardi, pietre, estintori, cassonetti rovesciati contro i lacrimogeni sparati dalla polizia dai tetti. Gli agenti e i manifestanti si sono fronteggiati con cariche e lanci di oggetti , finché il cordone non è stato violato, prima che tornasse la calma con il rumore delle ambulanze: il bilancio provvisorio è di cinque feriti tra gli studenti e almeno due tra poliziotti e carabinieri. Lasciato il castello del Valentino, gli studenti sono tornati nei pressi di Palazzo Nuovo, sede delle Facoltà Umanistiche, dove hanno terminato per ora la manifestazione di protesta. [...]

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