Berlusconi: “I centri di identificazione? Sembrano campi di concentramento”

Il cpt di Lampedusa
“È molto meglio esaminare nei luoghi di partenza se gli immigrati possano avere diritto d’asilo. Altrimenti, non vorrei dirlo, ma questi campi di identificazione assomigliano molto ai campi di concentramento”, Silvio Berlusconi, in conferenza stampa all’Aquila con il presidente della commissione Ue José Manuel Barroso, cerca di spiegare la posizione del governo sul caso dei respingimenti degli immigrati. Ma la dichiarazione stona con la norma contenuta all’articolo 18 del disegno di legge sulla sicurezza che lo stesso governo ha presentato alle camere e che prevede l’allungamento dei tempi di permanenza dei clandestini nei centri in questione, da 60 a 180 giorni, norma voluta dalla Lega per facilitarne l’identificazione e l’espulsione.
Ancora oggi la Chiesa ha criticato per bocca di vari esponenti la politica italiana nei confronti degli immigrati: il servizio internazionale per i rifugiati dei Gesuiti ha accusato oggi l’Italia di aver violato i diritti umani impedendo lo sbarco dei migranti. ”Nessun tentativo è stato fatto per verificare quanti di quegli uomini, donne e bambini avessero diritto allo status di rifugiati”, afferma, e non si può agire - avverte - sulla base di ”politiche guidate dalla paura”.
Ma l’obiettivo di Berlusconi è un altro: che le domande di asilo siano esaminate nei paesi d’origine senza obbligare l’Italia a farsi carico dei barconi di disperati sulle coste siciliane. E per questo chiede all’Unione di fare la sua parte, di non lasciare Italia, Malta e Grecia sole con il problema.”Per il momento la questione dell’immigrazione non è in agenda, ma se l’Italia lo desidera possiamo lavorare insieme su questo tema il 10 giugno in Commissione”, ha detto il presidente della Commissione Europea, “possiamo discutere un programma di libertàsicurezza e giustizia sull’immigrazione, potremo discutere anche del problema dell’immigrazione clandestina”. L’Europa, ha detto poi Barroso commentando i lavori di ricostruzione post-terremoto in Abruzzo, ‘’sta assistendo le autorità italiane per la richiesta del fondo Ue di solidarietà”, e l’Abruzzo potrà usare ”il fondo Ue per lo sviluppo regionale per il periodo 2007-2013 per la messa in sicurezza degli edifici dai rischi sismici”. Il capo dell’esecutivo europeo ha poi annunciato che l’Italia riceverà 480 milioni di euro per la ricostruzione dal fondo europeo di solidarietà. Quello che è successo all’Aquila, ha concluso Barroso, ”conferma un principio, valido anche in un momento di crisi: oggi non è il momento di affievolire i valori dell’Europa ma di rafforzarli e porli a fondamento delle nostre società”.

LEGGI ANCHE: Lo speciale sull’immigrazione di Panorama.it

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