Caso Mills, altolà dei magistrati e l’attacco di Berlusconi: “Gandus è mia nemica”

Nicoletta Gandus e Silvio Berlusconi

Passano i mesi, ma il giudizio di Silvio Berlusconi su Nicoletta Gandus, presidente del collegio giudicante che ha condannato in primo grado David Mills “per essersi fatto corrompere dal premier” non cambia: è “dichiarato e palese nemico politico”. Parole contenute in un’intervista rilasciata circa un anno fa dal presidente del Consiglio per l’ultimo libro di Bruno Vespa, ma che l’ufficio stampa di palazzo Chigi decide di diffondere. Segno che quelle considerazioni sono più che mai attuali.
Che il “caso Mills” sia in cima ai pensieri del Cavaliere è dimostrato anche dal fatto che il premier avrebbe voluto fare una conferenza stampa proprio sulla base di quell’intervista in cui, punto per punto, il premier respingeva le accuse dei pm milanesi. Arringa difensiva alla quale, a quanto si apprende, Berlusconi ha rinunciato solo dietro consiglio dei più fidati collaboratori, timorosi di sollevare ulteriori polemiche in un clima politico già reso incandescente dalle sue parole di ieri.
Ragioni simili a quelle che hanno spinto Berlusconi a rinviare l’annunciata requisitoria in Parlamento.  Il Cavaliere, riferiscono i fedelissimi, non la considera una “urgenza”. Se andrà in Parlamento lo farà dopo il voto di giugno. La cautela è dettata da una doppia considerazione: i sondaggi sono più che positivi e una simile scelta rappresenta un rischio. Se è vero infatti che gli consentirebbe di difendersi davanti agli italiani (magari in diretta tv), darebbe la stessa visibilità agli attacchi dell’opposizione. Inoltre, si aggiunge, gli stessi dati dimostrano che a prevalere nell’urna è il giudizio sull’azione di governo. Meglio dunque farsi vedere fra i terremotati dell’Aquila che in Senato ad attaccare i giudici.
L’appuntamento dunque, salvo ripensamenti dell’ultimo minuto (sempre possibili con Berlusconi), è rinviato a dopo il voto.
Ciò non toglie che la voglia del premier di dire “la sua verita”‘ resta tanta. E quanto successo oggi ne è la prova più evidente. Dopo aver deciso di non scendere in conferenza stampa, Berlusconi ha deciso di far diffondere l’estratto del libro di Vespa, ormai in edicola da mesi, dedicato all’argomento. Cinque paginette in cui Berlusconi tenta di smontare, punto per punto, le accuse contro Mills e dunque contro se stesso. Dice di non ricordare di aver mai incontrato l’avvocato inglese; che Mills “inventò” di aver ricevuto da Fininvest i 600mila euro contestati dall’accusa per evadere il fisco inglese; che quei soldi venivano da “un armatore italiano residente in un Paese africano”; che Mills era un “testimone dell’accusa” e non un teste “amico” e che cambiò versione davanti ai pm milanesi solo per il “timore di essere arrestato” e stremato dopo “dieci ore di interrogatorio”.
Ma è nei confronti della giudice Gandus che Berlusconi riserva le parole più dure: “è curioso sostenere che la Gandus, pur essendo un mio dichiarato e palese nemico politico, nel momento in cui arrivasse a scrivere una sentenza nei miei confronti saprebbe non venir meno al vincolo d’imparzialità impostole dalla Costituzione”

Commenti

Puoi lasciare un commento, oppure fare trackback dal tuo sito.

Il 22 Maggio 2009 alle 17:58 A due settimane dal voto, chi (e cosa) può fermare la corsa vincente del Pdl « Ilcorsarorosso ha scritto:

[...] Al penultimo giro di pista, cioè a due settimane dalle Europee, il vantaggio del Popolo della Libertà sul Partito democratico è più o meno lo stesso per tutti gli istituti di sondaggi: si va dai 13,1 punti di Demos per Repubblica ai 14,7 misurati da Digis per Sky, passando per una forchetta che secondo l’Ispo per il Corriere della Sera oscilla tra i 12 e i 13. Fa eccezione Euromedia Research, i sondaggisti preferiti da Silvio Berlusconi (ma che spesso ci azzeccano), che misurano lo stacco addirittura in 17,7. Questa è però la foto ad oggi. Che cosa può accadere in queste due settimane per modificare la situazione? Intanto partiamo da due dati, uno politico e l’altro personale. Un anno di governo ha fatto bene al centrodestra ed al Pdl, che alle politiche 2008 ottenne poco più del 37% dei voti, e ha fatto male, anzi malissimo al Pd, che ebbe il 33,2. È una tendenza, questa, che si è consolidata nell’arco di 13 mesi, che è stata verificata in tutti i test elettorali intermedi, dall’Abruzzo alla Sardegna (isolata eccezione, il Trentino), e che dunque è impensabile si modifichi in 15 giorni. La crisi economica e la sicurezza erano e restano le priorità degli italiani, e, a detta di un osservatore insospettabile come Ilvo Diamanti per Repubblica, gli elettori, compresi molti di sinistra, ritengono che il governo abbia affrontato questi due impegni in maniera soddisfacente. Per fare un paragone, sono le stesse cose che in Gran Bretagna costeranno probabilmente il posto a Gordon Brown, e che in Spagna hanno messo seriamente in crisi Luis Zapatero, che si è visto respingere dal Parlamento metà del pacchetto sull’economia. Da noi, volenti o nolenti, il fattore Berlusconi ha finora funzionato. Ma c’è l’altro aspetto, quello personale, che ovviamente ruota intorno al premier. Negli ultimi giorni Berlusconi è stato seriamente insidiato dal “caso Noemi” e dalla sentenza Mills, che in sostanza lo accusa di corruzione. L’insidia, però, finora non ha prodotto risultati. La vicenda Letizia con tutti i suoi retroscena veri o presunti continua ad essere archiviata dalla stragrande maggioranza dell’opinione pubblica come un fatto privato. In questo, contrariamente a ciò che si sente spesso in giro, noi italiani non siamo un’eccezione o un popolo particolarmente menefreghista: basta pensare alle storie di sesso e corna della politica francese, alla corte inglese, allo stesso caso Clinton-Lewinsky. Tutta roba da tabloid che ha influito poco o nulla sugli umori elettorali. È presumibile quindi che se il Cavaliere non esagera con le battute sulle veline e soprattutto sulle minorenni (i suoi lo scongiurano da giorni di cucirsi la bocca), e soprattutto se non emergono particolari davvero sconvolgenti, l’affaire resti materia soltanto di gossip. Il caso Mills appare, ad un primo esame, perfino meno insidioso. Berlusconi ne esce da perseguitato delle toghe rosse: un suo cavallo di battaglia. Può tra l’altro esibire (e lo sta facendo) una casistica sterminata di avvisi di garanzia culminati, anni dopo, in assoluzioni e proscioglimenti, a cominciare dal padre di tutti gli avvisi, quello del ‘94 “a mezzo stampa” mentre presiedava un summit mondiale sulla criminalità a Napoli. Eppure qui il terreno è più minato. Non per il processo Mills in sé: al di là del merito delle accuse, Berlusconi ne è comunque fuori per il lodo Alfano, e poi verrà la prescrizione. Il rischio è che, nei suoi attacchi alla magistratura, in quello stato d’animo che stamani, all’assemblea della Confindustria, lui stesso ha definito “esacerbato”, il premier esageri. E finisca per scontrarsi non il Quirinale e con gli stessi alleati di governo, a cominciare da Gianfranco Fini e Umberto Bossi. Perché se è vero che gli italiani non giudicano i politici in base alla loro vita privata (a meno che vengano pescati a rubare), è altrettanto vero che detestano come pochi le polemiche e le risse. Per chi l’avesse dimenticato, polemiche e risse determinarono il crollo del governo Prodi e sono tuttora la causa principale del brusco calo di consensi del Pd. Da qui i fortissimi inviti a Berlusconi, dallo staff e dagli alleati, a rinviare a dopo il 7 giugno il discorso che intende fare alle Camere sulla sentenza Mills. In teoria, riferire al Parlamento sarebbe per il capo del governo una sorta di dovere. Quante volte l’opposizione lo ha accusato di non presentarsi alle Camere? Oggi però il Cavaliere è il solo a volerlo: l’opposizione teme l’effetto boomerang, la maggioranza teme, appunto, le polemiche e i pasticci istituzionali. Non dimentichiamo infine che assieme alle Europee c’è il primo turno delle amministrative, dove il centrodestra potrebbe strappare alla sinistra soprattutto molte province del Nord. Che significano non solo voti, ma anche potere locale nelle aziende pubbliche e nelle banche. Pdl e Lega si presentano sufficientemente compatti, a differenza del Pd. Conclusione: la vittoria potrà essere considerata un merito quasi esclusivo di Berlusconi. Eppure solo lui può mettere a repentaglio le dimensioni del successo. « Agcom diffida le tv: squilibrio a favore del governo. Multa di 180mila € a Rete 4 [...]

Il 22 Maggio 2009 alle 18:33 A due settimane dal voto, chi (e che cosa) può fermare la corsa vincente del PDL | Circolo Luce Del Sud ha scritto:

[...] Al penultimo giro di pista, cioè a due settimane dalle Europee, il vantaggio del Popolo della Libertà sul Partito democratico è più o meno lo stesso per tutti gli istituti di sondaggi: si va dai 13,1 punti di Demos per Repubblica ai 14,7 misurati da Digis per Sky, passando per una forchetta che secondo l’Ispo per il Corriere della Sera oscilla tra i 12 e i 13. Fa eccezione Euromedia Research, i sondaggisti preferiti da Silvio Berlusconi (ma che spesso ci azzeccano), che misurano lo stacco addirittura in 17,7. Questa è però la foto ad oggi. Che cosa può accadere in queste due settimane per modificare la situazione? Intanto partiamo da due dati, uno politico e l’altro personale. Un anno di governo ha fatto bene al centrodestra ed al Pdl, che alle politiche 2008 ottenne poco più del 37% dei voti, e ha fatto male, anzi malissimo al Pd, che ebbe il 33,2. È una tendenza, questa, che si è consolidata nell’arco di 13 mesi, che è stata verificata in tutti i test elettorali intermedi, dall’Abruzzo alla Sardegna (isolata eccezione, il Trentino), e che dunque è impensabile si modifichi in 15 giorni. La crisi economica e la sicurezza erano e restano le priorità degli italiani, e, a detta di un osservatore insospettabile come Ilvo Diamanti per Repubblica, gli elettori, compresi molti di sinistra, ritengono che il governo abbia affrontato questi due impegni in maniera soddisfacente. Per fare un paragone, sono le stesse cose che in Gran Bretagna costeranno probabilmente il posto a Gordon Brown, e che in Spagna hanno messo seriamente in crisi Luis Zapatero, che si è visto respingere dal Parlamento metà del pacchetto sull’economia. Da noi, volenti o nolenti, il fattore Berlusconi ha finora funzionato. Ma c’è l’altro aspetto, quello personale, che ovviamente ruota intorno al premier. Negli ultimi giorni Berlusconi è stato seriamente insidiato dal “caso Noemi” e dalla sentenza Mills, che in sostanza lo accusa di corruzione. L’insidia, però, finora non ha prodotto risultati. La vicenda Letizia con tutti i suoi retroscena veri o presunti continua ad essere archiviata dalla stragrande maggioranza dell’opinione pubblica come un fatto privato. In questo, contrariamente a ciò che si sente spesso in giro, noi italiani non siamo un’eccezione o un popolo particolarmente menefreghista: basta pensare alle storie di sesso e corna della politica francese, alla corte inglese, allo stesso caso Clinton-Lewinsky. Tutta roba da tabloid che ha influito poco o nulla sugli umori elettorali. È presumibile quindi che se il Cavaliere non esagera con le battute sulle veline e soprattutto sulle minorenni (i suoi lo scongiurano da giorni di cucirsi la bocca), e soprattutto se non emergono particolari davvero sconvolgenti, l’affaire resti materia soltanto di gossip. Il caso Mills appare, ad un primo esame, perfino meno insidioso. Berlusconi ne esce da perseguitato delle toghe rosse: un suo cavallo di battaglia. Può tra l’altro esibire (e lo sta facendo) una casistica sterminata di avvisi di garanzia culminati, anni dopo, in assoluzioni e proscioglimenti, a cominciare dal padre di tutti gli avvisi, quello del ‘94 “a mezzo stampa” mentre presiedava un summit mondiale sulla criminalità a Napoli. Eppure qui il terreno è più minato. Non per il processo Mills in sé: al di là del merito delle accuse, Berlusconi ne è comunque fuori per il lodo Alfano, e poi verrà la prescrizione. Il rischio è che, nei suoi attacchi alla magistratura, in quello stato d’animo che stamani, all’assemblea della Confindustria, lui stesso ha definito “esacerbato”, il premier esageri. E finisca per scontrarsi non il Quirinale e con gli stessi alleati di governo, a cominciare da Gianfranco Fini e Umberto Bossi. Perché se è vero che gli italiani non giudicano i politici in base alla loro vita privata (a meno che vengano pescati a rubare), è altrettanto vero che detestano come pochi le polemiche e le risse. Per chi l’avesse dimenticato, polemiche e risse determinarono il crollo del governo Prodi e sono tuttora la causa principale del brusco calo di consensi del Pd. Da qui i fortissimi inviti a Berlusconi, dallo staff e dagli alleati, a rinviare a dopo il 7 giugno il discorso che intende fare alle Camere sulla sentenza Mills. In teoria, riferire al Parlamento sarebbe per il capo del governo una sorta di dovere. Quante volte l’opposizione lo ha accusato di non presentarsi alle Camere? Oggi però il Cavaliere è il solo a volerlo: l’opposizione teme l’effetto boomerang, la maggioranza teme, appunto, le polemiche e i pasticci istituzionali. Non dimentichiamo infine che assieme alle Europee c’è il primo turno delle amministrative, dove il centrodestra potrebbe strappare alla sinistra soprattutto molte province del Nord. Che significano non solo voti, ma anche potere locale nelle aziende pubbliche e nelle banche. Pdl e Lega si presentano sufficientemente compatti, a differenza del Pd. Conclusione: la vittoria potrà essere considerata un merito quasi esclusivo di Berlusconi. Eppure solo lui può mettere a repentaglio le dimensioni del successo. [...]

Il 23 Maggio 2009 alle 9:37 Zione ha scritto:

Incredibili accadimenti (oppure : è O Miracul’(?)) di un nostro benemerito “Angelino custode”; amato Benefattore; con Salutare effetto placebo della CURA ALFANO su certi Infingardi !

A proposito della sacrosanta e indifferibile Riforma della Giustizia; solenne impegno a favore del martoriato Popolo Italiano, assunto dal paziente e sapiente Cavalier Berlusconi; contro alcuni Cialtroni e Lestofanti, Manigoldi e Blasfemi, Empi e Turpi; triste CIARPAME UMANO (lo dico da anni …) che razzola nei luoghi sacri; ora finalmente Qualcuno dal Cielo, mosso a pietà per le indicibili sofferenze inferte vigliaccamente a tanta povera gente, si sta prodigando e protende le braccia ai miserevoli Derelitti; diventati tali perché colpiti dalla severità della Legge; applicata da grondanti mani Criminali; che tanto ricordano i feroci “Cosacchi” dell’infame Processo Cuocolo.

Premesso che certa Ignobile “stampa e televisione” offende e denigra perennemente il nostro Presidente del Consiglio, (compagno, lavoratore e di non recondita origine Popolare), si consiglia a questo laborioso e Legittimo Governo, di provvedere quando prima possibile; con l’inserimento di una doverosa regolamentazione anche di questo triste capitolo, nella imminente RIFORMA della GIUSTIZIA; la quale aggirandosi come un terribile spettro ed al solo pensiero che sarà portata a termine (Deo gratias), già incute un salutare terrore in qualche lagnoso Gaglioffo Giudiziario.

Sarà perché si rende conto (e meno male che il malcreato, una volta tanto capisce bene e non scambia come suo solito, il luccichio di un volgare sputo per una nobile moneta di argento), che dovrà abbandonare la spagnolesca albagia e scendere dal nobile destriero per salire sul “vile” ronzino e pertanto si preoccupa già dei “feroci lazzi e potenti pernacchi” che gli saranno tributati in copiosa quantità; ed anche in questo indovina; per cui dovrà ringraziare la prodigiosa CURA del Chiarissimo Dottor ALFANO, che fa diventare intelligente anche i felloni ignoranti, affetti da congenita stupidità e già prima che inizino la fastidiosa lettura del Bugiardino, che è il foglio illustrativo e non è come pensano tanti bravi ragazzi, il figlio della nota “Bugiarda”; ossia la famigerata “La Stampa”.

Il 23 Maggio 2009 alle 9:41 Zione ha scritto:

Noemi riporta alla luce e riveste di nuovo splendore il “Ballo delle Deb”.

In illo tempore, le famiglie che potevano permetterselo, erano entusiaste di far partecipare le loro ragazze che compivano i 18 anni al ballo delle Debuttanti in Società; che rappresentava il realizzarsi di un bel sogno molto atteso, specie quello (fra i tanti) che organizzava egregiamente e da lungo tempo, il compianto Circolo della Stampa nella Villa Comunale a Napoli.

Purtroppo cogli attuali tempi difficili, si è sempre più consolidata la buona abitudine di arrangiarsi diversamente, per cui si invitano molti parenti e amici (pochi) in una buona sala, di un rinomato ristorante, evitando quella di lusso che poco si presta ad una festa alla buona; anche per il continuo “galoppo dei bambini” e quindi con una spesa contenuta, che solitamente ritorna largamente dai doverosi regali dei generosi e comprensivi commensali; elargiti con piacere e quasi tutti in moneta contante.

Pertanto mi compiaccio di vedere le foto di una bella festa di una Famiglia per bene; dove si nota anche la presenza degli affettuosi e cari Nonni della festeggiata e tante salutari bibite per i ragazzi; il che di questi tempi di decadenza dei valori, specie quelli familiari, denota l’educazione inculcata e il rispetto dei principi basilari del saper vivere; con cui ancora si riesce a far crescere i figli, da parte delle persone morigerate.

Il Presidente Berlusconi, malgrado i grandi successi ottenuti, non dimentica mai la sua modesta origine e i tanti sacrifici fatti dalla sua Mamma, in particolare, per crescere la prole, (e speriamo che non si dimentichi neanche della Doverosa Riforma della moribonda Giustizia …); per cui, quando i gravosi impegni dello Stato lo permettono, si lancia beatamene fra la gente comune e si rallegra nel fare quattro amene chiacchiere, specie coi giovani e si scambia disinvoltamente e con evidente e reciproca soddisfazione, pure qualche pacca sulle spalle col Personale di Servizio (oh che Orrore ! …), come si usava una volta fra i vecchi Compagni; ormai scomparsi; perché diventati quasi tutti ricchi; a cominciare da alcuni capi che non hanno mai fatto la gavetta, almeno col normale lavoro; se si escludono traffici e intrallazzi vari, con l’aiuto di sinistre toghe; dalle mani poco pulite.

E’ noto che la frizzante compagnia del Cavaliere, oltre alla piacevolezza del momento, lascia un grande ricordo negli astanti, che diventa anche motivo di orgoglio nel raccontare il fatto di essere stato, seppure per caso, un privilegiato; e questo ha infastidito qualcuno colla puzza sotto il naso; quindi c’è da pensare che gli immondi pettegolezzi di “bassa cantina”, dovuti ad una manica di fetenti, dissacratori di un così lieto e sereno evento siano soltanto frutto d’invidia, gelosia e cattiveria politica, dettate dalla solita bassezza umana; pertanto porgo i dovuti complimenti alla pregiata Famiglia e i più Cordiali Auguri per un felice e radioso avvenire, alla bella e soave Noemi.

Il 26 Maggio 2009 alle 23:32 Zione ha scritto:

Alla dolce Noemi e Pregiata Famiglia !

Vai ! Librati in volo, bianca Colomba, dai ascolto al vecchio Zione,
che ben vi conosce e molto vi stima; per chiare virtù ed Educazione
e tanto soffre a sentir le calunnie dei tanti marrani e di qualche Fellone !

Dai, non pensare alla gente malvagia e agli infingardi che metton “bacchette”,
ma pensa soltanto alla tua cara famiglia e alle tue belle e gentili amichette;
orsù, continua a studiare con grande profitto e non ti scordare : “a letto alle sette !”

Va’ ! Vola felice, soave Noemi; ignora i cialtroni ed il Sudiciume,
la stampa fetente; i compagni carogne e la cancrena del Giudiciume;
che tanto dissacra il Popolo Onesto, andando a braccetto col Canagliume !

Il 20 Giugno 2009 alle 9:16 Zione ha scritto:

Bravo grande Papy; “pittel’e Mmerdd” a questi Gran Fetenti, così come meritano i ruffiani, “e Caper” e tutti i Miserabili Vermi; oltre a sputtanarli pubblicamente, comincia anche ad acciaccarli sommergendoli di querele e se non si accucciano immantinente, allora fà muovere pure la Magistratura Militare, considerato che giocando con te, rischiano di farsi male sul serio, perchè offendono lo STATO ITALIANO, nella sua massima e Legittima Espressione della VOLONTA’ POPOLARE.

Ma ti prego, non dimenticare di infilare nel grosso fagotto dei molto grandissimi escrementi solidi, destinati all’inceneritore di Acerra, anche qualche emerito cialtrone della Mafia Giudiziaria che salterà fuori dalla Doverosa Inchiesta da fare sulla triste Confraternita dei sommamente Iniqui, che dall’alto della boria e dell’ignoranza hanno tanto vigliaccamente Oltraggiato il Popolo.

Grazie di cuore dalla gente Onesta che non dimentica, fra le tante cose, il Miracolo Napoletano e quello dell’Aquila, Ciclopici eventi fatti con grande impegno ed insieme ad eccezionali e Valorosi collaboratori, dal suo Presidente, laborioso e provetto timoniere di questo oltraggiata Nazione.

Devi aver fatto log-in per inserire un commento.

Spifferi dal Transatlantico
Ingiustizia, di Maurizio Tortorella
Uno contro tutti, di Carlo Puca
Gattopardi,
Il voltagabbana, di Paolo Guzzanti
CLAUDIA DA CONTO
Politicamente (S)corretta, di Annalisa Chirico
Giuseppe Cruciani
 
 
 
 
assicurazione.it Risparmia fino a 500€
mutui.it Risparmia fino a 15.000€
prestiti.it Risparmia fino a 2.000€
 
FacebookTwitter
MobileFeed rss
FacebookTwitter

Il video del direttore, di Giorgio Mulè
L'arcitaliano, di Giuliano Ferrara
Cane sciolto, di Vittorio Feltri
L'editoriale, di Giorgio Mulè
L'europeo, di Sergio Romano
Fatti & credenze, di Luca Ricolfi
Fuori Porta, di Bruno Vespa

  • Aspettando Sanremo
  • Calendari
  • Panorama su iPad
  • Cerca casa
  • Le nostre newsletter
  • Abbonati
  • Meteo
  • Le uscite al cinema
    • Viaggio nell'antico Egitto
    • Applicazioni Mondadori
    • Immobiliare.it
      Case  |  Uffici  |  Case Vacanza

      Provincia
      Tipologia
    • R101
  • Promozione

  • Abbonati subito a Panorama!