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	<title>Italia &#187; Memoria e dolore: Falcone, 17 anni dopo. E il boss Gambino arriva in Italia</title>
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	<pubDate>Sun, 12 Feb 2012 12:46:41 +0000</pubDate>
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		<title>Memoria e dolore: Falcone, 17 anni dopo. E il boss Gambino arriva in Italia</title>
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		<pubDate>Sat, 23 May 2009 09:54:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>emanuele rossi</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Nell'aula bunker dell'Ucciardone la commemorazione del 17esimo anniversario della strage di Capaci. Il presidente della Repubblica, che ha esortato al "rispetto degli equilibri costituzionali". A Fiumicino Rosario Gambino, boss di Cosa nostra di cui chiese la cattura proprio Falcone nel 1980. E' stato espulso dagli Usa.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!--m--> <img src="http://media.panorama.it/media/foto/2009/01/14/496da508438a2_zoom.jpg" alt="Albero Falcone" width="500" border="0" /><br />
Uno scherzo del destino. Rosario Gambino, 67 anni, boss italo-americano (ma senza cittadinanza Usa) indagato a suo tempo dal giudice Giovanni Falcone nell&#8217;inchiesta &#8220;<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Pizza_connection" target="_blank">Pizza Connection</a>&#8220;, latitante dal 1980 e in carcere per 22 anni negli Stati Uniti, è arrivato in Italia oggi. E&#8217; atterrato a Fiumicino poco prima delle 9, accompagnato da quattro funzionari del Servizio Centrale  Operativo (Sco). Espulso. Nel giorno in cui si commemorala strage di Capaci che 17 anni fa si portò via la vita del magistrato simbolo della lotta antimafia, della moglie e della scorta. Il mandato di cattura firmato da Falcone è stato notificato a Gambino, che è già stato trasferito a Rebibbia.<br />
Questa mattina la figura del giudice è stata commemorata dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che ha deposto una corona di fiori davanti la lapide delle vittime di Cosa nostra che si trova dentro la caserma &#8220;Lungaro&#8221; di Palermo. Erano presenti il presidente del Senato, Renato Schifani, e il  ministro dell&#8217;Interno, Roberto Maroni, che ha detto: &#8220;500 chili di tritolo non sono riusciti a cancellarlo dalla nostra memoria&#8221;.<br />
Alla cerimonia hanno partecipato anche, tra gli altri, il  capo della polizia, Antonio Manganelli, il procuratore nazionale  antimafia, Pietro Grasso, il presidente della Regione Siciliana,  Raffaele Lombardo e il sindaco di Palermo, Diego  Cammarata. Il presidente si è poi recato in un altro luogo simbolo della lotta a Cosa nostra, l&#8217;aula bunker del carcere Ucciardone  di Palermo, dove si svolse il maxi-processo alle cosche siciliane, con Falcone e Paolo Borsellino in prima linea, dove erano presenti anche la presidente di Confindustria Emma Marcegaglia e il ministro della giustizia Angelino Alfano.<br />
&#8220;Mai come in momenti come questo,  uniti nel ricordo incancellabile di Giovanni Falcone, Paolo  Borsellino e le altre vittime della mafia sentiamo di essere una  nazione&#8221;, ha detto il presidente della Repubblica nell&#8217;aula bunker di Palermo.  &#8221;Li onoriamo e li ammiriamo&#8221; riferito a Falcone e Bosellino, &#8220;come autentici eroi di quella causa  della legalità, della convivenza civile, della difesa dello  Stato democratico con la quale si erano identificati e come  costruttori di un più valido presidio giuridico e istituzionale  di fronte alle sfide della criminalità organizzata&#8221;. Napolitano ha voluto poi lanciare un segnale non troppo sibillino <a href="http://blog.panorama.it/italia/2009/05/21/berlusconi-contro-i-giudici-estremisti-e-il-parlamento-inutile-e-pletorico/" target="_blank">sul dibattito innescato giovedì dal presidente del Consiglio con le sue parole all&#8217;assemblea di Confindustria</a>:  nella lotta contro la  mafia, ha detto, &#8220;contano la crescita della coscienza critica e della fiducia  nello Stato di diritto&#8221;, e ha sottolineato che essa &#8221;può  rafforzarsi solo in un clima di rispetto in ogni circostanza  degli equilibri costituzionali da parte di tutti coloro che sono  chiamati ad osservarli&#8221;. Alla commemorazione è intervenuta anche la sorella di Falcone, Maria, che nel suo intervento ha   parlato di &#8221;caduta del mito dell&#8217;impunibilità della mafia&#8221; e  ha evidenziato come quest&#8217;anno sia stato scelto come tema  centrale dell&#8217;appuntamento quello del lavoro e dello sviluppo.     &#8221;Fare sviluppo economico legale in Sicilia significa fare  antimafia&#8221;, ha detto.  Il ministro Angelino Alfano ha ricordato l&#8217;importanza del maxiprocesso alla mafia  istruito da Falcone proprio in quell&#8217;aula. &#8221;All&#8217;epoca ero in  collegio. Per tutti fu un shok mediatico vedere i bos rinchiusi  nelle gabbie. Dopo l&#8217;attività istruttoria del pool antimafia  nessuno poté più dire che la mafia non esisteva. Tutti i  killer che, allora, erano al bunker ora sono al 41bis&#8221;.</p>
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