- Tags: Bagnasco, Cei, Chiesa, ddl-sicurezza, immigrazione, lavoro, precari
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Dopo il Papa, il capo dei vescovi. Le gerarchie ecclesiastiche suonano un solo spartito sui temi dell’immigrazione e della crisi economica. In linea con la dottrina sociale della Chiesa. L’assemblea generale della Cei, conferenza episcopale italiana, si è aperto con un lungo intervento del presidente il cardinale Angelo Bagnasco. (A questo link disponibile il testo integrale) Lungo e deciso nel mostrare lo scetticismo della Chiesa sulle soluzioni adottate sinora dalla politica nei confronti dei lavoratori e degli immigrati. La crisi, innanzitutto, “dalla quale non siamo affatto usciti” osserva l’arcivescovo di Genova, “sta producendo i suoi effetti sugli strati più deboli della popolazione”. Per questo è giusto “ricordare che i lavoratori non sono una futile zavorra”: il loro ”patrimonio di conoscenze e esperienze” sarà la ”base da cui ripartire”, una volta superata la crisi. E per superarla, serve un ”fisco più equo” e attenzione alla ”fascia dei precari”, che nell’ultimo decennio ha ”fornito un apporto decisivo alla riduzione della disoccupazione” e per i quali ”gli ammortizzatori previsti sono davvero modesti”. Per Bagnasco, in linea con quanto detto ieri dal Pontefice, “è inconcepibile una visione del lavoro solo mercantile, quasi fosse una qualunque merce di scambio sottoposta alla legge della domanda e dell’offerta”. Poi il capo dei vescovi riprende l’attacco al governo sul ddl sicurezza e sull’approccio all’immigrazione. “Apprezziamo le correzioni” dice, “al provvedimento, ma non ha superato tutti i punti di ambiguità”.
Le critiche di Bagnasco vanno soprattutto ai respingimenti degli irregolari in mare, definti pratica controversa che ha provocato uno “sconcerto unanime” tra le comunità ecclesiastiche: ”il valore incomprimibile di ogni vita umana e la sua dignità, i suoi diritti inalienabili” vanno riconosciuti sopra tutto. “A chi povero o perseguitato si presenta sulle nostre coste è questo il diritto da riconoscere”; ci sono poi, ma in seconda battuta, gli altri valori, e Bagnasco li elenca: “legalità, affrancamento dai trafficanti, salvaguardia del diritto di asilo, sicurezza dei cittadini, libertà di vivere dignitosamente nel proprio paese ma anche” sottolinea, “libertà di emigrare”. Al presidente della Cei e indirettamente al ministro Sacconi che ieri ha chiesto una moratoria dei licenziamenti risponde Emma Marcegaglia: ”Noi stiamo facendo tutto il possibile: i dati dimostrano che gli imprenditori italiani stanno facendo più degli altri colleghi europei”. Così interviene il presidente di Confindustria a margine dell’inaugurazione della mostra ‘Steel Life” a Milano, interviene a proposito dell’appello lanciato dal cardinale. ”Stiamo facendo la nostra parte - ha proseguito Marcegaglia - faremo il possibile, servono gli ammortizzatori sociali e la cassa integrazione in deroga: su questo fronte - ha concluso - siamo impegnati”.
Ma nella lunga prolusione il presidente della Cei non ha affrontato solo temi sociali: anche educazione e bioetica sono finite sotto la lente del successore di Ruini. ”Il mondo adulto non può gridare allo scandalo” sostiene, “esibire sorpresa di fronte alle trasgressioni più atroci che vedono protagonisti giovani e giovanissimi, e subito dopo spegnere i riflettori senza nulla correggere dei modelli che presenta ed impone ogni giorno”. ”Molti ritengono praticamente impossibile l’opera dell’educazione, vi rinunciano in partenza”, rimarca Bagnasco, che invita genitori ed insegnanti a non cedere a un ”atteggiamento di resa”, a non rinunciare in partenza al compito educativo, anche se a ”molti adulti oggi sembra un risultato già soddisfacente riuscire a trasmettere appena le regole del galateo, come a scuola le nozioni principali delle singole materie” ma “educazione non è solo istruzione”. Non è mancato il riferimento alla Bioetica, nella prolusione del porporato: “La chiesa” sostiene, ”non può tacere il rischio strisciante di eugenetica che potrebbe insinuarsi nel nostro costume a causa di interpretazioni della legge 40/2004, che forzosamente vengono avanzate sul piano della prassi come su quello giurisprudenziale”. Mentre sul tema dell’alimentazione forzata, “Non c’è contraddizione tra mettersi il grembiule per servire le situazioni più esposte alla povertà” dice il Cardinale, “e rivolgere ai Responsabili della democrazia un rispettoso invito affinché in materia di fine vita non si autorizzi la privazione dell’acqua e del nutrimento vitale a chi è in stato vegetativo. una questione di coerenza”.
- Lunedì 25 Maggio 2009
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Commenti
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Il 25 Maggio 2009 alle 21:09 nhico ha scritto:
Eminenza, le nostre “possibilità di accoglienza” sono state già superate da tempo. E per capirlo basta sentire ciò che dice il capo della polizia. Si sforzi di capire che siamo oltre il limite del non ritorno e che il nostro prossimo più prossimo è il nostro vicino di casa. E di vicini di casa che vivono nell’ indigenza nera ne abbiamo già più di quanti ne possiamo aiutare. Ignorare questo, e continuare a dispensare speranza alla marea che avanza dall’Africa, è un peccato di superbia.
Il 25 Maggio 2009 alle 23:19 vincenzoaliascontadino ha scritto:
Morale ospitarli sotto i ponti di Tor di Quinto di Roma e loculi?
Qual è la morale della chiesa avere povera gente sotto il Vaticano, Tor di Quinto e dentro i loculi cimiteriali?
Forse farsi stuprare, ricattare, rapinare e scippare da questi fannulloni? Gesù chiedeva l’elemosina, ma non ero un extracomunitario: era figlio di Dio, come quelli chiamano resistenti che in nome suo ti fanno saltare un ospedale, asilo, scuola con un Kamikaze? Insomma, farsi sgozzare ma rendergli la libertà dopo averti sgozzato o del G0?
Credo che la Chiesa con “ Famiglia Cristiana ” sia poco Cristiana, visto che l’amore è donare la vita, mentre questi eroi, sono umiliati dai famosi 10 100 1000 stragi di Nassiriya! Si parla di morale, mentre alcuni preti e l’hanno sotto i piedi andare in giro con Noglobal o dare i sacramenti a mafiosi! Vincenzo Alias Il Contadino
Il 26 Maggio 2009 alle 11:31 cini ha scritto:
Da cattolico credente mi sento fortemente rammaricato nell´osservare come il Vaticano stia allontanando sempre di più i fedeli dalla Chiesa con le loro patologiche critiche al Governo sulle misure di prevenzione prese per contrastare la clandestinità nel nostro Paese.
Tre giorni fa una donna venne stuprata da due marocchini irregolari a Milano, ieri l´altro un gruppo di nigeriani sempre irregolari ha tentato di rapire una tredicenne a Napoli e se continuiamo il percorso inverso nei giorni possiamo osservare una costante, quasi metodica violenza praticata da clandestini extracomunitari su ormai disperati cittadini italiani.
Ironicamente ancora ieri Sua Eminenza Bagnasco se ne viene fuori con il solito sermone criticando il respingimento degli invasori alla frontiera, finalmente attuato dal Governo.
Il Vaticano tra l´altro è uno Stato Sovrano e come tale non dovrebbe interferire negli affari di un´altro Stato indipendente e altrettanto sovrano, sotto il pretesto della religione e dei vari legami che li accomunano.
Quella attuata dal Vaticano è la maniera certa per allontanare molti fedeli dalla Chiesa, così come la sinistra per lo stesso motivo è riuscita a perdere una considerevole fetta del proprio elettorato.Le sinistre radicali, che per decenni hanno appoggiato una filosofia di portoni spalancati a tutti, sono addirittura state annientate.
Da cristiano cattolico credente, sto assistendo impotente con immenso dispiacere al graduale ma certo annientamento della Fede tra i cittadini, per l´assurda testarda insensibilità dimostrata da certi Cardinali verso il popolo italiano.
Non ci rimane altro che incoraggiare il Governo e il Ministro Maroni a proseguire e rinforzare in modo efficace e senza esitazione la grande opera iniziata per contrastare e possibilmente bloccare completamente il flusso di clandestini nel nostro Paese.
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