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- 2 commenti
Il giudice del tribunale del lavoro di Roma Guido Rosa ha disposto il reintegro di Enrico Mentana nel programma Matrix (attualmente guidato da Alessio Vinci) come realizzatore del programma e come conduttore.
Il giudice, che ha accolto un ricorso presentato dall’avvocato Domenico D’Amato, ha condannato Rti al pagamento dei danni. Nel ricorso era stato lamentato il fatto che Mentana fosse stato dimissionato ed illegittimamente licenziato. La vicenda scaturì dalla polemiche seguite dalla decisione aziendale di mantenere inalterata la programmazione di Canale 5 in occasione della morte di Emanuela Englaro.
“Mediaset prende atto della sentenza, a nostro avviso sorprendente, emessa dal Tribunale di Roma nella causa intentata da Enrico Mentana contro il nostro Gruppo”. Lo sostiene una nota del gruppo a commento della decisione del giudice del lavoro che ha reintegrato il giornalista nel suo programma, Matrix.
“Attendiamo di conoscere nel dettaglio le motivazioni della stessa, non ancora depositate dai magistrati, ma fin d’ora - continua Mediaset - rendiamo noto che appelleremo questa decisione in tutte le sedi competenti”.
- Martedì 26 Maggio 2009
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Commenti
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Il 26 Maggio 2009 alle 17:05 nhico ha scritto:
Mentana orgogliosamente dichiara di dimettersi. Poi, ci rimugina su, ci ripensa, se ne pente e vuole tornare a lavorare in quel comitato elettorale dal quale, con tanto schifo, se ne era andato, sbattendo la porta. Detto fatto, con la benedizione di un giudice. Ora, aspettando le motivazioni della sentenza, c’è da chiedersi se è un ritorno al posto di lavoro per evitare che scriva altri libri o una condanna da scontare per la stupidità di quel dimissionamento non richiesto .
Il 27 Maggio 2009 alle 0:39 Zione ha scritto:
Gesù ! Ma chest so cos’e Pazz !!!
Il Lavoro è una cosa Seria; dove un dipendente di una Azienda, DEVE eseguire gli ordini impartiti dal datore di lavoro o da un suo incaricato, a ciò preposto; tranne il caso di incertezza sulla sicurezza, con possibile danno alle persone; per cui è doveroso rifiutarsi e piantare la grana, per evitare che l’incarico venga demandato ad altri …
Il caso in questione, invece, è solo una grave forzatura non riuscita del tentativo di voler governare il timone contro la volontà del Comandante, per cui la pedata è il minimo che giustamente si è meritato.
Ma di questo passo, dove andremo a finire … ? Boja Fauss !!!
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