
Si chiamavano Bruno Muntoni, 58 anni (sposato e padre di tre figli), Daniele Melis e Pierluigi Solinas, entrambi 30enni, tutti di Villa San Pietro, i tre operai della ditta “Comesa srl” morti nel primo pomeriggio nell’impianto di desolforazione MHC1 dello stabilimento della Saras di Sarroch. Si tratta di un’enorme cisterna capace di contenere fino a 100mila litri di gasolio in lavorazione. Secondo le norme di sicurezza, due operai devono restare all’esterno mentre gli altri procedono materialmente con l’intervento.
Una prima ricostruzione dell’incidente è stata fornita dai colleghi di lavoro delle vittime. Un primo operaio si sarebbe sentito male intorno alle 13.30, il secondo avrebbe chiesto aiuto ai due rimasti all’esterno: tutti sarebbero quindi entrati nella cisterna, ma solo uno ne è uscito vivo. Gli altri tre sono stati stroncati dalle esalazioni tossiche sprigionatesi dai residui delle lavorazioni. I vapori letali non gli hanno lasciato scampo. Alla squadra apparteneva un quarto collega, Mario Salonis, intossicato anche lui, ma sopravvissuto. Immediatamente soccorso, è stato trasportato all’ospedale Brotzu di Cagliari per accertamenti, ma le sue condizioni non sono preoccupanti. Era un’operazione consueta quella ordinata questo pomeriggio ai operai: pulire un serbatoio. Ma la routine si è trasformata in tragedia.
I medici del 118 ma non hanno potuto che constatare il decesso in attesa del medico legale, che dovrà accertarne le cause, e del magistrato di turno cui spetterà il compito di indagare sull’incidente. Da diverse settimane sono in corso una serie di interventi di manutenzione programmata sugli impianti.
Prima delle 14 è scattato l’allarme in tutta la raffineria: i dipendenti sono stati invitati a mettere in sicurezza gli impianti e ad abbandonare lo stabilimento. Almeno 200-300 operai hanno saputo attoniti della morte dei loro colleghi.
Appresa la notizia del mortale incidente sul lavoro avvenuto alla raffineria sarda, il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, dalla prefettura di Firenze, si è messo in contatto con il prefetto di Cagliari per avere ragguagli sulla dinamica del grave infortunio. Il capo dello Stato ha pregato il prefetto di esprimere ai familiari delle vittime la sua vicinanza e il suo cordoglio a nome di tutto il Paese. In omaggio agli operai il presidente della camera Gianfranco Fini ha voluto osservare un minuto di silenzio in aula. Il presidente della Camera Gianfranco Fini presente all’incontro “Lavoro che cambia” a Montecitorio ha chiesto un minuto di silenzio in memoria dei tre operai: “Credo si doveroso per tutti alzarsi in piedi e commemorarli come si deve” ha detto Fini, ricordando di aver appreso della “ennesima tragica notizia” del decesso che “secondo le prime ricostruzioni” riguarda tre lavoratori “che stavano lavorando in un ambiente chiuso, saturato dalle esalazioni”. Raggiunto dalla notizia dell’incidente nello stabilimento della Saras, il presidente della Regione Ugo Cappellacci ha immediatamente sospeso la riunione che stava presiedendo a Cagliari e ha deciso di recarsi subito sul posto. “È una tragedia immane”. “Il tragico incidente avvenuto negli stabilimenti della Saras ci colpisce duramente. A nome mio e di tutto il Partito democratico esprimo profondo cordoglio e vicinanza alle famiglie degli operai morti nell’incidente. Perdere la vita esercitando un proprio diritto è una cosa inaccettabile: ora è necessario che sia accertata con rapidità la causa e le eventuali responsabilità ”, afferma in una nota il segretario del Pd, Dario Franceschini.
Cgil, Cisl e Uil hanno proclamato per domani uno sciopero di otto ore, l’intera giornata lavorativa, nello stabilimento Saras di Sarroch. Dalle 6 i lavoratori dell’area industriale, circa 3.000 persone, aderenti alle tre sigle sindacali si asterranno dalle attività . Lo sciopero riguarderà tutte le categorie operanti nella zona: chimici, metalmeccanici ed edili. “L’Italia deve reagire contro il senso di ineluttabilità che sembra accompagnare le morti sul lavoro altrimenti, per il paese, sarà una sconfitta civile e morale”, è stato il commento del segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani. “Se il senso di ineluttabilità prenderà il sopravvento, ha detto il leader della Cgil, “ci sarà una sconfitta morale, civile e culturale di un’intera comunità ”.
La Saras con il suo stabilimento di Sarroch è un operatore leader nel settore della raffinazione in Europa con una capacità di 300.000 barili al giorno. Lo stabilimento della Saras, fondata da Angelo Moratti nel 1962, inizia l’attività nel 1965. Le migliorie apportate ad alcuni impianti negli anni 2000 hanno consentito alla raffineria di incrementare la capacità di conversione in prodotti a maggiore valore aggiunto, ovvero la produzione di diesel a scapito di olio combustibile, per circa 150.000 tonnellate all’anno.
Nello stabilimento vengono realizzate tutte le operazioni necessarie per trasformare gli idrocarburi presenti nel petrolio greggio nelle differenti tipologie di prodotti petroliferi. Il 53% della produzione è destinato al mercato italiano (di cui il 23% al mercato sardo); della restante quota del 47% destinato all’esportazione, circa un terzo è stato venduto in Spagna. “Gli investimenti annui per tecnologie, interventi e formazione su ambiente e sicurezza, sono rilevanti - spiega il sito ufficiale Saras - la tutela della salute, la sicurezza sul lavoro e la salvaguardia ambientale, rappresentano obiettivi prioritari e irrinunciabili”.
Per questo “la raffineria è munita delle migliori dotazioni di sicurezza, fra cui sistemi di regolazione dei processi in Sala Controllo, sistemi antincendio fissi e mobili, rilevatori di incendio e di sostanze tossiche nelle aree di produzione e movimentazione, valvole di sicurezza con convogliamento al sistema-torcia e bacini di contenimento dei serbatoi”.
Il presidente e l’amministratore delegato della Saras, Gianmarco e Massimo Moratti, si recheranno in serata in Sardegna da Milano, per visitare lo stabilimento. Dove si trovano già il direttore generale, quello finanziaria e quello del personale. In un comunicato la società esprime “Profondo dolore per la tragedia”.
- Martedì 26 Maggio 2009
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Commenti
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Il 27 Maggio 2009 alle 21:48 orfeonero ha scritto:
Mi dispiace moltissimo per la morte di queste persone, ma dall’articolo che ho letto tutto è in regola, sistemi di sicurezza moderni, controlli periodici tutti gli accorgimenti tecnologici, ma allora dove sta l’errore? Io penso nella troppa sicurezza di se stessi nell’affrontare certe situazione pericolose.Secondo me bisogna insegnare a queste persone che non si può entrare in queste cisterne senza che sia state prima degassificate o bonificate che dir si voglia. Non serve lo sciopero perchè è successo il nuovo infortunio sul lavoro, ma bisogna vigilare prima. I mezzi per un controllo più accurato ci sono usateli e non abbiate paura di rifiutarvi di entrare nelle cisterne se non siete in sicurezza.Grazie
Il 28 Maggio 2009 alle 21:21 Morti alla Saras, 4 avvisi di garanzia per omicidio colposo » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] Omicidio colposo plurimo. Questo il reato su cui indaga la Procura della Repubblica di Cagliari. La vicenda è quella dei tre operai morti martedì pomeriggio nello stabilimento Saras di Sarroch: sui loro corpi verrà effettuata l’autopsia perché dai risultati degli esami si potrà capire la dinamica dell’incidente che è costato la vita ai tre uomini di Villa San Pietro. Si potrà capire se si è trattato di una tragedia, una fatalità aggravata da qualche errore umano, o se si tratta di gravi mancanze nell’applicazione delle procedure di sicurezza, come denunciano alcuni dei lavoratori della Saras. Oggi sono stati inoltrati gli avvisi di garanzia al direttore dello stabilimento sardo, Guido Grosso, e a tre responsabili della società Comesa, per cui lavoravano le vittime: il caposquadra Giannino Melis, il capocantiere Vincenzo Meloni e il direttore Francesco Ledda. Atti dovuti, come hanno spiegato al tribunale di Cagliari, per consentire alle persone coinvolte nell’inchiesta di poter nominare i propri periti in vista dell’autopsia, in programma domani sui tre corpi di Daniele Melis, Luigi Solinas e Bruno Muntoni. In particolare è da chiarire se al momento dell’entrata del primo operaio nella cisterna la bonifica era stata eseguita a dovere per permettere l’entrata delle persone: se verrà trovato nel sangue dell’idrogeno solforato, sarà il segnale di un mancato rispetto delle norme di sicurezza.I risultati degli esami istologici e tossicologici richiederanno almeno un paio di settimane. I corpi saranno restituiti alle famiglie probabilmente solo sabato. A questo punto non è escluso che i funerali possano slittare a domenica. [...]
Il 29 Maggio 2009 alle 8:19 Morti alla Saras, 4 avvisi di garanzia per omicidio colposo « Cronache ha scritto:
[...] Omicidio colposo plurimo. Questo il reato su cui indaga la Procura della Repubblica di Cagliari. La vicenda è quella dei tre operai morti martedì pomeriggio nello stabilimento Saras di Sarroch: sui loro corpi verrà effettuata l’autopsia perché dai risultati degli esami si potrà capire la dinamica dell’incidente che è costato la vita ai tre uomini di Villa San Pietro. Si potrà capire se si è trattato di una tragedia, una fatalità aggravata da qualche errore umano, o se si tratta di gravi mancanze nell’applicazione delle procedure di sicurezza, come denunciano alcuni dei lavoratori della Saras. Oggi sono stati inoltrati gli avvisi di garanzia al direttore dello stabilimento sardo, Guido Grosso, e a tre responsabili della società Comesa, per cui lavoravano le vittime: il caposquadra Giannino Melis, il capocantiere Vincenzo Meloni e il direttore Francesco Ledda. Atti dovuti, come hanno spiegato al tribunale di Cagliari, per consentire alle persone coinvolte nell’inchiesta di poter nominare i propri periti in vista dell’autopsia, in programma domani sui tre corpi di Daniele Melis, Luigi Solinas e Bruno Muntoni. In particolare è da chiarire se al momento dell’entrata del primo operaio nella cisterna la bonifica era stata eseguita a dovere per permettere l’entrata delle persone: se verrà trovato nel sangue dell’idrogeno solforato, sarà il segnale di un mancato rispetto delle norme di sicurezza.I risultati degli esami istologici e tossicologici richiederanno almeno un paio di settimane. I corpi saranno restituiti alle famiglie probabilmente solo sabato. A questo punto non è escluso che i funerali possano slittare a domenica. [...]
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