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	<title>Italia &#187; Pantaloni a vita bassa, minigonna e infradito? Scuola &#8220;vietata&#8221;</title>
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	<description>Canale Italia di Panorama.it</description>
	<pubDate>Sun, 12 Feb 2012 08:03:23 +0000</pubDate>
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		<title>Pantaloni a vita bassa, minigonna e infradito? Scuola “vietata”</title>
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		<pubDate>Wed, 27 May 2009 06:49:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>massimo morici</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[La dirigente dell’Istituto commerciale Tambosi, dopo una lettera di "richiamo alla decenza" inviata alle famiglie, vuole ora preparare un regolamento in modo che gli studenti vadano a scuola con un abbigliamento appropriato: "Ci sarà un motivo se le parti intime si chiamano così? Allora bisogna coprirle" ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://media.panorama.it/media/foto/2009/05/27/4a1d1a8b974df_zoom.jpg" alt="minigonna" border="0" width="500" /></p>
<p>C&#8217;è chi dice che l&#8217;età giusta per regalarla alle sorelle minori o alle nipotine siamo i 30, qualcuno più magnanimo entro i 40. Ma Londra capitale delle tendenze, dalle pagine dell’<em>Observer</em>, lancia una nuova regola che farà la felicità delle scosciate agé: minigonna sdoganata a ogni età. Unico requisito per le emulatrici di Sharon Stone è il poterselo permettere, avendo un bel paio di gambe affusolate, onde evitare l’effetto &#8220;insaccato&#8221;.<br />
Non la pensa così Francesca Carampin, preside di un istituto commerciale di Trento, che nei giorni scorsi ha preso carta e penna e ha scritto una lettera di fuoco ai genitori dei suoi alunni: &#8220;Ci sarà un motivo se le parti intime si chiamano così, allora bisogna coprirle&#8221;. E ancora: &#8220;A scuola si va vestiti con decenza&#8221;. E non basta. Dopo la lettera di &#8220;richiamo alla decenza&#8221; inviata alle famiglie, ora la preside vuole preparare un regolamento in modo che gli studenti vadano a scuola con un abbigliamento appropriato. &#8220;Non pretendo che i ragazzi vengano in giacca e cravatta e le ragazze come le monache, ma non ci si può vestire come si andasse al mare, con canottierine che fanno vedere l&#8217;ombelico, minigonne esagerate o pantaloni a vita bassa con la pancia di fuori, oltre a qualcos&#8217;altro&#8221;, ha detto la preside dell’istituto. In Italia non ci sono le divise per le superiori, infatti, come nei paesi anglosassoni e gli alunni si possono vestire un po’ come vogliono.<br />
Ma negli ultimi anni starebbero esagerando, almeno secondo la preside trentina che è corsa ai ripari a poche settimane dalla maturità.<br />
Stessa intransigenza nei vestiti che trova adepti anche nell’estremo Sud della Penisola: anche al liceo scientifico &#8220;Enrico Fermi&#8221; di Ragusa, in Sicilia, nei giorni scorsi due alunni sedicenni che frequentano il terzo anno non sono stati ammessi in classe, perchè vestiti in modo non conforme al decoro: indossavano pantaloni che coprono le gambe fin sotto le ginocchia (detti &#8220;pinocchietti&#8221;), ma non arrivano ai piedi. I due ragazzi, richiamati immediatamente dal preside, sono tornati a casa, dove si sono cambiati in fretta e furia per essere ammessi in classe.</p>
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