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	<title>Italia &#187; Il comandante del Nit: &#8220;Così bracchiamo i cyber pedofili&#8221;</title>
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	<pubDate>Sun, 12 Feb 2012 07:24:41 +0000</pubDate>
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		<title>Il comandante del Nit: “Così bracchiamo i cyber pedofili”</title>
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		<pubDate>Sun, 31 May 2009 09:06:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>cristina bassi</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Domenico Di Somma, a capo del Nucleo investigativo telematico attivo presso la procura di Siracusa, fa il bilancio di otto anni di attività: "Grazie alla nostra specializzazione abbiamo oscurato quasi 500 siti illegali. Ma nulla ripaga il dolore per i bambini sfruttati che siamo costretti a vedere ogni giorno"]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://gallery.panorama.it/gallery/cronaca_pedofilia/3844_pedofilia1.html" title="pedofilia1"> <!--m--> <img src="http://media.panorama.it/media/foto/2007/05/09/482ebc3ee33e9_zoom.jpg" alt="pedofilia1" border="0" width="500" /> </a></p>
<p>Più di 480 siti italiani oscurati, 1.023 perquisizioni a casa di presunti pedofili, 1.792 fascicoli processuali aperti. Il Nit, Nucleo investigativo telematico, controlla ogni anno oltre 20 mila portali sospetti. E, grazie alla specializzazione dei suoi investigatori e alla rapidità delle indagini, spesso risale alla fonte della pedopornografia online, a casi di sfruttamento sessuale di minori, a chi sta dietro lo schermo del computer. L&#8217;<a href="http://www.repubblica.it/2009/04/sezioni/cronaca/pedofilia/pedo-online/pedo-online.html" target="_blank">operazione </a> dell&#8217;inizio di maggio, chiamata &#8220;Veritate&#8221;, è finita su tutti i giornali: 57 perquisizioni in 15 regioni, quattro arresti e una ragazzina italiana di 13 anni liberata dei suoi sfruttatori.</p>
<p>Il Nit, nato nel 2001, opera in tutta Italia, ma ha sede presso la procura di Siracusa. Proprio nella città del <a href="http://www.telefonoarcobaleno.org/it/" target="_blank">Telefono Arcobaleno</a>, presieduto da Giovanni Arena, da cui parte la gran parte delle denunce. È l&#8217;unico caso in Italia di un pool di magistrati dedicati ai reati online con a disposizione un &#8220;braccio operativo&#8221; di polizia giudiziaria specializzato. Il Nit è composto da sei investigatori, tra carabinieri, appartenenti alla Guardia di finanza e alla Polizia postale, supportati da agenti della polizia locale. Il maresciallo Domenico Di Somma è stato uno dei fondatori, insieme all&#8217;allora procuratore aggiunto Giuseppe Toscano, e ne è tuttora il comandante.</p>
<p>&#8220;Gli esperti del Nit sono investigatori molto speciali&#8221;, spiega, &#8220;invece di pedinare i criminali sulle strade, li seguono nelle infinite vie della Rete. Le difficoltà non sono poche, bisogna agire molto rapidamente una volta trovata la traccia giusta: i siti sono estremamente volatili. Anche se di recente abbiamo potuto contare sulle informazioni di alcuni &#8216;pentiti&#8217;&#8221;. Investigare sul web è come esplorare un mondo parallelo, con le proprie regole e i propri tempi e soprattutto con molte possibilità per chi compie reati di nascondersi.</p>
<p>Il 90 per cento dei reati informatici riguarda la pedofilia. La pedopornografia online non conosce crisi e gli italiani sono al quinto posto nel mondo tra i fruitori di questo mercato. Gli indagati sono spesso persone che fanno lavori grazie ai quali entrano in contatto coi bambini. Nel momento in cui i controlli aumentano, i siti incriminati &#8220;migrano&#8221; su provider stranieri. Inoltre l&#8217;anonimato è spesso un&#8217;assicurazione di impunità, anche se di recente un accordo coi principali gestori ha reso più difficile restare anonimi nel creare un sito illegale. &#8220;E poi&#8221;, continua Di Somma, &#8220;anche lo &#8217;smanettatore&#8217; più scaltro prima o poi commette un errore. A quel punto entriamo in scena noi, che magari lo stavamo osservando da mesi. Preferiamo infatti non usare la trappola degli &#8216;agenti provocatori&#8217;&#8221;.</p>
<p>Ma il comandante del Nit rifiuta la cultura del sospetto che demonizza Internet. &#8220;I genitori stiano sempre attenti ed educhino i figli sui pericoli che si possono incontrare online, proprio come li mettono in guardia prima di uscire per strada&#8221;, consiglia. I cattivi incontri sul web sono frequenti come quelli nella realtà, se è vero che, spiega Di Somma, &#8220;il pedo-business è in continua crescita, nella misura in cui aumenta la domanda&#8221;. La rete di sfruttamento dei bambini è internazionale, i piccoli sono spesso dell&#8217;Est Europa, c&#8217;è anche qualche italiano. È proprio in nome delle vittime che gli esperti del Nit non vogliono sentir parlare di &#8220;soddisfazione&#8221; per i risultati raggiunti con le loro operazioni. &#8220;La nostra è un&#8217;attività molto dolorosa&#8221;, conclude Di Somma. &#8220;Monitorando questi siti negli anni a volte capita di riconoscere qualche bambino. Il pensiero che sia cresciuto sotto i nostri occhi e nelle mani dei suoi aguzzini è impossibile da accettare&#8221;.</p>
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