Bossi: A me gli enti locali, a voi il resto

Umberto Bossi

di Paola Sacchi
“Noi qui e Roberto Maroni in mare a respingere i clandestini. Eravamo un gruppo di amici che volevano prendere a bastonate ‘Roma ladrona’ e siamo riusciti a cambiare le cose. Il guerriero Alberto da Giussano andrà in pensione solo quando avremo la liberazione della Padania”.

Dalla sala di Sesto Calende, dove il Carroccio lancia la sfida alle elezioni comunali, rara enclave rossa del Varesotto verde, gremita di leghisti, giovani soprattutto, domenica 31 maggio si leva un boato “Umberto! Umberto!” e un grido “Secessione”. Ma il Senatùr replica: “Per ora godiamoci il federalismo fiscale”. E lancia i salari territoriali: “La Lega è così piena d’inventiva che è capace di trascinare anche Silvio Berlusconi” avverte il leader del Carroccio e ministro delle Riforme per il federalismo.
“Mi sento tonico, forte, sodo” dice in questa intervista. Il “guerriero Bossi” difende a spada tratta il premier sul caso Noemi (”Tutta una montatura”). Sottolinea la piena fedeltà della Lega al premier: “Io sono amico di Berlusconi. Ogni grande patto è sacro. Niente mani libere, Berlusconi è una brava persona: io non cambio uno che mantiene le promesse”. Quindi, niente ribaltoni come nel 1994, lo testimonia la telefonata con Berlusconi che lo chiama proprio mentre è in corso l’intervista con Panorama. Un saluto al premier lo fa anche Giancarlo Giorgetti, seduto a tavola con Bossi, numero uno della Lega lombarda, e Dario Galli, presidente della Provincia di Varese.
Bossi si aspetta una Lega a due cifre?
Non so. Mi aspetto di vincere nei comuni e nelle province. Quelli mi interessano.
I sondaggi vi danno in forte crescita.
Ma dove?
Vi danno al 10 per cento su scala nazionale, poi in Lombardia e Veneto dovreste fare cappotto…
Io voglio i comuni e le province, tutto il resto è secondario.
Se il risultato della Lega superasse quello delle politiche (8,3 per cento) e in Veneto la Lega arrivasse prima del Pdl, lancereste un’opa sul Lombardo-Veneto?
No, io sono amico di Berlusconi. Ogni grande patto è sacro. È di ferro. Una volta che la Lega presiederà le province e i comuni io sarò a posto.
Ma se ci sarà il sorpasso in Veneto vi verrà naturale chiedere la presidenza…
Va bene, vediamo.
Pier Ferdinando Casini dice che invece al governo comanderete sempre più voi.
Io sono amico di Berlusconi. Con lui ho un patto. A me Berlusconi piace: è una brava persona.
L’asse del Nord resterà quindi sempre solido, la Lega resterà sempre fedele al Cavaliere o voi vi sentirete comunque anche il partito dalle mani libere?
No, resteremo fedeli. Tratteremo, tratteremo, ma noi sappiamo che Berlusconi è uno che mantiene le promesse e quindi io non cambio l’alleanza.
Niente mani libere?
No.
Uno che sembra cambiare spesso posizione anche sull’immigrazione è il presidente della Camera Gianfranco Fini.
Avrà i suoi casini, ma lui vuole bene a Berlusconi.
Non crede che aspiri a diventare leader del Pdl o presidente della Repubblica?
No.
E allora perché fa quasi un distinguo al giorno?
Ma per i suoi, per tranquillizzarli, potrebbero sentirsi schiacciati nel Pdl.
Fini potrebbe essere in un lontano futuro il leader del centrodestra?
Per adesso è Berlusconi. E non è giusto per Berlusconi parlare ora di suoi successori. Fini poi non ha alcuna intenzione di fare le scarpe a Berlusconi.
Lei pensa che dietro il caso Noemi ci siano anche spezzoni di poteri forti che vogliono tornare a fare i king maker della politica?
È una bella montatura più legata alla politica della sinistra che ai poteri forti. La sinistra non ha più i voti, non ha un progetto e allora questo le rompe le scatole. Una sinistra che non capisce più niente. La sinistra era sempre stata capace di interpretare la gente, la società, però adesso mi pare non più.
Il segretario del Pd Dario Franceschini ha detto che Berlusconi non è un buon educatore, suscitando l’indignazione dei figli del premier. Come giudica questa uscita?
Quella è una str…
Ma l’orologio dell’attacco a Berlusconi non le sembra che abbia puntato le lancette sulle elezioni? C’erano stati il federalismo fiscale, la sicurezza, la proposta del G8 in Abruzzo.
Ma proprio per quello si sono arrabbiati: le cose andavano troppo bene.
Voi avete voluto riforme condivise sul federalismo, siete disposti a farle così anche sulla giustizia?
Speriamo.
Dipende dalla sinistra?
E certo.
Andrete avanti con la proposta dei giudici eletti dal popolo?
La applaudono anche in Emilia-Romagna. La vogliono anche lì, quindi, la sinistra ci deve pensare.
L’attacco della sinistra a Berlusconi ricorda un po’ la caccia nei confronti di Craxi. La Lega era giustizialista, ha rivisto quella posizione a quasi dieci anni dalla morte di Bettino?
Craxi commise un errore cercando di agganciare i miei. Allora non mi fidai più di lui.
Detto questo non crede che abbia pagato per tutti?
L’ha pagata troppo, troppo.
Se il 21 giugno passasse il quorum e vincesse il sì al referendum sulla legge elettorale, che fareste?
Non ci pensiamo. (chiosa Giorgetti: “È un’ipotesi fantascientifica”, ndr).
Una federazione con il Pdl in un lontano futuro può essere possibile?
Per adesso no.
In Sicilia Raffaele Lombardo ha azzerato la giunta. Pensa che il suo autonomismo coniugato con il vostro federalismo potrà portare a un leghismo nazionale?
La vedo sì questa possibilità di fare un leghismo da Nord a Sud.
Possibilità di elezioni anticipate?
Non esiste.
Vi sentite ancora una costola della sinistra, come vi definì Massimo D’Alema?
Ma no, ma no… Prendiamo il voto degli operai, però noi non siamo per lo statalismo.
Perché non volete abolire le province?
È un problema di identità quello delle province, troppo importante per la politica. Le province hanno un ruolo fondamentale per le strade, le scuole, l’ambiente.
Le scuole sono troppo poco padane?
Le scuole devono ricollegarsi al territorio e quindi ogni regione dovrebbe difendere la sua storia, i suoi dialetti. In Svizzera i cantoni parlano tutti in dialetto.
In 15 anni che il centrodestra e la Lega sono entrati nella stanza dei bottoni potevano fare di più per affermare una nuova cultura diversa da quella ancora egemone della sinistra?
Adesso che è arrivato il federalismo sarà molto d’aiuto. Quando il mondo va tutto in una direzione, tutti gli vanno dietro.
La Lega è stata accusata di lottizzazione perché per poter nominare vicedirettore generale della Rai Antonio Marano ne sono stati piazzati altri tre nella stessa funzione.
Ma che vogliono? Nella Rai non contiamo quasi niente.
Le manca Gianfranco Miglio?
Sì, il professor Miglio manca, era un produttore di idee.
Chi sarà il suo successore?
La Lega.
Come ha commentato sua moglie Manuela le accuse di Veronica Lario a Berlusconi e l’ultimo gossip secondo il quale la consorte del premier avrebbe un compagno?
No, non parliamo di questa roba. Mia moglie Manuela è una che spera che non sia vera la loro crisi familiare.
Auspica che Veronica e Silvio tornino insieme?
E certo.

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