Il Pdl strappa 15 province al Pd. Sindaci: ballottaggi a Firenze e Bologna

elezioni

E adesso sarà difficile dire che il centrodestra non abbia vinto il voto per le amministrative.
C’erano in ballo 62 province, di cui tre (Monza, Fermo, Barletta) di nuova formazione. 50 erano amministrate dal centrosinistra e solo 9 dal centrodestra.
Dopo il voto del week end, ben 15 passano al primo turno al centrodestra, che così sale a quota 26. Al centrosinistra ne restano solo quattordici. Per altre ventidue serve il ballottaggio, tra due settimane.

A Napoli Luigi Cesaro del Pdl batte col 59% il professore del Pd Luigi Nicolais (ex ministro dell’era Prodi alla Funzione Pubblica, già segretario provinciale del Pd a Napoli e dimessosi da questa carica il 5 gennaio del 2009 perché non soddisfatto del rimpasto della giunta comunale operato dal sindaco Rosa Russo Iervolino); a Milano Guido Podestà del Pdl ipoteca il ballottaggio con un 48,8 contro il 38,8 di Filippo Penati del Pd. Ballottaggio anche a Torino e Venezia.
Al comune Firenze, il golden boy Matteo Renzi (giovane e antistema del centrosinistra) al 47,57% va al ballottaggio contro il portiere del Milan e della nazionale Giovanni Galli (centrodestra) fermo al 32%.
A Bologna Flavio Delbono (margheritino e candidato, tra mille polemiche, nel centrosinistra in stile prodiano) non supera per un soffio la soglia del 50% (49,40%) ed è costretto ad andare al secondo turno contro il candidato del centrodestra Alfredo Cazzola, ex mister Motorshow e patron dei rossoblu (29,10%).
Ballottaggi anche per le comunali a Bari (con 307 seggi scrutinati su 345 Michele Emiliano, sindaco uscente di centrosinistra sta al 49,1% dei voti e il deputato della PdL Siemone Di Cagno Abbrescia al 45,8%.) e Padova, dove il sindaco-sceriffo Zanonato non molla la presa, l’ex campione di scherma Marco Marin risponde colpo su colpo: 45,6 contro il 44,9. Come da pronostico la sfida per la poltrona di sindaco si deciderà all’ultima stoccata, tra 15 giorni.
Sfide rimandate anche per le province di Venezia e Torino per le provinciali. Nel capoluogo piemontese Antonino Saitta (centrosinistra) raggiunge il 44,33% contro il 41,5% della candidata del centrodestra Claudia Porchietto.
Al secondo turno la provincia di Venezia vedrà invece il presidente uscente del centrosinistra Davide Zoggia (41,88%) contro la leghista Francesca Zaccariotto (48,37%).
Mentre il centrodestra si aggiudica Pescara con Guerino Testa eletto presidente della Provincia con il 53,24% contro il 41,52% del candidato del centrosinistra Antonella Allegrino.

Al comune di Bergamo vince il sindaco del centrodestra Franco Tentorio con 51,41%, l’uscente primo cittadino Roberto Bruni del centrosinistra ottiene il 42,31%.
A Cremona si deciderà al ballottaggio l’elezione del sindaco ed è la seconda volta che succede. Oreste Perri, candidato sindaco del centrodestra, ex olimpionico di canoa e commissario tecnico, ha ottenuto il 45,01% per cento dei voti. Gian Carlo Corada, sindaco uscente e candidato del centrosinistra, ha ottenuto il 41,68%.
A Pavia vince il candidato del centrodestra Alessandro Cattaneo con 54,37% mentre il candidato del centrosinistra Andrea Albergati raggiunge il 35,21%. Cambio della guardia alla Provincia di Lecco, a Lodi, a Sondrio e a Monza e Brianza. L’en plein del centrodestra in Lombardia lo completa la provincia di Brescia, dove il leghista Daniele Molgora (Sottosegretario al Ministero dell’Economia e Finanze )strappa un 55,5% a Diego Peli del centrosinistra.

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Il 11 Giugno 2009 alle 15:40 Sindrome Serracchiani: Debora la salvatrice, osteggiata dal Pd? » Panorama.it - Italia ha scritto:

[...] Cavalcare l’onda o rispettare le gerarchie? Fra le poche scampate al tracollo elettorale del Partito Democratico, Debora Serracchiani (la Obama italiana, secondo El Paìs) pare aver portato più problemi che soluzioni nel Pd. Che si trova ora, fra spinte diverse interne al partito, a dover gestire un personaggio mediaticamente forte. Rischiando (ulteriormente) di spezzarsi (magari andando proprio verso quella scissione pronosticata dal Cavaliere in campagna elettorale). [...]

Il 12 Giugno 2009 alle 8:25 Sindrome Serracchiani: Debora la salvatrice, osteggiata dal Pd? « Ilcorsarorosso ha scritto:

[...] Giugno 12, 2009 di ilcorsarorosso Cavalcare l’onda o rispettare le gerarchie? Fra le poche scampate al tracollo elettorale del Partito Democratico, Debora Serracchiani (la Obama italiana, secondo El Paìs) pare aver portato più problemi che soluzioni nel Pd. Che si trova ora, fra spinte diverse interne al partito, a dover gestire un personaggio mediaticamente forte. Rischiando (ulteriormente) di spezzarsi (magari andando proprio verso quella scissione pronosticata dal Cavaliere in campagna elettorale). [...]

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