
La loro baia è stata attaccata, loro si sono vendicati con un arrembaggio al galeone del parlamento europeo. Il “Partito pirata” è riuscito a strappare un seggio grazie al sorprendente 7% guadagnato in Svezia. Eppure gli svedesi non sono gli unici “hacktivist” (hacker attivisti) che hanno deciso di buttarsi in politica: in tutta Europa è nata una “Internazionale” dei pirati.
E anche in Italia c’è un loro “covo” il loro segretario si chiama Alessandro Bottoni. Nei video in cui appare in barba bianca e giubba rossa non ha l’aspetto minaccioso di un corsaro ma quello di un tranquillo consulente informatico di mezza età. Si è candidato come indipendente con Sinistra e Libertà, nella circoscrizione nord-est.
Com’è andata?
Come ci aspettavamo, niente di eclatante. Ma è una battaglia che andava fatta, andrà meglio la prossima volta
Contento per il risultato dei “pirati” svedesi?
Sì, eccome. Dimostra la differenza di sensibilità sui temi della cultura digitale, del copyright, della privacy e dell’uso di internet tra i paesi nordici e quelli del sud
Conosce gli esponenti del partito svedese?
Certo, ho incontrato più volte i loro rappresentanti on-line e per fondare il Partito pirata italiano. La loro storia è esemplare: nel 2004, appena nati, presero l’1,9%, poi con i loro temi e le loro battaglie hanno conquistato più votanti e si sono estesi in tutta Europa, anche negli Usa c’è un partito dei pirati
Obama ha lanciato una “guerra informatica” per la sicurezza dei dati e contro il cyberterrorismo…
Non confondiamo, non abbiamo niente a che fare con i cyberterroristi: l’obiettivo dei “pirati” è la condivisione libera della cultura e una riforma di leggi sul copyright obsolete e che favoriscono l’industria
E in Italia? Quanti iscritti avete? Non avete ricevuto un grande supporto dai blog, pare
Siamo quattro gatti, circa 300. Per di più trattiamo temi molto tecnici, anche se riguardano tutti. Il nostro mondo di riferimento sono esperti informatici, hacker e simili. La stragrande maggioranza di loro della politica se ne frega…
Perché si è candidato con Sinistra e Libertà?
Nessun motivo ideologico, ci siamo candidati con loro per farci conoscere. E poi sono stati quelli più vicini alla nostra sensibilità. Anche a destra ci sono persone interessate ai nostri temi, ma i partiti hanno storicamente legami più forti con le industrie e i produttori, basti pensare a chi è il leader del Pdl…
Quali sono i punti principali del vostro programma?
Brevemente: che il privato cittadino non possa essere controllato mentre naviga su internet; una riforma del diritto d’autore che legalizzi quella che è la realtà: tutti scaricano e condividono file!
A che punto è la discussione in Europa su questo tema?
Ci preoccupa la legge voluta da Sarkozy in Francia per fare contente le multinazionali discografiche e televisive, per fortuna il Parlamento europeo l’ha bocciata perché viola il diritto alla privacy e soprattutto alla difesa: sulla base del sospetto viene tolta la connessione a un utente, roba da inquisizione
In Italia la rete si è mobilitata contro l’emendamento D’Alia
Dobbiamo ringraziare tutti il deputato Pdl Roberto Cassinelli che ha stroncato quella misura liberticida
Crede che in Parlamento ci sia un deficit di cultura informatica?
Certo. Dipende dall’età media e dal fatto che i parlamentari non sono scelti dai cittadini ma nominati dalle gerarchie; poi c’è poca competenza e molta pressione da parte dell’industria
Cosa ne pensa di Beppe Grillo?
Molte delle sue battaglie sono anche le nostre, lui ha il pregio di diffonderle, ma alla fine il suo modo di cavalcare più tigri alla volta è controproducente. Non è in grado di portare avanti delle proposte concrete e sostenibili.
LEGGI ANCHE: I pirati di Stoccolma all’arrembaggio del Parlamento europeo - Svezia, un “pirata” al Parlamento Europeo. Partecipa al Forum: Cosa pensi del risultato di questa tornata elettorale?
Il VIDEO con un’intervista al segretario del Partito Pirata Italiano Alessandro Bottoni:
Cosa ne pensano i blog
Giornalettismo » In Svezia sì, in Italia no. Il Partito Pirata da noi sarebbe inutileFabristol » Il link e’ quella parola con la linea sotto
Newebmarketing » Un partito per difendere la libertà della rete nel parlamento europeo
Penne Digitali » Il Partito dei Pirati al Parlamento europeo
Brunilda » Savvy?
Quinta's Weblog » Al partito pirata il 7,1% dei voti in Svezia
- Martedì 9 Giugno 2009
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Lettere dal fronte dei nostri soldati














Commenti
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Il 10 Giugno 2009 alle 12:07 Elezioni 2009 – Parla il Partito pirata italiano: “Felici per la Svezia, qui ci vorrà più tempo” « Il Blog di Deamaltea Formazione e Energie Sostenibili ha scritto:
[...] Da Panorama.it la notizia qui… [...]
Il 13 Giugno 2009 alle 0:58 Come votano gli utenti di unimagazine? - Forum Votailprof.it ha scritto:
[...] Originariamente inviata da shawna mannaggia, ma sai che nn ne spaevo nulla?? in realt anche volendo nn avremmo potuto votarlo..evvvabbb… Perch fuori sede? Il candidato non era in questo colleggio. Leggi sotto Parla il Partito pirata italiano: “Felici per la Svezia, qui ci vorr pi tempo” Panorama.it - Italia __________________ "Su nulla abbiamo meno potere che sul nostro cuore, e, lungi dal comandarlo, siamo obbligati ad obbedirgli". Jean Jacques Rousseau [...]
Il 22 Giugno 2009 alle 17:23 Pirata del web o pedofilo online? Lo strano caso di Joerg Tauss » Panorama.it - Mondo ha scritto:
[...] Dopo la vittoria nelle elezioni europee in Svezia, il partito dei pirati del web conquista un seggio in Germania tra le fila del Parlamento federale. Ma non sono stati gli elettori a deciderlo. E, soprattutto, il nuovo rappresentante del Pirat Partei è indagato. Si tratta di una vicenda complessa piena di ombre. Joerg Tauss è un deputato del partito al governo, la Spd: ha scelto di abbandonare il suo gruppo parlamentare e di schierarsi sotto il vessillo dei bucanieri informatici, sostenitori di una revisione delle leggi per abolire il diritto d’autore e la proprietà intellettuale su Internet. La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata una legge approvata pochi giorni fa. La nuova norma prevede di impedire l’accesso ai siti pedopornografici (elencati in una lista) attraverso un blocco imposto dalle società che forniscono le connessioni a internet. [...]
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