Italia come il West: l’Eldorado dei nuovi cercatori d’oro. Pronti per il Mondiale

Un cercatore d'oro

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Uomini e donne chini. Cappello in testa, guanti alle mani e stivali ai piedi.
Stanno piegati a bordo del fiume. Cercano, armati di setaccio, batea (la “padella” da immergere con entrambe le mani, orizzontalmente, in una zona d’acqua calma) e canaletta. Immergono il setaccio nella sabbia, si bagnano fino alle ginocchia in torrenti ghiacciati. Si spezzano la schiena ma scherzano.
In mezzo alla natura incontaminata, sembrano cowboy di due secoli fa. Ore e ore a scavare, lavare e sperare. Che prima o poi, tra i granelli di sabbia e i sassi intrappolati nel setaccio comapaia qualcosa che luccichi: l’oro.

Come nel Klondike di fine ‘800
Non è una scena tratta da un vecchio film sul Klondike e nemmeno una striscia animata del mitico “Zio Paperone”. Là, allora, si dava la caccia alle pepite. Là si era tra il Canada nord-occidentale e l’Alaska.
Qui si tratta di piccole pagliuzze luccicanti. Qui si sta tra la Lombardia e il Piemonte: a Biella. Dove, da qualche anno in qua, è sempre più facile imbattersi in cercatori d’oro in azione. Un hobby che sta riscuotendo sempre più successo e raccoglie sempre più aficionados: In Italia si stimano 300 gli amanti di questa attività, per la maggior parte uomini. Il periodo più proficuo? Una ventina d’anni fa. Chissà, forse, con la crisi che morde potrebbe anche esserci un boom…

Da hobby a disciplina sportiva

Di fatto, oggi,  l’attività è diventata una disciplina sportiva nelle prove di abilità, nazionali e internazionali. La più prestigiosa è senza dubbio il Campionato mondiale dei cercatori, che quest’anno, dal 13 al 23 agosto, sarà ospitato dall’Italia. L’evento, sotto l’egida del World Goldpanning Association è organizzato a Vermogno e Zubiena (la terra promessa è nei dintorni di Biella, come si diceva: qui la mappa per arrivare) dall’Associazione biellese cercatori d’oro (Abcdoro) . Qui l’Abcdoro ha acquistato nel 2000 il terreno dove sorge Victimula, il villaggio dei cercatori d’oro italiani: la capitale della ricerca dell’oro alluvionale della Penisola, con il centro visite della riserva naturale Speciale della Bessa, l’antica miniera d’oro a cielo aperto di epoca romana, ed il Museo dell’Oro e della Bessa.
La riserva naturale della Bessa
Campionato mondiale dei cercatori d’oro
Ed è qui che il prossimo agosto cercatori di ben 23 Paesi, dal Canada al Giappone, dalla Finlandia al Sudafrica, si sono dati appuntamento per scoprire chi è il migliore del mondo: chi sarà il re dell’Arena, il sistema di vasche artificiali che riproduce il letto di un fiume. È la terza volta che il mondiale, giunto alla sua 33esima edizione, si svolge in Italia. “Per noi della zona del Biellese” spiega il vicepresidente dell’Abcdoro, Arturo Ramella “ha un’enorme importanza perché abbiamo quello che rimane di una miniera d’oro d’epoca romana di 2.100 anni fa, la Bessa, zona lavorata dal periodo della Repubblica Romana intorno al 140 a. C.. Avere il campionato del mondo qui è un modo di attirare l’attenzione su un’attività che ha 2mila anni di storia. La ricerca dell’oro da noi nella Bessa è partita secoli fa, 2mila anni fa, quindi possiamo affermare con orgoglio che c’eravamo prima noi!”.
I favoriti per la vittoria del titolo sono i Finlandesi, noti specialisti, mentre il campione in carica è un olandese, nella categoria uomini. Gli italiani hanno comunque buone ambizioni.

Otto ore di ricerca per un grammo d’oro circa, pari a 20 euro
Cercare oro, specificano dall’Associazione biellese, non è un lavoro. Le possibilità di guadagno sono pressoché nulle: dopo otto ore di duro lavoro, quello che ci si porta a casa è la schiena rotta, circa un grammo d’oro circa, pari a 20 euro di valore (corrispettivo di 2.5 euro all’ora) e una bella avventura da raccontare ai colleghi. “È piuttosto un’attività di tempo libero all’aera aperta” spiega Ramella.
“Diventa sport solo quando si fanno le gare, le prove di abilità. Per il resto è paragonabile a fare una scampagnata per raccogliere funghi”. È anche per questo che l’attività viene vista di buon occhio anche dalle amministrazioni locali poichè inizia a rappresentare un buon canale turistico.

Dove si “pesca” meglio
Le zone dove maggiormente viene praticata questa attività si trovano nord, con i fiumi legati alla Pianura Padana soprattutto verso ovest, in Piemonte e Lombardia. Osservando una cartina dell’Italia, ci si accorge subito che le miniere d’oro sono per la maggior parte situate nella stessa zona e cioè in quella fascia alpina che, iniziando dalla catena del Monte Rosa, prosegue disegnando un virtuale proseguimento di quest’ultima: si tratta insomma di una sorta di “arricchimento aurifero” geologico.

Il VIDEO su due gemelli cercatori d’oro

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