
Per fortuna, giugno non è il periodo di massima attività per le stufe. Ma il caso del pellet radioattivo sequestrato in 29 province in tutta Italia mette in allarme i tanti consumatori di questo particolare tipo di combustibile ricavato dalle biomasse. La contaminazione al Cesio 137 è stata scoperta sabato da un valdostano che ha notato come il materiale bruciava in modo molto anomalo. Dalle analisi dei vigili del fuoco è emersa la radioattività. Il combustibile, di marca Naturkraft, proviene dalla Lituania ed è stato importato in Italia da una ditta di Varese che lo ha poi distribuito, dall’ottobre 2008, su tutto il territorio nazionale.
Non sono ancora chiare le effettive pericolosità dei fumi, mentre è probabile che le stufe che risultino contaminate dovranno essere distrutte.
Lo spettro di Chernobyl
La notizia ha presto fatto il giro della penisola, allertando i consumatori. La Protezione civile consiglia di non utilizzare il combustibile della mara Natur Kraft e di contattare Vigili del fuoco e Questura per provvedere allo smaltimento. La pericolosità sembra comunque molto ridotta se il materiale non viene bruciato. Sui blog dedicati all’ecosostenibilità (il pellet è considerato molto più sostenibile rispetto alle tradizionali forme di riscaldamento) e nei forum dei consumatori la preoccupazione si fa sentire: “Se la contaminazione è ancora da mettersi in relazione con l’incidente di Cernobyl del 1986 (il peggiore mai avvenuto nella storia del nucleare ad uso civile) non è riportato da nessuna agenzia, anche se la provenienza del pellet e il tipo di radioattivo che lo ha contaminato, farebbero pensare che non si tratti di una strana coincidenza” scrive Faber su l’alternativa-isaia. Per questo (anche se Chernobyl è in Ucraina, ndr) Tuttisostenibili rilancia l’appello della Coldiretti che invita a “privilegiare le biomasse locali” per avere maggiori garanzie di tracciabilità.
I consigli dalla rete
Su “pellets blog” invece scrivono in molti per chiedere consigli su come comportarsi con le scorte di pellets: c’è chi chiede se una determinata marca possa considerarsi sicura, “Ho fatto montare la scorsa settimana una stufa a pellet e la dittà l’ha collaudata con un sacco di pellet della NATURKARFT. Adesso scopro che la procura di Aosta l’ha messo sotto sequestro, dove posso farlo analizzare? E per le ceneri?” chiede un utente.
A dare le risposte sono gli altri utenti: “Cercando informazioni su “pellets radioattivi” ho visto che c’è una ditta di Milano che fa verifiche sulla salubrità delle case e che verifica anche la radioattività dei pellets” scrive A.G. Carsana, mentre Ludo consiglia “Un laboratorio di analisi ambientali” che “può effettuare la spettrometria gamma dei materiali cui si sospetti una qualche contaminazione radioattiva“.
E c’è anche chi non è preoccupato per averlo bruciato: “Sono altamente agitata. Ho preso un solo sacco di quel pellet a castorama qui a genova verso dicembre gennaio..nn m ricordo..lo uso nn per le stufe ma come lettiera igienica per il mio animaletto…è capitato che ne ingerisse rosicchiandolo..sono davvero preoccupata..fatemi sapere qualcosa…” scrive Valentina.
- Lunedì 15 Giugno 2009
Elezioni amministrative: lo speciale
LEGA: LE DIMISSIONI DI UMBERTO BOSSI
Viaggio tra le gang sudamericane in Italia, le pandillas
La pirateria online è un furto? 








Costa Concordia: gli approfondimenti, le immagini





LA CASTA - Privilegi (veri o presunti) di politici, lobby e categorie






Mostri della porta accanto
Le grandi inchieste sul sesso di Panorama


Avetrana: video, articoli e foto esclusive 







Commenti
Puoi lasciare un commento, oppure fare trackback dal tuo sito.
Devi aver fatto log-in per inserire un commento.