A.A.A. vendesi sul web tombe storiche dei cimiteri romani

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E per l’anniversario di matrimonio? Una camera sepolcrale. Magari doppia, per “andare oltr e” la formula: “Finché morte non vi separi”.
E per il compleanno del nonno? Un loculo.

Al Verano, riposando tra personaggi illustri
Sono tanti quelli che pensano al futuro dei propri cari. Un futuro da rendere dolce, un trapasso (a miglior vita) in tutta comodità per il caro estinto.
Per chi ci stesse ancora pensando, per quelli che (purché siano abitanti di Roma) vogliono portarsi avanti e non farsi trovare impreparati al “momento ultimo”, il cimitero monumentale del Verano (dove “riposano in pace”, tra gli altri, personaggi illustri come Aldo Fabrizi, Rino Gaetano, Vittorio Gassman, Massimo Girotti, Ciccio Ingrassia, Luciano Lama, Nanni Loy, Goffredo Mameli, Nino Manfredi, Vittorio De Sica, Corrado Mantoni, Marcello Mastroianni, Alberto Moravia, Amedeo Nazzari, Clara Petacci, Alberto Sordi, Palmiro Togliatti, Trilussa, Eduardo, Peppino e Titina De Filippo, Grazia Deledda, Giuseppe Ungaretti) assieme a quelli meno suggestivi del Flaminio e di Maccarese, vende una parte dei suoi sepolcri. Un’asta telematica, del valore base di circa 2,5 milioni di euro, cifra che comprende l’acquisto del bene e la concessione per 75 anni rinnovabile. Per sceglierle, basta entrare nel sito dell’Azienda municipale ambiente (Ama), la municipalizzata che gestisce anche i cimiteri della capitale.

Tomba “extralusso”
Tra i “gioielli” che il Comune ha deciso di mettere in vendita, anche un manufatto “In stile classico. Il tetto è in latero-cemento con coppi e cancello in ferro battuto. Sono presenti elementi ornamentali in travertino: timpano, cornice e l’imposta del portale”. A leggerla così sembra la descrizione di una casa signorile. Anche d’epoca. Invece la cappella a cui si allude è una tomba con camera sepolcrale che può contenere fino a “20 posti salme”. Un manufatto sepolcrare “extralusso”, che infatti ha la base d’asta più alta, 312.629 euro.
Tutte le tombe più antiche sono nella zona sottoposta a vincolo e a tutela della sovrintendenza della Capitale. I 34 sepolcri in vendita sono in stato di abbandono e le ricerche, durate un anno, di eredi ai quali far riferimento sono state tutte vane. Di qui la scelta di rimetterle sul mercato. Del resto la tranquillità maestosa del Verano e le sue tombe sono molto ambite come testimonia l’inchiesta della Procura di Roma che nel 2003 vide indagati personaggi di spicco pronti a tutto pur di ottenere una concessione all’ interno del cimitero monumentale della capitale.

Prezzi non proprio modici
In totale, le proposte all’asta sono 34: 8 al Verano, 24 al Flaminio e due a Maccarese.
I prezzi (non proprio modici) toccano i 312mila euro, scendono a 24mila euro per una tomba a terra al Verano; risalgono a 149 mila per una cappella, fino a 25mila per una tomba a terra al Flaminio o 90 mila per una edicola al cimitero Maccarese. Per scegliere la cappella, l’arca o il sarcofago “dei sogni” è sufficiente cliccare la mappa dei cimiteri e vedere le fotografie.
Tra i vincoli posti dall’Ama per partecipare alla gara: non avere altri manufatti di proprietà e, soprattutto, essere cittadini romani.
Poco male, penseranno i napoletani. Perché poi, alla fine, come diceva il grande Totò: “A morte ‘o ssaje ched’è? …è una livella”

Il VIDEO con la poesia “La livella” del Principe Antonio De Curtis

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Il 22 Giugno 2009 alle 19:17 Pesaro, alla Mostra del nuovo cinema con i film di Lattuada, le lezioni di Bellocchio e il nuovo cinema israeliano | DaringToDo.com ha scritto:

[...] Ha avuto inizio questo fine settimana e andrà avanti fino al 29 giugno la 45a Mostra del Nuovo Cinema di Pesaro. Sono sette i film in concorso fra cui  Fixer: the taking of Ajmal Naqshbandi di Ian Oids, il documentarista che ha seguito in presa diretta la collaborazione tra un giornalista-interprete afgano, Ajmail Naqshbandi, e un giornalista americano, Christian Parenti. L’intimo ritratto di collaborazione fra i due protagonisti è bruscamente interrotto quando Ajmal viene rapito dai talebani insieme a Daniele Mastrogiacomo, l’inviato di La Repubblica. Il documentario di Oids accetta l’imprevisto e ne fa trama. Anche un film italiano concorre, si tratta di Non è ancora domani (La pivellina) di Tizza Covi e Rainer Frimmel, “un film dal cuore grande– ha dichiarato la regista – che volge uno sguardo generoso, senza pretese e ottimista sugli emarginati della nostra società, senza giudicarli sul piano morale”. Oltre alla competizione, l’Evento speciale di quest’anno, organizzato con la Fondazione Centro Sperimentale di Cinematografia, è dedicato ad Alberto Lattuada (1914-2005), il regista milanese che conta una produzione di ben 33 lungometraggi nell’arco di una carriera lunga oltre cinquanta anni. La retrospettiva sarà l’occasione per rivedere grandi successi del cinema italiano come Il bandito (1946), con Amedeo Nazzari e  Anna Magnani che si muovono sullo sfondo di una pessimista Torino postbellica; oppure Luci del varietà (1950), che Lattuada realizza insieme a Federico Fellini, in cui spicca la recitazione di Peppino De Filippo nei panni del guitto Checco Durante e con una giovanissima Sofia Lazzaro, non ancora conosciuta come Loren; e ancora Il Mafioso con un insolito Alberto Sordi.  In totale sono 41 le proiezioni firmate Lattuada: insieme ai suoi film saranno mostrate in “piazza” anche le rarissime immagini delle esercitazioni per gli allievi del Centro Sperimentale di Cinematografia tenute dal regista nel 1948. L’omaggiato di questa kermesse cinematografica è Paolo Gioli, fotografo e filmaker, che presenterà tutti i suoi film inediti oltre ad una selezione delle sue opere fotografiche più importanti. Il paese ospite della rassegna è Israele che presenterà, lungometraggi, videoarte e documentari, un focus sul regista Raphael Nadjari e i cortometraggi dell’Università Film and Tv di Tel Aviv. In piazza, però, ci sarà anche l’ultima opera – The time that remains – di Elia Suleiman, uno dei più grandi registi palestinesi. Infine, nella sezione Bande A Pàrt, sono in programma un film ritrovato di Felice Farina (La fisica dell’acqua) e i documentari di Barbara Cupisti (Vietato sognare) e di Simon Bitton ( Rachel). Fra i tanti ospiti quello più atteso è sicuramente Marco Bellocchio, che sabato 27 giugno darà una lezione di cinema in cui parlerà del suo rapporto con la musica. Seguirà la proiezione del film Addio al Passato e la consegna al regista piacentino del premio Pesaro 45. (Valeria Tarallo) [...]

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