MULTIMEDIA: Candidati, pedine e alleanze. Con chi stanno i big del Pd
La direzione convocata per il 26 giugno dovrà decidere ufficialmente sul congresso del Pd, ma la strada sembra ormai tracciata: a ottobre, dal 9 all’11 (probabilmente a Roma) ci sarà il congresso. Due settimane dopo, domenica 25, gli iscritti verranno chiamati nelle sezioni e nei gazebo per eleggere direttamente il nuovo segretario dei Democratici.
Franceschini Vs Bersani Vs Marino Vs Binetti Vs Realacci
I candidati i campo per ora sono Pierluigi Bersani, Dario Franceschini (che però non ha ancora sciolto la riserva e lo farà dopo i ballottaggi del 21 e 22 giugno) e Mario Adinolfi (che ci riprova dopo la sconfitta dell’ottobre 2007 quando fu eletto, plebiscitariamente, Walter Veltroni). Ma si è anche parlato di candidature possibili: dal chirurgo laico Ignazio Marino alla teodem Paola Binetti, fino all’anima verde Ermete Realacci.
“Uòlter is back”
Sulla scena del dibattito precongressuale irrompe anche Veltroni – Uòlter is back scrivevano alcuni blogger e piddini su Facebook – che sulla sua pagina Fb ha chiamato tutti a raccolta per un evento il 2 luglio (ribattezzato dal popolo della rete Lingotto 2.0) evidenziando la necessità “di una nuova generazione di dirigenti” e che torni lo spirito del Lingotto (qui il VIDEO del discorso con la discesa in campo di Veltroni)
L’ex segretario ha messo subito le mani avanti: “Non sarà la nascita di una corrente”, ma al Nazareno in molti sono convinti che ci sarà per ottobre una lista di Veltroni che appoggerà Franceschini per la segreteria.
Già tempo di alleanze
A tenere banco, negli incontri al Nazareno da tempo (e non siamo ancora in estate) sono distinguo e paletti (leggi candidati e alleanze) in vista dell’appuntamento d’autunno. Per il quale, Piero Fassino ha chiaramente fatto capire che si schiera con Franceschini, pur frenando la chiave con cui Veltroni aveva convocato il Lingotto 2 a sostegno del segretario: “Non c’è nessuno nel Pd che pensa di tornare indietro, questa è l’unica cosa assodata”. La sensazione che gira tra parlamentari e dirigenti è che ormai, come spiega uno di loro, “non si sceglie solo il candidato ma anche i compagni di strada”.
Eterno derby Veltroni-D’Alema
Compagni che, come nel caso di Veltroni e D’Alema, possono influenzare con il loro peso l’appoggio ad un candidato rispetto ad un altro, soprattutto in assenza ancora di una piattaforma congressuale. “No ad un nuovo derby tra Veltroni e D’Alema”, dice Giorgio Merlo, esprimendo la preoccupazione di molti. Ed è proprio per questo che l’ex premier Romano Prodi, che ha un’idea fissa in testa (l’Ulivo) ha preferito non schierarsi ufficialmente per ora: “Il congresso va fatto al più presto ma deve essere un trasparente confronto tra linee politiche e non un conflitto tra personalismi”.
E la questione dell’eterna contesa D’Alema-Veltroni è sintetizzata inoricamente per Panorama.it da Mario Adinolfi, che ripresenterà la sua candidatura il 25 giugno e che ha convocato i suoi fan in un circolo della Capitale: “Sono quarant’anni che dura questa partita a bigliardino tra i dirigenti della Fgci, Walter e Massimo. Ora, dopo quarant’anni, il popolo del centrosinistra non li sopporta più. È come con i nonni: si vuole loro bene, ma le loro prediche non le ascolta più nessuno. E loro, a sessant’anni, soffrono della sindrome del vuoto di fronte al pulpito. E poi, almeno si fossero scontrati in prima persona Veltroni e D’Alema: come gli highlander, per farne restare in piedi uno solo. Invece no, si sfidano con le figurine di Bersani e Franceschini”.
Chi sta con chi
Bersani, dal canto suo, continua il suo lavoro di tessitura, concentrato in questi giorni soprattutto su Rosy Bindi, infastidita per l’endorsement annunciato domenica scorsa da Enrico Letta (che nel 2007 aveva puntato sul piacentino Bersani per un ticket, poi saltato). La Bindi, però, dovrebbe subito dopo i ballottaggi schierarsi per l’ex ministro dello Sviluppo economico. Bersani, poi, starebbe intensificando i suoi contatti con il presidente della provincia di Roma Nicola Zingaretti, che ha ribadito la sua intenzione di non scendere in campo, nonostante le pressioni dei “quarantenni”.
Due visioni politiche contrapposte
Ma al di là delle questioni personali, che pure esistono, nel Pd si fronteggiano due visioni politiche contrapposte. I veltroniani pensano ad uno schema tendenzialmente bipartitico, in cui i poteri del Parlamento sulla formazione dei governi siano ridotti al minimo – e su questo l’ex segretario del Pd ebbe larghe convergenze con Berlusconi – e ad un Pd che esalti la vocazione maggioritaria crescendo a scapito dei piccoli per provare a vincere le elezioni con il massimo della compattezza programmatica. Dall’altra parte i dalemani, oppositori di questa linea già ai tempi della segreteria di Veltroni, che vedono come modello istituzionale preferito il rilancio del governo parlamentare e il sistema elettorale tedesco. E di conseguenza una coalizione che vada dalla sinistra radicale all’Udc. Insomma una sorta di Ulivo bis dove, qualora predominasse questa linea, D’Alema chiederebbe a Pier Ferdinando Casini di fare il “novello Prodi” e guidare la coalizione anti berlusconiana.
Pd nell’Asde
Intanto un risultato il caminetto democrats di martedì 16 giugno l’ha ottenuto sulla questione dello schieramento all’Europarlamento: i 21 eurodeputati del Pd si iscriveranno a Strasburgo all’Asde, il nuovo gruppo che nasce dall’alleanza dei socialisti e dei democratici. Ma Rutelli ha giurato di “non voler morire socialista”, dicendo no all’accordo con il Pse: “Non sono d’accordo e, democraticamente, voterò contro in direzione”, ha scritto sulla sua pagina Fb. Ma se per l’ex leader della Margherita, oggi presidente del Copasir, “far entrare il Pd nella casa socialista in Europa è un errore capitale, significa buttare a mare tutta la novità e la singolarità del Pd”, nessun altro ex popolare è venuto in suo aiuto. Perché? Facile, non si può mettere in difficoltà l’ex margheritino Franceschini proprio ora che sta andando a duello con l’ex diessino Bersani.
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- Mercoledì 17 Giugno 2009
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Commenti
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Il 18 Giugno 2009 alle 8:04 Rassegna(ta) stampa – 18 giugno 09 « Il S@rcoTr@fficante ha scritto:
[...] Pd, Prodi:”Subito il congresso”. Discordi gli altri big del Pd. [...]
Il 24 Giugno 2009 alle 13:13 Bersani - Franceschini, le prime mosse della partita per il congresso Pd sono on-line » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] La GALLERY: Stai con Franceschini o con Bersani? LEGGI ANCHE: Il “chi sta con chi” nella sfida a leader del Pd [...]
Il 2 Settembre 2009 alle 11:18 Ecco la scuola “dei bamboccioni Pd”, che tifa Franceschini e non piace a Bersani » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] “Bamboccioni del Pd, ma non è colpa loro”. Ne è sicuro Giorgio Tonini, 50 anni, senatore e responsabile nazionale dell’Area Studi, ricerche e formazione del Pd, deus ex machina della scuola politica di cultura democratica di Cortona, quest’anno al secondo appuntamento. Un raduno di trentenni o poco più (dal 9 al 13 settembre), quasi tutti studenti, alcuni addirittura con due lauree e master, ma senza lavoro e ovviamente ancora a casa con mamma e papà . “Quattro giorni dedicati ai grandi problemi delle democrazie in Occidente” (qui il programma), assicurano gli organizzatori, e anche per riflettere sui piccoli problemi di casa nostra, soprattutto del Pd, il partito che gli italiani non votano, almeno stando alla batosta delle scorse elezioni europee e amministrative di giugno. Tutti (o quasi) fanno il tifo per Dario Franceschini, candidato alla segretaria nazionale, che alla scuola politica di Cortona tiene molto - come d’altra parte Walter Veltroni che l’ha fondata lo scorso anno - e che chiuderà la kermesse, dopo gli interventi dei due sfidanti Marino e Bersani, che della scuola se ne infischia. E mentre i bamboccioni studiano, pensando ai grandi problemi del mondo (e a Veltroni che non c’è più), i giovani operai fanno altro: lavorano, vanno al bar e (al Nord) votano Lega. Quest’anno ci sarà la seconda edizione della scuola politica del Pd a Cortona, inaugurata lo scorso anno da Veltroni. Stesso successo dello scorso anno o nel 2009, non essendoci più Walter, la scuola è in declino? No, assolutamente nessun declino. Lo scorso anno abbiamo contato circa un migliaio di iscritti, tra cui ottocento giovani, e anche quest’anno dovremmo essere sugli stessi numeri. Lo scorso anno aveva chiuso la scuola il discorso di Veltroni, mentre quest’anno tocca a Franceschini. La scuola di Cortona, d’impostazione veltroniana, è frequentata soprattutto da giovani. Tanta teoria, ma poi in pratica in pochi riescono a inserirsi sul serio nel partito. Nel senso che nelle liste per le elezioni si trovano sempre gli stessi nomi… Non c’è alcun rapporto meccanico tra scuole tipo quella di Cortona e incarichi di potere all’interno del partito. Non si fa la scuola di Cortona per accedere alle poltrone. È uno dei modi per favorire il protagonismo giovanile, per dirla in gergo sessantottesco, per far stare insieme i giovani e per mettere le loro conoscenze in rete. Il Pd torna nei banchi anche per capire se stesso. Ma perché, come ha scritto Morando sul Riformista, gli italiani non lo votano? Nella scuola partiamo da temi molto generali, come la democrazia in Occidente e poi faremo uno zoom su temi particolari, come l’immigrazione, il welfare, il Meridione, l’economia di mercato. Trovare risposte a grandi nodi per capire un partito che sta all’opposizione e che vuole candidarsi a governare il paese. È il raduno dei bamboccioni del Pd. Le piace come definizione? La battuta di Padoa Schioppa si riferiva ai trentenni che stanno ancora a casa coi genitori, forse per colpa anche del mercato del lavoro che li costringe a queste condizioni. Ma il Pd è pieno di giovani volontari della politica che si interessano attivamente al partito. D’altra parte è vero che la maggior parte dei giovani democratici che partecipano agli incontri di Cortona sono studenti universitari e post - universitari. Mancano pochi mesi alle primarie. Bersani, attuale candidato alla segreteria sponsorizzato da D’Alema & C., è stato molto critico con la scuola di Cortona: ha detto che è come andare per funghi. Perché tanta ostilità nel Pd a un’iniziativa del genere? Su questo c’è stata e c’è una discussione, che attraversa il Congresso e che si rifà a due modi di interpretare la formazione. Noi crediamo che il problema democratico sia quello di superare la tradizione socialista e cattolico democratica, che necessariamente devono mettersi insieme. La formazione, quindi, deve fornire tutti gli strumenti a chi si interessa di politica, per diventare protagonista. Il Pd non ha un pensiero preconfezionato, ma dei valori, per questo siamo costantemente in ricerca. Qualcuno ci definisce eclettici, ma non è così. Siamo lontani dalla presunzione delle ideologie del novecento che davano addirittura una risposta scientifica del percorso della storia, che avevano un pensiero dominate e un’unica visione del mondo. Il pensiero democratico odierno è dinamico e ha successo, come dimostra l’America di Obama, la vittoria dei democratici in Giappone e l’India, governata dai progressisti. In Europa, invece, c’è la crisi della sinistra. A Bersani e D’Alema insomma la scuola di Veltroni non piace, mentre Franceschini - erede di Walter spalleggiato da 400 giovani dirigenti locali - adora i corsi di Cortona. La vostra, insomma, è una scuola pro Dario… Non mettiamo dei filtri alle iscrizioni: metà su internet e metà dal partito, che sono plurali e aperte quindi anche a chi appoggia Bersani o Marino. La platea è dunque composita e con un parterre vario di relatori di calibro internazionale. Molta teoria, ma poca campagna porta - a - porta, come invece sta facendo la Lega al Nord. Il Pd vive su una torre d’avorio e ha perso i contatti con la realtà ? Non è vero che non ci sono campagne del Pd sul territorio e c’è anche molto volontariato diffuso attraverso gli ottomila circoli presenti in Italia. I sondaggi però lanciano un allarme: il Pd è forte nei giovani istruiti, che proseguono la formazione all’università , ma abbiamo serie difficoltà a comunicare con i giovani che lavorano precocemente, soprattutto al Nord, dove invece va fortissima la Lega. Si tratta di quei giovani operai e apprendisti artigiani, che si alzano presto ogni mattina e che quando smettono di lavorare vanno al bar. E accanto al bancone è più facile trovare la Lega che il Pd. Non per insistere, ma tra i relatori non c’è alcun “dalemiano di ferro”. Vi snobbano o voi snobbate loro? Non so cosa significhi l’espressione “dalemiano di ferro”. Tra i relatori non ci sono esponenti di partito, eccetto i tre candidati alla segreteria Franceschini, Bersani e Marino, perché non vogliamo una passerella per i politici di spicco, anche se questo atteggiamento ha sollevato molte critiche lo scorso anno. Tra i relatori, poi, c’è Massimo L. Salvadori, un socialista classico più vicino a D’Alema che a Veltroni. Lei sta con Bersani, con Franceschini o con Marino? Ero con Veltroni e ora appoggio Franceschini. Sia sincero, ma alla fine la scuola politica del Pd serve sul serio al partito Certo, è un presupposto per creare un movimento e che può diventare uno degli strumenti per il ricambio generazionale della classe dirigente del partito, formando ragazzi agguerriti. Allora ci racconti una giornata tipo del corso e quanto costa? Una giornata molto intensa: in tutto sono quattro e la domenica c’è il discorso finale. Si inizia con il discorso di un esperto, poi ci ridivide in tre aree e si seguono le lezioni. Nel pomeriggio sono previsti i lavori di gruppo e la sera i dibattiti. I ragazzi devono pagarsi vitto e alloggio e dare un contributo di 50 euro per partecipare ai corsi. Noi offriamo il pranzo delle 12. Il Pd ha investito circa un milione di euro nella formazione quest’anno, organizzando tre incontri: uno ad Amalfi in primavera, il treno per l’Europa con trecento giovani (alla vigilia del voto del giugno scorso, ndr) e la scuola di Cortona. Un investimento importante, quello sulla formazione, visto che è la seconda voce nel bilancio del partito dopo la comunicazione. [...]
Il 22 Settembre 2009 alle 16:18 » Pd: Bersani in testa esulta su Twitter. Mannheimer lo gela: “Presto per dire chi vincerà ” » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] “Peppone” Bersani stacca il “segreDario”. Ed esulta. La volata per la conquista delle primarie del 25 ottobre, che decideranno il numero uno del Partito Democratico, vede ormai solo due protagonisti: l’ex ministro del governo Prodi da una parte, spalleggiato da D’Alema & C., e l’attuale segretario del Pd dall’altra, che gode dell’appoggio di Veltroni. [...]
Il 23 Settembre 2009 alle 16:04 L’ultima di Pierino: Caro Pd, te lo trovo io il segretario - Italia - Panorama.it ha scritto:
[...] dare una mano al Pd dalla sede del biscione? Certo. Tanto il segretario che uscirà dal congresso di ottobre non potrà essere il vero antagonista di una destra che sotto il profilo della [...]
Il 25 Settembre 2009 alle 17:13 Count down Pd: cercasi leader e linea politica. Disperatamente - Italia - Panorama.it ha scritto:
[...] ufficialmente le procedure per la scelta del segretario. Ma se la situazione dei tre candidati - Pierluigi Bersani, Dario Franceschini, Ignazio Marino - appare sufficientemente chiara quanto a consensi e sondaggi, molto meno lo è per la futura linea [...]
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