Maturità, record di non ammessi nell’Italia dei prof più vecchi

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La linea dura del ministro Maria Stella Gelmini (qui il suo canale su YouTube) dà i suoi (primi) frutti.
E il 2009 si prospetta un anno davvero duro per i maturandi. Il numero dei non ammessi agli esami di maturità e alle altre classi della scuola superiore sarebbero aumentati dell’1,6%. Ne dà notizia un comunicato del ministero dell’Istruzione in cui si precisa che i dati sono relativi ai primi dati pervenuti al Miur. “Nessuno si compiace dell’aumento delle bocciature, è sempre un dispiacere quando un ragazzo perde l’anno” commenta il ministro Mariastella Gelmini “ma serve una scuola del merito”. Da queste proiezioni si presume che al termine degli scrutini i non ammessi alla maturità passeranno dai 20.111 del 2007 a circa 28 mila, e  i bocciati nelle altri classi delle superiori dai 330 mila a 372 mila circa, quasi 40 mila in più.
E la frotta sopravvissuta di maturandi agli Esami di Stato si troverà di fronte una schiera di professori “nonni”. L’Italia infatti, secondo l’Ocse, si distingue per avere i docenti più vecchi. Il 52 per cento dei prof italiani è ultra 50enne e solo un 3 per cento è under 30, mentre nella media internazionale questo dato è cinque volte tanto.
Come se non bastasse, lo stesso rapporto Ocse Teaching and Learning International Survey (Talis: qui, in pdf, il focus sull’Italia), sottolinea che il nostro sistema educativo produce risultati “fra i più modesti” dell’area, “nonostante la spesa per studente sia molto elevata”.

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Le età del corpo docente nei Paesi Ocse

Cosa dice il rapporto
Il rapporto si basa su un’indagine internazionale sull’insegnamento e l’apprendimento (Talis), realizzato in 23 Paesi del mondo, tra cui Belgio, Spagna e altri, ma non, ad esempio, Francia e Germania. Trale altre, vengono prese in esame le condizioni in cui gli insegnanti si trovano ad operare. E da questo punto di vista, il 95% degli insegnanti italiani si dice soddisfatto del proprio lavoro e il 98% - la più alta percentuale dopo la Slovenia - giudica positivamente il proprio livello di efficienza nell’attività svolta.
Secondo l’Ocse, “elevare la performance del sistema educativo è una delle maggiori sfide” per l’Italia. La riuscita di una riforma complessiva del sistema educativo è anche una chiave per ridurre le differenze regionali: “Contenere il gap educativo fra Nord e Sud è una della vie per ridurre le differenze economiche e sociali complessive. Di conseguenza, andrebbero incoraggiate misure volte a recuperare le scuole e gli studenti più deboli, specialmente quelli a rischio abbandono”.
Nel documento, l’Ocse riconosce al governo Berlusconi di aver messo in cantiere una riforma della scuola volta a “razionalizzare le spese e migliorare il sistema di valutazione e di reclutamento degli insegnanti”. Viene sottolineata, tuttavia, la mancanza di un quadro complessivo e definitivo. E, in proposito, ha detto il ministro dell’istruzione, Mariastella Gelmi: “L’Ocse ci dà ragione. Molte delle osservazioni poste dai sindacati e dall’opposizione vengono smentite clamorosamente da questa indagine”.

Commenti

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Il 18 Giugno 2009 alle 13:47 ginevra ha scritto:

Temo di non capire.
Chiarite.
Da una parte, la gente dovrebbe lavorare fino 70-80 anni, dall’altra ci si lamenta per i prof “anziani”.
A 50 anni, anziani!

Dalle mie esperienze, preferisco decisamente un prof con un po’ di esperienza, piuttosto che un novellino.

Il 13 Luglio 2009 alle 16:53 Maturità 2009, aumentano i bocciati. Sono 15mila i non maturi » Panorama.it - Italia ha scritto:

[...] In lieve aumento anche i bocciati nelle classi inferiori alla quinta e i non ammessi all’esame. Il maggior numero di respinti si registra negli istituti professionali, dove il 23% degli studenti non passa all’anno successivo. Seguono gli istituti tecnici con il 16,3% e gli artistici con il 16%. I più bravi sono i ragazzi del liceo classico, seguiti da quelli del liceo scientifico e linguistico: a non essere ammessi rispettivamente il 4,8%, il 6,6% e il 5,1%. Tra i bocciati, sono 6.500 quelli che dovranno ripetere l’anno a causa di un’insufficienza in condotta, metà dei quali studenti degli istituti professionali. Ai licei classico, scientifico e linguistico si registra invece il numero più basso di studenti con 5 in condotta (solo lo 0,1% degli studenti). In forte crescita il numero degli studenti che alle superiori sono stati “sospesi” e che dovranno, quindi, recuperare a settembre le insufficienze riportate al termine di questo anno scolastico per essere ammessi al prossimo. Si tratta, secondo il ministero, di circa 30mila studenti in più dell’anno scorso. E allora la domanda che circola in rete è spontanea: sono stati i professori più severi o gli studenti meno preparati? Forse entrambe le cose. Sta di fatto che le tre prove scritte e l’orale si sono svolti con le stesse regole dello scorso anno. Soltanto i punteggi del colloquio e del credito sono cambiati: il colloquio, anziché 35, vale 30 punti e il credito massimo passa da 20 a 25 punti. Così che all’orale erano disponibili 5 punti in meno per raggiungere il minimo utile per la promozione: 60 centesimi. Intanto molti scolari hanno già tolto le dita dal computer, in attesa di sprofondare in vacanze, e il tamtam che affollava la Rete a ridosso delle prove della maturità si è attenuato. Il voto finale? “Io lo saprò domani! speriamo in bene!” si augura eleonoraXD sul forum di Skuola. frafri già sa di avere preso 100 e klok commenta: “100? Waw bravissima! Io manco con il binocolo lo vedrò l’anno prossimo”. mellons: “complimenti a tutti… anche io l’ho saputo oggi: 78″. E tutti i maturandi rivelatisi non maturi dove sono? Probabilmente tanta voglia di confrontarsi con i colleghi festanti non c’è… [...]

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