La sentenza: la vita privata non si tocca, anche se riguarda un premier

Fotografi in azione

di Marina Castellaneta - Docente associato di diritto internazionale all’Università di Bari

La vita privata non si tocca, anche se riguarda un capo di stato con problemi matrimoniali (e la sentenza sembra adattarsi a quanto sta avvenendo in Italia). Lo ha deciso la Corte europea dei diritti dell’uomo in una sentenza depositata il 4 giugno 2009 che chiarisce i contorni del rapporto fra tutela della vita privata e libertà di espressione (sentenza n. 21277/05, Standard contro Austria).

Per la Corte europea (alla quale possono rivolgersi vittime di violazioni di un diritto da parte degli stati che hanno ratificato la Convenzione dei diritti dell’uomo) anche chi ha una funzione pubblica deve godere di “una legittima aspettativa relativa alla protezione della propria vita privata”.
Un conto sono i fatti che interessano la collettività, un’altra questione è la divulgazione al pubblico della vita privata di un politico che ha diritto alla tutela della privacy anche se utilizza la vita di coppia come strategia di marketing durante la campagna elettorale.
Alla Corte europea, le cui pronunce, pur se rivolte ad altri stati, costituiscono un precedente destinato a essere confermato in casi analoghi, vincolando poi i giudici nazionali a interpretare la convenzione secondo le indicazioni di Strasburgo, si era rivolta il giornale Der Standard. I giornalisti del quotidiano avevano pubblicato pettegolezzi sul probabile divorzio dell’allora presidente austriaco e sulla presunta relazione della moglie con un altro uomo politico. Tutte le notizie, poi, erano apparse sul sito internet del quotidiano.
I tribunali austriaci, su azione della coppia presidenziale, avevano condannato il giornale, che si è rivolto alla Corte ritenendo che fosse stato violato il diritto alla libertà di espressione.
Tesi respinta dalla Corte europea: la vita matrimoniale della coppia presidenziale, osserva Strasburgo, appartiene alla sfera privata e non è legata in alcun modo all’esercizio di funzioni pubbliche. Si tratta, poi, di notizie che non servono al dibattito pubblico su questioni scottanti sulle quali il giornalista deve informare.
I giudici internazionali riconoscono che, in alcuni casi, può essere necessario informare sulla salute di un leader, se incide sullo svolgimento delle sue funzioni, ma certo non su questioni che attengono alla vita matrimoniale o a presunte relazioni extraconiugali. In questi casi la stampa non contribuisce ad alcun dibattito pubblico né svolge la funzione di “cane da guardia”, che è quella tipica del giornalista, ma “semplicemente soddisfa la curiosità di alcuni lettori”.
La Corte europea sbarra quindi la strada alla possibilità di far rientrare nell’esercizio della libertà di espressione la diffusione di notizie sulla vita privata di uomini pubblici. E considera irrilevante che la coppia presidenziale abbia utilizzato la vita privata come strategia di marketing, abbia informato sin dall’inizio sulla propria vita matrimoniale e basato la campagna elettorale sui valori della famiglia. Anche in questi casi, infatti, gli uomini pubblici hanno diritto a essere protetti dai “rumor” su aspetti intimi della propria vita.
Giusta quindi la condanna del giornale.

Commenti

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Il 19 Giugno 2009 alle 17:29 fercas ha scritto:

Allora Rosy Bindi, D’Alema, Fassino, Franceschini e gli altri poverini! Avete capito si o no che il Berlusca, a casa sua, si può spupazzare chi vuole senza rendervene conto? Lo avete capito? Cordialità.

Il 20 Giugno 2009 alle 0:12 Zione ha scritto:

Bravo grande Papy; “pittel’e Mmerdd” a questi Gran Fetenti, così come meritano i ruffiani, “e Caper” e tutti i Miserabili Vermi; oltre a sputtanarli pubblicamente, comincia anche ad acciaccarli sommergendoli di querele e se non si accucciano immantinente, allora fà muovere pure la Magistratura Militare, considerato che giocando con te, rischiano di farsi male sul serio, perchè offendono lo STATO ITALIANO, nella sua massima e Legittima Espressione della VOLONTA’ POPOLARE.

Ma ti prego, non dimenticare di infilare nel grosso fagotto dei molto grandissimi escrementi solidi, destinati all’inceneritore di Acerra, anche qualche emerito cialtrone della Mafia Giudiziaria che salterà fuori dalla Doverosa Inchiesta da fare sulla triste Confraternita dei sommamente Iniqui, che dall’alto della boria e dell’ignoranza hanno tanto vigliaccamente Oltraggiato il Popolo.

Grazie di cuore dalla gente Onesta che non dimentica, fra le tante cose, il Miracolo Napoletano e quello dell’Aquila, Ciclopici eventi fatti con grande impegno ed insieme ad eccezionali e Valorosi collaboratori, dal suo Presidente, laborioso e provetto timoniere di questo oltraggiata Nazione.

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