<?xml version="1.0" encoding="utf-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/">

<channel>
	<title>Italia &#187; Da Catania la sfida ai baroni universitari con zero titoli </title>
	<atom:link href="http://blog.panorama.it/italia/2009/06/19/da-catania-la-sfida-ai-baroni-universitari-con-zero-titoli/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://blog.panorama.it/italia</link>
	<description>Canale Italia di Panorama.it</description>
	<pubDate>Sat, 11 Feb 2012 18:29:09 +0000</pubDate>
	<generator>http://wordpress.org/?v=2.7.1</generator>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
			<item>
		<title>Da Catania la sfida ai baroni universitari con zero titoli</title>
		<link>http://blog.panorama.it/italia/2009/06/19/da-catania-la-sfida-ai-baroni-universitari-con-zero-titoli/</link>
		<comments>http://blog.panorama.it/italia/2009/06/19/da-catania-la-sfida-ai-baroni-universitari-con-zero-titoli/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 19 Jun 2009 11:22:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>antonio.rossitto</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Headlines]]></category>

		<category><![CDATA[assistente]]></category>

		<category><![CDATA[ateneo]]></category>

		<category><![CDATA[baroni]]></category>

		<category><![CDATA[catania]]></category>

		<category><![CDATA[cattedra]]></category>

		<category><![CDATA[concorso]]></category>

		<category><![CDATA[professore]]></category>

		<category><![CDATA[pubblicazione]]></category>

		<category><![CDATA[ricerca]]></category>

		<category><![CDATA[titoli]]></category>

		<guid isPermaLink="false">205129</guid>
		<description><![CDATA[Nell'ateneo etneo il rettore ha deciso di legare i finanziamenti alle pubblicazioni dei docenti. Ne è uscita una graduatoria con molte sorprese. Nella quale i professori di maggior nome risultano quelli meno attivi]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://media.panorama.it/media/foto/2008/02/01/482f206eb0f34_zoom.jpg" alt="Aula universitaria" border="0" width="500" /></p>
<p>Cari colleghi, volete soldi per le vostre ricerche? Allora pubblicate. Depurato dal burocratese, l’invito (<a href="http://www.unict.it/Public/Uploads/article/Progetto%20SAPERI%20-%20Nota%20informativa%20per%20i%20docenti%5B1%5D.pdf" target="_blank"><strong>qui</strong> la circolare in .pdf</a>) è risuonato così tra le stanze dei <strong>1.626 docenti dell’ateneo</strong>: un monito di significato rivoluzionario.</p>
<p><strong>Perché continuare a dare i soldi in base ai feudi accademici?</strong><br />
Una classifica di merito per assegnare i finanziamenti dove s’è mai vista? E i meschini che non scrivono una riga da un decennio come faranno? E i poverini che verranno esposti al pubblico ludibrio? Il <a href="http://www.dmfci.unict.it/users/arecca/" target="_blank">rettore dell’Università di Catania, Antonino Recca</a>, 59 anni, capelli rossi e modi spicci, a tutte queste complicanze forse non pensava. L’aveva fatta facile lui: perché continuare a dare i soldi in base ai feudi accademici? Meglio una graduatoria, dunque: <strong>gli euro finiranno solo a chi li merita</strong>. Cioè a chi la ricerca la fa davvero. Prima ha praticamente obbligato tutti i docenti a inserire le loro pubblicazioni nel catalogo d’ateneo. Poi ha fatto mettere in fila i dati. E così, per la prima volta, <strong>parvenze di meritocrazia</strong> sono entrate in una delle più durevoli e impenitenti caste italiane. Purtroppo c’è stata una spiacevole conseguenza. Cosa hanno prodotto i professori negli ultimi cinque anni? Conta e riconta, è venuto fuori l’inevitabile: &#8220;L’acqua calda&#8221; sintetizza il rettore. Una sfilza di debolezze accademiche, punteggi modesti e un lungo elenco<br />
di poco produttivi baroni.</p>
<p><strong>Sono 255 i &#8220;non operativi&#8221;</strong><br />
I casi più eclatanti sono quelli che hanno un punteggio inferiore a 10. Tecnicamente li hanno definiti «non operativi». Vuol dire, in pratica, non aver pubblicato nulla, i pesi piuma della ricerca scientifica. Sono 255, di questi 187 vantano un poco decoroso 0.<br />
Va bene, forse ci sarà pure qualche sbadato che da anni dimentica  sistematicamente di inserire nella banca dati le proprie fatiche. Ma la sostanza cambia poco.  I punteggi più bassi sono soprattutto nella <a href="http://www.medicina.unict.it/" target="_blank">facoltà di medicina</a>: su 402 docenti 110, secondo il <a href="http://saperi.cineca.it/php4/catalogo/catalogo_pubblico.php?ente_id=6" target="_blank">catalogo dell’ateneo</a>, non hanno vergato una riga degna di essere ripresa da riviste scientifiche di importanza internazionale. Tra questi ci sono uno stuolo di ricercatori (e mai termine fu meno appropriato) e tanti grossi nomi della medicina etnea. Come Pietro Petriglieri, decano di anatomia umana. Oppure <a href="http://www.medicina.unict.it/Pagina/It/Facolt%C3%A0/Organi_di_governo/Consiglio_di_Facolt%C3%A0_3/Docenti_2.aspx" target="_blank">Eugenio Aguglia</a>, titolare della cattedra di psichiatria. O Santa Salvo, ordinario di igiene generale, che riconosce: &#8220;Sa, io lavoro tutti i giorni. Partecipo a congressi, anche di alto livello, ma poi alle riviste non mando niente. Non ho mai avuto questa smania. Del resto, non ci sarebbe neppure niente di alto livello&#8221;.<br />
<a href="http://cercauniversita.cineca.it/php5/docenti/vis_docenti.php?universita=08&amp;facolta=00&amp;settore=0000&amp;area=0000&amp;qualifica=RUT&amp;situazione_al=7&amp;radiogroup=&amp;cognome=&amp;nome=&amp;conferma=2&amp;facolta_st=00&amp;pagina=9" target="_blank">Isidoro Di Carlo</a>, 48 anni, ricercatore dal 1998, un barone non è mai diventato.<br />
Però in graduatoria ha 304 punti. Se si esclude un operoso collega, tutti gli ordinari e gli associati della sua branca hanno meno titoli e pubblicazioni. Peggio: la stragrande maggioranza ha un peso scientifico non superiore a 50 punti. &#8220;Si parla sempre e solo di nepotismo accademico &#8221; dice Di Carlo. &#8220;Ma mi sembra più grave che in Italia non esista alcun controllo. Ci sono professori che da vent’anni non scrivono niente. Liberi di non fare nulla e premiati economicamente, dato che lo stipendio aumenta con l’anzianità&#8221;.</p>
<p><strong>Graduatoria epocale</strong><br />
Di Carlo quest’anno per i suoi studi ha avuto più di 5 mila euro, il doppio dell’anno scorso. &#8220;Questa graduatoria è un fatto epocale, soprattutto per un ateneo abituato a gestire in sordina ogni questione di meritocrazia &#8221; dice Di Carlo. Ricercatore da una vita è pure <a href="http://cercauniversita.cineca.it/php5/docenti/vis_docenti.php?universita=08&amp;facolta=00&amp;settore=0000&amp;area=06&amp;qualifica=RUT&amp;situazione_al=0&amp;radiogroup=&amp;cognome=&amp;nome=&amp;conferma=2&amp;facolta_st=00&amp;pagina=6" target="_blank">Giovanni Li Destri</a>, 52 anni, 256 punti. Quattro anni fa presentò un ricorso al tar contro una collega, vincitrice di un concorso a cui aveva partecipato anche lui. L’istanza sintetizza: Li Destri era ricercatore da 12 anni, insegnava da 13 all’università e aveva 12 pubblicazioni su riviste internazionali. La collega, scrive l’avvocato Lucia Marino, non era ricercatrice, faceva lezione da un anno e contava su un’unica pubblicazione di rilievo. A chi e andata la cattedra di associato? A lei. E che punteggio ha nella graduatoria stilata quattro anni dopo? Sessantasei, un quarto del suo ex contendente.</p>
<p><strong>Paragone tra prof.  e presidi</strong><br />
I paragoni tra colleghi del resto sono inevitabili. &#8220;Ci sono persone che su quei dati ci hanno fatto pure gli istogrammi&#8221; ride <a href="http://www.diees.unict.it/informazioni/persone/pagine_personali/index.php?prs=35" target="_blank">Luigi Fortuna</a>, preside da quattro anni di ingegneria, invidiatissimo con i suoi 1.078 punti. Verso i colleghi pero si mostra clemente: &#8220;Penso che una valutazione dignitosa non possa essere inferiore a 100. La ricerca e la nostra missione&#8221;. Vocazione che pero non sembrano avere i suoi colleghi a capo di altre facolta: oberati dagli impegni organizzativi, arrancano vistosamente.<br />
Il preside di economia, <a href="http://www.economia.unict.it/docente.asp?ID_Docente=9" target="_blank">Carmelo Butta</a>, e fermo a 38. Quello di lingue, <a href="http://www.flingue.unict.it/print_friendly.php?d=31&amp;p=0&amp;ref=3" target="_blank">Nunzio Famoso</a>, ha un 18. A scienze della formazione <a href="http://www.unict.it/Pagina/Portale/Ateneo/Strutture_1/FACOLTA/FACOLT%C3%80_DI_SCIENZE_DELLA_FORMAZIONE.aspx" target="_blank">Febronia Elia</a> racimola 17,50. La scarsita di pubblicazioni non impedisce dunque le scalate accademiche. Anche alle ultime elezioni per il rettorato, lo scorso aprile, alcuni candidati presentavano numeri non entusiasmanti. Zaira Dato, straordinario di composizione architettonica e urbana: 8 punti. O il neurochirurgo Vincenzo Albanese: 42. Alla fine, pero, e stato riconfermato Recca.<br />
Che, all&#8217;inizio del secondo mandato, si e dato da fare per distribuire con maggior giudizio 5 milioni di fondi per la ricerca: &#8220;Prima non esisteva alcuno strumento di valutazione&#8221; spiega il rettore. &#8220;Ora, oltre alla qualita del progetto, pesano anche le pubblicazioni. La graduatoria e un fatto innovativo, su cui continueremo a lavorare. Abbiamo dato un segnale. Ma di certo non volevamo fare l&#8217;elenco dei piu bravi&#8221;.</p>
<p><strong>Negli atenei manca ogni tipo di verifica</strong><br />
Il calcolo dei pesi scientifici ha avuto pero anche questo effetto collaterale. A<a href="http://www.fscpo.unict.it/" target="_blank"> scienze politiche</a> sono 33 su 113 ad avere un punteggio inferiore a 10: quasi un terzo di tutti i professori. A <a href="http://www.lex.unict.it/" target="_blank">giurisprudenza</a> sono un quarto. A quota 0, per esempio, ci sono due ordinari di fama come <a href="http://www.lex.unict.it/docenti/lricca" target="_blank">Lucio Ricca</a> e <a href="http://www.lex.unict.it/didattica/scheda_docente.asp?id_docente=52" target="_blank">Salvatore Sambataro</a>.<br />
Ma anche uscendo dal limbo dei non classificati il quadro non migliora molto. Su 88 docenti solo otto hanno un punteggio superiore a 100. Scenario molto simile a quello di economia, dove solo 28 su 84 superano quota 50. Qui pero bisogna essere chiari: non e che altrove le cose vadano meglio. Negli atenei manca ogni tipo di verifica. E, di conseguenza, abbondano i fautori del minimo indispensabile. Del resto, perche dannarsi l&#8217;anima se poi lo stipendio arriva lo stesso? Considerazione a cui molte altre categorie non sono estranee. Ma che nel caso dell&#8217;universita italiana, ancora preda di feudali baronati, diventa ulteriore sintomo di un sistema malridotto.</p>
<p>Come lo è la storia del trentaduenne <a href="http://www.diees.unict.it/informazioni/persone/pagine_personali/index.php?prs=36" target="_blank">Mattia Frasca</a>, facolta di ingegneria. Lui in graduatoria non e nemmeno entrato. Digitando il suo nome nella banca dati vengono fuori pero 172 pubblicazioni. Fatti due calcoli, equivalgono a 537 punti. Sarebbe il settimo tra i professori dell&#8217;ateneo. Invece e solo un precario che si danna per diventare ricercatore.</p>
<p><strong>I NUMERI DELL&#8217;ATENEO</strong><br />
Le cifre più significative emerse dalla ricerca condotta dal rettore di Catania.<br />
<strong>255 sono i professori</strong> dell’Università di Catania che, secondo la banca dati dell’ateneo, hanno pubblicato poco o niente gli ultimi 5 anni. <strong>110 docenti su 402 a medicina hanno un punteggio inferiore a 10</strong>. Tra questi ci sono molti ordinari e associati. 8http://www.diees.unict.it/informazioni/persone/pagine_personali/index.php?prs=36. 33 docenti su 113, poco meno di un terzo, a scienze politiche hanno un punteggio inferiore a 10.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://blog.panorama.it/italia/2009/06/19/da-catania-la-sfida-ai-baroni-universitari-con-zero-titoli/feed/</wfw:commentRss>
<enclosure url="http://media.panorama.it/media/foto/2008/02/01/482f206eb0f34_zoom.jpg" length="63727" type="image/jpeg" />
		</item>
	</channel>
</rss>

