
La GALLERY: Stai con Franceschini o con Bersani? LEGGI ANCHE: Il “chi sta con chi” nella sfida a leader del Pd
“Il Pdl è in declino”. “La spinta propulsiva del berlusconismo è finita”. Dalle parti del Pd, passata la bufera del voto europeo e amministrativo si pensa già al congresso del prossimo autunno. La sconfitta c’è stata, ma non si è trattato del crollo totale che si attendeva. Per questo i due candidati principali alla segreteria rilasciano dichiarazioni speranzose. E intanto muovono le prime pedine in vista dello scontro. On line .
Il blog di Bersani
I due non si attaccano, per ora, anzi, la polemica è in sordina. La prima mossa tocca all’ex ministro, con un messaggio sul suo sito. “Nell’insieme non è stato un risultato buono per noi, ma la destra deve ridimensionare le sue aspettative” scrive Bersani a proposito del voto, poi parla al Pd: “Dobbiamo parlare dell’Italia, di noi e dell’Italia; delle idee che abbiamo per il nostro Paese e di come farle vivere in un rapporto reale con i territori e con i cittadini. Non ci sono scorciatoie né colpi di comunicazione risolutivi.” Una frase, quest’ultima, che sembra una critica alla strategia del gossip anti-berlusconiano. Per Bersani la sua sarà “una candidatura che non si rivolge contro nessuno e che vivrà in piena solidarietà con tutti gli amici e tutti i compagni del PD, comunque la pensino; ma che non rinuncerà alla chiarezza delle posizioni politiche”.
Per l’ex ministro “non dobbiamo inventarci una nuova generazione, né evocarla per simboli. Credo che ci sia già, nel lavoro, nelle professioni, nelle amministrazioni, nel partito. Con questi giovani che sono già in campo farò il mio primo intervento pubblico il 1 luglio a Roma. Parlerò di politica e presenterò le mie idee”.
Franceschini in video e Veltroni su Facebook
Il 1 luglio. Un giorno prima dell’incontro che ha proposto Walter Veltroni al Centro congressi Capranica per il 2 luglio, annunciato sul suo profilo Facebook con queste parole: “di tutto abbiamo bisogno tranne che di ritorni a un passato che ha poco da dire” e con il sostegno “a Dario Franceschini e al suo sforzo intelligente”.
Insomma, la sfida è lanciata. E Franceschini l’ha raccolta da questa mattina. Sul suo sito personale un video pre-elettorale contro Berlusconi è stato sostituito con un filmato in cui il segretario Pd ufficializza la sua candidatura. “Oggi potrei dire missione compiuta” dice, “il quadro è cambiato, siamo il primo partito nell’area riformista in Europa”. “Pensavo fosse possibile passare il testimone alle nuove generazioni” prosegue Franceschini, “però ho visto riemergere personalismi e litigi. Oggi non mi sento di tradirli, non posso riconsegnare il partito a quelli che c’erano prima di me, molto prima di me. Investirò su una nuova squadra, fuori da ogni vecchia appartenenza”.
Giovani e “Piombini”
Ma come si schiereranno i tanto corteggiati giovani e i blog che seguono le vicende del Pd? La domanda diffusa, espressa anche dal voto europeo, è per il rinnovamento. I successi personali di Matteo Renzi e Debora Serracchiani sono segnali alla segreteria. Tanto che sia l’asse Veltroni-Franceschini (”recuperare lo spirito del Lingotto”), sia Bersani-D’Alema se li contendono. La Serracchiani potrebbe essere l’asso nella manica dei veltroniani e parteciperà all’incontro promosso dal primo leader Pd.
“Bersani scopre i giovani” ironizza il 34enne Giuseppe Civati, uno dei “Piombini“, il gruppo “di lavoro, non siamo una corrente ” che si è convocato a Torino il 27 giugno e che comprende anche un altro blogger, candidato alle europee, Ivan Scalfarotto. Ma Civati ne ha anche per Franceschini: “Parlare di declino della destra quando si perde nella regione più importante d’Italia è perfetta chiosa di una classe dirigente nazionale che da 15 anni non è capace di parlare a un terzo degli italiani, che vivono sopra il Po”. Lo stesso Civati, consigliere regionale in Lombardia, secondo l’Unità, è dato in corsa come possibile sorpresa in vista del congresso, ma lui sul suo blog respinge con una battuta: “Mi sono rotto i cognomi”.
Regole criptiche
Chi si occupa delle fasi pratiche che porteranno al congressone è invece Luca Sofri, con un post su Wittgenstein in cui tenta di ricapitolare il percorso regolamentare previsto dallo Statuto “è un casino tale che solo alcuni monaci cistercensi sono riusciti a decifrare esattamente la volontà dell’estensore”.
- Mercoledì 24 Giugno 2009

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Commenti
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Il 24 Giugno 2009 alle 16:39 Contrordine, compagni. Le marce indietro dei big per fare il leader del Pd » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] Il VIDEO da YouTube in cui Cofferati disse: “Non mi ricandido” // LEGGI ANCHE: Bersani - Franceschini, le prime mosse della partita per il congresso Pd sono on-line Il “chi sta con chi” nella sfida a leader del Pd [...]
Il 26 Giugno 2009 alle 14:50 fercas ha scritto:
Franceschini il mezzo disastro! Bersani quello che non è riuscito nenache a liberalizzare i tassinari! Responsabili del traballante PD volete continuare a perdere voti? Se si vi elenco i nomi con i quali perdereste di più, in odine decrescente: Bassolino - Marini - D’Alema - Fassino -Rosy Bindi - Finocchiaro - Violante - Veltroni - Franceschini - Bersani. Se volete veramente cambiare rotta, via dalla scena politica i summenzionati ed entrino giovani tipo Renzi e Serracchiani!!! Cordialità.
Il 16 Luglio 2009 alle 19:52 Franceschini e il programma su Twitter: da 281 pagine a 160 caratteri, la sostanza non cambia » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] LEGGI ANCHE: Bersani - Franceschini, le prime mosse della partita per il congresso Pd sono on-line [...]
Il 20 Agosto 2009 alle 10:55 E nella corsa alle primarie, il Pd si scorda pure degli “operai” (o quasi) » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] Tre i candidati in campo: l’ex ministro Pierluigi Bersani, Dario Franceschini e Ignazio Marino. I pezzi da novanta del Pd hanno affilato i coltelli. Ma le vere primarie, dicono i commentatori più esperti, si giocano nelle segreterie delle regioni e sulla capacità di incrementare il numero di schede degli iscritti che poi andranno a votare (almeno curiosi gli aumenti esponenziali di iscritti nelle ultime settimane in Calabria e Campania). E accanto alla conquista dei voti (e delle poltrone che contano), c’è, o almeno ci dovrebbe essere, la battaglia delle idee. Insomma, perché votare l’uno piuttosto che l’altro? Panorama.it è andato a spulciare i testi delle tre mozioni (Bersani qui - Franceschini qui - Marino qui), su alcuni dei temi più caldi della politica nazionale. Scoprendo che dietro a tutti e tre si cela uno spettro, quello della politica del “ma anche” di Veltroni che ha portato il Pd sul baratro, e che l’unico a parlare di operai è un ex democristiano. [...]
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