
La GALLERY: I big del partito divisi tra Franceschini e Bersani
Uno in Africa. L’altro a Genova con il figlioletto. L’altro ancora nelle retrovie del partito, lontano dalla segreteria. Ah, il partito…
Come sarebbero state diverse le vite dei big del Pd senza Pd?
Già, perché “se il partito chiama”, “se me lo chiedono gli altri”, “se c’è bisogno di me”, “per il bene del progetto”, si può sempre fare un passo indietro. E così non stupisce nessuno il fatto che Dario Franceschini da “segretario precario” con scadenza (a Matrix, il 4 marzo scorso aveva detto basta, aveva assicurato che avrebbe “tireto ancora la carretta” democratica fino a ottobre, fino al congresso al quale non si sarebbe ricandidato: qui il video), abbia deciso di candidarsi ufficialmente al congresso che in autunno eleggerà il leader dei democratici.
Il SegreDario tenta il bis
L’ha fatto con un messaggio (qui il video) sul suo sito in cui però non nasconde il retro-front: “Pensavo di potermi fare da parte e lasciare il testimone a una nuova generazione” dice, “ma in questi giorni sono ho visto riemergere protagonismi e litigi” e allora ”non mi sento di tradirli” (i giovani) e “mi candido” (ironia della sorte) “per non tornare indietro a quelli che c’erano prima, molto prima di me”.
Veltroni l’africano mancato
Quello che c’era subito prima di lui, per esempio, sulla poltrona di segretario non ci si sarebbe mai seduto: “Se farò di nuovo il sindaco di Roma nei prossimi cinque anni, alla fine di questo secondo quinquennio avrò concluso la mia esperienza politica”, disse Walter Veltroni Che Tempo che fa, l’8 gennaio del 2006 (qui il VIDEO). “Perché non bisogna fare la politica a vita. Bisogna fare le cose in cui si crede facendo altro. So che quando dico questo tutti mi guardano dicendo: ‘Eh, guarda che furbacchione, dice così e poi non è vero’. Ne parleremo tra cinque anni e si vedrà se sarà vero oppure no”. Per il momento, ne sono passati tre, molto burrascosi, Walter non è più sindaco ma l’Africa può aspettare.
Cofferati: farà il papà da Bruxelles
Così come può aspettare Sergio Cofferati. L’ex leader Cgil (”quando finirà il mio mandato tornerò a fare l’impiegato alla Pirelli“, disse nel 2000) ed ex sindaco di Bologna decise nel 2008 che non si sarebbe ricandidato alle amministrative del capoluogo emiliano, per fare il papà. Troppo lontano da Genova, dove vive la compagna. Città che raggiungerà più comodamente da Strasburgo, visto che meno di un anno dopo si è candidato per le europee: “Sono stato chiamato da Franceschini. In vita mia non ho mai chiesto candidature, me le hanno sempre offerte gli altri”.
Largo ai giovani: Bindi e Parisi
Abnegazione. Spirito di sacrificio. Come quello che anima l’ex ministro della Difesa Arturo Parisi: “I giovani chiedono spazio? Sono pronto a farmi da parte” disse quando si ventilava una sua candidatura alle primarie del Pd. “In assenza di altri candidati, sempre che ce ne siano le condizioni e che si possa giocare ad armi pari, per amore di verità e per il bene del progetto, la mia candidatura è da ritenersi in campo” rettificò un mese dopo. Poi però si fece da parte davvero, quando si fece avanti Rosy Bindi, non proprio una nuova leva.
Romano a fasi alterne
In questo tripudio di retromarce, non stupisce che a fasi alterne dalle parti dei democratici si parli del ritorno di Romano Prodi (e del “suo” Ulivo). L’ex premier, per ora, è stato di parola: “Farò il nonno” disse dopo la caduta del suo secondo governo. E per ora, a parte qualche esortazione e apparizione televisiva, è stato di parola. E come nell’imitazione di Corrado Guzzanti, è rimasto “feeeermo”, ad aspettare che siano gli altri a fare marcia indietro e tornare da lui. Di nuovo.
Il VIDEO di Prodi Guzzanti “feeeermo”come un semaforo
Il VIDEO con cui Franceschini annuncia la sua candidatura da YouTube
Il VIDEO da YouTube in cui Cofferati disse: “Non mi ricandido”
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Commenti
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Il 24 Giugno 2009 alle 16:42 fercas ha scritto:
Che bell’immagine! Il disastro ed il mezzodisastro che si abbracciano! Non c’è che dire:Un disastro emezzo!!!Cordialità.
Il 24 Giugno 2009 alle 21:58 vincenzo.m. ha scritto:
EVVIVA…
I politici, nella loro stupefacente umana presenza, consolano gli intellettuali poiché consentono loro di comprendere il profondo significato della oscura linea che separa gli uomini dalla verità: la morte.
Si immagini se non ci fosse sorella morte a porre un limite alla nostra presenza, saremmo condannati all’eternità della nostra continuità così come pure all’eterna presenza dei politici.
Evviva…nostra sorella.
Il 25 Giugno 2009 alle 22:46 galassie ha scritto:
Non hanno il senso della decenza,gli storici lo affermeranno.
Il compagno Berlinguer si rivolterà nella tomba!
Il 27 Giugno 2009 alle 10:13 pv21 ha scritto:
Che fortuna che gli italiani abbiano la memoria corta! Puoi sempre cambiare versione e negare di aver detto certe cose. E se qualcuno se ne accorge? Poco male. Basta dire che lo fan tutti. Chissà chi ha inventato questa formula! Ce l’ho sulla punta della lingua …
Il 16 Luglio 2009 alle 19:45 Franceschini e il programma su Twitter: da 281 pagine a 160 caratteri, la sostanza non cambia » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] “I tempi corrono, le mode cambiano, sarà meglio adeguarsi”. Avrà pensato così Dario Franceschini, agguerrito candidato alla segreteria del Partito Democratico, nel presentare il proprio programma politico su Twitter (social network fra i più in voga). [...]
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