Visualizza Dopo Viareggio: i treni a rischio in una mappa di dimensioni maggiori
La strage ferroviaria di Viareggio occupa tutte le prime pagine. E dopo la cronaca arrivano le inevitabili polemiche. Il Corriere della Sera punta il dito sui nuovi pericoli. Ogni giorno ci sono 35 treni ad alto rischio. Trasportano gas, acido solforico, zolfo. Viaggiano sulla rete ordinaria, spesso di notte.
Anche Il Giornale punta l’attenzione sulla sicurezza. Sicurezza, il libro nero: tre anni di incidenti: si dà conto di motrici deragliate, vagoni di traverso, disastri sfiorati. Salta fuori un dossier elaborato dai macchinisti preposti al trasporto merci su rotaia: un elenco degli incidenti sconosciuti alla cronache e delle tratte più a rischio.
Nella sua edizione in edicola, Il Giornale pubblica anche un’infografica con le zone critiche della rete ferroviaria italiana. Ve la riproponiamo qui in una versione multimediale.
Repubblica mette l’accento sulle polemiche, i controlli mancati, le omissioni da individuare, il j’accuse del procuratore: “Un disastro non per caso”. Le ipotesi di reato sono omicidio colposo plurimo e incendio colposo. Ora dovrà fare luce l’inchiesta aperta dalla procura di Lucca.
Il video un minuto dopo l’esplosione
Le tragedie sfiorate a giugno
Il disastro di Viareggio è stato preceduto, nel mese di giugno, da altri due incidenti avvenuti sempre in Toscana, che hanno bloccato a lungo la linea ferroviaria, sfiorando, in alcuni casi, la tragedia.
6 giugno: un cavo della linea elettrica aerea si stacca e colpisce il locomotore di un treno Intercity partito da Milano, rompendo uno dei finestrini anteriori. Le schegge feriscono al volto, lievemente, uno dei macchinisti. L’incidente succede nella galleria Val di Sambro, tra Bologna e Firenze, in una zona tristemente famosa per le stragi dell’Italicus (1974) e della vigilia di Natale (1984). L’Intercity riesce a uscire dal tunnel e ad arrivare alla stazione di Vernio (Prato), ma un altro treno rimane bloccato in galleria per due ore circa. Pesanti ripercussioni su tutto il traffico ferroviario.
22 giugno: due vagoni di un treno merci deragliano a Vaiano (Prato) urtando un Intercity regionale, ma senza conseguenze per i passeggeri. Uno dei vagoni era una cisterna piena di acido fluoridrico. Il traffico ferroviario rimane bloccato per più di 4 ore e riprende poi su un solo binario, con ritardi enormi.
Le informazioni per chi viaggia
Sono stati attivati tue numeri verdi per rispondere agli inevitabili disagi dei treni dopo l’esplosione a Viareggio. Il numero 800.892.021 attivato dalle Ferrovie dello Stato: informazioni sul servizio dei bus sostitutivi. Il numero verde regionale 800.570.530: informazioni sui ritardi e sui blocchi del traffico ferroviario. Il numero verde 800.732.911 è stato invece attivato dal Comune di Viareggio: qui è possibile avere informazioni “relative all’incidente ferroviario, danni, vittime, interventi”.
LEGGI ANCHE: La Rete commenta le critiche a Berlusconi
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Commenti
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Il 1 Luglio 2009 alle 15:56 “Umanamente non sostenibili”: strage di Viareggio, la Rete commenta le critiche a Berlusconi » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] - LEGGI ANCHE: Decine di treni a rischio in Italia. Ecco la mappa interattiva - I fatti: una terribile esplosione, una strage. Decine di morti, storie di fughe interrotte dalle fiamme e di vite spezzate senza preavviso; e poi i feriti. Di fronte a questa tragedia immane la scelta dovrebbe essere quella del silenzio rispettoso e dell’analisi (sensata) delle colpe di chi questa fatalità poteva evitarla. [...]
Il 1 Luglio 2009 alle 18:16 highlander ha scritto:
Well, here we are again, the politicians are praysing over and over again i soccoritoi.. They are doing their job!
Is the goverment doing it’s job?
NOOOO. Always poor people diyng , let’s put the other in tents !? ,Italy is good at soccoring, but very poor at preventing.
POVERA ITALIA
Il 2 Luglio 2009 alle 13:44 carlo.tosi ha scritto:
Come al solito, in occasione di gravi incidenti, si grida alla scarsità dei controlli ed alla poca prevenzione. Come al solito, passata l’emergenza si ritorna nel quotidiano, senza che nulla di concreto si faccia. Ora sono i treni “pericolosi”. Ma che dire dei trasporti altrettanto pericolosi, su strada, dove girano autisti stranieri con decine di ore di guida sulle spalle, con mezzi precari, senza che vi siano efficaci controlli. Controlli e manutenzione che ormai sono ridotti all’osso, in tutti i settori, per risparmiare.
Ed i nostri politici, possono fare a meno di andare “sul luogo del disastro” e fare la faccia contrita! Meglio farebbero ad imporre regole giuste, ma sopratutto a farle rispettare attraverso controlli “veri” e sanzioni adeguate.
Il 3 Luglio 2009 alle 1:06 aldo41 ha scritto:
Io che vivo in America centrale.saluto con orgoglio il nostro Presidente Berlusconi.Fa dunque bene ad accorrere sul luogo del disastro,per solidarieta’ umana ed anche come coordinatore dei lavori,visto che e’ uno dei pochi che hanno le idee chiare.
Agli sciacalli diffamatori tipo Franceschini,Soro, Di Pietro ecc. diciamo che li abbiamo gia’ inquadrati e che i loro sproloqui pieni di veleno non sortiranno nessun effetto.Piuttosto: quando si svegliera’ un anima pia che raccolga col tempo ,ma efficacemente,prove per una denuncia formale per diffamazione e caunnia contro Di Pietro,e,perche no,contro il “prezzolato” direttore di Repubblica Ezio Mauro?
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