
LEGGI ANCHE: PD, cercasi terzo incomodo - Tutti i post sul PD
Pippo Civati è - con Debora Serracchiani (39 anni) e Matteo Renzi (34 anni) - uno dei volti nuovi del Pd. Un blogger di antica data, un ex diessino militante che si prepara a dare battaglia nel partito per ringiovanire una politica che considera giovani quelli come lui: 34 primavere alle spalle, poche meno di quelle che avevano Tony Blair e Zapatero prima di diventare primi ministri di Inghilterra e Spagna. A lui - che potrebbe candidarsi come terzo incomodo tra Franceschini e Bersani nel Congresso Pd di ottobre - abbiamo rivolto qualche domanda, irriverente, di quelle che non si leggono sui giornali perché, a un giovanotto (!) di belle speranze, non si chiede di solito che cosa pensa di Carlo Marx, di Noemi Letizia, di Michael Jackson o di Papa Ratzinger. No, si preferisce l’ennesimo commento sull’ennesima uscita di Franceschini o sul bipolarismo giovani-vecchi dentro il principale partito di opposizione. Domande noiosine che questa volta vi abbiamo risparmiato. Se sia davvero giovane - anche culturalmente - lo facciamo decidere a voi.
Civati, le chiediamo innanzittutto una definizione telegrafica su alcuni importanti personaggi della storia, per capire qual è il suo sistema di valori e verificare se, oltre a una bella faccia e un’anagrafe di cui tutti parlano, c’è davvero qualcosa di più
Prego
Inziamo con Karl Marx. La vecchia sinistra impazziva per lui
Lo considero un grandissimo filosofo. Le cito solo i Manoscritti economico-filosofici del 1848, ancora attualissimi.
E di Renato Curcio cosa dice?
Domanda difficile per uno della mia generazione. Ma non sfuggo: una persona che forse aveva una grande carica ma l’ha usata contro gli altri e contro se stesso.
Il commissario Calabresi per lei era…
Condanno il suo assassinio, ma mi piacerebbe che questo Paese avesse avuto la forza anche di fare chiarezza sulla morte dell’anarchico Pinelli.
Michael Jackson le piaceva ?
Era uno che, nel campo musicale, ci ha fatto ballare moltissimo quando eravamo ragazzini. Un velo pietoso invece su tutto il resto.
Moana Pozzi le dice qualcosa?
Una bella donna e spregiudicata che mi fa venire in mente Bettino Craxi.
Bettino Craxi
Una figura che ha tradito una grande tradizione politica italiana. Non mi può fare domande un po’ più attuali?
Ci arriviamo. Prima mi dica qualcosa su Khomeini
Quando religione e politica si mischiano è un disastro.
E veniamo all’oggi. Papa Ratzinger
Lo dico da laico e con rispetto. Vorrei che questo Papa parlasse meno dei dogmi, e un po’ più degli esseri umani.
Noemi Letizia
Una bella ragazza che mi auguro si possa fidanzare al più presto con uno della sua età.
Domanda d’obbligo: Silvio Berlusconi
Colui che sta tenendo bloccato, nonostante l’attivismo di facciata, questo Paese.
E di Franceschini che la sua collega Serracchiani ha definito simpatico che cosa dice?
Franceschini chi? Il vicesegretario di Veltroni, il traghettatore o il nuovo Obama? Vorrei capire di quale Franceschini stiamo parlando.
Non so, piuttosto parliamo di Bersani
Un grande ministro, una figura storica del centrosinistra italiano, al quale chiedo una maggior innovazione sul piano politico e culturale.
Antonio Di Pietro le piace?
E’ uno che dovrebbe misurare i toni e precisare le proposte politiche. Anche perché il vento dell’antipolitica è molto pericoloso.
Paolo Ferrero vi fa concorrenza?
Non lo conosco, mi sembra un politico impegnato in una battaglia dignitosa ma vecchissima.
Augusto Minzolini
Un’icona dei nostri tempi. Tempi in cui la confusione tra giornalismo e politica produce mostri.
D’accordo con Serracchiani che dice che Berlinguer e Moro erano la stessa cosa?
Ha detto veramente così Debora? Diciamo che sono gli esponenti migliori di due tradizioni pubbliche che hanno costruito questo Paese.
Per ultimo, vorremmo che prendesse posizione su alcune questioni che da sempre dividono il Partito democratico. Da cosa cominciamo, tra le tante?
Dai Dico. Cominciamo da lì. Io dico che il Pd deve avere il coraggio di presentare una legge tipo Pacs francesi il primo giorno che ritornerà al governo di questo Paese.
E della fecondazione assistita cosa dice?
La legge 40 va rivista, è disumana e penalizza le donne italiane che infatti vanno all’estero.
Un’ultima battuta sul reato di clandestinità
Non si può piegare il diritto per ragioni di propaganda.
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- Giovedì 2 Luglio 2009

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Commenti
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Il 3 Luglio 2009 alle 1:51 rafbv ha scritto:
E Pippo,Pippo non lo sa…..
Marx un grande filosofo? Povera e nuda vai filosofia! I “manoscritti del ‘44″ “attualissimi’? Forse nella versione post-datata su cui certamente il Pippo ha trascorso ore insonni….
Si parla di Calabresi e Pippo risponde Pinelli.
Sui clandestini, serbatoio della criminilita’: solo propaganda.
Questo e il “nuovo che avanza”?
No, grazie, abbiamo gia’ dato,
Cordiali saluti
Il 3 Luglio 2009 alle 15:47 cini ha scritto:
Per nulla impressionato dalle sue risposte.
Il 10 Luglio 2009 alle 12:57 Pd alla resa dei conti. Primarie al minimo, partito al Massimo » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] LEGGI ANCHE: Parla Civati, il “piombino” blogger del Pd - Pd, cercasi terzo incomodo - Tutti i post sul Pd [...]
Il 24 Luglio 2009 alle 20:49 Il fegato di Marino: Per il Pd malato ci vuole il mio bisturi » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] Ma una sede non ce l’ha? In via della Lega Lombarda, a due passi dalla Stazione Tiburtina. Un po’ fuori mano. Franceschini infatti ha la sede in via del Tritone. Bersani in piazza Santi Apostoli. Certo non una zona delle più popolari di Roma, in quanto ad affitti. (Risata). Noi potesse arrivare in autobus, in treno, in macchina. In centro come ci arrivi, se non hai l’auto blu? L’apparato del partito da una parte, l’outsider dall’altra. È questo lo scenario? Guardi che io sono uno dei fondatori del Pd, non un outsider ignoto. Tessera numero? Nessun numero. Bizzarro… Le tessere dell’autobus hanno un numero, quelle del Pd no. Ma come si fa a contare delle tessere che non sono numerate? Sospetta? In alcuni posti, come a Napoli, ci sono più tessere che elettori. La sua campagna per il tesseramento? So che centinaia, migliaia di persone stanno chiedendo la tessera per sostenere la mia mozione. Ma i circoli spesso sono chiusi. Oppure non hanno le tessere. Oppure… Posso farle vedere centinaia di email. A Roma una signora ha girato inutilmente tre circoli. Da Milano mi hanno scritto che per l’iscrizione gli hanno chiesto 100 euro. Ma il partito non aveva stabilito 15? Mi viene il dubbio che si voglia scoraggiare le persone a iscriversi. E a sostenere lei. Se riusciamo a raggiungere il 5 per cento dei voti al congresso, le primarie le vinceremo noi. Sicuro. E cambietestaremo questo Paese. Biografia del possibile segretario? Genova, 10 marzo 1955. Pesci ascendente Sagittario. Primogenito, due sorelle. Famiglia? Siciliana e contadina. Papà voleva fare l’ingegnere navale e il nonno disse: “Ti pago l’università per un anno. Se non ci riesci, torni e fai il fabbro”. Ce l’ha fatta. È stato assunto all’Ansaldo. Scuole? A Genova fino alle medie. Poi Roma, liceo classico: shock culturale. Un’altra cosa rispetto a Genova, dove la sera alle 10 non c’era un’anima in giro perché alle 6 del mattino tutti andavano a lavorare. E Roma? Il ‘68, la politica. Andavo alle manifestazioni, come tutti, e avevo il poster del Che in camera. Ma ero negli scout. E mi interessava studiare. Università? Cattolica, Policlinico Gemelli. Al secondo anno ho chiesto di entrare a chirurgia. Volevo fare i trapianti. Perché? La mia è la generazione dello sbarco sulla Luna, 1969, e del primo trapianto di cuore di Christian Barnard, 1967. Mi affascinava, e mi affascina, l’idea della tecnologia applicata alla cura degli umani. L’ultimo trapianto? Agosto 2006, subito dopo l’elezione a senatore. Il trapianto richiede disponibilità e presenza continue, io non potevo più garantirle. L’ultimo intervento? Il 3 luglio, a Verona: lesione al fegato. Quello stesso giorno ho deciso di candidarmi alla segreteria del Pd. Adesso, per la prima volta in vita mia, sospendo di operare. Dopo il 25 ottobre si vedrà. Pensa di smettere? No. Uscire dalla sala operatoria e ricevere l’abbraccio di un figlio o di una moglie è una gratificazione per me insostituibile. E poi serve a tenere un aggancio con la realtà. In chirurgia non ti puoi raccontare storie. Ti poni degli obiettivi e sai presto se li hai raggiunti. Lei li ha raggiunti? A 37 anni dirigevo l’unico centro trapianti del governo americano. Ero un extracomunitario, oltretutto. Ma in America i meriti sono valutati con lealtà e trasparenza, mentre qui la cultura del merito non esiste. Ed è gravissimo: se noi ai giovani togliamo il merito, uccidiamo la loro speranza. Uccidiamo il Paese. Ma oggi in Italia conta più chi conosci di quello che sai fare. Anche lei non sapeva niente di politica, quando nel 2006 Massimo D’Alema le propose di candidarsi. D’Alema e Giuliano Amato: hanno molto insistito entrambi. Mia moglie e mia figlia erano contrarie. Ma io già collaboravo con Italianieuropei e sentivo che in Italia c’era bisogno di smuovere qualcosa. E cosa ha smosso? Nel luglio 2006, da presidente della commissione Sanità, ho presentato il primo disegno di legge sul testamento biologico. Gli italiani infatti la conoscono per le battaglie sul caso Englaro e sulla bioetica. Bastano? Nel 2006 sono riuscito anche a far passare in Finanziaria il principio che il 10 per cento dei fondi per la ricerca venga assegnato da una commissione internazionale di scienziati sotto i 40 anni. Nel 2008 la presidente era una biologa molecolare della North West University di Chicago. E quella commissione ha valutato 1.720 progetti di ricerca, assegnando 16 milioni ai migliori 26. Questo per l’Italia è una rivoluzione, o no? I vincitori voteranno per lei? Non ci scherzi. Alla nostra mozione sta lavorando gente in tutto il mondo. I piombini come Pippo Civati e Ivan Scalfarotto, i ricercatori della Bocconi e della London school of economics, insieme a magistrati come Felice Casson e a decine di circoli, elettori, consiglieri comunali. Ancora non ha risposto. Chi gliel’ha fatto fare? Il senso del dovere un po’ genovese? La nascita del Pd è stata straordinaria. L’entusiasmo, la voglia di cambiare. L’Italia ha un bisogno disperato di cambiamento. E il Pd l’ha tradita? Franceschini e Bersani sono preparatissimi, ma ostaggio di correnti e capocorrenti che conosce anche il mio ortolano. E ogni capocorrente lavora per difendere la propria fetta di potere. Anche la mozione Marino ha le sue correnti: i piombini al Nord, Goffredo Bettini e l’apparato a Roma… Ma ci si siede tutti a un tavolo e si discute; da lì in poi si procede compatti. Se l’immagina una sala operatoria dove, quando si apre la pancia del paziente, i vari chirurghi (magari uno si chiama Franceschini, uno Francesco Rutelli, uno Bersani, uno Paola Binetti, e chi più ne ha ne metta) ficcano le mani dove gli pare? Torniamo all’allegoria del Pd moribondo? Oggi il Pd è paralizzato dai contrasti fra i leader. E nessuno ascolta i milioni di cittadini che lo hanno fondato. Per questo perde voti? Se lei è azionista di una società i cui amministratori pensano solo a migliorare la propria posizione, e non a darle dividendi, non venderebbe le sue azioni? In Italia abbiamo 860 mila richieste per una casa popolare. Le risulta che il Pd ne abbia fatto una priorità? Sa che ogni anno 1 milione di italiani emigra al Nord per sottoporsi a cure che paga di tasca propria, alla faccia del diritto alla salute uguale per tutti? Un altro esempio. Il ritorno al nucleare. C’è il premio Nobel per la fisica, Carlo Rubbia, che dice: “Non esistono sistemi sicuri di stoccaggio delle scorie”. È un problema che lasceremo ai nostri figli e nipoti e bisnipoti. Sono contrario. Oltretutto il governo ha deciso i siti senza ascoltare i cittadini. Il Pd avrebbe dovuto fare un’opposizione molto più rigorosa e severa. Basta con l’antiberlusconismo? In Italia vedo una maggioranza che non si riconosce nei principi di vita di Silvio Berlusconi. Ma a questa maggioranza va spiegato, e bene, che cosa pensa il Pd. Senza contraddizioni, senza balbettamenti. Ci vuole un metodo assolutamente nuovo. Chirurgico? Ci vuole la riunione della segreteria alle 7 del mattino, per fare il punto con i responsabili delle aree strategiche. Ci vuole gente competente, non scelta solo perché appartiene alla tale corrente. Anche nel Pd c’è bisogno di merito. E di alleanze? Non sono così ingenuo da pensare che il Pd, anche con Marino segretario, domani raggiunga il 51 per cento dei voti. Avrà bisogno di alleati. Ma anche qui vorrei un approccio chirurgico: c’è un programma e in base a quello chiedi chi ci sta e chi no. Vorrei poter presentare la squadra di governo prima del voto. Ma il Pd si sta consumando in ben altri calcoli: con Pier Ferdinando Casini o con Rifondazione? Coi radicali o con Sinistra e libertà? Non mi interessa. Noi non abbiamo fatto campagna acquisti. Non vorrebbe neppure Antonio Di Pietro? Di Pietro ha ragione da vendere quando dice no ai condannati in Parlamento. Anch’io voglio ridurre i parlamentari e i costi della politica. Ma non condivido i suoi attacchi a Giorgio Napolitano: il presidente della Repubblica non può essere messo in discussione. Se non arriva al 51 per cento alle primarie, a chi darà il sostegno? So che ci sono delle voci, messe in giro con molta cattiveria. Che dietro a Marino in realtà ci sia D’Alema, per indebolire Franceschini e rafforzare Bersani? Non mi sono candidato per tattica. Né sono qui a lavorare, da giorni, per scrivere una mozione che faccia da merce di scambio. Smentisce? La nostra non è un’operazione di così corto respiro. Se non arriviamo al 51 per cento, sintetizzeremo il programma in una decina di punti irrinunciabili: chi li sposa avrà il nostro appoggio. Ma non accadrà. Vincerà le primarie? Dipende da quante tessere fanno a Napoli e in Calabria. [...]
Il 24 Luglio 2009 alle 22:29 Zione ha scritto:
“Io dico che il Pd deve avere il coraggio di presentare una legge tipo Pacs francesi il primo giorno che ritornerà al governo di questo Paese”.
E io invece dico : Ma chi ti ha detto che i superstiti e scompaginati EX Compagni (almeno per me), risaliranno (e anche subito, stando a quel che dici) a cavallo ?
Ma lo sai che i rossotogati vi hanno trascinato in un Profondo Baratro senza vie d’uscita; se prima almeno non si riportano nei giusti binari dell’Onestà certi Magistrati Delinquenti, ammantati di Legalità ?
Ti rendi conto infine che è oltremodo sconveniente fare temerarie affermazioni che potrebbero avere credibilità solo se dette da un Autorevole Statista, quale è il nostro Presidente del Consiglio ?
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