George Clooney, Carla Bruni, Bill Murray, Walter Veltroni. Ci sono quelli - come i leader mondiali delle Otto Grandi - che al G8 ci vanno per lavorare, per discutere di temi importanti come il futuro del mondo legato ai problemi climatici, o le questioni legate al debito dei paesi emergenti. E ci sono quelli che il summit internazionale lo usano come passerella per ragioni personali di immagine e fama. Lasciamo a voi lettori il compito di decidere a quale gruppo appartengono i quattro nomi citati all’inizio.
Visite di cortesia?
George Clooney mette piede sul suolo abruzzese intorno alle 15 di ieri, atterrando col suo elicottero davanti a una tendopoli gremita di sfollati, gente senza casa e senza più i propri averi, rubati da un terremoto.
Lo fa per inaugurare la sala cinematrogafica “Nobel for peace hall”, dove sono stati proiettati in anteprima alcuni spezzoni del film di Wes Anderson a cui - guarda caso - presta voce. E per annunciare che proprio all’Aquila girerà il suo prossimo film, un thriller che avrebbe dovuto essere ambientato in Toscana: chissà se ci saranno le stesse polemiche riservate al premier Berlusconi dopo lo spostamento del G8 dalla Maddalena.
In tutto questo Bill Murray fa da spalla comica: “Mi hanno detto che qui le persone sono toste. Bene, vi auguro buona fortuna perché se volete fare un party con Clooney dovrete essere veramente tosti per reggere”.
Anche Walter Veltroni torna davanti a microfoni e telecamere, dopo aver abdicato dalla scena politica in favore del suo vice Franceschini, per sottolineare che “George non è solo un grandissimo attore, ma anche una grandissima persona”. Le vittime del terremoto dovranno essere contente, insomma, di avere l’onore di conoscerlo.
Carla Bruni è arrivata anche lei ieri, dopo aver disertato l’incontro con le altre first lady. E senza le first lady, che li avevano visitati già in precedenza, ha passeggiato fra i luoghi del terremoto, commuovendosi davanti alla stampa francese e commentando le macerie con un italianissimo “è terribile!”.
In compenso tutti hanno promesso aiuti: dalla Bruni che - tramite la Francia - restaurerà la Chiesa delle Anime Sante, a Clooney che non permetterà che l’attenzione dei media scenda. Gli aquilani ringraziano.
La gallery
Sorrisi, strette di mano, abbracci, facce contrite per le sofferenze. Tutto davanti agli occhi attenti delle telecamere.
C’è Clooney attorniato dalle sue attempate e accalorate fan. C’è Carla Bruni che algida nel suo tailleur bianco mostra tutto il suo dolore firmando tende da campo. C’è Bill Murray che improvvisa uno show finto-erotico con la presidentessa della provincia aquilana, la Pezzopane. E poi c’è Veltroni, un po’ sperduto, che fa da spalla ai vari VIP. È lo show-biz, in bella mostra nella GALLERY dedicata.
Le opinioni della Rete
Fama da ricostruzione
“Abbiamo suggerito qualche titolo a George Clooney, perché anche lui fa parte dello star system sismico, quello che ora trova qualunque idea originale per farsi intervistare o riprendere vicino alle macerie e mettere un sasso di beneficenza con un film, una donazione, una canzone, una semplice presenza.”
Ufficio collocamento
“La notizia è che George Cloney, nel corso della sua visita di oggi ai terremotati di L’Aquila, ha assunto una body guard con le palle, che da tempo era in cerca di lavoro. Il guardaspalle si chiama Walter Veltroni.”
La pulce di Voltaire » Cinque cosucce su G8, Obama, Di Pietro, Murdoch, George Clooney
Volevo un gatto nero, tu me l’hai dato bianco
“Quale irrefrenabile pulsione, ha portato Walter Veltroni tra le rovine del terremoto aquilano proprio ieri, in pieno G8? [...] E va bene che il cinema è sempre stata la sua passione, anche quando calcava da protagonista la scena politica, ma non poteva andare all’Aquila col fascinoso Clooney una settimana fa, oppure la prossima? Avrebbe evitato quell’imbarazzante sensazione del vorrei ma non posso, il sospetto di una ripicca infantile del tipo «dovrei esserci io nella caserma di Coppito, Obama l’ho scoperto io ed è più amico mio».”
- Venerdì 10 Luglio 2009
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