Il G8 dalla A alla Z: glossario di un “vertice riuscito”. Berlusconi esulta

berlug8

Tre giorni fitti di colloqui, accordi pieni e qualche distinguo. Sorrisi e pacche sulle spalle in pubblico e qualche rancore in privato. Il vertice dell’Aquila si è chiuso con sette dichiarazioni congiunte e molti impegni che solo il tempo dirà se e quanto saranno mantenuti. O se dovrano essere ribaditi nel prossimo summit che si terrà nel 2010 a Muskoka in Canada.
Anche se, commenta il padrone di casa e presidente del vertice Silvio Berlusconi nella conferenza stampa finale: “Il G14 potrà diventare un punto fondamentale per la governance del pianeta. Tutti i format sono validi e resteranno in piedi a partire da quello del G8, costituito da paesi che fondano la loro politica su valori condivisi come la libertà e la democrazia e quindi credo che il discorso tra i leader del G8 deve essere portato avanti, ma io sono per mantenere tutte le formule G8, G14, G20. Tuttavia penso che in futuro le decisioni più importanti si prenderanno all’interno del G14″.
Questo l’alfabeto del vertice abruzzese.

A come Aquila. “La capitale del dolore” scelta da Silvio Berlusconi per ospitare il vertice e commuovere i grandi della Terra. Spostare il G8 dalla Maddalena all’Aquila si è rivelata una mossa di successo e il Cavaliere può rispolverare la sua citazione preferita: “Come diceva Erasmo da Rotterdam le decisioni più rappresentative sono spesso frutto di una lungimirante follia”. Archiviata anche l’ultima foto di gruppo che nel terzo e conclusivo giorno del summit ha visto insieme i Grandi e i rappresentanti dei Paesi africani, il presidente del Consiglio traccia il suo bilancio: un summit “riuscito” dall’esito “assolutamente positivo. A parere di tutti è stato il migliore da quando è stato istituito”.
B come Berlusconi. Il presidente di turno del G8 che si veste da cicerone per accompagnare gli ospiti tra mostre e macerie, da chef per scegliere e dettare il menù, da nottambulo che passeggia per la caserma fino a notte fonda. E che imperversa, giorno e notte, sui maxi schermi del media village, sui cui scorrono di continuo le sue conferenze stampa.
C come Carla Bruni. La “première dame” che diserta il tour romano offerto alle altre consorti, raggiunge Coppito per passeggiare e cenare fuori col marito. E poi si commuove tra le macerie dell’Aquila: “È terribile” (qui la GALLERY).
D come Documenti. Innumerevoli: quelli che producono gli Otto, a raffica, sotto forma di bozze, dichiarazioni, risoluzioni, dossier e raccomandazioni: una valanga di carta senza soluzione di continuità. Sette i documenti finali approvati dal G8.
E come Economia in crisi. La protagonista di questo summit. Licenziata con un mantra da ripetere a tutte le latitudini del mondo: “People first, people first, people first, people first…”.
F come First lady. Le mogli dei potenti (ribattezzate da Sarah Brown: “Noi, le Wag’s del G8″ che si sono concesse una visita a Roma e un passeggiata tra le macerie e le tendopoli dell’aquilano. Tutte in fila, ma senza Carla e senza il professor Joachim Sauer, il “first husband”, marito di Angela Merkel rimasto in Germania.
G come Gheddafi. Arrivato al G8 di Coppito… al solito, in ritardo. Dove monta l’immancabile tenda e stringe la mano al “nemico americano” Barack Obama
H come Hotel. Le strutture alberghiere lontane decine di chilometri da Coppito e che ospitano i giornalisti di tutto il mondo. E che costringono la stampa a sobbarcarsi ogni giorno quasi quattro ore di viaggio tra andata e ritorno.
I come Iran. Finito all’indice per la repressione dei sostenitori di Moussavi oggi si è preso la soddisfazione di convocare l’ambasciatore italiano per protestare per l’uso della forza contro i no-global anti G8.
J come J8. Il summit parallelo dei giovani tra i 14 e i 17 anni organizzato dall’Unicef. E che ha lanciato alla ribalta mondiale la sedicenne brasiliana Mayara Tavares, di cui – come appare nella foto ripresa da tutti i siti del mondo – Barack Obama e Nicolas Sarkozy hanno apprezzato il lato b
K come Kilogrammi. I 24 che segna sulla bilancia il sobrio libro su Canova con copertina in marmo di Carrara che Berlusconi ha regalato a Obama. Elegante e minimale.
L come Lula. Il presidente brailiano pare viaggi con le maglie dei giocatori della formaztione verde oro. Ne ha portate due in dono a Berlusconi e Obama, autografate dai campioni brasiliani. E per il presidente Usa è stata pure una beffa vista le recente sconfitta nella finale di Confederations Cup in Sudafrica.
M come Michelle. La più ammirata, la più fotografata, la più invidiata tra le mogli presidenziali. Che ha ceduto alle tentazioni di gola: pasta all’amatriciana, carbonara e bolognese in un sol boccone e in una sola sera.
N come Navette. Centinaia di bus con la scritta G8 che ogni giorno scorrazzano in lungo e largo i giornalisti accreditati. Un viaggio della speranza che comincia al mattino presto e che per molti si conclude a notte inoltrata. Qualcuno ci ha passato oggi quasi tre ore fermo in attesa della partenza dei leader da Coppito.
O come Obama. E non solo lui, Barack (che al suo primo vertice del G8 ha mostrato la sicurezza e il disinvolto sorriso di chi si sente padrone di casa ovunque: “L’Aquila sarà ricostruita. La coraggiosa gente di questa città sarà sempre nel nostro cuore”, ha dichiarato il presidente Usa in conferenza stampa), ma tutta la famiglia. Che rilancia l’America ai tempi “cool” di Jfk e Jacqueline. Il capofamiglia fa lo statista. Lei, Michelle, la buongustaia. E le figlie, Sasha e Malia, le gelataie. I complimenti di chi li incontra e li conosce si sprecano.
P come piazza. Quella d’Armi della caserma di Coppito da oggi “piazza 6 aprile 2009″ in memoria delle vittime del sisma.
Q come Quattro. I gradi della scala Richter. La soglia oltre la quale sarebbe scattato il fantomatico piano di evacuazione per capi di Stato e di governo presenti a Coppito. La terra, però, in questi tre giorni ha avuto pietà dei suoi “grandi”.
R come Risultati Raggiunti. Berlusconi lo ha definito un vertice “riuscito benissimo”. In effetti è stato un vertice molto produttivo e concreto: ha intrapreso la lotta al riscaldamento del pianeta,  ha iniziato la riscrittura delle regole economiche anti-crisi (”Il nuovo codice di regole economiche si baserà su tre principi e cioè la sacralità del diritto di proprietà, il valore dell’etica di mercato e la necessità di trasparenza” riassume Berlusconi “a parte di tutti c’è stata unanimità nell’appoggiare questi principi e abbiamo così dato il via per approntare queste regole”), ha stanziato 20 mld di dollari per lottare contro la fame nel mondo (secondo il presidente del Consiglio, la sicurezza alimentare è stata tenuta “come ultimo tema del summit perché è il più importante di questo G8. Un elemento cruciale per il futuro perché tutti gli studi dell’Onu mostrano che nei prossimi 20 anni aumenterà di due miliardi di persone”). Ecco perché Silvio Berlusconi può dirsi soddisfatto: “Il risultato più importante venuto dal vertice è proprio il messaggio di fiducia e speranza” per uscire dalla crisi. Un messaggio che i Grandi (qui i documenti finali) hanno voluto dare ai cittadini di tutto il mondo per tornare a guardare al futuro senza paura.
S come Sarkozy. Il presidente francese scarica la tensione facendo jogging fuori dalla caserma di Coppito e attende per un giorno la bella Carla e poi per difenderla in conferenza stampa sfiora la gaffe con le first ladies: “Lei ha preferito le tendopoli agli hotel di lusso…”.
T come Tendopoli. Gli accampamenti dove ancora vivono migliaia di terremotati. E che un giorno “entro settembre” e un giorno “entro novembre”, prima o poi si svuoteranno, lasciando tornare gli aquilani ad abitare sotto un tetto.
U come “ultime signore”. Le dimostranti aquilane che al passaggio delle consorti dei leader hanno mostrato all’Aquila il cartello “last ladies” (qui le IMMAGINI).
V come vacanze. Quelle che Berlusconi, nella conferenza stampa finale del vertice, ha promesso di passare a L’Aquila per seguire la ricostruzione: “Sto cercando casa qui per agosto…”.
W come Wc. I bagni del media village durati appena una mattinata. Poi, tra scarichi intasati, ritirate divelte e black-out di acqua corrente, abbelliti dai cartelli ‘Fuori servizio’ per il resto del vertice.
X come Xinjiang Uygur. La provincia autonoma cinese dove sono scoppiati i disordini tra uiguri e governo locale che hanno costretto il presidente Hu Jintao a un precipitoso ritorno a Pechino. Il G8 è proseguito senza di lui.
Y come Yes we camp!. L‘ironico slogan disegnato sul fianco di una collina dai contestatori del vertice. Un’opera d’arte visibile a chilometri di distanza.
Z come Zainetto. L’ambitissimo gadget del G8 contenente una maglietta, un orologio, un asciugamano e una decina di chili di libri fotografici sull’Abruzzo. Tanto bramato da scatenare una rissa tra giornalisti e obbligare la Guardia di finanza ad intervenire per scongiurare disordini.

Commenti

Puoi lasciare un commento, oppure fare trackback dal tuo sito.

Il 11 Luglio 2009 alle 11:52 lapolide ha scritto:

Padova, 11 luglio 009.

Povera, piccola, viziata, M.me Carlà…..

Mi spiace tanto per Sarkozy’ che, sebbene di origini marocchine ( o giù di lì) si è dimostrato un brav’uomo, alla fine, e molto, molto generoso.

Si è accoppiato con una “femme” ( con rispetto parlando), fra le più “consunte” ( o dovrei dire “User” ?) “Mademoiselle ” esistenti nel il mondo delle “Squinzie” italiche, liberandocene nel contempo ( ecco la “generosità” prima menzionata .)

Ha ragione Libero quando dice che gliela regaliamo con amore, alla cugina Francia.

Così ( ma più modestamente), come molti anni fa, la Francia donò all’America la Statua della Libertà, oggi, noi Italiani, siamo fieri di inviarle il nostro “cadeau”: la “Statua della Libertin” . Speriamo ci ringrazi nel tempo.

Una sentita raccomandazione. “ Tenetevilla con sorete e mammete appresso, appresso”….forever.

Di Donne come Lei, non dico esteticamente, ma culturalmente ne siamo i primi produttori al mondo. Ne abbiamo come Lei “Una, Dieci, Cento, Mille, Centomila”…….

Il G8 appena concluso ci ha dato questa umana speranza di collaborazione tra i Grandi , data la resurrezione ( non voluta dai sinistri) del nostro Presidente del Consiglio, volente o meno, dai suonatori di Olifante Rossi……dello Stivale e d’Oltralpe. ( Redazione permettendo !).
lapolide.

Il 11 Luglio 2009 alle 14:32 cini ha scritto:

Berlusconi ha pieno diritto e ragioni per esultare sulla inconfutabile riuscita del G8, per il quale ha dedicato mente anima e corpo.
Il Premier non solo ha dovuto lavorare sodo per coordinare personalmente i lavori ma ha dovuto anche confrontarsi con forze destabilizzanti interne e subire illeciti attacchi da una vergognosa meschina stampa estera.
Berlusconi è ancora una volta riuscito con successo ad azzittire i suoi nemici e avversari lasciandoli sconfitti, delusi e fortemente umiliati.

Il 11 Luglio 2009 alle 18:17 artisticamente ha scritto:

Dopo aver utilizzato i riflettori del G8, (che pagano) per una propaganda a buon mercato, con il supporto compiacente della TV e dei giornali di regime, la realtà, torna terribilmente di attualità: da Termini Imerese, al nucleare in Veneto e Sicilia, al Lodo Alfano, al bavaglio alle intercettazioni, al -5% del Pil, alla stretta creditizia che soffoca le imprese……

Dimenticavo, i problemi personali di “Papy”.

Il 13 Luglio 2009 alle 12:08 lapolide ha scritto:

Padova, 13 luglio 009.

…Ma tra il dire e il fare…”in miezzo ce sta ‘o mare”…

Mi permettete qualche riga, sulla valanga di “Elogi” piovuti addosso all’Uomo del Colle ?
Se si grazie, altrimenti ( le righe), me le prendo ugualmente. Anch’io da Vecchio Signore come si definisce il “Grande Giampaolo Pansa” ( ma con ben più modeste vedute e capacità mentali della Sue), penso di averne diritto.
Ho letto l’intervista che l’amico Luca Telese ha fatto a Pansa su il Giornale del 13 c.m. , appunto.
A parte il fatto che sarebbe per me da stupido ***, il doverne discettare o confutare, quanto detto da “Lui” ( il Pansa), rimango sempre più perplesso del “risveglio” senile del Presidente Napolitano, così prodigo di consigli rispetto agli anni scorsi, su “aperture politiche”, sul clima vagheggiato di inviti alla riconciliazione (della politica attuale appunto) formulate sebbene in macroscopico ritardo di tempo e di luogo, tra destra e sinistra, mi sento in dovere di sfiorare un solo punto dell’intervista di cui prima, fra i due ( LucaTelese e il massimo Giornalista vivente, appunto, Giampaolo Pansa).
Quando Pansa dice che l’appello di Napolitano al clima dei “ tarallucci e vino” si risolverà, purtroppo con un buco nell’acqua, e che c’è solo un fattore che può cambiare i termini della partita: “La crisi”, condendola, chiudendo l’intervista, con raffinata furbizia e sapienza datagli dall’esperienza di una vita, >.
Ecco se quì Pansa me ne desse il permesso che comunque anche quì mi prendo, direi che non si tratta di “crisi”.
Ma da altrettanto uomo di buonsenso quale reputo essere (data l’età da me raggiunta), l’avrei chiamato piuttosto il “timore”; sì, il timore che prende tutti ad una certa età, chi più e chi meno, verso quell’”Ignoto” che si chiama la “Vita Eterna”. Si diventa più buoni, più “Super Partes” senza volerlo, talvolta. Anche se io, da incallito anticomunista qual sono, non mi fiderei più di tanto degli elogi a lui profusi. Ma questa è un’altra storia.
In conclusione del mio interloquire, pur modesto, ripeterei ancora una volta quel detto che recita >. Ecco, mi dico e mi ripeto, perché non concretizza quel che di giusto ha detto ? Puote o non vuole “Fare” ?
Perché ad esempio, non fa coincidere gli elogi con le “Sue dimissioni”, per esempio, da un contesto politico a Lui, volente o meno, contrario ? Ecco il “Grande Gesto” che gli augurerei di fare. Credo, credo che perfino io, a fronte della eclatante ammissione di aver capito cosa significhi essere “L’Uomo che da i Valori Morali all’Italia” ( detto da Obama al G8 !), sarei propenso a riconoscerlo come mio Presidente. Presidente di tutti gli Italiani e non solo di una parte. Posso dirlo senza offendere alcuno ?
Tutto qui, mio caro eccelso Giampaolo Pansa e…scusi per l’intromissione.
lapolide.

Il 21 Luglio 2009 alle 17:31 D’Addario: riparte l’offensiva de l’Espresso. In Senato è guerra sulla moralità » Panorama.it - Italia ha scritto:

[...] Nessuna replica ufficiale del premier Silvio Berlusconi. Solo una nota di Niccolò Ghedini, consulente giuridico e avvocato del presidente del Consiglio, in cui le registrazioni dei colloqui tra Silvio Berlusconi e Patrizia D’Addario, pubblicate sul sito dell’Espresso sono bollate come “materiale senza alcun pregio, del tutto inverosimile e frutto di invenzione”. Già, perché scaduta la temporanea tregua del G8, imposta dalle circostanze oltre che dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, il gruppo Espresso ha ripreso la sua guerra contro il premier. [...]

Devi aver fatto log-in per inserire un commento.

Spifferi dal Transatlantico
Ingiustizia, di Maurizio Tortorella
Uno contro tutti, di Carlo Puca
Gattopardi,
Il voltagabbana, di Paolo Guzzanti
CLAUDIA DA CONTO
Politicamente (S)corretta, di Annalisa Chirico
Giuseppe Cruciani
 
 
 
 
assicurazione.it Risparmia fino a 500€
mutui.it Risparmia fino a 15.000€
prestiti.it Risparmia fino a 2.000€
 
FacebookTwitter
MobileFeed rss
FacebookTwitter

Il video del direttore, di Giorgio Mulè
L'arcitaliano, di Giuliano Ferrara
Cane sciolto, di Vittorio Feltri
L'editoriale, di Giorgio Mulè
L'europeo, di Sergio Romano
Fatti & credenze, di Luca Ricolfi
Fuori Porta, di Bruno Vespa

  • Aspettando Sanremo
  • Calendari
  • Panorama su iPad
  • Cerca casa
  • Le nostre newsletter
  • Abbonati
  • Meteo
  • Le uscite al cinema
    • Viaggio nell'antico Egitto
    • Applicazioni Mondadori
    • Immobiliare.it
      Case  |  Uffici  |  Case Vacanza

      Provincia
      Tipologia
    • R101
  • Promozione

  • Abbonati subito a Panorama!