Il no global Caruso: “Non siamo più quelli di Genova, ma a L’Aquila faremo sentire i nostri no”

Francesco Caruso
“La sinistra italiana è in estinzione. Noi sopravviviamo, almeno territorialmente, e abbiamo ancora la forza di gridare i nostri no. Come a Genova nel 2001″.
Non ha dubbi Francesco Caruso (qui il suo blog e qui la sua biografia), 35 anni, beneventano, ex leader dei no global napoletani e parlamentare per Rifondazione comunista dal 2006 al 2008, durante il Prodi bis. Uno dei pochi a Montecitorio, forse l’unico, che risultava a reddito zero prima di venire eletto, anche se proviene da un’agiata famiglia.
Sta raggiungendo in auto con alcuni amici L’Aquila, dove si tiene la protesta dei no global. Attese dalle tre alle 5000 persone: i manifestanti, in gran parte giovani, provengono soprattutto da Roma, ma anche da diverse altre città italiane (oltre che dall’estero: francesi, tedeschi, olandesi in maggioranza). C’è pure una rappresentanza dei “No Dal Molin” e di altri comitati, come quelli che si oppongono alla costruzione delle basi militari. Il corteo - organizzato dalla Rete nazionale No G8, cui aderiscono diverse sigle, a cominciare dai Cobas e Rifondazione- si snoderà lungo un percorso di circa 7 chilometri, dalla stazione della frazione di Paganica ai giardini comunali dell’Aquila, a ridosso del centro storico terremotato.
A reggere lo striscione iniziale: “Voi G8 siete il terremoto, noi tutti aquilani”, anche alcuni rappresentanti dei vigili del fuoco, tra le categorie più impegnate per il terremoto. Nel corteo sono presenti, tra gli altri Comunisti italiani, Sinistra critica e alcune associazioni aquilane come Epicentro solidale. Ci sono anche, più sparuti, gli “Aquilani contro il G8″, che inveiscono contro i movimenti di sfollati che non hanno aderito.

Dagli anni ‘90, Caruso, non se ne è persa una di manifestazione, tra cortei ed “espropri proletari”. Uno che avrà molti difetti - e qualche guaio giudiziario legato alla carriera di no global -, ma che di sicuro dice quello che pensa. Per esempio, quando definisce il G8 de L’Aquila: “Tu pensa, hanno portato lor signori a fare turismo in mezzo ai terremotati”. E se lo dice lui…

Insomma, che cosa non vi piace di questo G8, che ormai è diventato un G14 esteso anche ai maggiori paesi in via di sviluppo?
Coloro i quali hanno provocato la crisi, ora si propongono come i risolutori della crisi stessa. È un paradosso, perché sono stati loro i registi di quanto è accaduto in questi anni. Noi lo dicevamo già ai tempi di Genova, solo che ci hanno preso a manganellate. E poi che dire di questo turismo grottesco di Obama, Merkel, Sarkozy e compagnia che vogliono provare l’emozione di un’avventura reale in mezzo ai terremotati.
Ma allora cosa proponete voi manifestanti?
Ci sono due impostazioni. La prima ritiene che sia necessario convincere lor signori a concedere qualcosa anche ai poveri…
I “lor signori”?
I potenti della terra, quelli là.
Convincere i politici dei grandi paesi, dunque…
In generale pensiamo che occorra cambiare il paradigma della Governance dei paesi occidentali, ossia non subordinare le politiche al profitto, ma alle esigenze dell’uomo. Non voglio fare il catastrofista, ma dieci anni fa a Genova lor signori cantavano le lodi del capitalismo e basta guardare gli indicatori economici di oggi per capire chi aveva ragione.
Attese 5 mila persone. A Genova dieci anni fa eravate molti di più. I no global sono in declino?
Non c’è più quella forza che c’era a Genova e pensare di resuscitare lo stesso schematismo sarebbe sbagliato. I movimenti non sono come i sindacati o i partiti e cambiano in altre forme. Ora il movimento no global si è territorializzato e non parlerei tanto di declino: facciamo emergere le contraddizioni nel locale, come nella lotta contro la Tav o a Vicenza contro la base Usa.
Insomma, sostenete il popolo del “no”?
Non mi ci ritrovo in questa definizione. Quello che emerge nei media è l’elemento di conflittualità dei movimenti, ma il lato più interessante è quello delle forme alternative di auto-organizzazione.
I no global sono in declino. E la sinistra italiana?
La sinistra è in via di estinzione. È il risultato di un’eutanasia.
Di chi è la colpa?
Non è una questione di nomi o di leader, che se metti Tizio, allora vinci. Era destinata a fare questa fine.
Allora tutti nel Pd, compresa la sinistra radicale, come ha detto Sansonetti?
Mi sembra giusto che facciano questa fine. Un ceto politico di sinistra che si deve riciclare deve andare il più lontano possibile dalla sinistra.Francesco Caruso
Non c’è più la sinistra radicale. Chi rappresenterà le vostre idee?
C’è bisogno di costruire un’altra dimensione politica, un mutuo soccorso di tutte le idee di sinistra che parta dalle forme di auto-organizzazione a livello locale.
Tornerà in Parlamento?
Dentro quello scenario no di sicuro. Potrei rifarlo solo se emergerà un nuovo movimento che terrà conto delle esigenze attuali che sorgono dai movimenti.
Indossa ancora le scarpe firmate, le Tod’s che notò Ferrara a Otto e mezzo due anni fa?
È una stupidaggine: non erano vere Tod’s, ma un paio di finte scarpe firmate comprate in una bancarella. Si è sbagliato Ferrara e, infatti, fuori onda l’ho fatto notare ai due conduttori. Visto, hai fatto uno scoop dopo due anni.

LEGGI ANCHE: Black bloc: quel che resta del movimento - Il G8 italiano? La riscossa di Berlusconi - G8 all’Aquila: i luoghi, le immagini, le opinioni. Tutto sul summit d’Abruzzo

Commenti

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Il 10 Luglio 2009 alle 19:42 vincenzoaliascontadino ha scritto:

Poi la sinistra li fa anche Onorevoli….
Dai grandi elogi: da piccoli politicanti Sinistrati incazzete Rossi di vergogna!
G8: Da Usa grande riconoscimento a Berlusconi e Governo Italiano, naturalmente anche dai giornali e da giornalisti presenti alla conferenza stampa tranne Pierino che insinuava! Ora la Sinistra attaccherà anche Obama e forse la Chiesa? Dopo il riconoscimento da parte del presidente degli Stati Uniti dell’autorevolezza e della leadership espressa dal governo italiano sul piano internazionale la sinistra attaccherà anche Obama? Ma sentire le cavolate del più grande bluff della storia Poliziesca, giudiziaria e politica ovvero del Petrus che l’amaro l’avrà ingoiata a litri, per essere acido tanto da sprecare denaro per letterina del piccolo omino giustiziali sta e la tragica comica di Ferrero che dice tutto e niente tranne il marchio del Rocher di Giorgio! Vincenzo Alias Il Contadino Matera.

Il 10 Luglio 2009 alle 23:29 galassie ha scritto:

Caro Caruso,se tu avessi mai lavorato non saresti quello che sei. Cerca di usare le tue energie non per fare casino ma mettiti al servizio della comunità.
Se continui così finirai per fare la cosa peggiore che c’è:l’anarchico! Ravvediti finchè sei in tempo.

Il 8 Ottobre 2009 alle 11:58 Per la Lega il burqa come il passamontagna delle Br - Italia - Panorama.it ha scritto:

[...] il resto, appunto, la legge rimane identica a quella del 1975, con un ritocco anti - no global: punisce infatti chi (e con ogni mezzo) non renda visibile l’intero volto. “Come, ad [...]

Il 19 Novembre 2009 alle 17:18 Che fine hanno fatto i compagni di Casarini?Ecco la carriera degli “ex “capetti No Global | Circolo Luce Del Sud ha scritto:

[...] stava raggiungendo il corteo contro il G8 a L’Aquila. “Non siamo più quelli di una volta”, disse. E aveva ragione: erano poco più di 5.000, a Genova nel 2001 cento volte tanto. Il 19 dicembre, [...]

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