Al solito suo. Con invettive, battute provocatorie, frasi al vetriolo e stile tranchant.
Beppe Grillo ha scagliato la bomba sul suo sito, domenica 12 luglio: si candida a segretario del Pd.
Da comico irriverente a blogger seguitissimo; da animatore della “società virtuale” (con battaglie per il Parlamento Pulito, il V-day, gli show dentro e fuori dal Parlamento, le partecipazioni all’assemblea Telecom) a difensore civico (aveva lanciato le liste con il bollino alle scorse elezioni): ora Grillo si chiama dentro personalmente.
Vuole essere il quinto (lui difetta nel conteggio e dice quarto), dopo il segretario Dario Franceschini, l’ex ministro Pierluigi Bersani, il senatore chirurgo Ignazio Marino e l’outsider Mario Adinolfi a correre per la leadership democratica: “Partecipo per rifondare un movimento che ha tolto ogni speranza di opposizione a questo Paese, per offrire un’alternativa al Nulla”, scrive Grillo. L’annuncio è subito rimbalzato su Facebook e sta raccogliendo molti commenti di sostenitori e contrari.
“Il 25 ottobre ci saranno le primarie del Pdmenoelle. Voterà” scrive tra l’altro il comico genovese nell’annuncio “ogni potenziale elettore. Chi otterrà più voti potrà diventare il successore di gente del calibro di Franceschini, Fassino e Veltroni. Io mi candiderò. Dalla morte di Enrico Berlinguer nella sinistra c’é il Vuoto. Un Vuoto di idee, di proposte, di coraggio, di uomini. Una sinistra” dice Grillo “senza programmi, inciucista, radicata solo nello sfruttamento delle amministrazioni locali. Muta di fronte alla militarizzazione di Vicenza e all’introduzione delle centrali nucleari. Alfiere di inceneritori e della privatizzazione dell’acqua. Un mostro politico, nato dalla sinistra e finito in Vaticano”.
E a chi, come Piero Fassino (coordinatore della campagna di Franceschini), sostiene si tratti di una boutade (”Grillo non è iscritto al Pd e lo ha attaccato di continuo. La sua candidatura è una boutade un po’ provocatoria e non c’è alcuna ragione per considerarla una cosa seria. Bisogna vedere se noi accettiamo la sua iscrizione al partito e non penso che si possa accettare”), lui risponde secco. E serio: “È una cosa serissima, facciamo il bad Pd e il good Pd, come le bad company e le good company, come l’Alitalia. Le firme che servono più o meno sono quelle, le abbiamo già raccolte quasi tutte” spiega Grillo “continuiamo con le nostre liste civiche, vogliamo portare il Comune a Cinque Stelle (altra campagna nata sul suo blog, ndr) a livello nazionale”. “Voglio andare al congresso a parlare ai giovani del Pd, spiegare loro le nostre proposte e capire se le condividono” è la strategia di Grillo “sono le idee delle energie rinnovabili, della mobilità eco-compatibile, del wi-fi libero e gratuito, della raccolta differenziata porta a porta. Sono idee, non ideologie”.
Lo show man ammette di non avere esperienza: “Ho deciso sabato, per dare un senso a dieci anni di lavoro, per tornare a parlare di politica, per dare una mano ai giovani. Ma sono pronto a una nuova avventura ma ovviamente arrivando lì alla segreteria sarebbe tutto nuovo, non ho mai fatto il segretario, non ho nemmeno una segretaria” dice.
Con i candidati attuali non farebbe eventuali alleanze: “A parte la Debora Serracchiani non vedo altri” dice Grillo. “Debora mi piace molto e rappresenta milioni di ragazzi iscritti a quel partito che hanno creduto a dei sogni che non si sono mai realizzati. Noi abbiamo bisogno che vadano avanti queste persone, trentenni, che abbiamo studiato e che facciano parte di questa cultura, dei social network. Mi è venuto il magone a vedere come questi fossili hanno segato la povera Debora: aveva appena detto che condivide le cose che dico”.
Le proposte “forti” sono quelle di sempre: “Per prima cosa devono andarsene quelli che hanno più di due legislature, quelli che hanno disintegrato l’Italia insieme allo psiconano, quelli che sono l’altra faccia dello psiconano, cioè D’Alema, Rutelli eccetera…”.
Sorpresi, felici, confusi, spiazzati, anche delusi, ma soprattutto pronti a iscriversi in massa al Partito Democratico per votare Beppe Grillo, i “grillini” si sono precipitati sul blog del comico genovese per commentare l’annuncio della discesa in campo del loro guru. “Evvaiii Beppe!!!!” posta uno. “Siamo tutti con te!!! Iscriviti al Pd e prendi la tessera, 2mila firme le raccogliamo in 5 minuti, Adinolfi ti da il benvenuto”. Ma un altro: “Ma come, prima butti m… sul Pd e ora ti candidi con loro? Non era meglio fare un partito per conto tuo? Ah vero, avresti preso meno voti (= meno soldi). W la coerenza!!! deluso”, scrive Francesco.
La notizia ha fatto il giro dei siti dei principali quotidiani e ha scatenato anche lì le reazioni dei navigatori. Tre ore dopo la notizia il blog di Grillo era invaso da oltre 1.200 commenti e gli spunti dei blogger sconfinano anche nella fantapolitica: c’è chi sogna Marco Travaglio ministro della Giustizia e Milena Gabanelli agli Interni, chi corregge proponendo Di Pietro alla Giustizia e Travaglio direttore del Tg1.
A salutare come positiva la notizia ci pensano gli altri due candidati alle primarie dl 25 ottobre. Il “collega” blogger Mario Adinolfi, candidato alla segreteria del Pd e membro della direzione nazionale, commenta: “Se lo fa con serietà, se non è una boutade estiva, se conosce e accetta le regole e si sottopone al vaglio degli iscritti al Pd iscrivendosi lui stesso entro i termini stabiliti, a me viene da dire solo una cosa a Beppe Grillo: benvenuto tra noi”. Ma, continua Adinolfi, “Ho paura che tra qualche giorno scoprirà che le modalità di presentazione al congresso sono complesse e burocratiche, ma deve essere serio e evitare grida qualunquiste”. E a dire come la candidatura Grillo vada presa sul serio, una stoccata precongressuale: “Quando si chiede informazione seria per sé, bisogna anche offrirla. Sul suo blog Grillo si candida come ‘quarto’ candidato. È in realtà il quinto. Rispetti i candidati concorrenti e si ricordi che, comunque, è l’ultimo arrivato. Gli sarà utile, se fa sul serio”.
Anche il “terzo uomo” Ignazio Marino “esulta” per la discesa in campo del comico genovese: “Io prendo la canduidatura di Grillo come una buona notizia. Significa che avremo un tesserato in più”. Ecco la lapidaria risposta ad un giovane pugliese che, alla Festa dei giovani democratici, gli chiedeva di commentare la candidatura del comico genovese Beppe Grillo alla segreteria del Pd.
Ovviamente molto contento il “sodale” politico di Grillo, il leader Idv Antonio Di Pietro (e sono in tanti a chiedersi se dietro la scelta di Grillo, che ha “preferito” sparigliare le carte Pd, piuttosto che nel campo dell’Italia dei Valori, viste le molte affinità e le molte inziative comuni tra grillini e dipietristi, non ci sia proprio l’ex pm): “La candidatura di Grillo a segretario del Pd è una gran bella notizia, afferma Di Pietro. Così anche noi dell’Italia dei Valori potremmo avere interlocutori ai quali non fa schifo dialogare con la nostra forza politica, salvo poi cercare voti al momento delle elezioni come pretendono i notabili del Pd. Peccato che con una scusa o un’altra la candidatura di Grillo, come la mia delle precedenti primarie, verrà respinta perchè non si deve disturbare il manovratore”.
- Lunedì 13 Luglio 2009
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Commenti
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Il 13 Luglio 2009 alle 14:18 nhico ha scritto:
“Il 25 ottobre ci saranno le primarie del Pdmenoelle. Voterà” scrive tra l’altro il comico genovese nell’annuncio “ogni potenziale elettore. Chi otterrà più voti potrà diventare il successore di gente del calibro di Franceschini, Fassino e Veltroni. Io mi candiderò. Dalla morte di Enrico Berlinguer nella sinistra c’é il Vuoto. Un Vuoto di idee, di proposte, di coraggio, di uomini. Una sinistra” dice Grillo “senza programmi, inciucista, radicata solo nello sfruttamento delle amministrazioni locali.” Come suo solito, il comico ha aperto la bocca e le parole sono uscite arruffate. Spropositate. Soprattutto, sconclusionate. Rileggiamo la prima parte della sua dichiarazione. “Chi otterrà più voti potrà diventare il successore di gente del calibro di Franceschini, Fassino e Veltroni” dice. Ed “ io mi candiderò.” Bene. Lui si candita e vuole vincere. Per diventare dello stesso calibro dei tre leader citati. Vuole cioè raggiungere l’interno valore, il livello, il peso, la qualità, l’ importanza, l’ autorevolezza e il potere dei summenzionati segretari . Ancora bene. Anzi benissimo. A ciascuno il suo. E Grillo è libero di raggiungere il vuoto che vuole. Perché, ed è stato lui stesso a dirlo, dopo la morte di Enrico Berlinguer, il calibro dei suoi successori è stato “il Vuoto”. Auguri. E che il vuoto sia con te, Grillo.
Il 13 Luglio 2009 alle 17:03 lenovo ha scritto:
Questa di Grillo potra’ essere la chiamata di capolinea
per il Partito Democratico “che non c’e'” (tanto per parafrasasre quel campione di democrazia di Cerbero (della sinistra) Di Pietro.
Leno
Il 14 Luglio 2009 alle 11:08 iandrea ha scritto:
Questo è l’ennesimo segno di una scena politica in decadenza,”anche un comico si candida!”.
Detta così potrebbe sembrare una barzelletta,eppure è un segnale molto forte, che dovrebbe invitare a riflettere sia la persona che ha vissuto le più intense stagioni politiche della nostra Repubblica,che il giovane elettore.
Tutto questo modo di concepire la politica porterà in primis il centro-sinistra a indebolirsi e di riflesso lo stesso confronto politico a venire sempre meno, che è cosa molto più grave del semplice sbando delle logiche di un partito. Beppe Grillo forte di un eco mediatico di tutto rispetto, si dice “paladino” di una sinistra dove regna sovrano il “vuoto”, addirittura nomina Berlinguer, così come a volersi paragonare lancia la sua candidatura, ennesima bomba mediatica, ennesimo colpo per la sinistra, ennesimo colpo per il confronto politico italiano.
Enrico Berlinguer sicuramente è stato uno dei più grandi uomini della sinistra italiana ed europea, ma ancor di più è stato uno dei più grandi STATISTI della nostra Repubblica. Sicuramente la sinistra non troverà in Grillo un nuovo Berlinguer; Grillo non è sicuramente uno statista, ne tantomeno è un politico, perchè se siamo arrivati ad ammettere che chi nei comizi copre di insulti e prende a “Vaffa”, possa definirsi un politico, allora possiamo dire che la politica è morta.
Il Presidente ha richiamato ambo le parti a mantenere un clima più sereno, per continuare a cercare quel confronto necessario perchè vengano realizzati gli interessi generali e non solo gli interessi di partito. In questo periodo sicuramente non serve Beppe Grillo alla sinistra e alla politica italiana, verrebbe ulteriormente meno il confronto.
Di converso è facile intuire come fino a quando questa situazione fatto continuerà a persistere il confronto sarà quasi del tutto assente, il potere esecutivo ampiamente legittimato, continuerà a svolgere gli indirizzi che si è preposto, ma tutto ciò nella più totale deficienza del potere legislativo dove appare impossibile costruire un dialogo e di conseguenza realizzare riforme trasversali maggioranza-opposizione. A riprova di ciò una funzione legislativa menomata a colpi di ostruzionismo, emendamento su emendamento, disegni di legge la cui realizzazione si protrae per anni, per poi concludersi in un nulla di fatto, tutto ciò a discapito del cittadino destinatario di norme, le quali più che tutelare il suo interesse, tutelano l’interesse dell’erario.
Questa è la realtà dei fatti, non sto a inventarmi storie, su regimi odierni, ritorni delle leggi razziali,libertà violate, storie da certi acclamate in questo momento (sicuramente aiutano i giornali a vendere), ma ritengo che in una nazione dove per fare una legge ci vogliono anni e anni (per non parlare di un processo) alla politica non serve sicuramente Beppe Grillo.
Andrea Russo
Il 15 Luglio 2009 alle 13:35 Il Secolo rilegge il “caso Bianchini”: ha ucciso il cliché dello stupro di destra » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] Di certo, è stato una questione per il Pd, quando il “terzo uomo” candidato alla segreteria, il cardiochirurgo Ignazio Marino, prima di dare il benvenuto alla candidatura di Beppe Grillo, si è chiesto come fosse possibile che un uomo “che già 13 anni fa era stato coinvolto in odiosi reati di violenza sessuale possa essere arrivato a coordinare un circolo del Pd” (il 33enne ragioniere, ex Margherita, gestiva infatti il circolo democratico del Torrino fino al momento dell’arresto, quando è stato espulso dal partito). [...]
Il 17 Luglio 2009 alle 15:36 Le passate batoste di Grillo e l’attuale irritazione del Pd. Una guerra che dura da mesi » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] Si dira: ma Grillo è un blogger, un comico. E, si sa, la satira è per antonomasia contro i potenti. Giusto. Tanto è vero che, in modo saggio e discreto, l’ex presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi su La Stampa commentava così la scelta di Grillo: ha “una professionalità nel campo della satira, ma non credo possa svolgere una funzione positiva e utile sul terreno squisitamente politico”. Di non essere “adatto”, anzi di non esere pazzo (a mettersi a fare politica), lo aveva ammesso lui stesson un’intervista alla Stampa: “Obama corre, corra anche lei. Altrimenti è troppo facile”, chiede il giornalista. Risposta: “Ma non saprei come gestirmi! Io non sono un politico… lo potrei fare solo se - ride - facessi una piccola dittatura, se mi dessero la possibilità di usare uno stadio per metterci dentro le 80-100mila persone che stanno facendo del male all’Italia”. Era il 26 gennaio 2009. Concetto ribadito sul blog, il 17 febbraio 2009: “Essere candidati dal PDmenoelle equivale a un suicidio politico, a un bacio della morte”. E invece, sei mesi dopo, domenica 12 luglio il comico genovese ha deciso di candidarsi alle primarie del Pd. E quei giudizi mica li ha ritrattati. Anzi ha costellato il suo annuncio di parole tutte contro il partito e la sua dirigenza. E così politici, e non solo quelli del centrodestra, e commentatori del Transatlantico sono un buona parte concordi su una battuta per sintetizzare l’affaire Beppe Grillo vs Partito Democratico: per tutti il Pd conferma a pieno la legge di Murphy: “Se qualcosa può andar male, lo farà”. [...]
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