Il Partito del Sud con ali bipartisan: “Spina nel fianco della politica italiana”

Calderoli e Lombardo

“La questione meridionale sarà una spina nel fianco della politica italiana”. Gianfranco Viesti, assessore tecnico alla regione Puglia della giunta di Nichi Vendola con delega al Sud, non ha dubbi. Nato a Bari 51 anni fa e formatosi alla Bocconi di Milano, Viesti è professore associato di Politiche economiche all’Università di Bari, collaboratore della voce.info. Quest’anno ha pubblicato il libro Mezzogiorno a tradimento. Il Nord, il Sud e la politica che non c’è (Laterza). La sua convinzione? Un paese che vuole crescere non può abbandonare le aree più svantaggiate. Una preoccupazione di molti politici di spicco del Mezzogiorno. Come il governatore della Sicilia, Raffaele Lombardo (leader autonomista dell’Mpa), che ha proposto la nascita di un Partito del Sud alle amministrative del 2010. Un’idea, quella di Lombardo, che trova un consenso bipartisan, da Marcello Dell’Utri e Gianfranco Micciché, nel Pdl, fino ad Antonio Bassolino (governatore della Campania) e Agazio Loiero (presidente della Calabria), nel Pd.

Assessore, di leghe del Sud ne sono sorte a bizzeffe (ultima in ordine di tempo: “Io Sud”, micro partito della senatrice Adriana Poli Bortone che da qualche settimana ha lasciato il gruppo di An per approdare nel misto e collocarsi in semi opposizione al governo e ha debuttato alle recenti elezioni amministrative). Mai nessuna, però, è riuscita ad arrivare a Roma, fatta eccezione del Movimento per l’autonomia di Lombardo, se si può annoverare in tali movimenti. Non è forse destinato al fallimento un progetto del genere?
Invertirei l’ordine del ragionamento: prima occorre individuare i problemi e poi gli strumenti adatti per risolverli. L’Italia è un paese che funziona male, un paese che non cresce, con un basso tasso di occupazione, una rete welfare che tutela solo i maschi capifamiglia. Affrontare questi problemi è indispensabile e farlo vuol dire, soprattutto, affrontare il Sud, che ha gli stessi problemi delle altre regioni italiane, ma con un’intensità maggiore.
Qual è, allora, la differenza maggiore tra il Nord e il Sud del Paese?
La differenza più evidente è che nel Mezzogiorno si hanno peggiori servizi per i cittadini a fronte di un’alta pressione fiscale.
Ma il Sud è veramente dimenticato?
Parliamo di atti concreti: il Governo ha finanziato interventi strutturali in tutto il Paese togliendo 20 miliardi dai fondi che erano destinati allo sviluppo del Mezzogiorno. La vivacità di questa discussione sul Partito del Sud nasce, secondo me, come reazione a questa linea politica del Governo che ha penalizzato un’area in maniera netta. Ma questo non vuol dire che bisogna proporre una politica speculare: oggi si toglie al Sud per dare al Nord, ma è sbagliato anche il contrario.
Le regioni meridionali si sono rette grazie a sostanziosi finanziamenti da Roma. Su cosa potranno contare, se entrerà in vigore il federalismo fiscale chiesto dalla Lega?
Dipende da come sarà scritta la legge sul federalismo nei dettagli. Per come è scritta ora può essere tutto e il suo contrario, ossia può portare a un aspetto positivo del federalismo, più equo e con una maggiore responsabilizzazione dei cittadini delle varie regioni, ma anche a una versione bottegaia del federalismo, attenta più alla distribuzione delle risorse che all’efficienza del sistema. La Lega è il partito della spesa pubblica per i propri territori. Questa linea è sbagliata: una contrapposizione politica basata univocamente sulla contrapposizione tra territori. Ma i grandi paesi, come l’Italia, non crescono se non condividono obiettivi comuni che si raggiungono anche attraverso lo sviluppo di tutte le proprie aree.
Quindi anche lei è contro una maggiore autonomia fiscale delle regioni?
L’autonomia fiscale è già elevata. Accentuarla porterebbe a una maggiore responsabilizzazione sugli utilizzi delle risorse nel Sud, ma c’è anche il rischio di far sorgere forti contrapposizioni all’interno dell’Italia.
Insomma, una Baviera al Nord e una Bulgaria al Sud…
C’è questo rischio. Per questo la proposta del Partito del Sud, da parte di esponenti di spicco del Pdl, mi sembra una reazione di tipo sindacale all’azione del Governo. E anche io come italiano, per esempio, trovo indegno per i cittadini del Centro Nord che la maggior parte della spesa per il terremoto in Abruzzo gravi in gran parte sui cittadini del Sud.
Il partito del Sud piace anche a Bassolino e Loiero. C’è una fronda meridionalista anche nel Pd?
Entrambi gli schieramenti non possono non affrontare i problemi del Sud. Nel Pdl la situazione è più seria perché è il partito di Governo e trovo che la sua azione sia sinceramente antimeridionale. Ma anche nel Pd il problema del Mezzogiorno è stato trascurato per troppo tempo e non potrà essere mai una grande partito nazionale, se non affronterà queste tematiche.
Partito del Sud trasversale, quindi. Un’ulteriore spina nel fianco del Pd?
È il tema stesso e non il partito a essere una spina nel fianco della politica italiana. Il Pd non ha ancora una linea comune su come risolvere i problemi del Sud e fino ad oggi non ho visto sforzi in questa direzione.
Il problema degli investimenti: il Sud è la parte d’Italia che attira meno capitali. Infrastrutture carenti, una burocrazia bizantina e la mafia che strangola gli appalti e chiede il pizzo. Si potrà uscire da questo tunnel?
È il grande tema del Sud e sono ottimista: creare tutte quelle condizioni e le infrastrutture per rendere le imprese competitive e attirare i capitali. Questo non si risolve in due anni, ci vogliono almeno due legislature. E per farlo bisogna anche puntare sulla ricerca, sulla scuola, sul welfare.
Quale potrà essere la ricetta per il rilancio del Mezzogiorno, mantenendo lo schema degli attuali partiti?
Non è essenziale creare dal nulla un nuovo partito per rilanciare il Sud. Serve piuttosto  tornare a fare una politica che abbia al centro le istanze meridionaliste e pensare al futuro dell’Italia intera, a come sarà fra vent’anni. Lo si faceva negli anni cinquanta e sessanta, mentre oggi si fa una politica a breve termine.

Commenti

Puoi lasciare un commento, oppure fare trackback dal tuo sito.

Il 16 Luglio 2009 alle 13:43 La meglio gioventù lascia il Sud. 700mila in fuga al Nord in 10 anni » Panorama.it - Italia ha scritto:

[...] Amarezza è quella espressa dal capo dello Stato Giorgio Napolitano davanti alla lettura dei dati del Rapporto: “Deve crescere nelle istituzioni, così come nella società, la coscienza che il divario tra Nord e Sud deve essere corretto”,  scrive Napolitano in un messaggio inviato al Presidente dell’Associazione per lo Sviluppo dell’Industria nel Mezzogiorno, Nino Novacco. Il capo dello Stato inserisce il tema del Mezzogiorno all’interno dell’attuale crisi economica. “La crisi economica” continua “rafforza il convincimento che una prospettiva di stabile ripresa del processo di sviluppo debba essere fondata sul superamento degli squilibri territoriali, necessario per utilizzare pienamente tutte le potenzialità del nostro Paese. Il fatto che le politiche di riequilibrio territoriale messe in atto in passato abbiano conseguito risultati insufficienti rende certamente indispensabile un forte impegno di efficienza e di innovazione da parte delle istituzioni meridionali; ma questo impegno non sarebbe sufficiente senza il supporto di una strategia di politica economica nazionale mirata al superamento dei divari in termini di dotazione di infrastrutture, di investimento in capitale umano, di rendimento delle amministrazioni pubbliche e di qualità dei servizi pubblici”. Deve essere, quindi, la politica a trovare nuove soluzioni, a far disfare le valigie ai cittadini italiani, e a offrire loro nuove opportunità. Sarà (anche) per questo che sta nascendo una Lega del Sud? [...]

Il 27 Luglio 2009 alle 19:24 Partito del Sud. I fondi, le cariche e i dubbi della Rete: la solita corsa alle poltrone? » Panorama.it - Italia ha scritto:

[...] Il dubbio deve essere venuto a molti, e non solo a quelli della Lega Nord: ma questo fantomatico partito del Sud che i “meridionalisti” della maggioranza (Mpa ed esponenti del Pdl) vorrebbero creare (anche a scapito di provocare fibrillazioni nel centrodestra), non sarà mica il solito ricatto di quelli della casta timorosi di perdere i privilegi posseduti? [...]

Il 29 Luglio 2009 alle 12:24 Durnwalder, “re” del Sud Tirolo tra voglia di Austria, spinte sudiste e privilegi dell’autonomia » Panorama.it - Italia ha scritto:

[...] Parliamo del partito del Sud: hanno ragione i meridionalisti, un movimento trasversale nei due schieramenti, a chiedere più investimenti e a minacciare la nascita di una Lega del Mezzogiorno? Conosco troppo poco il Sud e bisognerebbe viverci per capire realmente i suoi problemi. I governatori del Mezzogiorno dicono che non ci sono soldi a sufficienza per la sanità e io sarei anche favorevole a istituire un fondo di solidarietà per le aree meno sviluppate. La sensazione, però, è che già oggi i soldi ci siano per il Sud, solo che arrivano nei posti sbagliati. [...]

Il 31 Luglio 2009 alle 16:33 Fronde e rivolte meridionaliste: i governatori sudisti vanno al Fondo » Panorama.it - Italia ha scritto:

[...] Quattro governatori in difficoltà, e con le elezioni alle viste. Una montagna di soldi (per dare l’idea, l’equivalente di tutto il pil annuale della Bulgaria) che dovrebbero arrivare (proprio oggi il Cipe, Comitato interministeriale per la programmazione economica, ha dato via libera allo sblocco di 4miliardi e 313 milioni di euro di Fondi per le aree sotto-utilizzate, Fas, destinati alla Sicilia - il 43% sarà dedicato ai progetti per infrastrutture - disinnescando di fatto la protesta dei frondisti Lombardo e Micciché). E un ministro che ha disperato bisogno di denari e non si fa intenerire dalle ragioni (anche legittime) del meridionalismo. Su questo plot si gira “il partito del Sud”, il tormentone politico dell’estate 2009. Una classica trama di potere, di voti e, appunto, di soldi. L’arcigno ministro è il responsabile dell’Economia, Giulio Tremonti. Il tesoro è quello del Fas, una montagna d’oro che valeva in origine 63 miliardi di euro e che tra il 2007 e il 2013 avrebbe dovuto beneficiare per l’85 per cento (53 miliardi) le quattro regioni italiane con il reddito più basso, ossia Campania, Puglia, Calabria e Sicilia. Ma che ora, abbondantemente utilizzato per varie esigenze del bilancio statale, si è ridotto alla metà, rimasta fra l’altro congelata a Roma. I governatori che sono scesi sul piede di guerra evocando (in verità senza troppa convinzione) lo spauracchio di una Lega in salsa meridionale sono, appunto, i quattro moschettieri del Sud. Che al momento hanno le piume alquanto ammaccate e di spendere quei soldi hanno gran bisogno. Sia per provare a fronteggiare un Pdl in forte avanzata sia (soprattutto) per evitare di essere rottamati dai loro stessi compagni di schieramento. In Calabria l’ex margheritino Agazio Loiero, con un consiglio abbondantemente lambito dalle inchieste giudiziarie, guarda alle regionali del 2010 come a un incubo. Se al congresso del Pd vincerà Dario Franceschini, a fargli le scarpe come candidato del centrosinistra sarà Marco Minniti, che ha puntato le sue carte sul segretario in carica. Se invece ce la farà Pier Luigi Bersani, il pericolo non sarà da meno: in un eventuale accordo nazionale con l’Udc, che i dalemian-bersaniani perseguono con determinazione, al partito di Pier Ferdinando Casini andrà quasi certamente la Calabria, dove si scalda il deputato Roberto Occhiuto. E in ogni caso sulla regione incombe la candidatura del dipietrista Luigi De Magistris, votatissimo alle europee. Loiero, che finora di infrastrutture ne ha inaugurate poche, ha almeno bisogno di far vedere che fa sul serio con il raddoppio e la messa in sicurezza della statale 106 ionica tra Taranto e Reggio Calabria, 490 km tra i più pericolosi d’Italia. Il voto del 2010 è un incubo anche per il governatore pugliese Nichi Vendola. E non solo perché da quelle parti alle amministrative di giugno il Pdl ha sfondato quasi ovunque. Il leader di Sinistra e libertà è entrato in rotta di collisione con Massimo D’Alema per questioni di potere locale e in caso di vittoria di Bersani al congresso corre il rischio di essere giubilato per fare posto a Francesco Boccia, giovane tecnocrate legato a Enrico Letta che fu già suo avversario alle primarie pugliesi del 2005. I soldi del Fas a Vendola servono anzitutto per le bonifiche ambientali di Taranto, Brindisi e Manfredonia, per la messa in sicurezza di 990 scuole e per la metropolitana di Bari, dove amministra l’ultimo vero alleato che gli è rimasto, il sindaco Michele Emiliano. Caso diverso, ma non troppo, nella Campania dell’inossidabile Antonio Bassolino. Il governatore ha deciso di tentare il grande ritorno al comune, dove fu già sindaco tra il ‘93 e il 2000. A parte che i ritorni (vedi Francesco Rutelli a Roma) possono riservare brutte sorprese, e che anche in quella regione il centrodestra è in crescita (a giugno si è votato per le province di Napoli, Avellino e Salerno e il Pdl ha fatto l’en plein), nel Pd monta la fronda verso un personaggio che non ha certo legato il suo nome a una stagione felice per la Campania. Bassolino si prepara ad abbattere in autunno la giunta di Rosa Russo Iervolino, pure lei del Pd, per far coincidere la fine del suo mandato in regione con le elezioni comunali, altrimenti fissate nel 2011; ma sulla sua strada si è messo un gruppo di giovani del Pd (Enzo Amendola, Stefano Graziano, Tonino Cuomo, Guglielmo Vaccaro) decisi a contrapporgli l’europarlamentare Andrea Cozzolino. Inutile dire che anche le chance bassoliniane dipendono dalla disponibilità dei miliardi del Fas, che secondo il piano già presentato al Cipe dovrebbero servire a completare l’autostrada Salerno- Reggio Calabria, la metropolitana di Napoli e l’asse viario tra Lioni e Grottaminarda, nell’Avellinese. Resta la Sicilia, cioè la regione dove tutto lo sconquasso è nato. E anche qui c’è una trama squisitamente politica. Nato nell’orbita del Pdl, il governatore Raffaele Lombardo si è progressivamente affrancato dal centrodestra, soprattutto quando ha deciso di mettere mano ai delicati equilibri della sanità regionale. Oggi la sua situazione è assai incerta: oltre che l’Udc dell’ex governatore Totò Cuffaro, si trova contro quasi tutto il Pdl tranne Gianfranco Miccichè e Stefania Prestigiacomo, che però difficilmente sarebbero disposti a rompere con il Cavaliere (E infatti dopo lo sblocco dei fondi da parte del Cipe, per Miccichè “quello approvato oggi dal Cipe è il Par della pace”. E il partito del sud, tutto appianato nel centrodestra? “Il partito del sud era uno strumento per raggiungere un obiettivo. Se l’obiettivo si raggiunge con Tremonti, non ci sono problemi”). Se la guerriglia dovesse continuare, Lombardo non esclude un autoaffondamento della sua giunta per andare al voto anticipato nel 2010. Magari anche contro il Pdl, e facendo l’occhiolino al Pd di Sergio D’Antoni. Gli uomini del governatore siciliano dicono ancora più apertamente ciò che si mormora anche a Bari, Reggio e Napoli, e cioè che il taglio dei fondi Fas nasca anche dalla volontà del governo di togliere ossigeno ad amministrazioni regionali di centrosinistra o, nel caso siciliano, non ortodosse. E anche qui la lista della spesa è lunga: il porto di Augusta, gli interporti di Termini Imerese e di Catania Bicocca, il completamento dell’anello autostradale e il rinnovo della rete ferroviaria. All’insegna del Sud tradito, è partito il cannoneggiamento verso la capitale. “Da una parte” dice Loiero a Panorama “il governo parla di federalismo, dall’altra procede a un accentramento di risorse. Mi sembra una strana politica”. “Il Sud” tuona il senatore Giovanni Pistorio, punta di lancia a Roma del Mpa di Lombardo, “ha diritto ai suoi investimenti strategici. E poi basta con i luoghi comuni: non c’è una sola zona del Sud dove il livello di spesa pubblica sia più alto che nel Nord”. Gli fa eco Gianfranco Viesti, assessore pugliese al Mezzogiorno: “Qui gli investimenti sono inferiori a una qualunque regione a statuto ordinario del Nord”. “Ormai” protesta l’assessore al Bilancio della Campania Mariano D’Antonio “l’agenda del governo la fa la Lega”. Tutti argomenti che però dalle parti di Tremonti lasciano il tempo che trovano. Perché se al Sud si sospetta una stretta con timing politico, lì sono convinti che i soldi del Fas sarebbero stati spesi, più che in opere strategiche, per annaffiare cooperative, lavoratori socialmente utili o, addirittura, per pagare stipendi. Dopo l’intervento diretto di Silvio Berlusconi, i cordoni della borsa si riapriranno un poco; ma non certo come si spera al Sud. Anche perché la minaccia di un partito del Sud agitato da leader così eterogenei tra loro non la prende sul serio nessuno. [...]

Il 4 Agosto 2009 alle 18:21 Fronde e rivolte meridionaliste: i governatori sudisti vanno al Fondo | idoctor ha scritto:

[...] Quattro governatori in difficoltà, e con le elezioni alle viste. Una montagna di soldi (per dare l’idea, l’equivalente di tutto il pil annuale della Bulgaria) che dovrebbero arrivare. E un ministro che ha disperato bisogno di denari e non si fa intenerire dalle ragioni (anche legittime) del meridionalismo. Su questo plot si gira “il partito del Sud”, il tormentone politico dell’estate 2009. Una classica trama di potere, di voti e, appunto, di soldi. L’arcigno ministro è il responsabile dell’Economia, Giulio Tremonti. Il tesoro è quello del Fas, una montagna d’oro che valeva in origine 63 miliardi di euro e che tra il 2007 e il 2013 avrebbe dovuto beneficiare per l’85 per cento (53 miliardi) le quattro regioni italiane con il reddito più basso, ossia Campania, Puglia, Calabria e Sicilia. Ma che ora, abbondantemente utilizzato per varie esigenze del bilancio statale, si è ridotto alla metà, rimasta fra l’altro congelata a Roma. I governatori che sono scesi sul piede di guerra evocando (in verità senza troppa convinzione) lo spauracchio di una Lega in salsa meridionale sono, appunto, i quattro moschettieri del Sud. Che al momento hanno le piume alquanto ammaccate e di spendere quei soldi hanno gran bisogno. Sia per provare a fronteggiare un Pdl in forte avanzata sia (soprattutto) per evitare di essere rottamati dai loro stessi compagni di schieramento. In Calabria l’ex margheritino Agazio Loiero, con un consiglio abbondantemente lambito dalle inchieste giudiziarie, guarda alle regionali del 2010 come a un incubo. Se al congresso del Pd vincerà Dario Franceschini, a fargli le scarpe come candidato del centrosinistra sarà Marco Minniti, che ha puntato le sue carte sul segretario in carica. Se invece ce la farà Pier Luigi Bersani, il pericolo non sarà da meno: in un eventuale accordo nazionale con l’Udc, che i dalemian-bersaniani perseguono con determinazione, al partito di Pier Ferdinando Casini andrà quasi certamente la Calabria, dove si scalda il deputato Roberto Occhiuto. E in ogni caso sulla regione incombe la candidatura del dipietrista Luigi De Magistris, votatissimo alle europee. Loiero, che finora di infrastrutture ne ha inaugurate poche, ha almeno bisogno di far vedere che fa sul serio con il raddoppio e la messa in sicurezza della statale 106 ionica tra Taranto e Reggio Calabria, 490 km tra i più pericolosi d’Italia. Il voto del 2010 è un incubo anche per il governatore pugliese Nichi Vendola. E non solo perché da quelle parti alle amministrative di giugno il Pdl ha sfondato quasi ovunque. Il leader di Sinistra e libertà è entrato in rotta di collisione con Massimo D’Alema per questioni di potere locale e in caso di vittoria di Bersani al congresso corre il rischio di essere giubilato per fare posto a Francesco Boccia, giovane tecnocrate legato a Enrico Letta che fu già suo avversario alle primarie pugliesi del 2005. I soldi del Fas a Vendola servono anzitutto per le bonifiche ambientali di Taranto, Brindisi e Manfredonia, per la messa in sicurezza di 990 scuole e per la metropolitana di Bari, dove amministra l’ultimo vero alleato che gli è rimasto, il sindaco Michele Emiliano. Caso diverso, ma non troppo, nella Campania dell’inossidabile Antonio Bassolino. Il governatore ha deciso di tentare il grande ritorno al comune, dove fu già sindaco tra il ‘93 e il 2000. A parte che i ritorni (vedi Francesco Rutelli a Roma) possono riservare brutte sorprese, e che anche in quella regione il centrodestra è in crescita (a giugno si è votato per le province di Napoli, Avellino e Salerno e il Pdl ha fatto l’en plein), nel Pd monta la fronda verso un personaggio che non ha certo legato il suo nome a una stagione felice per la Campania. Bassolino si prepara ad abbattere in autunno la giunta di Rosa Russo Iervolino, pure lei del Pd, per far coincidere la fine del suo mandato in regione con le elezioni comunali, altrimenti fissate nel 2011; ma sulla sua strada si è messo un gruppo di giovani del Pd (Enzo Amendola, Stefano Graziano, Tonino Cuomo, Guglielmo Vaccaro) decisi a contrapporgli l’europarlamentare Andrea Cozzolino. Inutile dire che anche le chance bassoliniane dipendono dalla disponibilità dei miliardi del Fas, che secondo il piano già presentato al Cipe dovrebbero servire a completare l’autostrada Salerno- Reggio Calabria, la metropolitana di Napoli e l’asse viario tra Lioni e Grottaminarda, nell’Avellinese. Resta la Sicilia, cioè la regione dove tutto lo sconquasso è nato (e proprio oggi il Cipe, Comitato interministeriale per la programmazione economica, ha dato via libera allo sblocco di 4miliardi e 313 milioni di euro del Fas, destinati alla Sicilia - il 43% sarà dedicato ai progetti per infrastrutture con il ministro per lo Sviluppo economico, Claudio Scajola, che ha precisato che il trasferimento delle risorse avverrà con l’avanzamento dei lavori - disinnescando di fatto la protesta del frondista Lombardo). Anche qui c’è una trama squisitamente politica. Nato nell’orbita del Pdl, il governatore Raffaele Lombardo si è progressivamente affrancato dal centrodestra, soprattutto quando ha deciso di mettere mano ai delicati equilibri della sanità regionale. Oggi la sua situazione è assai incerta: oltre che l’Udc dell’ex governatore Totò Cuffaro, si trova contro quasi tutto il Pdl tranne Gianfranco Miccichè e Stefania Prestigiacomo, che però difficilmente sarebbero disposti a rompere con il Cavaliere (E infatti dopo lo sblocco dei fondi da parte del Cipe, per Miccichè “quello approvato oggi dal Cipe è il Par della pace”. E il partito del sud, tutto appianato nel centrodestra? “Il partito del sud era uno strumento per raggiungere un obiettivo. Se l’obiettivo si raggiunge, con Tremonti non ci sono problemi”). Se la guerriglia dovesse continuare (”Il partito del Sud rimane una spada di Damocle. Visti i risultati che abbiamo ottenuto, prima o poi lo faremo“, ha detto il leader autonomista), Lombardo non esclude un autoaffondamento della sua giunta per andare al voto anticipato nel 2010. Magari anche contro il Pdl, e facendo l’occhiolino al Pd di Sergio D’Antoni: Gli uomini del governatore siciliano dicono ancora più apertamente ciò che si mormora anche a Bari, Reggio e Napoli, e cioè che il taglio dei fondi Fas nasca anche dalla volontà del governo di togliere ossigeno ad amministrazioni regionali di centrosinistra o, nel caso siciliano, non ortodosse. E anche qui la lista della spesa è lunga: il porto di Augusta, gli interporti di Termini Imerese e di Catania Bicocca, il completamento dell’anello autostradale e il rinnovo della rete ferroviaria. All’insegna del Sud tradito, è partito il cannoneggiamento verso la capitale. “Da una parte” dice Loiero a Panorama “il governo parla di federalismo, dall’altra procede a un accentramento di risorse. Mi sembra una strana politica”. “Il Sud” tuona il senatore Giovanni Pistorio, punta di lancia a Roma del Mpa di Lombardo, “ha diritto ai suoi investimenti strategici. E poi basta con i luoghi comuni: non c’è una sola zona del Sud dove il livello di spesa pubblica sia più alto che nel Nord”. Gli fa eco Gianfranco Viesti, assessore pugliese al Mezzogiorno: “Qui gli investimenti sono inferiori a una qualunque regione a statuto ordinario del Nord”. “Ormai” protesta l’assessore al Bilancio della Campania Mariano D’Antonio “l’agenda del governo la fa la Lega”. Tutti argomenti che però dalle parti di Tremonti lasciano il tempo che trovano. Perché se al Sud si sospetta una stretta con timing politico, lì sono convinti che i soldi del Fas sarebbero stati spesi, più che in opere strategiche, per annaffiare cooperative, lavoratori socialmente utili o, addirittura, per pagare stipendi. Dopo l’intervento diretto di Silvio Berlusconi, i cordoni della borsa si riapriranno un poco; ma non certo come si spera al Sud. Anche perché la minaccia di un partito del Sud agitato da leader così eterogenei tra loro non la prende sul serio nessuno. [...]

Il 15 Gennaio 2010 alle 20:28 Il Cavaliere, il Governatore e la disputa delle Due Sicilie (una targata Pd) - Italia - Panorama.it ha scritto:

[...] Ma quello che agita le notti del Cavaliere sarebbe proprio il clima di tensione all’interno del partito in Sicilia, che potrebbe compromettere l’andamento delle regionali. Come dimostra l’ultimatum lanciato la scorsa settimana da Miccichè: “È sotto gli occhi di tutti come la componente forzista del Pdl stia rimanendo a guardare, mentre Lega e An fanno incetta di candidature in tutta Italia”, ha spiegato parlando delle candidature del centrodestra. “Questo Pdl è destinato al naufragio definitivo, se continuerà ad annichilire la sua componente di maggior forza e rappresentatività. Per questo scelgo il Partito del Sud“. [...]

Devi aver fatto log-in per inserire un commento.

Spifferi dal Transatlantico
Ingiustizia, di Maurizio Tortorella
Uno contro tutti, di Carlo Puca
Gattopardi,
Il voltagabbana, di Paolo Guzzanti
CLAUDIA DA CONTO
Politicamente (S)corretta, di Annalisa Chirico
Giuseppe Cruciani
 
 
 
 
assicurazione.it Risparmia fino a 500€
mutui.it Risparmia fino a 15.000€
prestiti.it Risparmia fino a 2.000€
 
FacebookTwitter
MobileFeed rss
FacebookTwitter

Il video del direttore, di Giorgio Mulè
L'arcitaliano, di Giuliano Ferrara
Cane sciolto, di Vittorio Feltri
L'editoriale, di Giorgio Mulè
L'europeo, di Sergio Romano
Fatti & credenze, di Luca Ricolfi
Fuori Porta, di Bruno Vespa

  • Calendari
  • Panorama su iPad
  • Cerca casa
  • Le nostre newsletter
  • Abbonati
  • Meteo
  • le uscite al cinema
  • Viaggio nell'antico Egitto
  • Applicazioni Mondadori
  • Immobiliare.it
    Case  |  Uffici  |  Case Vacanza

    Provincia
    Tipologia
  • R101
  • Promozione

  • Abbonati subito a Panorama!