
Da quando Beppe Grillo ha inaugurato il suo blog (gennaio 2005) e si occupa di politica il diagramma del suo reddito è andato costantemente in salita (vedere la foto qui sopra). Infatti i suoi comizi (le serate del tour) sono a pagamento, come video e libri annessi. Dunque l’antipolitica fa bene alla popolarità e alle tasche dell’ex comico.
Ma ultimamente l’aria era cambiata. Sul blog i commenti al post del giorno stavano pericolosamente diminuendo (il 10 luglio sono stati poco meno di 700, 50 in più il giorno dopo: numeri lontanissimi dalla media di qualche mese fa) e anche i meet-up, i circoli dei grillini avevano un saldo negativo (oltre 500 nel 2008, 434 il 15 luglio 2009).
Come uscire da questa impasse e riprendere a fare crescere celebrità e fatturato? La risposta è semplice: il 12 luglio arriva l’autocandidatura a segretario del Pd (il partito ha rifiutato la sua iscrizione) e l’annuncio, sul sito, scatena l’entusiasmo del popolo grillino in letargo, raccogliendo quasi 5.700 commenti. Un’onda che non si arresta nei giorni successivi. Grillo, per restituire grinta alle sue truppe, gira il coltello nella piaga di un Pd in crisi di leadership. Assicura di essere l’unico candidato con un programma: “Io che sono un comico”.
E riconquista i titoli di testa di tv e giornali, una condizione indispensabile per i buoni affari della sua holding. Anche dietro l’ultimo colpo di scena, assicurano i bene informati, c’è la testa riccioluta di Gianroberto Casaleggio, spin doctor di Grillo, grande esperto di rete e inventore del fenomeno internettiano dell’ex comico. Nel 2008 per la rivista americana Forbes Grillo era la settima web-celebrity del pianeta, per Time il suo sito era il venticinquesimo più cliccato di internet e secondo il quotidiano inglese Observer l’uomo era tra i 50 blogger più influenti del pianeta. Technocrati, il sito che calcola autorevolezza e popolarità dei diari online in tempo reale, ultimamente aveva dato un giudizio meno entusiasmante: il blog è, all’incirca, il sessantacinquesimo più cliccato e traccheggia intorno alla millecinquecentesima posizione per “autorevolezza “.
Probabilmente Casaleggio si era accorto di questo calo di consensi ed è corso ai ripari. Si sa che, nel magico mondo di Grillo, il numero dei fan è direttamente proporzionale agli incassi degli spettacoli e del merchandising. Anche se il suo manager, Davide Marangoni, preferisce non diffondere dati ufficiali, la verità è che i fasti del tour Reset, quello del 2007, l’anno del Vaffa day (8 settembre) e dei 200 mila in piazza Maggiore a Bologna, sembrano irripetibili. Nel 2007 per 98 show sono stati staccati 318.972 biglietti (dati dell’Osservatorio sullo spettacolo della Siae), oltre 3 mila a spettacolo. Un trionfo che ha fatto schizzare il suo modello unico a 5.071.196 euro di reddito imponibile, di cui 4.673.478 derivanti dalle sue attività artistiche. Un risultato decisamente superiore a quello del 2006, quando girò l’Italia con lo spettacolo Incantesimi e dichiarò 4.388.367 euro (3.531.868 alla voce “arti e professioni”).
Ma Reset ha strabattuto pure l’ultimo tour, Delirio (qui un assaggio, in VIDEO di 10 min.), che aveva in agenda 58 date e che ha attirato nei primi 36 appuntamenti (sino a dicembre) 98.104 paganti (circa 2.700 di media). Un ottimo risultato, ma pur sempre una flessione. Basti un esempio: Grillo ha chiuso la tournée a marzo, nella sua città, Genova: un solo show, al Vaillant Palace (5 mila spettatori).
L’anno prima, con Reset, aveva riempito per due serate il Palasport (9 mila posti). Ma quelli erano i giorni dei V-day e quella di Grillo sembrava una marea montante. In quel periodo pareva che le liste civiche a “cinque stelle”, quelle che avevano ottenuto il suo imprimatur, dovessero fare incetta di scranni. Quasi 2 anni dopo l’esercito degli amministratori grillini è decisamente più sparuto del previsto: una quarantina consiglieri in circa 35 comuni. Probabilmente la gente dopo il secondo Vaffa day di Torino del 25 aprile 2008 ha iniziato ad assuefarsi un po’ al grillismo e alle sue provocazioni. Ma il masaniello genovese non sopporta il cono d’ombra. Per questo non si è perso d’animo e ha cercato di rimediare con performance sempre più contestate. Per esempio si è esibito in uno sproloquio televisivo lungo 20 minuti su La 7 costringendo la conduttrice, Ilaria D’Amico, a scusarsi con il pubblico.
Nel suo spettacolo Delirio, oltre ai soliti prodotti, come il libro digitale di una nota casa informatica o la palla ecologica per lavare i panni, ha iniziato a promuovere, in polemica con la campagna governativa contro la prostituzione di strada e in nome della libertà sessuale, anche siti hard come www.youporn.com.
Sul palco Grillo mostrava come navigarci, magari inviando propri video, senza preoccuparsi dell’imbarazzo del pubblico più anziano o delle signore. Non è chiaro se Grillo inserirà la pornocrociata nel suo programma di aspirante segretario pd. Non pago, l’11 giugno scorso ha cercato di attirare l’attenzione con uno show in commissione Affari costituzionali del Senato, dove ha dichiarato che in Parlamento ci sono “vecchi, antistorici e qualche zoccola”.
Volgarità in serie che non sono bastate a raddrizzare l’audience. Sino al colpo di scena del 12 luglio. Ora bisogna vedere se la segreteria del Pd è davvero il suo obiettivo o se è solo l’ennesima boutade per ottenere visibilità e prime pagine. Infatti in politica sino a oggi Grillo ha ondeggiato tra l’Italia dei valori e le sue liste civiche.
A Bologna, per esempio, durante la campagna elettorale per le ultime elezioni europee ha dovuto lasciare lontano dal palco i dipietristi Sonia Alfano e Luigi De Magistris, perché i ragazzi del Meetup e della Lista civica hanno preteso che non ci fossero commistioni con l’Idv. Anche perché nel programma dei grillini non sono ammessi gli inceneritori, accettati, invece, dal partito dell’ex pm. Per questi motivi i comitati Rifiuti zero hanno scritto a Grillo una lettera aperta di protesta (”Cosa c’azzecca con te quel Di Pietro?”) che al momento resta senza risposta. Non basta.
Christian Abbondanza, genovese, fondatore della Casa della legalità, associazione impegnata nella lotta alla mafia, ex collaboratore del blog e di diversi meet-up, solleva dubbi anche sulla carta di Firenze, praticamente il programma di governo delle liste civiche a “cinque stelle”: “Dobbiamo ancora capire perché tra i punti fondamentali non ci sia la questione dei controlli di legalità, trasparenza e correttezza delle amministrazioni pubbliche. Forse quell’argomento è stato dato in appalto a Di Pietro”.
Anche perché sono in molti a sospettare che, mentre all’ex pm interessano i voti veri, Beppe Grillo sia più attratto dai guadagni.
- Venerdì 17 Luglio 2009
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Commenti
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Il 17 Luglio 2009 alle 17:56 Le passate batoste di Grillo e l’attuale irritazione del Pd. Una guerra che dura da mesi » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] LEGGI ANCHE: Ma Grillo vuole rilanciare il Pd o il suo 740? [...]
Il 17 Luglio 2009 alle 23:21 crow_jane ha scritto:
Mi ricorda Mediaset che prima del 93 era sull’orlo del fallimento e con il fiato sul collo dei finanzieri, nonostante ne avesse corrotti gia qualcuno. Craxi non poteva più offrire protezione e leggi ad hoc, quindi mister B si butta in politica, diventa pluriprescritto grazie a leggi su misura, porta in parlamento tutti quelli che potevano sputtanarlo, ed è fatta..
Ma ovviamente queste cose su Panorama non le leggeremo mai, giusto?
Il 18 Luglio 2009 alle 19:10 lenovo ha scritto:
Una rispostina, se mi e’ concesso, a crow-jane, 17.07.09 ore 23.21, (crow sta per corvo, che curioso)la
quale e’ evidentemente cosi’ sicura del fatto suo
Domanda: come pensa che la sinistra si sia finanziata
e si finanzi ancora oggi? Pensa che i finanziamenti ai partiti gli bastino? E’ proprio sicura che “la parte migliore della politica” non si sia mai sporcata le mani con affari che non dovrebbero entrarci nulla con la politica? Oppure i fatti baresi le stanno aprendo uno spiraglio mentale?
Vede, crow-jane? Io personalmente, leggendo da due a quattro giornali di media al giorno (eccetto solo La Repubblica 2000)piu’ i sette principali TG, Qualche dubbio, anche su Berlusconi ce l’ho anch’io. E un uomo
come tanti altri e non e’ perfetto neanche lui (ahime’)
Si da pero’ il caso che “molta” gente di centro sinistra di mia conoscenza pensa piu’ o meno come me; era cioe’ ora che qualcuno prendesse in mano il timone di questo nostro paese. Dei piagnistei non se ne poteva
proprio piu’. Specialmente noi che abbiamo attorno ai sessant’anni e che hanno sudato quel minimo di risultato frutto d’una vita a sgobbare (ne porto anch’ io i segni fisici). Nella “mia” famiglia abbiamo, con me, tre generazioni di emigranti piu’ mio bisnonno rifuggiato politico (all’arrivo dei francesi dovette fuggire da Roma per tornarci soltanto nel 1908) e non
ce la si fa proprio piu’ di gente tanto convinta che la vita ti dovrebbe dare tutto il necessario. Nella vita bisogna alzare le terga dalla sedia e costruirsi
le possibilita’. Non esiste sinistra o Berlusconi che possa scodellarci il benessere. E Berlusconi e Craxi non possono essere ancora oggi additati come primi responsabili di tutto cio’ che non va. Poi, saro’ presuntuoso, ma la gente che pontifica con tanta sicumera credo non avrebbe neanche avuto il coraggio di
di tirare le monetine di craxiana memoria.
Infine, un consiglio, leggiti un po’ gente come Pansa, Ricolfi, Peppino Calderola, nessuno dei quali voterebbe mai Berlusconi. Ti potrebbero aprire degli spiragli interessanti e insegnarti che l’uomo ha molte piu’ facce di quanto credi.
In molti siamo contenti che questo governo si stia muovendo, magari sbagliando pwer poi correggere il tiro, ma, vivaddio, dopo 40 anni di immobilismo, finalmente sta iniziando a muoversi qualcosa nel nostro paese. E basta piangersi addosso. Anche quest’anno tutti gli operatori turistici dall’ Italia per l’estero stanno facendo record di prenotazioni.
Staranno tutti fuggendo? Sara’ perche’ all’estero non c’e’ Berlusconi? E poi prenditi un po’ meno sul serio!
Leno
Il 21 Luglio 2009 alle 14:33 fercas ha scritto:
Se Grillo insiste nel suo intento di partecipare all’elezione del segretario PD, per questo partito è la fine! Attenzione: non l’inizio della fine perchè questa è già iniziata ma la fine!!! Cordialità.
Il 21 Luglio 2009 alle 19:42 il blog di Christian Purpari ha scritto:
[...] Questi articolo scritto da Giacomo Amadori il 17 luglio 2009 è di stato tratto dal sito di Panorama. Questo, secondo me, è un ottimo esempio cronologico di come un uomo-simbolo che ha creato la corrente "antipartitica" per eccellenza, poi ha promosso la lista civica ed infine è approdato anche lui in un partito. Possiamo raccontarci tutte le bugie del caso e possiamo trovare tutte le attenuanti anche per lui, ma quello che conta è il risultato, e qui c’è la riprova di come le fantomatiche liste civiche, oltre che esistere per interesse (vedi liste di disturbo, ecc.), sono destinate ad essere solo dei mezzi personali e che non hanno futuro politico. "Da quando Beppe Grillo ha inaugurato il suo blog (gennaio 2005) e si occupa di politica il diagramma del suo reddito è andato costantemente in salita (vedere la foto qui sopra). Infatti i suoi comizi (le serate del tour) sono a pagamento, come video e libri annessi. Dunque l’antipolitica fa bene alla popolarità e alle tasche dell’ex comico.Ma ultimamente l’aria era cambiata. Sul blog i commenti al post del giorno stavano pericolosamente diminuendo (il 10 luglio sono stati poco meno di 700, 50 in più il giorno dopo: numeri lontanissimi dalla media di qualche mese fa) e anche i meet-up, i circoli dei grillini avevano un saldo negativo (oltre 500 nel 2008, 434 il 15 luglio 2009).Come uscire da questa impasse e riprendere a fare crescere celebrità e fatturato? La risposta è semplice: il 12 luglio arriva l’autocandidatura a segretario del Pd (il partito ha rifiutato la sua iscrizione) e l’annuncio, sul sito, scatena l’entusiasmo del popolo grillino in letargo, raccogliendo quasi 5.700 commenti. Un’onda che non si arresta nei giorni successivi. Grillo, per restituire grinta alle sue truppe, gira il coltello nella piaga di un Pd in crisi di leadership. Assicura di essere l’unico candidato con un programma: "Io che sono un comico".E riconquista i titoli di testa di tv e giornali, una condizione indispensabile per i buoni affari della sua holding. Anche dietro l’ultimo colpo di scena, assicurano i bene informati, c’è la testa riccioluta diGianroberto Casaleggio, spin doctor di Grillo, grande esperto di rete e inventore del fenomeno internettiano dell’ex comico. Nel 2008 per la rivista americana Forbes Grillo era la settima web-celebrity del pianeta, per Time il suo sito era il venticinquesimo più cliccato di internet e secondo il quotidiano inglese Observer l’uomo era tra i 50 blogger più influenti del pianeta. Technocrati, il sito che calcola autorevolezza e popolarità dei diari online in tempo reale, ultimamente aveva dato un giudizio meno entusiasmante: il blog è, all’incirca, il sessantacinquesimo più cliccato e traccheggia intorno alla millecinquecentesima posizione per "autorevolezza ".Probabilmente Casaleggio si era accorto di questo calo di consensi ed è corso ai ripari. Si sa che, nel magico mondo di Grillo, il numero dei fan è direttamente proporzionale agli incassi degli spettacoli e del merchandising. Anche se il suo manager, Davide Marangoni, preferisce non diffondere dati ufficiali, la verità è che i fasti del tourReset, quello del 2007, l’anno del Vaffa day (8 settembre) e dei 200 mila in piazza Maggiore a Bologna, sembrano irripetibili. Nel 2007 per 98 show sono stati staccati 318.972 biglietti (dati dell’Osservatorio sullo spettacolo della Siae), oltre 3 mila a spettacolo. Un trionfo che ha fatto schizzare il suo modello unico a 5.071.196 euro di reddito imponibile, di cui 4.673.478 derivanti dalle sue attività artistiche. Un risultato decisamente superiore a quello del 2006, quando girò l’Italia con lo spettacolo Incantesimi e dichiarò 4.388.367 euro (3.531.868 alla voce "arti e professioni"). Ma Reset ha strabattuto pure l’ultimo tour, Delirio (qui un assaggio, inVIDEO di 10 min.), che aveva in agenda 58 date e che ha attirato nei primi 36 appuntamenti (sino a dicembre) 98.104 paganti (circa 2.700 di media). Un ottimo risultato, ma pur sempre una flessione. Basti un esempio: Grillo ha chiuso la tournée a marzo, nella sua città, Genova: un solo show, al Vaillant Palace (5 mila spettatori).L’anno prima, con Reset, aveva riempito per due serate il Palasport (9 mila posti). Ma quelli erano i giorni dei V-day e quella di Grillo sembrava una marea montante. In quel periodo pareva che le liste civiche a "cinque stelle", quelle che avevano ottenuto il suo imprimatur, dovessero fare incetta di scranni. Quasi 2 anni dopo l’esercito degli amministratori grillini è decisamente più sparuto del previsto: una quarantina consiglieri in circa 35 comuni. Probabilmente la gente dopo il secondo Vaffa day di Torino del 25 aprile 2008 ha iniziato ad assuefarsi un po’ al grillismo e alle sue provocazioni. Ma il masaniello genovese non sopporta il cono d’ombra. Per questo non si è perso d’animo e ha cercato di rimediare con performance sempre più contestate. Per esempio si è esibito in uno sproloquio televisivo lungo 20 minuti su La 7 costringendo la conduttrice, Ilaria D’Amico, a scusarsi con il pubblico.Nel suo spettacolo Delirio, oltre ai soliti prodotti, come il libro digitale di una nota casa informatica o la palla ecologica per lavare i panni, ha iniziato a promuovere, in polemica con la campagna governativa contro la prostituzione di strada e in nome della libertà sessuale, anche siti hard come www.youporn.com.Sul palco Grillo mostrava come navigarci, magari inviando propri video, senza preoccuparsi dell’imbarazzo del pubblico più anziano o delle signore. Non è chiaro se Grillo inserirà la pornocrociata nel suo programma di aspirante segretario pd. Non pago, l’11 giugno scorso ha cercato di attirare l’attenzione con uno show in commissione Affari costituzionali del Senato, dove ha dichiarato che in Parlamento ci sono "vecchi, antistorici e qualche zoccola".Volgarità in serie che non sono bastate a raddrizzare l’audience. Sino al colpo di scena del 12 luglio. Ora bisogna vedere se la segreteria del Pd è davvero il suo obiettivo o se è solo l’ennesima boutade per ottenere visibilità e prime pagine. Infatti in politica sino a oggi Grilloha ondeggiato tra l’Italia dei valori e le sue liste civiche.A Bologna, per esempio, durante la campagna elettorale per le ultime elezioni europee ha dovuto lasciare lontano dal palco i dipietristi Sonia Alfano e Luigi De Magistris, perché i ragazzi del Meetup e della Lista civica hanno preteso che non ci fossero commistioni con l’Idv. Anche perché nel programma dei grillini non sono ammessi gli inceneritori, accettati, invece, dal partito dell’ex pm. Per questi motivi i comitati Rifiuti zero hanno scritto a Grillo una lettera aperta di protesta ("Cosa c’azzecca con te quel Di Pietro?") che al momento resta senza risposta. Non basta.Christian Abbondanza, genovese, fondatore della Casa della legalità, associazione impegnata nella lotta alla mafia, ex collaboratore del blog e di diversi meet-up, solleva dubbi anche sulla carta di Firenze, praticamente il programma di governo delle liste civiche a "cinque stelle": "Dobbiamo ancora capire perché tra i punti fondamentali non ci sia la questione dei controlli di legalità, trasparenza e correttezza delle amministrazioni pubbliche. Forse quell’argomento è stato dato in appalto a Di Pietro".Anche perché sono in molti a sospettare che, mentre all’ex pm interessano i voti veri, Beppe Grillo sia più attratto dai guadagni." commenti : (0) [...]
Il 23 Luglio 2009 alle 15:35 » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] Il volto di destra del tribuno Di Pietro. Ritratto dell’ex pm che nuoce solo alla sinistra (140 letture)D’Addario: riparte l’offensiva de l’Espresso. In Senato è guerra sulla moralità (100 letture)Ma Grillo vuole rilanciare il Pd o il suo 740? (60 letture)Casinò Pd: grandi manovre alla ricerca di un leader (60 letture)Bus, tram e metro: Milano deve dire sì agli autisti extracomunitari. Scacco alla Lega? (60 letture) [...]
Il 23 Luglio 2009 alle 15:42 Burlando: “Per sollevare il Sud (e il Pd) ci vorrebbe un mio amico, Helmut Kohl” » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] “Troppe parole intorno al federalismo. Anzi, solo parole che non servono a nulla”. Ne è convinto Claudio Burlando (Pd), presidente della Regione Liguria. Un “uomo del fare”, dice di se stesso. Ex ministro dei Trasporti durante il primo governo Prodi, dal 1996 al 1998, Burlando si ricandiderà alle regionali del 2010. Per il congresso nazionale del Pd si è espresso a favore della mozione Bersani. Un passato nel Pci e poi nei Ds, ora è presidente di una regione al centro di grandi manovre per il “risiko democratico” di ottobre: il “franceschiniano” Sergio Cofferati, già primo cittadino di Bologna e ora eurodeputato, si candiderà a guidare il Pd nella regione (un doppio incarico impegnativo per chi aveva detto di voler scendere dalla poltrona sindaco per stare vicino alla famiglia); sempre dalla Liguria ha iniziato la sua scalata democratica lo shoman Beppe Grillo, al quale il Pd ha precluso iscrizione e primarie; mentre il sindaco del capoluogo Marta Vincenzi ha scelto di sostenere l’amico Ignazio Marino. [...]
Il 31 Luglio 2009 alle 17:48 Barracciu, la “mora” sarda che tifa Franceschini. Per cacciare la Casta (del Pd) » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] Come giudica l’uscita di Beppe Grillo, che si voleva candidare alle primarie? È stata una provocazione e la sua candidatura era inaccettabile, visto che ha trascorso gli ultimi due anni a massacrare il Pd e a non condividere nulla delle sue posizioni. Allora, perché mettersi alla testa di un partito che si detesta in pubblico? Lo trovo decisamente presuntuoso: lui che da sempre distrugge la politica, che si fa baluardo della legalità e della moralità, all’improvviso vuole diventare un politico come quelli che ha sempre criticato? È una contraddizione. Secondo me, è meglio che Grillo torni a fare il comico, sempre se riesce ancora a far ridere qualcuno. [...]
Il 21 Giugno 2010 alle 16:45 Notizie dai blog su E se il blogger va in letargo? ha scritto:
[...] Ma Grillo vuole rilanciare il Pd o il suo 740? Da quando Beppe Grillo ha inaugurato il suo blog (gennaio 2005) e si occupa di politica il diagramma del suo reddito è andato costantemente in salita ( vedere la foto qui sopra ). Infatti i suoi comizi (le serate del tour) sono a pagamento, come video e libri annessi. Dunque l’antipolitica fa bene alla popolarità e alle tasche dell’ex comico. blog: canale italia | leggi l’articolo [...]
Il 17 Dicembre 2010 alle 19:02 Indagini sugli oppositori di B, coinvolto un giornalista di Panorama | Marco Lillo | Il Fatto Quotidiano ha scritto:
[...] elencato il prodotto finale di questi accessi abusivi: “L’Italia dei valori familiari”; “Grillo vuole rilanciare il Pd o il suo 740”; “D’Addario complotto in tre mosse”; Agnelli, ecco quanto dichiarano gli Agnelli”; “Il [...]
Il 17 Dicembre 2010 alle 19:02 Indagini sugli oppositori di B, coinvolto un giornalista di Panorama | Marco Lillo | Il Fatto Quotidiano ha scritto:
[...] elencato il prodotto finale di questi accessi abusivi: “L’Italia dei valori familiari”; “Grillo vuole rilanciare il Pd o il suo 740”; “D’Addario complotto in tre mosse”; Agnelli, ecco quanto dichiarano gli Agnelli”; “Il [...]
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