Influenza H1N1: “Niente allarmismi”. Dall’Avvenire a Sacconi, tutti contro Fazio

Pandemia H1N1, le preoccupazioni dei cittadini
Povero Ferruccio Fazio, ce l’hanno tutti con lui. Cosa avrà fatto mai il viceministro della Salute, a parte causare un po’ di sana preoccupazione negli italiani in relazione alla (erroneamente) cosiddetta “influenza suina”?

Allertato forse dalla diffusione della pandemia del virus A-H1N1 su scala mondiale, Fazio si era spinto a “non escludere” un possibile ritardo nella riapertura delle scuole italiane, seguendo l’esempio della Gran Bretagna (dove però i nuovi casi di infezione si rincorrono). Previsioni che sono state seguite da una valanga di prevedibili smentite.

Niente allarmismi, tutto sotto controllo

Ferruccio FazioFra le prime, Maria Stella Gelmini, che come ministro dell’Istruzione avrebbe probabilmente preferito essere informata prima di rilasciare alla stampa dichiarazioni di questa entità: “Faremo tutte le verifiche necessarie, anche se al momento la situazione non preoccupa”.

Ma anche lo stesso “superiore” di Fazio, il ministro del Welfare Maurizio Sacconi, ha preso una posizione netta: “È un’influenza al di sotto di quelle che abbiamo sempre conosciuto nella stagionalità. Ogni allarmismo è quindi davvero ingiustificato”.
Posizioni chiare, quelle dei suoi colleghi, tali da spingere lo stesso Fazio - a margine di una audizione presso la Commissione parlamentare di inchiesta sugli errori in campo sanitario e sulle cause dei disavanzi sanitari regionali - a una rapida ritirata, sottolineando che no: “Non si è mai parlato di ritardi nella apertura delle scuole. Alla domanda specifica sulla possibilità che un rinvio si potesse escludere ho risposto che in un piano pandemico questo non si può escludere. Però nessuno ha mai parlato di una possibilità di questo genere. La risposta del governo fin dall’inizio è stata uniforme e compatta”.

Ma tutto ciò non gli è bastato per evitare i tuoni de L’Avvenire, che in un editoriale ha definito la strategia del vice ministro “discutibilissima”. Il quotidiano nei vescovi aveva affidato alla firma di Elio Maraone le critiche al governo. “È chiaro” si legge nel pezzo “che la stonatura di Fazio esige non soltanto il richiamo all’ordine del medesimo, ma una correzione di rotta generale, ossia l’adozione e il rispetto da parte dell’intero esecutivo di una strategia comunicativa all’altezza dei bisogni, che sono molti e crescenti, del Paese. Sarebbe desiderabile, anzi doveroso” ha proseguito il giornale della Cei “che l’esecutivo si rivolgesse ai cittadini con una sola voce”.

La pensa, sorprendentemente, come Avvenire anche il ministro alla semplificazione Roberto Calderoli: in casi così delicati, in cui serve comunicare una linea chiara e condivisa, dovrebbe essere solo il premier Silvio Berlusconi quello autorizzato a parlare: “Qualcuno ha bisogno di una tirata di orecchie, perché un problema di salute non può diventare lo strumento per campagne mediatiche o peggio ancora…”, chiosa il senatore Calderoli.
Che la carica di Fazio, che in tanti vedono come promosso a ministro, sia diventata a rischio, come insinua fra le righe il quotidiano cattolico?

Le reazioni della Rete

Allarmismo pandemico e costi sociali

“Diciamoci la verità, sul piatto della partita non c’è la salute degli italiani, perché è ben nota la lieve entità dei sintomi dell’H5N1[...]. Sul piatto della partita ci sono, tanto per cambiare, i soldi dello Stato. Se la gente si ammala di H5N1 [...] si farà visitare presso un Pronto Soccorso qualsiasi e, una volta accertata l’effettiva presenza patogena del virus, si farà ricoverare. E allora saranno cazzi di Brunetta, che dovrà pagare lo stipendio per intero e anche i compensi accessori.”

Valerio Di Stefano » Diceria dell’untore: Fazio e la Gelmini sulla chiusura dele scuole per l’H5N1

La facciamo facile?

“C’è da augurarsi che Ferruccio Fazio venga rapidamente nominato ministro della Salute, così potrà smettere di agitarsi e di elaborare contingency plan di agevole attuazione, come la chiusura delle scuole, per far vedere quanto è sul pezzo.”

Phastidio » All’erta sto

L’ottimismo non è un antivirus

“Forse il metodo Berlusconi ha una logica in campo economico: spargendo ottimismo a piene mani, anche a dispetto delle evidenze, si può sperare di incoraggiare la ripresa. Ma con i virus non funziona. Gli esperti internazionali sono ancora in disaccordo su molte cose, ma sulla filosofia di fondo il consenso è chiaro: la sottovalutazione è pericolosa quanto l’allarmismo.”

Anna Meldolesi » Politica Pandemica

LEGGI ANCHE: Virus H1N1, domande e risposte - Influenza A: le mappe del contagio nel mondo

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