- Tags: Cnel, crisi, dati, imprese, interinale, lavoro, occupazione, posto
- 2 commenti

Fino a mezzo milione di posti di lavoro a rischio nel 2009 per effetto della crisi. È questa la prospettiva contenuta nel Rapporto sul mercato del lavoro (qui il .pdf) del Cnel (Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro, presieduto da Antonio Marzano) riferita all’ipotesi peggiore per i prossimi mesi, quando “la disoccupazione continuerà ad aumentare e il ricorso agli ammortizzatori sociali sarà ancora significativo”.
Disoccupazione: a fine anno poco al di sotto del 9%
In particolare, il rapporto messo a punto dalla commissione dell’informazione, indica la stima che nell’anno possa esserci una perdita di posti di lavoro tra le 350mila e le 540mila unità se misurati in forze di lavoro e tra le 620mila e le 820mila in termini di Ula (Unità lavorative annue). Quanto ai disoccupati, potrebbero aumentare in una forchetta che oscilla tra le 270mila e 460mila unità.
La disoccupazione continuerà ad aumentare e il ricorso agli ammortizzatori sociali sarà ancora significativo. Il ricorso alla cassa integrazione nell’ultimo bimestre ha registrato un rallentamento ma resta su livelli assoluti molto elevati a testimoniare della profondità della crisi.
Del resto, evidenzia il rapporto, tutti i maggiori istituti di previsione internazionali concordano nel ritenere che il 2010, pure in presenza di una ripresa del Pil, sarà un anno difficile sul fronte dell’occupazione, con disoccupazione in aumento. Il mercato del lavoro italiano, ragiona il Cnel, sta attraversando una fase difficile. La caduta dell’occupazione registratasi negli Stati Uniti e in molti paesi europei è stata in Italia, fino ad oggi, meno drammatica.
Il 2008 si è concluso ancora con un bilancio positivo: sono stati creati poco meno di 200mila posti di lavoro. Il mercato del lavoro italiano ha continuato, dunque, a produrre opportunità di lavoro. Restiamo, tuttavia, avverte il Cnel, lontani dagli obiettivi di Lisbona 2010, che non saremo in grado di raggiungere soprattutto per gli insufficienti progressi in campo di occupazione femminile e popolazione over-55 nonché per il divario territoriale ancora pesante tra nord e sud.
Flessioni più consistenti nel Mezzogiorno. Più disoccupati tra le donne
Citando i dati dell’Istat, il rapporto sul mercato del lavoro dipinge un quadro a tinte fosche per quanto concerne l’occupazione in Italia: “il mercato del lavoro italiano nel primo trimestre 2009 inizia a mostrare i primi importanti effetti della crisi economica. L’Istat registra infatti una riduzione complessiva dell’occupazione (pari a 204 mila lavoratori in meno su base annua) e un aumento del tasso di disoccupazione, che in questo primo trimestre dell’anno raggiunge il 7,9 per cento.
Per la prima volta dopo 14 anni l’occupazione in Italia ha dunque cessato di crescere, con flessioni più consistenti nel Mezzogiorno (dove si sono concentrate oltre il 50 per cento delle perdite), ma senza risparmiare anche le altre aree del Paese”.
L’aumento della disoccupazione potrebbe interessare principalmente le donne, già fortemente penalizzate nel mercato del lavoro in Italia. Il rapporto del Cnel ipotizza un 10% di disoccupazione femminile per il 2009 a fronte del già alto 8,5% dello scorso anno. Meno marcato l’incremento del numero di disoccupati sul fronte maschile: il tasso dovrebbe infatti passare dai 5,5 punti percentuali del 2008 al 7,1% previsto per la fine dell’anno in corso.

Segnali di ripresa dal mondo
Oltre ai dati negativi, nel rapporto del Cnel, si apre comunque anche qualche spiraglio positivo: “Siamo in una fase di forte difficoltà e di grande incertezza” ma, tuttavia, la crisi internazionale “sembra mostrare alcuni segnali di attenuazione. Vi sono, a livello mondiale, indicatori che appaiono rivelare una ripresa, sia pure lieve, dell’attività economica. È probabile, dunque, che il punto più basso della recessione sia stato superato”.
Cruciali, secondo il Cnel, “nel determinare le caratteristiche e l’intensità della ripresa saranno gli ultimi mesi del 2009 e i primi del 2010″. Per questo motivo “è importante che vi sia piena consapevolezza del fatto che nei prossimi mesi potrebbero rendersi necessari ulteriori interventi per estendere e rendere ancora più flessibili i sostegni al reddito”.
“I risultati ottenuti dall’attuale sistema di ammortizzatori sociali (così come è stato rafforzato per il biennio) non eliminano la necessità di una riforma del sistema -di cui si parla dal 1997- ma ne possono consentire una discussione più equilibrata e più completa”. Cominciando, sostiene il Cnel, da alcuni elementi determinanti:
a) le condizioni di accesso ai sostegni al reddito e le compatibilità di un livello di carattere universale con i costi in termini di sostenibilità finanziaria;
b) il rafforzamento delle azioni di formazione e di orientamento, ancora oggi troppo slegate dai bisogni reali del mercato del lavoro, se si vuole riorientare il sentiero di sviluppo dell’economia italiana sui cosiddetti green jobs o su i white jobs (lavori legati ai servizi socio-sanitario-assistenziali alla persona o alle famiglie);
c) quale sistema di tutele e sostegni al reddito può essere possibile per il lavoro indipendente, la vittima più significativa di questa crisi. E questo è per il sistema produttivo italiano una perdita di grande rilevanza, che deve essere quantomeno attenuata.
- Mercoledì 22 Luglio 2009
Tutto sulla tragedia della Costa Concordia
La pirateria online è un furto?
Avetrana: video, articoli e foto esclusive
IL MEGLIO DEL 2011







LA CASTA - Privilegi (veri o presunti) di politici, lobby e categorie
Mostri della porta accanto
Il Governo Monti
Le grandi inchieste sul sesso di Panorama








Lettere dal fronte dei nostri soldati














Commenti
Puoi lasciare un commento, oppure fare trackback dal tuo sito.
Il 10 Settembre 2009 alle 21:32 I costi aggiuntivi e vivi della ThyssenKrupp : Giornalismo partecipativo ha scritto:
[...] lavoro, figurarci senza…ma si, non aggiungiamo altra pena. Cerchiamo di raggiungere il traguardo, Lisbona 2010, ci penserà Baffone, Boffo, Baffino a questi che piangono e magari fottono pure al Capezzone di [...]
Il 22 Luglio 2010 alle 15:46 Notizie dai blog su Dalle rinnovabili 100 mila posti di lavoro nel 2020. Lo dice il Cnel ha scritto:
[...] A rischio 500mila posti di lavoro nel 2009. Allarme Cnel: “Grande incertezza” Fino a mezzo milione di posti di lavoro a rischio nel 2009 per effetto della crisi. È questa la prospettiva contenuta nel Rapporto sul mercato del lavoro ( qui il . blog: canale italia | leggi l’articolo [...]
Devi aver fatto log-in per inserire un commento.