
La D’Addario dice il vero, sentenzia il quotidiano spagnolo El Paìs dopo la pubblicazione su L’Espresso dei colloqui tra il premier Berlusconi e la escort barese. Ma anche in Gran Bretagna la stampa torna ad occuparsi delle feste a Palazzo Grazioli. E punta il dito contro il Cav.
Per esempio, il Times questa mattina se n’è uscito con un commento feroce, a firma di Daniel Finkelstein, sul “comportamento deviato” di Berlusconi ed altri leader. Il postulato di Finkelstein è il seguente: “La vita privata dei leader svela il loro carattere. E il carattere può essere l’elemento più importante della loro leadership”. L’editorialista comincia con una lunga premessa sui peccati di Mao (che fino in tarda età amava portarsi a letto ragazzine e ragazzini, e che si impasticcava di sonniferi), per arrivare alle “feste, le ragazze, i regali di Berlusconi” che “sono affari di Stato“. Il peggio di tutto ciò è che lui sostiene che riguarda soltanto lui e perciò si rifiuta di rispondere a qualsiasi domanda sul caso”.
Ci va giù duro anche il Daily Telegraph, che con Max Davidson scrive che se in molti uomini le “conquiste” di Berlusconi provocano indignazione e sconcerto, in molti altri suscitano invece una invidia segreta: in fondo “il cinquanta per cento degli elettori italiani è di sesso maschile e per loro Berlusconi non è un furfante, ma un eroe“. Dice Davidson: “Dopo tutto è a Roma che nacquero le orge. Nella città eterna di Nerone e Caligola ci sono cose che non cambiano mai”.
E allora urge, più che mai, una risposta. Da parte del Cavaliere, naturalmente. E infatti…
Se di fronte agli audio pubblicati dal settimanale L’Espresso, il premier ha preferito far intervenire il suo avvocato Niccolò Ghedini, oggi è stato proprio il presidente del Consiglio a parlare.
Con una battuta. Scherzosa, ironica, istrionica.
Chissà se il premier si sia voluto rivolgere alla stampa estera; di fatto, pare abbia voluto accogliere l’invito che sul Foglio di martedì 21, l’elefantino Giuliano Ferrara gli aveva rivolto: “Berlusconi non razzola secondo quel che predica, d’accordo, ma in realtà ha predicato pochissimo i grandi valori e accennato con autenticità psicologica alla sua vocazione, lodata dai suoi critici e nemici, per l’anarchia etica. Inoltre, a parte la dimensione personale del peccato, da discutere eventualmente con il confessore, si è messo come persona pubblica in pasticci grotteschi, ma non irrimediabili. Quel che non va ancora è il timbro della sua difesa, che dovrebbe essere fatta di stile autorevole e di ironia. Invece si continua a vedere molta seriosa agitazione”.
Ironia e stile, invocava l’amico Giuliano. Ironia e stile sono arrivati. Eccoli.
Il premier, durante il suo intervento alla cerimonia dell’avvio dei lavori per la Brebemi (il collegamento autostradale che metterà in collegamento Brescia Bergamo e Milano), scherza con la platea e con il governatore della Lombardia Roberto Formigoni: “Nel suo discorso Formigoni ha usato per descrivere il territorio la parola antropizzato, non è un bel termine da usare mentre ci sono una sacco di belle figliole, di imprenditori solidi… Io non sono un santo, lo avete capito tutti, spero che lo capiscano anche quelli di Repubblica” (qui il VIDEO). Per concludere: “Il 31 dicembre del 2012, il giorno dell’inaugurazione della Brebemi, noi saremo ancora qui. Del resto come fanno gli italiani a fare a meno di noi?”.
Una domanda che rimbalza anche dalla Russia di Putin, grande amico del premier, tramite il tabloid Komsomolskaya Pravda, il più diffuso del Paese. Dopo un articolo di cronaca a pagina quattro sotto il titolo “Berlusconi ha passato la notte con la prostituta nel letto di Putin”, il commentatore Serghiei Ponomariov sostiene che è sbagliato prendersela con un “vero uomo”, una posizione che sembra riflettere quella prevalente della popolazione, almeno stando ai sondaggi. “Mi potete uccidere, ma non capisco questi italiani e queste italiane”, esordisce Ponomariov, sostenendo che “dovrebbero essere fieri di tale primo ministro che ha 72 anni ma è in forma brillante, ha un sorriso largo, un eloquio bello e colorito…” ed “è sempre circondato da donne avvenenti che non solo brillano di bellezza ma anche fanno carriera”. E ancora: “Se Berlusconi sta usando il suo testosterone alla grande forse fa male a qualcuno? Forse alle sue partner? Ma le ultime non si lamentano e con la moglie legittima ha avviato il divorzio”. “Ora scopriamo che Silvio compie imprese non solo in campo politico ma anche nelle alcove. È come un cavalier gentile…”, conclude Ponomariov, scagliandosi contro “moralisti e ipocriti”.
Gli stessi ai quali, nel pomeriggio, il premier lancia la sfida: “Chi mi attacca da cacciatore è diventato cacciato perchè ha perso credibilità e lettori. Questa faccenda si ritorcerà contro“. “Cercano di far fuori la persona perché non hanno da fare altre critiche”, ha continuato Berlusconi invitando, quindi, a “lasciare ad altri queste robe di bassissimo livello che non mi feriscono assolutamente” anche perché “sono assolutamente convinto che gli italiani non siano quegli sciocchi che la sinistra vorrebbe dipingere“.
Il VIDEO con Berlusconi alla cerimonia dell’avvio dei lavori per la Brebemi:
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