
Una “sentenza aberrante”: a Matteo Salvini (qui la sua giornata tipo, raccontata da Panorama) non è proprio piaciuta la decisione del Tribunale del Lavoro di Milano che ha accolto il ricorso contro l’ATM di un giovane marocchino senza cittadinanza italiana, impossibilitato a partecipare a un concorso come autista del servizio pubblico meneghino a causa di un Regio Decreto del 1931.
Una decisione che l’ex deputato della Lega (e capogruppo del suo partito al Comune di Milano) non avrebbe mai potuto accettare, lui che era arrivato a proporre carrozze riservate sui mezzi pubblici per i milanesi doc. E infatti, è sbottato: “Chiamerò immediatamente Catania (presidente dell’ATM, Ndr) perché Milano e i milanesi siano rispettati e tutelati e gli fornirò centinaia di curricula di aspiranti autisti lombardi“.
Il nuovo “no” delle aziende di trasporto locali
Nonostante il rilievo del Tribunale del Lavoro, che ha sottolineato il “carattere discriminatorio” dell’applicazione da parte dell’ATM del Regio Decreto di periodo fascista, Salvini non sembra però essere l’unico a pensare che un regolamento d’ingresso serva davvero per questo tipo di mestiere.
Né l’eurodeputato della Lega è il solo a pensare che la decisione dei giudici sia inapplicabile, come ha rimarcato l’Asstra l’associazione che riunisce le aziende di trasporto locale: “Di certo noi continueremo ad applicare la legge del 1931. Anche perché la mancata applicazione potrebbe pregiudicare altri che vedrebbero lese le proprie aspettative di assunzione“.
In effetti il problema sollevato da Salvini resta, nonostante i toni caldi utilizzati dal politico leghista, quando ha invitato i giudici a “trasferirsi in Marocco”: qual è il limite fra diritto all’integrazione degli extracomunitari in Italia, e penalizzazione dei cittadini italiani?
Milano caput mundi
Quel che è certo è che Milano si sta confermando la capitale della discussione politica e sociale nel Bel Paese. Proprio nei giorni scorsi era assurta agli onori della cronaca per l’ordinanza che proibiva e multava il consumo di alcolici agli under 16. Una posizione netta, quella del Comune milanese, che era piaciuta anche ad altre città italiane. Pronte a seguirne l’esempio (qui la MAPPA).
Ora, invece, tocca ai temi dell’integrazione e del lavoro essere al centro della discussione. Con Milano a dettare ritmi e tempi. In tutto questo Roma sembra arrancare, senza riuscire a dettare l’agenda politica: che abbia ragione la Lega, e nella Capitale sia rimasta solo la politica dei Palazzi, lontani, come si sente spesso dire, dalle istanze della gente?
La Rete contro Salvini
Due piccioni con un extracomunitario
“Finalmente un mediatore-culturale e autista nella città multietnica di Milano, se sul tram ci sarà almeno un autista che sa la lingua araba saprà come spiegarsi, visto che il 40% dei passeggeri che usufruiscono dei mezzi pubblici sono di nazionalità diverse… fra dieci anni tutto questo sarà normale.”
Integrazione selettiva?
“Vediamo se ho capito bene. Gli italiani non si filano nessuno di questi posti; facciamo gli uomini impietositi solo per garantire agli immigrati posti da badante (dei ricchi) e da braccianti con 16 ore di lavoro sotto il sole, gli diciamo che se non vogliono essere clandestini devono lavorare e pagare le tasse in Italia (almeno loro, visto che gli italiani…) e se vogliono fare un concorso, facciamo mucchio su una norma del ’31 per difendere un posto che i connazionali non vogliono…”
Milanesi, non razzisti
“Tacere molto spesso è la miglior opinione. Qui si sta parlando di discriminazione. Se in Italia la legge che abbiamo è obsoleta, non è certo perché ci piace. Ma porca miseria! chi ti dice che io mi senta offeso nel vedere un arabo guidare un tram o un autobus… in quanto milanese credo sia giusto che non vi sia discriminazione alcuna tra le persone. Men che meno sul luogo di lavoro.”
Halftone » Tra i cori e i vagoni per immigrati / Integrazione Lombarda
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Commenti
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Il 23 Luglio 2009 alle 11:57 nhico ha scritto:
> Se sei italiano puoi essere tranquillamente emarginato, deriso, senza che nessuno alzerà mai una mano. Compresa la magistratura. Se sei un extracomunitario e a forza di legge, per esempio, un’azienda non può accogliere la tua richiesta di assunzione, invece, la magistratura, muovendosi a lunghi passi e sostituendosi al parlamento, abroga di forza quell’impedimento di legge, e, alleluia, il gioco è fatto. Resta solo da capire come chiamare quest’imperio. E, soprattutto, resta da capire perché il razzismo e la discriminazione che colpisce gli italiani non diventa mai abiettezza e non si ritorce mai sulle persone o sulle istituzioni che ne fanno esercizio. Perché, insomma, l’abiettezza di uno stesso atto scivola sempre via e non lascia traccia se ha per oggetto un italiano, mentre diventa un affare di stato quando colpisce un immigrato? Perché si è permesso a dei preti e ad una certa sinistra di imporre questa aberrazione?
Il 23 Luglio 2009 alle 12:01 nhico ha scritto:
Scusate l’errore fatto nel copia e incolla.
> Se sei italiano puoi essere tranquillamente emarginato, deriso, senza che nessuno alzerà mai una mano. Compresa la magistratura. Se sei un extracomunitario e a forza di legge, per esempio, un’azienda non può accogliere la tua richiesta di assunzione, invece, la magistratura, muovendosi a lunghi passi e sostituendosi al parlamento, abroga di forza quell’impedimento di legge, e, alleluia, il gioco è fatto. Resta solo da capire come chiamare quest’imperio. E, soprattutto, resta da capire perché il razzismo e la discriminazione che colpisce gli italiani non diventa mai abiettezza e non si ritorce mai sulle persone o sulle istituzioni che ne fanno esercizio. Perché, insomma, l’abiettezza di uno stesso atto scivola sempre via e non lascia traccia se ha per oggetto un italiano, mentre diventa un affare di stato quando colpisce un immigrato? Perché si è permesso a dei preti e ad una certa sinistra di imporre questa aberrazione?
Il 23 Luglio 2009 alle 12:03 nhico ha scritto:
“Sei napoletano, puzzi”. A Treviso, dopo gli insulti un dodicenne cambia scuola. Se sei italiano puoi essere tranquillamente emarginato, deriso, senza che nessuno alzerà mai una mano. Compresa la magistratura. Se sei un extracomunitario e a forza di legge, per esempio, un’azienda non può accogliere la tua richiesta di assunzione, invece, la magistratura, muovendosi a lunghi passi e sostituendosi al parlamento, abroga di forza quell’impedimento di legge, e, alleluia, il gioco è fatto. Resta solo da capire come chiamare quest’imperio. E, soprattutto, resta da capire perché il razzismo e la discriminazione che colpisce gli italiani non diventa mai abiettezza e non si ritorce mai sulle persone o sulle istituzioni che ne fanno esercizio. Perché, insomma, l’abiettezza di uno stesso atto scivola sempre via e non lascia traccia se ha per oggetto un italiano, mentre diventa un affare di stato quando colpisce un immigrato? Perché si è permesso a dei preti e ad una certa sinistra di imporre questa aberrazione?
Il 18 Aprile 2010 alle 21:30 Notizie dai blog su Persone sul wc alla fermata del tram e metro (a Milano) ha scritto:
[...] Bus, tram e metro: Milano deve dire sì agli autisti extracomunitari. Scacco alla Lega? Una “sentenza aberrante” : a Matteo Salvini ( qui la sua giornata tipo, raccontata da Panorama ) non è proprio piaciuta la decisione del Tribunale del Lavoro di Milano che ha accolto il ricorso contro l’ATM di un giovane marocchino senza cittadinanza italiana , impossibilitato a partecipare a un concorso come autista del servizio pubblico m blog: canale italia | leggi l’articolo [...]
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