
di Laura Maragnani
Ma chi gliel’ha fatto fare? Glielo chiede sempre anche sua moglie. “È un pazzo” dice infatti la signora, con un sorriso, mentre carica la lavastoviglie. E lui: “Anche mia figlia è contrarissima. Per non parlare di mia madre”. “Ma quando Ignazio si mette in testa un’idea…” sospira la moglie.
Ignazio Marino è senza dubbi uno che ha fegato. Dopo averne trapiantati 650 ha deciso che il suo, di fegato, serve per rompere gli schemi del Partito democratico. Così il 3 luglio ha sfidato Dario Franceschini e Pier Luigi Bersani, più il giovane Mario Adinolfi, per la segreteria del Pd. Battuta scontata: serve proprio un chirurgo per salvare il partito? Lui, serissimo: “Sarcasmo inutile. Qui c’è solo da rimboccarsi le maniche e dire: siamo qua, questi sono gli obiettivi, questa è la nostra tabella di marcia. Un partito a cosa serve, se non a organizzare in modo più moderno la vita di un paese?”. Marino, la carta a sorpresa delle primarie (qui Guarda la GALLERY: protagonisti e sponsor della corsa a leader del Pd), è sposato dal 1990 con Rossana, ex infermiera al Policlinico Gemelli, e padre della liceale Stefania, adottata in Colombia. È nella capitale da tre anni, ma fa ancora il marziano a Roma. Niente salotto dunque, l’intervista si fa in cucina. Piatti, forchette, tovaglioli, fogli e appunti dappertutto. C’è pure un gatto che si chiama Napoleone.
Ma una sede non ce l’ha?
In via della Lega Lombarda, a due passi dalla Stazione Tiburtina.
Un po’ fuori mano.
Franceschini infatti ha la sede in via del Tritone. Bersani in piazza Santi Apostoli. Certo non una zona delle più popolari di Roma, in quanto ad affitti. (Risata). Noi potesse arrivare in autobus, in treno, in macchina. In centro come ci arrivi, se non hai l’auto blu?
L’apparato del partito da una parte, l’outsider dall’altra. È questo lo scenario?
Guardi che io sono uno dei fondatori del Pd, non un outsider ignoto.
Tessera numero?
Nessun numero.
Bizzarro…
Le tessere dell’autobus hanno un numero, quelle del Pd no. Ma come si fa a contare delle tessere che non sono numerate?
Sospetta?
In alcuni posti, come a Napoli, ci sono più tessere che elettori.
La sua campagna per il tesseramento?
So che centinaia, migliaia di persone stanno chiedendo la tessera per sostenere la mia mozione. Ma i circoli spesso sono chiusi. Oppure non hanno le tessere. Oppure… Posso farle vedere centinaia di email. A Roma una signora ha girato inutilmente tre circoli. Da Milano mi hanno scritto che per l’iscrizione gli hanno chiesto 100 euro. Ma il partito non aveva stabilito 15? Mi viene il dubbio che si voglia scoraggiare le persone a iscriversi.
E a sostenere lei.
Se riusciamo a raggiungere il 5 per cento dei voti al congresso, le primarie le vinceremo noi. Sicuro. E cambietestaremo questo Paese.
Biografia del possibile segretario?
Genova, 10 marzo 1955. Pesci ascendente Sagittario. Primogenito, due sorelle.
Famiglia?
Siciliana e contadina. Papà voleva fare l’ingegnere navale e il nonno disse: “Ti pago l’università per un anno. Se non ci riesci, torni e fai il fabbro”.
Ce l’ha fatta. È stato assunto all’Ansaldo. Scuole?
A Genova fino alle medie. Poi Roma, liceo classico: shock culturale. Un’altra cosa rispetto a Genova, dove la sera alle 10 non c’era un’anima in giro perché alle 6 del mattino tutti andavano a lavorare.
E Roma?
Il ‘68, la politica. Andavo alle manifestazioni, come tutti, e avevo il poster del Che in camera. Ma ero negli scout. E mi interessava studiare.
Università?
Cattolica, Policlinico Gemelli. Al secondo anno ho chiesto di entrare a chirurgia. Volevo fare i trapianti.
Perché?
La mia è la generazione dello sbarco sulla Luna, 1969, e del primo trapianto di cuore di Christian Barnard, 1967. Mi affascinava, e mi affascina, l’idea della tecnologia applicata alla cura degli umani.
L’ultimo trapianto?
Agosto 2006, subito dopo l’elezione a senatore. Il trapianto richiede disponibilità e presenza continue, io non potevo più garantirle.
L’ultimo intervento?
Il 3 luglio, a Verona: lesione al fegato. Quello stesso giorno ho deciso di candidarmi alla segreteria del Pd. Adesso, per la prima volta in vita mia, sospendo di operare. Dopo il 25 ottobre si vedrà.
Pensa di smettere?
No. Uscire dalla sala operatoria e ricevere l’abbraccio di un figlio o di una moglie è una gratificazione per me insostituibile. E poi serve a tenere un aggancio con la realtà. In chirurgia non ti puoi raccontare storie. Ti poni degli obiettivi e sai presto se li hai raggiunti.
Lei li ha raggiunti?
A 37 anni dirigevo l’unico centro trapianti del governo americano. Ero un extracomunitario, oltretutto. Ma in America i meriti sono valutati con lealtà e trasparenza, mentre qui la cultura del merito non esiste. Ed è gravissimo: se noi ai giovani togliamo il merito, uccidiamo la loro speranza. Uccidiamo il Paese. Ma oggi in Italia conta più chi conosci di quello che sai fare.
Anche lei non sapeva niente di politica, quando nel 2006 Massimo D’Alema le propose di candidarsi.
D’Alema e Giuliano Amato: hanno molto insistito entrambi. Mia moglie e mia figlia erano contrarie. Ma io già collaboravo con Italianieuropei e sentivo che in Italia c’era bisogno di smuovere qualcosa.
E cosa ha smosso?
Nel luglio 2006, da presidente della commissione Sanità, ho presentato il primo disegno di legge sul testamento biologico.
Gli italiani infatti la conoscono per le battaglie sul caso Englaro e sulla bioetica. Bastano?
Nel 2006 sono riuscito anche a far passare in Finanziaria il principio che il 10 per cento dei fondi per la ricerca venga assegnato da una commissione internazionale di scienziati sotto i 40 anni. Nel 2008 la presidente era una biologa molecolare della North West University di Chicago. E quella commissione ha valutato 1.720 progetti di ricerca, assegnando 16 milioni ai migliori 26. Questo per l’Italia è una rivoluzione, o no?
I vincitori voteranno per lei?
Non ci scherzi. Alla nostra mozione sta lavorando gente in tutto il mondo. I piombini come Pippo Civati e Ivan Scalfarotto, i ricercatori della Bocconi e della London school of economics, insieme a magistrati come Felice Casson e a decine di circoli, elettori, consiglieri comunali.
Ancora non ha risposto. Chi gliel’ha fatto fare?
Il senso del dovere un po’ genovese? La nascita del Pd è stata straordinaria. L’entusiasmo, la voglia di cambiare. L’Italia ha un bisogno disperato di cambiamento.
E il Pd l’ha tradita?
Franceschini e Bersani sono preparatissimi, ma ostaggio di correnti e capocorrenti che conosce anche il mio ortolano. E ogni capocorrente lavora per difendere la propria fetta di potere.
Anche la mozione Marino ha le sue correnti: i piombini al Nord, Goffredo Bettini e l’apparato a Roma…
Ma ci si siede tutti a un tavolo e si discute; da lì in poi si procede compatti. Se l’immagina una sala operatoria dove, quando si apre la pancia del paziente, i vari chirurghi (magari uno si chiama Franceschini, uno Francesco Rutelli, uno Bersani, uno Paola Binetti, e chi più ne ha ne metta) ficcano le mani dove gli pare?
Torniamo all’allegoria del Pd moribondo?
Oggi il Pd è paralizzato dai contrasti fra i leader. E nessuno ascolta i milioni di cittadini che lo hanno fondato.
Per questo perde voti?
Se lei è azionista di una società i cui amministratori pensano solo a migliorare la propria posizione, e non a darle dividendi, non venderebbe le sue azioni? In Italia abbiamo 860 mila richieste per una casa popolare. Le risulta che il Pd ne abbia fatto una priorità? Sa che ogni anno 1 milione di italiani emigra al Nord per sottoporsi a cure che paga di tasca propria, alla faccia del diritto alla salute uguale per tutti?
Un altro esempio.
Il ritorno al nucleare. C’è il premio Nobel per la fisica, Carlo Rubbia, che dice: “Non esistono sistemi sicuri di stoccaggio delle scorie”. È un problema che lasceremo ai nostri figli e nipoti e bisnipoti. Sono contrario. Oltretutto il governo ha deciso i siti senza ascoltare i cittadini. Il Pd avrebbe dovuto fare un’opposizione molto più rigorosa e severa.
Basta con l’antiberlusconismo?
In Italia vedo una maggioranza che non si riconosce nei principi di vita di Silvio Berlusconi. Ma a questa maggioranza va spiegato, e bene, che cosa pensa il Pd. Senza contraddizioni, senza balbettamenti. Ci vuole un metodo assolutamente nuovo.
Chirurgico?
Ci vuole la riunione della segreteria alle 7 del mattino, per fare il punto con i responsabili delle aree strategiche. Ci vuole gente competente, non scelta solo perché appartiene alla tale corrente. Anche nel Pd c’è bisogno di merito.
E di alleanze?
Non sono così ingenuo da pensare che il Pd, anche con Marino segretario, domani raggiunga il 51 per cento dei voti. Avrà bisogno di alleati. Ma anche qui vorrei un approccio chirurgico: c’è un programma e in base a quello chiedi chi ci sta e chi no. Vorrei poter presentare la squadra di governo prima del voto.
Ma il Pd si sta consumando in ben altri calcoli: con Pier Ferdinando Casini o con Rifondazione? Coi radicali o con Sinistra e libertà?
Non mi interessa. Noi non abbiamo fatto campagna acquisti.
Non vorrebbe neppure Antonio Di Pietro?
Di Pietro ha ragione da vendere quando dice no ai condannati in Parlamento. Anch’io voglio ridurre i parlamentari e i costi della politica. Ma non condivido i suoi attacchi a Giorgio Napolitano: il presidente della Repubblica non può essere messo in discussione.
Se non arriva al 51 per cento alle primarie, a chi darà il sostegno?
So che ci sono delle voci, messe in giro con molta cattiveria.
Che dietro a Marino in realtà ci sia D’Alema, per indebolire Franceschini e rafforzare Bersani?
Non mi sono candidato per tattica. Né sono qui a lavorare, da giorni, per scrivere una mozione che faccia da merce di scambio.
Smentisce?
La nostra non è un’operazione di così corto respiro. Se non arriviamo al 51 per cento, sintetizzeremo il programma in una decina di punti irrinunciabili: chi li sposa avrà il nostro appoggio. Ma non accadrà.
Vincerà le primarie?
Dipende da quante tessere fanno a Napoli e in Calabria.
- Venerdì 24 Luglio 2009
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Commenti
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Il 25 Luglio 2009 alle 12:12 nhico ha scritto:
Da Pittsburgh a Pitbull. Forse, l’aspirante segretario del Pd, doveva stare più attento al cartello con la scritta Cave canem. Però, grazie a Ferrara, noi lo conosciamo un pochino meglio. Ma, la vera riflessione da fare è questa: Repubblica e l’Espresso hanno tanto da imparare da quelle testate che loro così spesso denigrano. Cosa che, peraltro, un po’ di tempo fa ho detto direttamente a Michelino Serra, commentando un pezzo della sua “Satira preventiva”. “ Per una virile cultura della razza di Michele Serra, honhil 11 novembre 2007 @ 09:47 Mi capita spesso di leggere ‘Il Giornale’ e ‘Libero’ e, con tutto il rispetto che si deve ad una penna come la sua, penso che lei avrebbe molto da imparare da quei Fogli. Se non altro perché non mistificano i fatti e gli avvenimenti per servire la propria parte politica.”
Il 26 Luglio 2009 alle 11:23 lapolide ha scritto:
Padova, 24/26 luglio 009.
Per le Pari Opportunità…
Ma, i Sinistri….”scopano” ?
Cara Repubblica ( presa a simbolo moralista della stampa nostrana ed estera), tu che non vivi più di un’ora senza “Lui” (Berlusconi); tu che vivi, mangi, dormi, fai le ferie a Capalbio, che vendi a stufo copie di giornali; cavalcando le sicure ali del “Biscione”, che non ti ha sfiorato ( sic dicunt ) alcuna crisi economica, gossippando e sproloquiando di “pane e lenzuola” dal letto odiato di Berlusconi il Silvio; che ti occupi delle sue raffinate tecniche di Kamasutra, svolazzanti da Villa Certosa a Palazzo Grazioli, con annessi e connessi sofisticati sistemi di riprese telecomandate, ti sei mai domandata se il vostro”Guru” in fiore, De Benedetti l’Editore, “ scopa “ ? Se Bersani “Testa d’Uovo” ( non è di mio conio ma dei giornali) , Franceschiello, il Nocchiero, Il Giustiziere Tonino e mò anche Marino il “Bisturi” , sentano il richiamo dell’orgasmo “forestiero” che vien dal mare o dai monti o dai Palazzi che contano ?
E se sì, quante volte lo facciano durante la settimana, il mese ?
Se si accoppiano con l’altrui sesso oppure preferiscano gli “Uguali” ?
Insomma secondo te, Repubblica, chi vi paga, ce l’ha oppure no “ ‘o capitone” ? Lo faranno per procura, eccitandosi di fantasia, come facevamo noi “guaglioni” del ‘34, in proprio, a “manovella” ? Oppure, oppure è invidia quella che sentite verso il “Cavaliere Sempreritto” ?
In questa Italia Iper-Costituzionalizzata, dove sembrano mancare persino i soldi per celebrare il centenario degli anniversari dell’Unione ormai alle porte, mi domando perché l’inchiostro del fior fiore delle vostre eccelse “Penne” non si consuma a scoprir cosa “cova” anche sotto le lenzuola dei Kapi Vermigli del Pd, se freme e si agita a dismisura, appunto, “ ‘o capitone” per una D’Addario ( o preferite dire D’Addarioska ?) oppure per una innocuo, barbuto, villoso essere chiamato “Checca Capponata“ ? No, che vi adirate a fare ? A voi non piace il libero Amore ? Domandatelo agli Arcobalenisti.
A furia di dai, oggi domani, posdomani, un mese dopo l’altro, la vostra gente mormora, i voti mancano, le tessere calano, il partito stenta…..mentre ottobre, sbuffando si avvicina anche se arranca e…sul “Ponte sventola (per voi) Bandiera Bianca”. Che facite, Kumpari di merende ? Accussì vulite continuare ? Per fortuna, Io….chissà che me la cavo…..
lapolide.
Il 27 Luglio 2009 alle 14:07 vincenzoaliascontadino ha scritto:
Media, passione, sudore e scoop?…Ma va, solo Avanzi!IL NUOVO NON AVANZA!
Come saprete la verità è sempre di Sinistra, come se Dio non abbia fatto una cavolata di non regalarci un solo colore e lingua, così almeno non ci accusasse di razzismo e loro di non capire un tubo sull’essere uomo, ma mi nasce un dubbio, ma siamo sicuri che i Kompagnuzzi siano stati disegnati e voluti dallo stesso Dio? Spesso affermo che Marx er un bamboccione sfaticato che viveva grazie al suo amico, tanto da fare intuire che fosse persino un finocchio che, non ci frega, ma fregati milioni, con le bufale sul Socialismo, poi s’è visto il comportamento sui Socialisti PSI, come li odiavano poi, una volta nel PDS garantiti onori e privilegi, ma alla tua nuova un’idea, sentivi mal di Pansa Giampaolo!Si sa in gioventù, piace essere trasgressivi con droghe e alcol la piaga del sabato sera: come il Comunismo che lasciato per terra a pancia in giù 150.000.000 d’esseri umani, spesso con un buco alla nuca, perché suo fratello portasse gli occhiali o libro sulla Democrazia e per chi non lo capisce, si faccia un viaggio ai moniti case di teschi al Sud-Est Asiatico! Vincenzo Alias Il Contadino Matera http://vincenzoaliasilcontadin.....chiale.it/
Il 27 Luglio 2009 alle 17:28 foxgreen ha scritto:
Per favore se sarete eletti qualcuno del PD non cambiatela troppo quesa Italia perchè a noi ci piace tanto fare certe cose.
Il 17 Agosto 2009 alle 18:15 Iscritti, tessere e correnti: sorprese e misteri in casa Pd » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] Il congresso del Partito democratico non finisce di stupire. Sembrava che la palma del (presunto) tesseramento gonfiato (almeno questo era il timore di Ignazio Marino, uno dei cinque runners in corsa per la poltrona di segretario) dovesse andare ai campani, invece, calcolando la percentuale degli iscritti rispetto ai voti andati al Pd alle elezioni del 2009, la Campania (dove il Pd ha preso il 19 per cento dei voti) è al terzo posto, con un rapporto di 12,3 tessere ogni 100 votanti. [...]
Il 9 Febbraio 2010 alle 9:27 Un anno fa moriva Eluana. I libri sul caso Englaro e sulla “contesa” del fine vita - Libri - Panorama.it ha scritto:
[...] fede, etica e diritti sono al centro anche del libro del chirurgo e senatore del Pd Ignazio Marino: Nelle tue mani, pubblicato qualche mese fa da Einaudi, è una riflessione [...]
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