
Dopo gli acquisti di Kakà (67 milioni) e Cristiano Ronaldo (94 milioni per il giocatore con lo stipendio più alto di tutti) pensavamo di averle viste tutte.
E invece la telenovela dell’estate doveva ancora arrivare: lo scambio tra Ibrahimovic ed Eto’o, praticamente ufficiale da ieri (mancano solo alcuni dettagli: cioè le firme), non batte record di spesa milionari ma sconvolge gli attacchi di due delle più forti squadre d’Europa, dopo una trattativa estenuante.
Così la domanda principale è “chi ci guadagna?” La prima risposta, più facile, è “Eto’o”. Chiaro, il camerunense passa da uno stipendio di 6,5 milioni l’anno a 10 (che possono pareggiare i 12 di Ibra, con i premi). Ma passa anche da una squadra che ha incantato il mondo a un’altra che non riesce a imporsi, per ora, oltre le Alpi. Vediamo quindi di analizzare lo scambio da differenti punti di vista.
Le cifre in gioco
Ibrahimovic raggiunge il Barça per Eto’o più il prestito gratuito di Hleb (sempre che il giocatore bielorusso accetti) più 46-47 milioni (le cifre ufficiali non sono ancora state confermate). La valutazione complessiva dello svedese è quindi di 80 milioni, perché Eto’o viene valutato intorno ai 30 e Hleb in prestito. Massimo Moratti e Joan Laporta hanno sottolineato che si tratta di valutazioni di mercato e non di valore assoluto. Vediamo quindi perché Eto’o vale tanto meno di Ibra:
1) il camerunense ha un contratto in scadenza nel 2010 e potrebbe liberarsi a costo zero.
2) ha sempre giocato la Coppa d’Africa (in programma a gennaio) e si impegna molto per la nazionale. Fatto sta che per l’età (28 anni) e i gol segnati (30 nella Liga) una differenza così alta appare esagerata e si spiega solo nella volontà del Barcellona di accontentare Guardiola. Bene ha fatto l’Inter a non abbassare le pretese.
Contratti e buste paga
In termini di salario netto Ibrahimovic guadagnerà meno, Eto’o di più. Lo svedese all’Inter prendeva 12 milioni (era il meglio pagato della Serie A con un milione di euro al mese: cioè, volendo fare i “moralisti”, circa 33 mila e 300 euro al giorno, più o meno quanto incassa un operaio in due anni), al Barcellona non potrà superare l’ingaggio di Leo Messi, che è di 8,5 milioni. Ma tra il regime fiscale più favorevole (in Italia le società di calcio pagano circa il 50% di trattenute; in Spagna l’aliquota fiscale non supera il 24%) e la maggiore visibilità del club catalano rispetto all’Inter per gli sponsor la cifra finale sarà più o meno sullo stesso livello.
Eto’o invece incrementa il suo salario, come già detto, e sarà lui adesso il più pagato in Serie A (ma non nell’Inter: se lo metta in testa da subito, anche qui comanda lo Special One coi suoi 11 milioni l’anno).
L’affaire mediatico
Uno dei motivi dell’affare è sicuramente la necessità che aveva il Barcellona di rispondere dal punto di vista mediatico all’offensiva monstre di Florentino Perez, con le sue presentazioni hollywoodiane e gli acquisti più cari della storia. Ibra è l’uomo giusto: sponsorizzato Nike, come la squadra, e più spettacolare di Eto’o in quanto a giocate. Le sue magliette andranno a ruba e lo si vedrà spesso in tv. I siti sportivi catalani stanno rilanciando da giorni le giocate dello svedese e la sfida con il “galactico” Ronaldo.
Anche il camerunense comunque è un bel personaggio: la sua storia personale di sogno africano, il suo carattere orgoglioso, lo stile di vita stravagante, le dichiarazioni mai banali lo hanno reso un mito in Africa e a Barcellona.
Questioni di tattica
Qui il discorso si fa più difficile: Ibra permette al giovane allenatore del Barça Pep Guardiola una varietà di schemi che Eto’o non garantiva (come ha ammesso pochi giorni fa: “Non c’è feeling tra noi”, invitando il camerunense a cambiare aria). Può usarlo come centravanti puro oppure come “boa” per lanciare le fughe di Messi o ancora per fraseggiare con Henry e Iniesta. Anche se, forse, non garantirà una media gol come quella dell’africano (in nerazzurro lo svedese ha fatto 66 gol, in tre anni, tra Campionato e coppe).
Eto’o infatti è una macchina da gol: 138 in cinque anni di Barça (con due infortuni che l’hanno tenuto parecchio lontano dal campo).
Rispetto allo svedese è meno potente, più veloce, più killer sottoporta e disposto a sacrificarsi in copertura. Non si sa come lo schiererà Mourinho e come conviverà con Milito e Balotelli, ma non avrà problemi davanti a nessuna difesa. Dettaglio non da poco: l’africano ha da poco preso il passaporto spagnolo e quindi non conta come extracomunitario. Altro dettaglio non trascurabile: alla corte di Mourinho potrebbe arrivare anche Alex Hleb: il bielorusso non ha convinto Guardiola ma potrebbe adattarsi bene al gioco di Mourinho. Nell’Arsenal aveva fatto bene come centrocampista offensivo, molto tecnico e mobile ma poco incline al gol. Se migliorasse questo dettaglio potrebbe essere un buon rincalzo per Thiago Motta o Stankovic.
Bella forza
Il calcio è anche e soprattutto questione di gusti, quindi è difficile rispondere alla domanda: “Chi è più forte?”. Sono due giocatori diversi come caratteristiche, ma con lo stesso mestiere: fare gol. E in questo le cifre di Eto’o sono superiori a quelle di Ibra, soprattutto in Champions League, dove lo svedese non è mai riuscito a mettere in luce la sua classe. Ma Zlatan è anche molto bravo a mandare in rete i compagni e buona parte delle realizzazioni di Eto’o dipendono dal fatto di aver giocato in una squadra molto offensiva come il Barça. In definitiva, Ibra è più spettacolare, più tecnico e più potente, Eto’o è più veloce, più determinato e più efficace sotto rete.
Notizie da spogliatoio
Capitolo da non dimenticare: Eto’o se ne va dal Barça proprio perché non c’è feeling con l’allenatore. Con Mourinho, uno che parla chiaro e ha sempre avuto un buon rapporto con i propri campioni, potrebbe trovarsi meglio. Ma non è che Ibrahimovic sia uno facile da gestire. Chissà se arriverà con la sua aria sbruffona davanti ai campioni d’Europa a dire, come fece quando arrivò all’Ajax, “ciao io sono Zlatan, e voi chi cazzo siete?“
E allora, torna la domanda iniziale: “Chi ci guadagna”? Assodato che i due giocatori hanno ottenuto quello che volevano (Ibra una squadra più forte, Eto’o più soldi e un ruolo da leader) e che i procuratori hanno fatto un altro affarone, per quanto riguarda le squadre è facile dire che la risposta “verrà dal campo”. Ma la sensazione è che tra i due giocatori non ci siano quei quasi 50 milioni di differenza. E quindi, per il semplice fatto di vedere un’Inter con il bilancio in attivo (ma per quanto?), diciamo Moratti. Chi rischia di più? Guardiola. All’inizio della carriera da allenatore ha vinto tutto, ora si mette in gioco in prima persona, per ripetersi. Vedremo se Ibracadabra saprà dargli una mano.
Il VIDEO di addio a Zlatan di un tifoso interista:
Il VIDEO di tributo a Eto’o da Barcellona:
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Il 26 Maggio 2010 alle 14:16 Notizie dai blog su Lo scherzo telefonico al presidente Moratti. Video ha scritto:
[...] Telenovela finita tra Inter e Barça: Eto’o viene, Ibra va. Chi ci guadagna? Dopo gli acquisti di Kakà (67 milioni) e Cristiano Ronaldo (94 milioni per il giocatore con lo stipendio più alto di tutti) pensavamo di averle viste tutte. blog: canale italia | leggi l’articolo [...]
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