- Tags: Alto-Adige, austria, Bolzano, durnwalder, graf, razzismo, sudtirolo, vienna
- Un commento

“L’autodeterminazione oggi non ha senso, ma se l’Italia non rispetterà i nostri diritti, in futuro le cose potrebbero cambiare”. Luis Durnwalder, 68 anni, presidente della provincia autonoma di Bolzano per la Südtiroler Volkspartei, il partito che da solo possiede la maggioranza assoluti dei consensi in Alto Adige, è un tipo che non le manda certo a dire. “Se in futuro non avremo più l’autonomia, sarò il primo a votare per l’annessione all’Austria”. Che tradotto significa: “Le regioni a statuto speciale non si toccano”. E neanche i loro privilegi.
Due lauree, una in agraria e una in giurisprudenza, studi in Austria (a Vienna e a Innsbruck) e anche in Italia a Firenze, Durnwalder batte tutti gli altri presidenti delle regioni almeno per due cose: dal 1989 è alla guida della provincia autonoma di Bolzano (eletto nel 2008 per la quarta volta consecutiva) e, stando a quanto riporta il quotidiano Alto Adige, è anche quello che guadagna di più, 25.600 euro al mese.
Il vicepresidente del parlamento austriaco Martin Graf, esponente del partito di destra Fpoe, lancia la proposta di un referendum per il ritorno dell’Alto Adige all’Austria e a Vienna scoppia un polverone. Eppure secondo le indagini demoscopiche citate da La Stampa il 55% degli alto atesini romperebbe volentieri i rapporti istituzionali con l’Italia. Insomma, l’annessione piace anche in provincia di Bolzano, ma non si può dire?
Non so su cosa si basassero le statistiche citate da La Stampa e poi nessuno sa bene come la pensa la gente oggi e cosa penserà domani. Per quanto riguarda il referendum per l’autodeterminazione e l’annessione all’Austria dico che oggi non ha senso. Ma se l’Italia in futuro non rispetterà l’autonomia della provincia, anche io sarò il primo a votare per il ritorno in Austria. Nel 1945 avevamo chiesto alle forze alleate il diritto di autodeterminazione che ci è stato negato. Poi c’è stato il contratto tra Austria e Italia, firmato da Gruber e De Gasperi, e dal 1972 abbiamo avuto quell’autonomia che vogliamo continuare a mantenere.
L’uscita pubblica di Graf è piaciuta sia al partito Union für Südtirol sia al partito Sudtirol Freiheit di Eva Klotz, che è per il motto “Sudtirol ist nicht Italien!” il Sudtirolo non è Italia. C’è ancora razzismo anti - italiano in Alto Adige?
Ci sono dei partiti di destra sudtirolesi, che vogliono subito l’autodeterminazione e l’annessione all’Austria, che fanno delle continue provocazioni pubbliche e da cui talvolta emergono sentimenti anti - italiani. D’altra parte anche i partiti di destra italiani provocano la popolazione di lingua tedesca celebrando i monumenti del fascismo.
Lei si sente italiano o austriaco?
Io sono tante cose assieme oggi: provengo da una famiglia austriaca, sono un tirolese che abita nel Sudtirolo e sono un cittadino italiano.
Però le tre comunità della provincia di Bolzano sono abbastanza distinte sin dall’infanzia: asili e scuole in lingua tedesca, quelle in lingua ladina e quelle in lingua italiana. Segregati in casa?
Spesso dico che se non ci fossero i politici, le cose andrebbero meglio. Qui da noi si vive bene e la gente deve risolvere i problemi di tutti i giorni. La convivenza è ottima tra le le comunità e non c’è il tempo per le polemiche, che spesso trovano spazio solo sui giornali. Poi ci sono anche i provocatori…
Come lei stesso ricordava, l’Alto Adige è parte dell’Italia dal 1919. E oggi il 45% degli altoatesini ha dichiarato di preferire lo status attuale a una annessione con Vienna. È solo una questione di privilegi (la provincia autonoma di Bolzano trattiene circa il 90% delle imposte) oppure ormai è una zona a tutti gli effetti dell’Italia?
L’autonomia è particolarmente vissuta e sentita da noi. Negli anni sessanta eravamo poverissimi e dagli anni settanta in poi, quando abbiamo ottenuto le condizioni di autonomia attualmente in vigore, abbiamo trasformato questa terra povera in un’isola felice e ne siamo particolarmente orgogliosi. Ora che abbiamo il Pil più alto d’Italia, i problemi sono altri e da parte dei partiti estremisti ci sono molte provocazioni. Ma si tratta solo di polemiche, perché poi in Giunta si vota quasi tutti compatti: il 90% delle pratiche è stata votata all’unanimità. Insomma, la situazione odierna è molto buona, anche se con questo Governo non è detto che in futuro lo sarà ancora. Se ci toglieranno i nostri diritti e Roma trasformerà il Sudtirolo da regione a statuto speciale a regione normale, la maggioranza dei sudtirolesi chiederà il referendum per l’annessione all’Austria.
Fra due anni ci sarà il 150esimo anniversario dell’Unità. Non è che l’Italia rischia di festeggiare l’anniversario spaccata tra il Nord padano, un Alto Adige annesso all’Austria, e un Centro Sud in mano al partito meridionalista, in questi giorni sempre più in voga?
Da quello che leggo non pare sia molto sentito questo anniversario. E da noi è spesso usato anche come minaccia e come provocazione da parte dei partiti di destra italiani. Poi c’è la Lega che vorrebbe un’Italia spaccata in tre: Nord, Centro e Sud…
Parliamo del partito del Sud: hanno ragione i meridionalisti, un movimento trasversale nei due schieramenti, a chiedere più investimenti e a minacciare la nascita di una Lega del Mezzogiorno?
Conosco troppo poco il Sud e bisognerebbe viverci per capire realmente i suoi problemi. I governatori del Mezzogiorno dicono che non ci sono soldi a sufficienza per la sanità e io sarei anche favorevole a istituire un fondo di solidarietà per le aree meno sviluppate. La sensazione, però, è che già oggi i soldi ci siano per il Sud, solo che arrivano nei posti sbagliati.
Sia sincero: in tv danno la partita di calcio Italia – Austria. Per chi tifa?
Guardo sia la televisione italiana che quella austriaca e nello sport mi viene da parteggiare coi più deboli. Poi, seguo più gli sport invernali e non sono un gran appassionato di calcio, anche se conosco più la Juventus che il Rapid Vienna.
- Mercoledì 29 Luglio 2009
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Commenti
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Il 29 Luglio 2009 alle 21:42 gianberta ha scritto:
Alcune puntualizzazioni:
1) il sud-tirol NON esiste: a Bolzano si parla bavarese! Ci sarà un motivo perchè gli antenati di Papa Benedetto hanno scelto la Bavaria dopo che il loro mulino in quel di Bressanone è stato distrutto da un’alluvione………….
2) Alto Adige luogo di frontiera! CERTAMENTE! 5 anni fa sono venuto alle mani con miei amici sud-tirolesi per un semplice motivo: io recriminavo l’autorità ladina sulla zona di Bolzano. Purtroppo noi Ladini siamo esiliati alle alte quote sui terreni meno fertili causa invasioni teutoniche………….. loro recriminavano sul tempo di occupazione…………………. come fosse sufficente a cancellare ogni reato di “furto”…….
3) ormai è assodato e provato che la grande germania, o almeno la grande bavaria ha finanziato il terrorismo sud-tirolese culminato con la Strage di Cima Valona, dove il governo italiano ha calato le braghe………..
4) 500 anni fa i LADINI hanno sconfitto Massimiliano d’Austria nella Battaglia di RU SECCO a VALLE DI CADORE ottenendo la firma della Magna Charta conservata a Innsbruk………… i bavaresi NON la riconoscono e NON la riconosceranno mai!!!!!!!!!!!
RIFLESSIONE!
Il Popolo Ladino NON esiste! è stato inventato dai teutonici nel 1800 solo per catalogare i loro Schiavi Dolomitici!
CONCLUSIONE: il governatore di bolzano sa di avere le ore contate! i privilegi che gode in Italia sono alla fine………… il sud-bavaria non sarà mai accettato dal Tirolo…………. l’Austria NON sarà mai disponibile a finanziare i VIZI di bolzano…………. la bavaria ormai ha le mani legate…………………. PURTROPPO DURNWALDER DOBBIAMO SORBIRCELO NOI “LADINI”!!!!!!!!!!!!!!
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