La Lega di piazza e di governo spiazza gli alleati ma conquista gli italiani

Simpatizzanti della Lega a Pontida
Ronde, reato di clandestinità e federalismo fiscale. Sono le battaglie vinte dalla Lega Nord in questo primo anno del quarto governo Berlusconi di centrodestra: un bottino niente male. Ma che sembra non bastare a Umberto Bossi e ai suoi.
Il Carroccio è, davvero, un vulcano di idee. E siccome di secessione ormai non si parla (quasi) più, ogni sforzo leghista è puntato a “condire” il federalismo con leggi e decreti vari. Per renderlo più calato nelle realtà territoriali, insomma.

Idee, quelle della Lega, che spesso spiazzano gli stessi alleati della maggioranza (e irritano l’opposizione, quasi stordita da tanto) in Parlamento. Ma che, di sicuro, fanno parlare, sui giornali e nelle piazze. Come si suol dire: tengono banco, aumentando la popolarità dei leader del Carroccio, anche quando l’agenda della politica dovrebbe prevedere il dibattito di altri temi. Come le ultime proposte di legge che sono diventate il tormentone dell’estate: bandiere regionali, dialetti in classe e gabbie salariali. “Un colpo di sole estivo”, ha commentato Massimo Donadi, capogruppo alla Camera dell’Idv.
Eppure, le uscite “strampalate” della Lega, in passato, hanno colto nel segno. Consolidando e aumentando, come è successo alle europee e amministrative di giugno, i consensi nell’elettorato del Nord.

I tormentoni dell’estate

Bandiere regionali
“Ciascuna regione ha come simboli la bandiera e l’inno”. Il capogruppo della Lega al Senato, Federico Bricolo, propone di cambiare l’articolo 12 della Costituzione che parla del tricolore: anche i simboli regionali meritano rango costituzionale.

Dialetto in classe ed esami regionali
Due proposte di legge, una della deputata Paola Goisis e l’altra di Bricolo, chiedono che lo studio della storia, della tradizione e anche del dialetto di ciascuna regione, entri a far parte dei programmi scolastici. A fine luglio, la proposta della leghista Goisis ha spaccato la maggioranza in commissione Cultura alla Camera: introdurre nelle selezioni per i docenti una valutazione sulla conoscenza della cultura regionale.

Gabbie salariali
I salari del Nord sono troppo bassi rispetto al costo della vita, che al Sud è decisamente più basso. E alla festa dei lavoratori, il primo maggio, il Senatùr lancia l’ennesima provocazione: adeguare i salari al costo della vita nelle diverse aree del Paese. In piena estate il ministro per la Semplificazione, Roberto Calderoli, rilancia il tema; poi mette a punto la proposta: contrattazione territoriale. E dal Premier arriva un primo “sì”, ancora non ufficiale.


I colpi messi a segno dal Carroccio.

Reato di clandestinità
L’immigrazione clandestina è reato. Una battaglia combattuta e vinta dal ministro dell’Interno Roberto Maroni. Lo straniero illegalmente in Italia non rischia la reclusione ma un’ammenda da 5 mila a 10 mila euro e l’espulsione. La permanenza nei Cie, i centri di identificazione ed espulsione, degli immigrati clandestini, è prolungata dagli attuali 60 giorni a 180 giorni. Reclusione fino a tre anni per chi, a titolo oneroso, dà alloggio o cede anche in locazione un immobile a uno straniero privo del permesso di soggiorno al momento della stipula o del rinnovo del contratto di affitto.

Ronde
Nate come “ronde padane”, auto-organizzate dai militanti per pattugliare il territorio e proteggerlo dai criminali, le ronde sono diventate affare nazionale da alcuni mesi, ossia da quando il Carroccio le ha volute all’interno del pacchetto sicurezza. Dall’8 agosto sono effettive le associazioni di cittadini che, non in formazione di non più di tre persone, potranno pattugliare il territorio. Saranno iscritte in elenchi e dovranno essere formate prioritariamente da ex agenti.

Federalismo fiscale
È il primo passo verso una forma di federalismo più compiuta, attraverso la trasformazione del Senato in Assemblea delle Regioni, il cosiddetto Senato federale. Approvato in via definitiva dal Senato lo scorso 29 aprile (con 154 voti favorevoli, 6 contrari e 87 astenuti), collegato alla manovra finanziaria e recante delega al Governo in materia di federalismo fiscale, in attuazione dell’articolo 119 della Costituzione, il federalismo fiscale è entrato in vigore il 21 maggio. Sarà attuato entro sette anni. I principi fondamentali sono due: il coordinamento dei centri di spesa con i centri di prelievo (Regioni, Province e Comuni), che comporterà una maggiore responsabilità da parte degli enti nel gestire le risorse; la sostituzione della spesa storica, basata sulla continuità dei livelli di spesa raggiunti l’anno precedente, con la spesa standard.

Commenti

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Il 12 Agosto 2009 alle 22:17 indigesto ha scritto:

“..che comporterà una maggiore responsabilità da parte degli enti a gestire le risorse” che vuol dire? Che se i responsabili(?)sbagliano vanno a casa (come spesso si sente dire) oppure che vanno in galera per direttissima? Andare a casa (magari col malloppo), vale a dire che non vengono rieletti? succede anche adesso! Salvo poi ad assegnare al non eletto una presidenza, o una sinecura, nelle tante società di comodo, ancormeglio retribuito, se è del caso!
Le ronde? E..certo. gli agenti, ormai, in tanti già impegnati nelle scorte, lo saranno sempre di più, ed alla sicurezza è bene che ci pensino i cittadini. Se poi sono padani possono sempre costituire un richiamo turistico!
Gli insegnanti? credo che ne debbano venire di più da ogni parte, con questa crisi d’identità di cui soffrono i padani! I Celti, il carroccio(e Costanza?), il “va pensiero” del Solera(contro Mameli che cita proprio Legnano)… Almeno insegneranno loro un pò di storia in più, nella lingua di Dante! Può tornare sempre utile!
I clandestini? Certo, chi non ha la cittadinanza italiana, ed entra di frodo, è bene che se ne torni a casa, non senza aver pagato però un’ammenda, così raddrizziamo il bilancio dello stato!
Quanto alle bandiere, gagliardetti e divise, è un antico vizio di questo Paese: lasciamo che ci giochino!
Nel titolo si legge che la Lega conquista gli italiani: quelli della foto di sicuro!
Dimenticavo le gabbie. Su quelle si, si può essere d’accordo,..sulle gabbie! Ma non di certo su quelle salariali!

Il 14 Agosto 2009 alle 20:14 Finocchiaro & C: i non allineati del Pd in campo per salvare il partito (da se stesso) » Panorama.it - Italia ha scritto:

[...] Alcuni dei firmatari, però, stanno con Pier Luigi Bersani - Nicola Zingaretti e Andrea Orlando, per esempio - ma nel documento si parla di vocazione maggioritaria, che sa tanto di Franceschini. E l’outing di Finocchiaro & C. a settembre potrebbe avere un effetto opposto: creare altra confusione in un partito già assai diviso.Altro che parlare chiaro… La bozza del documento è lunga e di non facile comprensione, tanto per ribadire la vicinanza della dirigenza del Pd ai ceti popolari, che specialmente al Nord sembrano preferire i toni della Lega, ruvidi quanto espliciti. Qualche esempio: “Nessuna enfasi maggioritaria né una qualche tentazione proporzionalista possono cancellare la durezza e la corposità dei problemi con cui abbiamo a che fare per costruire la vocazione maggioritaria”. Tradotto: né con Franceschini (enfasi maggioritaria) né con Bersani (tentazione proporzionalista), costruire un Pd solido è cosa assai difficile. E ancora. “Se si guarda al contenitore invece che ai contenuti la vocazione maggioritaria si cancella a vantaggio della ricerca di quella o di talaltra variante del sistema istituzionale ed elettorale che più determini una rendita di posizione del Pd però del tutta presunta”. Tradotto: bisogna guardare anche a contenuti comuni, altrimenti si pensa solo al partito (e alle poltrone) e a un sistema in grado di farlo sopravvivere. [...]

Il 15 Agosto 2009 alle 1:33 lucia rosi ha scritto:

Credo proprio che la Lega sia l’unico partito capace non solo di interpretare “in toto” la volontà di moltissimi cittadini, ma anche di battersi con coraggio per portare avanti il suo programma, condiviso da un elettorato sempre in crescita! Non ci dimentichiamo, infine, che la sua forza deriva anche dalla presenza capillare sul territorio e quindi dalla stretta vicinanza con il suo popolo.

Il 17 Agosto 2009 alle 11:55 Da Ponte di Legno parole di fuoco: Bossi: “Mameli? Nessuno lo conosce”. Da Calderoli la bozza sui dialetti » Panorama.it - Italia ha scritto:

[...] Ponte di legno, parole di fuoco Il fortino è quello storico, quello delle esternazioni agostane del leader del Carroccio: Ponte di Legno. Negli ultimi tre lustri, nei suoi comizi di mezza estate dalla località turistica della Val Camonica, Umberto Bossi ha messo nel mirino tutto e tutti. Le cannonate estive sono una tradizione a cui il Senatùr non ha mai voluto rinunciare. E che hanno spesso puntato a obiettivi eccellenti, fin dal lontano 1994. E quindi anche le parole sono quelle solite, cioè appartenenti alla sfera delle affermazioni choc, di fuoco. Infatti, neanche quest’anno il ministro delle Riforme rinuncia a far rumore, a sparare alto, a spingere per le riforme care al popolo leghista: l’autonomia delle regioni. In una sorta di competizione con i suoi colleghi (di partito e di maggioranza) a chi riesce a tenere più alta l’attenzione dei media con le rispettive esternazioni. Dopo che, nei giorni scorsi, il Carroccio aveva presentato in Parlamento una proposta di legge per inserire nella Costituzione gli inni e le bandiere regionali. Secondo il Senatùr, infatti, “il nuovo potere e il Barbarossa oggi abitano a Roma. Vogliamo lanciare un messaggio a Roma ladrona: non esagerare”. [...]

Il 24 Agosto 2009 alle 13:43 Tutte le spallate della Lega all’Unità. A colpi di dialetto e cibo locale » Panorama.it - Italia ha scritto:

[...] Eccome. Le “sparate” della Lega hanno fatto infuriare - e continuano a farlo - alleati e oppositori, ormai frastornati dal muro di fuoco padano. Bandiere e inno regionali, dialetto a scuola e nella Costituzione e, soprattutto, il ritorno delle gabbie salariali. Questi alcuni dei tormentoni dell’estate, ma gli uomini del Carroccio passano subito anche ai fatti. Soprattutto nei piccoli comuni governati dai “sindaci sceriffi”. Come il sindaco leghista di Varallo, piccolo paese del Vercellese, Gianluca Buonanno che ha vietato con un’ordinanza il “burkini”, il costume da bagno per le donne musulmane che lascia scoperti solo i piedi, le mani e il viso. O come a Capriate, paesino del Bergamasco, dove la giunta leghista ha vietato l’apertura di kebabbari e simili nel centro storico, come ha fatto alcuni mesi fa Lucca. Non è finita. Fra due anni si festeggeranno i 150 anni dell’unità d’Italia. E già iniziano le polemiche. [...]

Il 2 Settembre 2009 alle 11:18 Ecco la scuola “dei bamboccioni Pd”, che tifa Franceschini e non piace a Bersani » Panorama.it - Italia ha scritto:

[...] “Bamboccioni del Pd, ma non è colpa loro”. Ne è sicuro Giorgio Tonini, 50 anni, senatore e responsabile nazionale dell’Area Studi, ricerche e formazione del Pd, deus ex machina della scuola politica di cultura democratica di Cortona, quest’anno al secondo appuntamento. Un raduno di trentenni o poco più (dal 9 al 13 settembre), quasi tutti studenti, alcuni addirittura con due lauree e master, ma senza lavoro e ovviamente ancora a casa con mamma e papà. “Quattro giorni dedicati ai grandi problemi delle democrazie in Occidente” (qui il programma), assicurano gli organizzatori, e anche per riflettere sui piccoli problemi di casa nostra, soprattutto del Pd, il partito che gli italiani non votano, almeno stando alla batosta delle scorse elezioni europee e amministrative di giugno. Tutti (o quasi) fanno il tifo per Dario Franceschini, candidato alla segretaria nazionale, che alla scuola politica di Cortona tiene molto - come d’altra parte Walter Veltroni che l’ha fondata lo scorso anno - e che chiuderà la kermesse, dopo gli interventi dei due sfidanti Marino e Bersani, che della scuola se ne infischia. E mentre i bamboccioni studiano, pensando ai grandi problemi del mondo (e a Veltroni che non c’è più),  i giovani operai fanno altro: lavorano, vanno al bar e (al Nord) votano Lega. Quest’anno ci sarà la seconda edizione della scuola politica del Pd a Cortona, inaugurata lo scorso anno da Veltroni. Stesso successo dello scorso anno o nel 2009, non essendoci più Walter, la scuola è in declino? No, assolutamente nessun declino. Lo scorso anno abbiamo contato circa un migliaio di iscritti, tra cui ottocento giovani, e anche quest’anno dovremmo essere sugli stessi numeri. Lo scorso anno aveva chiuso la scuola il discorso di Veltroni, mentre quest’anno tocca a Franceschini. La scuola di Cortona, d’impostazione veltroniana, è frequentata soprattutto da giovani. Tanta teoria, ma poi in pratica in pochi riescono a inserirsi sul serio nel partito. Nel senso che nelle liste per le elezioni si trovano sempre gli stessi nomi… Non c’è alcun rapporto meccanico tra scuole tipo quella di Cortona e incarichi di potere all’interno del partito. Non si fa la scuola di Cortona per accedere alle poltrone. È uno dei modi per favorire il protagonismo giovanile, per dirla in gergo sessantottesco, per far stare insieme i giovani e per mettere le loro conoscenze in rete. Il Pd torna nei banchi anche per capire se stesso. Ma perché, come ha scritto Morando sul Riformista, gli italiani non lo votano? Nella scuola partiamo da temi molto generali, come la democrazia  in Occidente e poi faremo uno zoom su temi particolari, come l’immigrazione, il welfare, il Meridione, l’economia di mercato. Trovare risposte a grandi nodi per capire un partito che sta all’opposizione e che vuole candidarsi a governare il paese. È il raduno dei bamboccioni del Pd. Le piace come definizione? La battuta di Padoa Schioppa si riferiva ai trentenni che stanno ancora a casa coi genitori, forse per colpa anche del mercato del lavoro che li costringe a queste condizioni. Ma il Pd è pieno di giovani volontari della politica che si interessano attivamente al partito. D’altra parte è vero che la maggior parte dei giovani democratici che partecipano agli incontri di Cortona sono studenti universitari e post - universitari. Mancano pochi mesi alle primarie. Bersani, attuale candidato alla segreteria sponsorizzato da D’Alema & C., è stato molto critico con la scuola di Cortona: ha detto che è come andare per funghi. Perché tanta ostilità nel Pd a un’iniziativa del genere? Su questo c’è stata e c’è una discussione, che attraversa il Congresso e che si rifà a due modi di interpretare la formazione. Noi crediamo che il problema democratico sia quello di superare la tradizione socialista e cattolico democratica, che necessariamente devono mettersi insieme. La formazione, quindi, deve fornire tutti gli strumenti a chi si interessa di politica, per diventare protagonista. Il Pd non ha un pensiero preconfezionato, ma dei valori, per questo siamo costantemente in ricerca. Qualcuno ci definisce eclettici, ma non è così. Siamo lontani dalla presunzione delle ideologie del novecento che davano addirittura una risposta scientifica del percorso della storia, che avevano un pensiero dominate e un’unica visione del mondo. Il pensiero democratico odierno è dinamico e ha successo, come dimostra l’America di Obama, la vittoria dei democratici in Giappone e l’India, governata dai progressisti. In Europa, invece, c’è la crisi della sinistra. A Bersani e D’Alema insomma la scuola di Veltroni non piace, mentre Franceschini - erede di Walter spalleggiato da 400 giovani dirigenti locali - adora i corsi di Cortona. La vostra, insomma, è una scuola pro Dario… Non mettiamo dei filtri alle iscrizioni: metà su internet e metà dal partito, che sono plurali e aperte quindi anche a chi appoggia Bersani o Marino. La platea è dunque composita e con un parterre vario di relatori di calibro internazionale. Molta teoria, ma poca campagna porta - a - porta, come invece sta facendo la Lega al Nord. Il Pd vive su una torre d’avorio e ha perso i contatti con la realtà? Non è vero che non ci sono campagne del Pd sul territorio e c’è anche molto volontariato diffuso attraverso gli ottomila circoli presenti in Italia. I sondaggi però lanciano un allarme: il Pd è forte nei giovani istruiti, che proseguono la formazione all’università, ma abbiamo serie difficoltà a comunicare con i giovani che lavorano precocemente, soprattutto al Nord, dove  invece va fortissima la Lega. Si tratta di quei giovani operai e apprendisti artigiani, che si alzano presto ogni mattina e che quando smettono di lavorare vanno al bar. E accanto al bancone è più facile trovare la Lega che il Pd. Non per insistere, ma tra i relatori non c’è alcun “dalemiano di ferro”. Vi snobbano o voi snobbate loro? Non so cosa significhi l’espressione “dalemiano di ferro”. Tra i relatori non ci sono esponenti di partito, eccetto i tre candidati alla segreteria Franceschini, Bersani e Marino, perché non vogliamo una passerella per i politici di spicco, anche se questo atteggiamento ha sollevato molte critiche lo scorso anno. Tra i relatori, poi, c’è Massimo L. Salvadori, un socialista classico più vicino a D’Alema che a Veltroni. Lei sta con Bersani, con Franceschini o con Marino? Ero con Veltroni e ora appoggio Franceschini. Sia sincero, ma alla fine la scuola politica del Pd serve sul serio al partito Certo, è un presupposto per creare un movimento e che può diventare uno degli strumenti per il ricambio generazionale della classe dirigente del partito, formando ragazzi agguerriti. Allora ci racconti una giornata tipo del corso e quanto costa? Una giornata molto intensa: in tutto sono quattro e la domenica c’è il discorso finale. Si inizia con il discorso di un esperto, poi ci ridivide in tre aree e si seguono le lezioni. Nel pomeriggio sono previsti i lavori di gruppo e la sera i dibattiti. I ragazzi devono pagarsi vitto e alloggio e dare un contributo di 50 euro per partecipare ai corsi. Noi offriamo il pranzo delle 12. Il Pd ha investito circa un milione di euro nella formazione quest’anno, organizzando tre incontri: uno ad Amalfi in primavera, il treno per l’Europa con trecento giovani (alla vigilia del voto del giugno scorso, ndr) e la scuola di Cortona. Un investimento importante, quello sulla formazione, visto che è la seconda voce nel bilancio del partito dopo la comunicazione. [...]

Il 4 Settembre 2009 alle 15:57 Nozze in lombardo e tg in bolognese: ecco l’Italia dei dialetti. O dei campanili? » Panorama.it - Italia ha scritto:

[...] Il precedente: centralino in comasco Un’altra piccola conquista per il Carroccio, dopo le proposte estive (che hanno spiazzato gli alleati e fatto infuriare gli avversari): esami in dialetto per i professori, inno e bandiere regionali, gabbie salariali e, appunto, una proposta di legge - a firma del deputato Pierguido Vanalli - intitolata “Introduzione dell’articolo 107-bis del Codice civile per la celebrazione dei matrimoni in lingua locale”. Ma ai leghisti, si sa, i tempi della burocrazia stanno stretti. E passano subito al dunque, quando possono. Soprattutto nelle amministrazioni locali: ne sono un esempio le ordinanze contro i kebababbari a salvaguardia dei ristoranti nel Bergamasco o contro il burkini in Piemonte, il costume per le donne musulmane che scopre solo piedi e viso. [...]

Il 21 Settembre 2009 alle 12:02 » Van De Sfroos: “Difendiamo i dialetti, come gli ambientalisti fanno coi parchi” » Panorama.it - Italia ha scritto:

[...] un concerto il 15 settembre alla Festa del partito a Milano (qui il programma) - e quelli che votano il Carroccio. “Bisogna lottare per le culture locali, come gli ambientalisti difendono i parchi”, [...]

Il 27 Ottobre 2009 alle 15:02 Governo, tensione su Tremonti. Berlusconi non cede, ma prepara la pace - Italia - Panorama.it ha scritto:

[...] L’idea però viene bocciata da tutto lo stato maggiore del Popolo della Libertà. Ed una promozione di Tremonti vede tra i contrari lo stesso Silvio Berlusconi. L’idea che l’attuale ministro dell’Economia possa ricoprire l’incarico di vicepremier, si ragiona nel partito interpretando l’irritazione del Cavaliere, da un lato metterebbe a rischio l’equilibrio all’interno del Pdl, ma soprattutto rischierebbe di dare credito a quelle voci che vorrebbero l’esecutivo sotto il pressing del Carroccio. [...]

Il 9 Novembre 2009 alle 13:40 Se la Lega (ticinese) va alla guerra contro Tremonti - Italia - Panorama.it ha scritto:

[...] che si ispira (o ha ispirato: sulla primogenitura la “querelle” è ancora aperta) al Carroccio, ma con sede a Lugano (questo il sito), non risparmia colpi al ministro valtellinese, dopo [...]

Il 9 Settembre 2010 alle 12:59 Da Grillo ai centri sociali, il Pd è ostaggio degli ultras - Italia - Panorama.it ha scritto:

[...] pigliare quando si rivolge alle frange più estreme. Da una parte, infatti, a sinistra manca un partito come la Lega, di piazza e di governo, che funga da catalizzatore e moderatore delle istanze più radicali. [...]

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