E Formigoni avverte la Lega: Quel giorno Berlusconi mi regalò la Lombardia

formigoni

Sul suo iPod Nano da 8 giga, nero antracite, ci sono, in sequenza: Chopin e i Metallica, Beethoven e gli Arctic Monkeys. Ma la metafora dell’ameba, che tutto ingloba e digerisce, a Roberto Formigoni proprio non piace. Peccato, perché rende l’idea.
E poi, a giudicare dal suo buonumore, il presidente della Lombardia quest’estate gode di digestione eccellente. Serioso e preciso fino alla puntigliosità, in riva al mare della Sardegna si lascia andare e ride più del solito: di gusto, se gli si parla di tensioni nel Pdl e di un possibile rimpasto d’autunno; sornione, se il discorso cade sull’Udc e Pier Ferdinando Casini. Ride, e per niente amaro, perfino se gli si mostrano i giornali con le dichiarazioni della Lega e gli si ricorda che è dalle elezioni di giugno che i dirigenti del Carroccio, a turno e con diverse sfumature, chiedono la presidenza della Lombardia. Insomma, la sua testa. Formigoni incassa e digerisce, digerisce e ingloba: erede e interprete della grande Democrazia cristiana, non dimentica nessuno di quelli che, non per caso, si chiamavano (e continuano a chiamarsi fra di loro) “amici”. Ha parole affettuose per quelli della sua parte politica: “Raffaele Fitto? È stato un buon presidente della Regione Puglia e ora è un buon ministro. Abbiamo fatto, insieme, lo stesso percorso politico: prima la Dc, poi il Cdu con Rocco Buttiglione. E quando questi rifiutò l’accordo con Forza Italia, fondammo insieme i Cdl, che stava per Cristiani democratici per le libertà. Dopo 15 giorni confluimmo nel partito di Silvio Berlusconi: il premier ci ha soffiato il marchio. E non ce l’ha mai pagato” ride.
Ma Formigoni non lascia indietro nessuno. Nemmeno quelli che, al momento, stanno dall’altra parte politica. E così, stavolta indubitabilmente serio, a un certo punto lascia cadere: “Vedo bene una nuova alleanza a livello nazionale tra Popolo della libertà e Udc“.

Questa di certo a Umberto Bossi non piacerà. Non avete appena fatto pace?
Lasci perdere, Bossi è un grande negoziatore. Ma vorrei continuare il ragionamento.
Prego. Ma poi su Bossi ci torniamo.
Allora, in Europa Pdl e Udc stanno già insieme e collaborano benissimo: ci sono identità di valori e di obiettivi. In Italia, invece, bisogna ancora superare alcune incomprensioni. E io sto lavorando per questo accordo, come pure molti altri nel Pdl.
Insomma, si sta muovendo tutta la vecchia Dc per riportare a casa il figliol prodigo Casini?
Non solo. Penso a Fabrizio Cicchitto, a Sandro Bondi. Lo stesso Berlusconi non mi pare contrario al progetto.
E il progetto sarebbe quello del Pdl alleato con la Lega al Nord e con l’Udc al Sud?
Io vedo un’alleanza a 360 gradi: è finita l’epoca degli accordi territoriali, a macchia di leopardo. Ma non escludo nulla, la politica ha una fantasia straordinaria.
Ha già telefonato a Casini?
Se è per questo, ci siamo pure incontrati.
E cosa vi siete detti?
Con lui non mi servono troppe parole, ci intendiamo al volo.
Scommettiamo che, una volta che lei apre all’Udc, i leghisti ricominciano a chiedere la sua testa? Ha letto bene le dichiarazioni di Bossi?
Dice che io sono un amico, che ho governato bene la Lombardia… E chi conosce la Lega sa che la Lega è Bossi e nient’altro. Non bado a quello che dicono le seconde e terze linee, “de minimis non curat praetor“.
Beh, proprio minimi non sono: ha cominciato Flavio Tosi, il sindaco di Verona, poi è arrivato Roberto Castelli…
Con Castelli abbiamo fatto 8 anni di scuola insieme: le tre medie, poi 5 gloriosi e durissimi anni al liceo classico Manzoni di Lecco. Stessa classe, stessa squadra di basket. Insieme anche a un corso dell’Aeronautica militare a Gorizia, in prima liceo: alla fine ci hanno fatto pilotare un Piper. Ecco, Castelli è un altro con cui mi intendo con un’occhiata: non c’è alcun problema.
Tutta tattica, dunque. La testa che la Lega chiede non è la sua ma quella di Giancarlo Galan, il governatore del Veneto?
Niente nomi, per ora. Finite le vacanze cercheremo un accordo generale per tutte e 13 le regioni in cui si vota l’anno prossimo. E la Lega fa bene a porre il problema di avere, anche a livello di governatori, il riconoscimento del suo peso politico. Oggi il partito di Bossi vale tra un terzo e un quarto dei nostri voti e non ha la presidenza di alcuna regione. Questo non va bene. Ma non avranno la Lombardia: io ho già avuto, dopo approfondite valutazioni, autorevolissime conferme alla mia candidatura.
Nel senso che, dopo l’uscita di Tosi o quella di Bossi, lei ha alzato il telefono e ha chiamato Berlusconi?
No, con Berlusconi parlo quando dobbiamo affrontare un problema serio. E la questione della mia candidatura a presidente della Lombardia è già stata affrontata più volte. È chiusa.
Non sarà stato questo il caso, ma com’è una telefonata tesa con il premier?
Berlusconi è un “ragazzo volitivo”: sa dove vuole andare e come andarci. Però il confronto con lui è sempre franco e aperto: è una persona che sa ascoltare l’altro.
Speravo mi facesse un esempio, non un ragionamento politico. Suggerisco io: com’è andata dopo l’elezione al Senato nel 2008, quando poi lei non diventò ministro? Che cosa vi siete detti, e come, lei e Berlusconi?
Trovammo un accordo. Vuole la verità? Fu allora che nacque, condivisa, la decisione della mia quarta candidatura consecutiva alla guida della Lombardia, così avrei potuto portare a termine progetti importantissimi come l’Expo, la Brebemi, la Pedemontana, la tangenziale esterna di Milano, dieci nuovi ospedali, l’alta velocità, le autostrade regionali: progetti per 11 miliardi di euro in 3 anni.
E fare sì che lei stoppasse la Lega, che non fosse Bossi a gestire l’avvio del federalismo fiscale in Lombardia e tutto il ben di Dio che ha appena elencato…
Questo lo dice lei. Io l’ho sottolineato solo per dire che sono pochissimi i ministeri che hanno un peso specifico paragonabile a quello della presidenza della Lombardia.
Fra questi c’è il ministero dell’Interno: si è sussurrato di un rimpasto dell’esecutivo dopo l’estate e di uno scambio di poltrone tra lei e Roberto Maroni.
Bossi a Ponte di Legno l’ha definita pura invenzione giornalistica.
E lei che cosa dice?
Le stesse parole di Bossi, non ne trovo di migliori.
E poi dice che la metafora dell’ameba, che tutto ingloba, non funziona.
Non mi piace. Preferisco quella del direttore d’orchestra, o del compositore che prende i suoni più diversi e li unisce in una splendida sinfonia.
Lei la chiama sinfonia, c’è chi invece la definisce brutalmente lottizzazione. E accusa Comunione e liberazione di essersi accaparrata tutti i posti che contano nella sua Lombardia. Ultimo caso la sanità…
Polemiche sterili. Dopo le nomine alla guida dei grandi ospedali ho chiesto: “Qualcuno ha da ridire sui curricula dei prescelti?”. Tutti zitti: la polemica è finita lì.
Traduco: “Noi siamo i migliori”.
Non scherziamo, i migliori stanno per definizione dall’altra parte (ride). E guardi che, con una battuta, le sto dicendo una cosa seria, che sta alla base dell’attuale, profondissima crisi della sinistra.
Può spiegare?
È la storia che si sta vendicando. Dopo la caduta del comunismo la nostra sinistra non ha mai fatto seriamente i conti con la propria storia.
Ma si è sciolto il Pci, poi si è sciolto il Pds e anche i Ds. Non le basta?
Solo operazioni di facciata, come una ragazzina di 14 anni che si cambia il vestito anche tre volte al giorno. Si consideravano i migliori quando c’era il Pci, hanno continuato a considerarsi i migliori, i più puri, anche dopo. Solo che adesso la storia sta chiedendo loro il conto, e si ritrovano a non avere più una visione credibile, una qualsiasi, ma che sia in grado di catturare la gente.
Mi sta spiegando la morte dell’opposizione in Italia?
Sto descrivendo la crisi culturale, profondissima, in cui si dibatte e da cui prevedo non si rialzerà tanto presto. Opposizione? Ma è opposizione quella attuale, fagocitata da un giustizialismo d’accatto (che peraltro non fa parte del patrimonio della sinistra) e che non sa trovare altre basi e punti di contatto se non l’odio per Berlusconi?
In effetti, negli ultimi anni la dialettica maggioranza-opposizione in Italia non ha funzionato benissimo.
Il problema c’è ed è grave. In un paese normale l’opposizione ha il compito, fondamentale, di segnalare i problemi del Paese, di incalzare su questi temi chi governa. Qui da noi, invece, l’opposizione è strumentale, aprioristica. Che pena, che pena…
Se le cose stanno così, chi vi incalza sui problemi veri?
Il nodo è proprio questo: noi, maggioranza, siamo costretti anche a percepire le cose che non vanno, nel Paese e nella nostra azione di governo. Un impegno fuori dal comune, mi creda.
Che fa, presidente, adesso si ingloba pure l’opposizione?
Guardi, cercavo di fare un discorso serio: non ricominciamo con la storia dell’ameba, la prego.

Commenti

Puoi lasciare un commento, oppure fare trackback dal tuo sito.

Il 24 Agosto 2009 alle 18:14 vincenzo.m. ha scritto:

ARDUO CHE…

Si ha la netta sensazione che, quanto espresso in un recente rapporto in merito alla mucillaggine sociale italiana ed ad un meno recente rapporto in merito alla società feudale italiana, sia una felice interpretazione della realtà del nostro “amato” Paese.

I “legionari di Cristo” si possono fermare solo con l’intervento del Vaticano. La dirigenza della Lega dovrà rivedere le sue alleanze.

Arduo che un dirigente in Italia molli la “presa”.

Il 29 Ottobre 2009 alle 12:09 Baruffe venete, in campo le armate di Galan - Italia - Panorama.it ha scritto:

[...] spera che qualche variabile esterna scombini. Per esempio: la Lega inaspettatamente ottiene la Lombardia, sua prima mira. O si accontenta del Piemonte. Il governatore intanto però incassa bulgaro [...]

Il 17 Dicembre 2009 alle 19:53 :: LaDestra.info - Il portale d'informazione della destra italiana ha scritto:

[...] candidatura, per altro già ampiamente annunciata, di Roberto Formigoni, che tenterà ilquarto mandato consecutivo in Lombardia, e anche quella di Renata Polverini, la segretaria dell’Ugl molto vicina alla corrente di [...]

Il 20 Gennaio 2010 alle 19:43 Regionali: (quasi) pronta la squadra del Pdl. Ma è polemica sull’alleanza con Casini - Italia - Panorama.it ha scritto:

[...] Nord, il Pdl ha messo un’ipoteca sulla Lombardia con Roberto Formigoni, in cerca del quarto mandato consecutivo, mentre per le altre due regioni l’ha spuntata [...]

Devi aver fatto log-in per inserire un commento.

Spifferi dal Transatlantico
Ingiustizia, di Maurizio Tortorella
Uno contro tutti, di Carlo Puca
Io la penso così, di Giovanni Fasanella
Gattopardi,
Il voltagabbana, di Paolo Guzzanti
CLAUDIA DA CONTO
Politicamente (S)corretta, di Annalisa Chirico
Giuseppe Cruciani
FacebookTwitter
NewsletterFeed rss
Mobile & AppsServizi SMS
Il video del direttore, di Giorgio Mulè
L'arcitaliano, di Giuliano Ferrara
Cane sciolto, di Vittorio Feltri
L'editoriale, di Giorgio Mulè
L'europeo, di Sergio Romano
Fatti & credenze, di Luca Ricolfi
Fuori Porta, di Bruno Vespa
 
 
 
 
assicurazione.it Risparmia fino a 500€
mutui.it Risparmia fino a 15.000€
prestiti.it Risparmia fino a 2.000€
 

  • Panorama Unplugged
  • Bruce Springsteen
  • Meteo
  • Calendari
  • Panorama su iPad
  • Cerca casa
  • Le nostre newsletter
  • Abbonati
  • Le uscite al cinema
  • Scopri il nuovo Panorama
  • Abbonati subito a Panorama!
  • Immobiliare.it
    Case  |  Uffici  |  Case Vacanza

    Provincia
    Tipologia



  • Applicazioni Mondadori
  • R101