D’Alema con gli hobbit e il Pd canta Mameli. La magra stagione delle feste di partito

Festa del Partito Democratico

Una volta, a dir la verità solo una manciata di anni fa, quelli che aprivano i congressi con l’inno di Mameli erano i missini. Tutti in piedi, mentre intorno era uno sventolare di bandiere col tricolore. Ma quei tempi, appunto, sono passati.
E nell’estate 2009, in un agosto infuocato (per i politici) dalle provocazioni della Lega – inno e bandiere delle regioni nella Costituzione e sulle maglie delle squadre di Serie A, gabbie salariali e dialetto a scuola e nel cinema (come aveva già pensato Dino Risi) - a tessere le lodi dell’inno d’Italia e, anzi, a cantarlo a squarcia gola sono stati gli eredi del Pci. Non è un paradosso. Lo si è fatto sul serio alla festa nazionale del Pd a Genova, città rossa per tradizione (dove l’inno è nato), che ha aperto le danze alle feste estive dei partiti.
In chiave anti Lega, ovviamente, che festeggia sul Monviso con l’ampolla. Ma le sorprese non finiscono. La politica, dopo l’ubriacatura ferragostana, sembra andare al contrario. Un esempio? Tra gli ospiti della festa Atreju, ex raduno di Azione giovani e ora festa dei giovani del Pdl, tra hobbit e letture di Talkien spunta un tipo “sinistro”, Massimo D’Alema. E c’è pure chi non festeggia: l’Udc fa il porta-a-porta, i radicali visitano le carceri e Mastella fa una “cena” allargata. Intanto Di Pietro…

Il Pd in festa o forse no
La seconda Festa democratica nazionale, l’appuntamento estivo del Pd che sarà ospitato nel capoluogo ligure fino al 6 settembre, vedrà quest’anno sfilare uno dopo l’altro – con frecciate assicurate agli avversari - i tre candidati alla segreteria di partito:  l’attuale segretario Dario Franceschini, l’ex ministro Pierluigi Bersani e l’outsider Ignazio Marino. Non poteva mancare, poi, (giovedì 3 settembre) lo show di Roberto Benigni, ovviamente su Dante. Mancheranno sicuramente invece i ministri del governo, visto che il premier Berlusconi non è stato invitato (”È una festa, mica un festino”, ha sentenziato il responsabile Lino Paganelli).

Il Pdl recicla le feste di An
Nel Pdl è tutto pronto per la Festa della libertà, che prende il posto dell’ex Festa Tricolore di Mirabello, il raduno di Alleanza nazionale prima della nascita del Popolo della libertà (dal 27 agosto al 6 settembre). Atteso, il ritorno del presidente della Camera, Gianfranco Fini, programmato per il 2 settembre. Tra i “big” invitati, il ministro della Difesa Ignazio La Russa, il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, il ministro della Pubblica amministrazione, Renato Brunetta.
Diventa Festa dei giovani del Pdl, Atreju - l’appuntamento che era di Azione giovani – in programma a Roma. Quest’anno, con la nuova sigla di Giovane Italia, si replica dal 9 al 13 settembre. Tema: “Oltre ogni muro”, a 20 anni dalla caduta di quello di Berlino. A far gli onori di casa il ministro per la Gioventù Giorgia Meloni. E tra i big della politica già ci si chiede chi sarà la vittima illustre degli scherzi dei giovani pidiellini, visto che, negli annis corsi, a Silvio Berlusconi fu chiesto di boicottare (l’inesistente) tiranno Pai Mei; a Gianfranco Fini di patrocinare la causa degli (inesistenti) kaziri; a Ignazio La Russa di spiegare la presenza (inventata) di militari italiani a Paros; a Walter Veltroni di migliorare la vita nella (inesistente) borgata Pinarelli a Roma… Ospite d’onore sarà il premier Silvio Berlusconi, ma tra gli altri appuntamenti, un dibattito con Massimo D’Alema e Ignazio La Russa. Confermate, poi, le Summer school di settembre a Gubbio (dal 10 al 12) e di Frascati (dall’1 al 7). A settembre gran chiusura con la Festa della libertà a Milano, inaugurata l’anno scorso dal Cavaliere.

Il Meeting di Cl tra Formigoni e Bersani
Il meeting di Comunione e liberazione a Rimini compie quest’anno 30 anni. Si concluderà il 29 agosto (qui il programma), tra incontri e dibattiti con ministri, come il titolare della Farnesina, Franco Frattini e il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti. E ancora, sindacalisti, imprenditori, politici, intellettuali ed esponenti del mondo cattolico. A chiudere la kermesse ciellina sarà il presidente del Senato, Renato Schifani. Uno degli appuntamenti più attesi del Meeting è il faccia a faccia tra Bersani e il governatore della Banca d’Italia, Mario Draghi, con la partecipazione del vicepresidente della Camera, Maurizio Lupi, e del presidente della Fondazione per la sussidiarietà, Giorgio Vittadini.

La Lega e l’ampolla
Il Carroccio non rinuncia al rito dell’ampolla riempita dall’acqua del Po: anche quest’anno il tradizionale appuntamento sarà aperto dal Senatùr l’11 settembre sul Monviso e si chiuderà a Venezia due giorni dopo con la festa dei popoli Padani. In calendario, inoltre, diverse feste locali, soprattutto nel Nord Italia.

È qui la festa? No
Niente festa quest’anno per l’Udc, che preferisce impegnarsi in una campagna porta-a-porta per sensibilizzare i cittadini sul quoziente familiare (qui il video su YouTube): t-shirt, bianca con il simbolo del partito, per raccogliere le firme in favore di una fiscalità di vantaggio per la famiglia (tradizionale). La campagna toccherà 128 spiagge in 15 regioni italiane. Poi tutti a Chianciano, dove si apriraranno gli “Stati generali” dall’11 al 13 settembre.
Un altro ex democristiano non rinuncia, invece, alla festa: riprenderà quest’anno, dopo 12 mesi esatti di pausa, la Festa del Campanile a Telese con un appuntamento bonsai, a misura di un partito con pochi finanziamenti. “Una cosetta soft con molta modestia”, spiega l’ex  Guardasigilli. “Saranno solo tre giorni (dal 3 al 6, ndr), ma basati sempre sul confronto tra il centrodestra e il centrosinistra“, rivela Mastella. Il programma è ancora in fase di definizione. Tra gli ospiti qualcuno è già confermato (vedi Sacconi, Bocchino, Cicchitto, Quagliariello, Bonanni Polverini, La Torre) qualcun altro è in stand by (vedi Berlusconi). “Siamo un partito senza finanziamento pubblico”, dice l’ex Guardasigilli. E indica per il partito il “modello Obama”. Cioè: “Leggero, che si basa prevalentemente sull’autofinanziamento”.
Niente festa, infine, per i Radicali che hanno passato il Ferragosto a visitare le carceri italiane.
Mentre a metà settembre, per la precisione il 16, aprirà i battenti nella Città della Scienza a Bacoli (Napoli) la prima festa nazionale di Sinistra e libertà, che si concluderà il 19 con la prima asseblea nazionale della federazione rosso-verde. Chiude l’Italia dei valori che anche quest’anno terrà la sua festa, giunta alla quarta edizione, a Vasto dal 18 al 20 settembre.

Commenti

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Il 26 Agosto 2009 alle 14:49 Quanto è piacevole… | OpenWorld ha scritto:

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Il 27 Agosto 2009 alle 1:17 mandallac ha scritto:

Si parla molto di feste,festini,inno di Mameli,forse ogni tanto si dovrebbe parlare anche di problemi reali,perchè i terremotati,le persone che hanno perso il lavoro sono stanchi di vedere soltanto politici incapaci e menefreghisti. il presidente del consiglio farebbe bene ad accorgersi che non viviamo nel Paese dei Balocchi.Bossi dovrebbe pensare un po’ meno all’inno e al dialetto.Basta con le buffonate.

Il 27 Agosto 2009 alle 20:39 indigesto ha scritto:

E lasciateli festeggiare1 Almeno fanno qualcosa..!

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