Sale la tensione tra Vaticano e Lega sugli immigrati: è scontro in due round

Immigrati clandestini a Lampedusa

Non si fermano gli sbarchi a Lampedusa (alle prime luci dell’alba, un gommone con quasi 60 clandestini a bordo è stato soccorso da un pattugliatore della Guardia di Finanza a circa 10 miglia a Sud di Lampedusa. A bordo è stato trovato un salvagente maltese). E continuano le polemiche.
Sia quelle legate alle lentezze di Bruxelles e per le politiche adottate dal governo maltese. Sia quelle, tutte in campo italiano, tra Santa Sede e Lega Nord.
Le alte gerarchie ecclesistiche - dopo le dure prese di posizione all’indomani della tragedia degli oltre 70 migranti morti nel Canale di Sicilia - non risparmiano critiche nei confronti delle nuove norme sul reato di clandestinità e i vertici del Carroccio ribattono con accuse di “comunismo”.
A prendere parte al duello (tutto verbale, ovviamente) sono in quattro. Da una parte, il botta e risposta ministro Calderoli-Monsignor Antonio Maria Vegliò, presidente del Pontificio Consiglio per i Migranti; dall’altra lo scontro Agostino Marchetto- Roberto Cota (il primo, segretario del suddetto Pontificio consiglio che bolla il reato di clandestinità come “Legge ideologica”; il secondo, capogruppo della Lega alla Camera, che risponde a muso duro: “Non si inventi comandamenti”).

La polemica Caderoli-Monsignor Vegliò
Il primo scontro parte da qui: le parole del ministro Roberto Calderoli sono “inaccettabili e offensive, quasi che io sia responsabile della morte di tanti poveri esseri umani inghiottiti dalle acque del Mediterraneo”, risponde in una dichiarazione diffusa alla stampa l’arcivescovo Vegliò per replicare al ministro per la Semplificazione, secondo cui il presule aveva pronunciato parole che “non sono quelle del Vaticano e della Cei”. “Al riguardo, con tutto il rispetto possibile e per amore di verità, vorrei asserire che: come capo dicastero ho il grande onore di fare dichiarazioni a nome della Santa Sede. Forse il signor ministro aveva in mente altre situazioni o si riferiva a qualcun altro”. In un’intervista alla Radio Vaticana del 22 agosto, ripresa poi dall’Osservatore Romano del giorno successivo, il presule aveva fatto sentire la sua voce sulla tragedia del Canale di Sicilia in cui sarebbero morti 73 eritrei, ribadendo il diritto all’accoglienza e al soccorso per i migranti irregolari che cercano di raggiungere le nostre coste.
“La mia dichiarazione” concluce il presule “partiva solo da un fatto concreto, tragico: la morte di tante persone, senza accuse, ma chiamando tutti alla propria responsabilità”.
Ma, difendendo la linea del governo per combattere l’immigrazione clandestina, il ministro leghista aveva detto che “solo un messaggio chiaro” poteva fermare viaggi “non della speranza ma della disperazione, che, purtroppo, hanno portato a morire, nelle acque del canale di Sicilia, tanti, partiti anche sulla base dei messaggi dell’opposizione o di monsignor Vegliò”. Oggi il ministro replica così: “Non si deve sentire accusato, ma piuttosto riflettere sul fatto che la sua uscita dà l’impressione di un conflitto e di tensioni interni alla Chiesa. C’è da domandarsi se i tempi della risposta siano i tempi della Chiesa o piuttosto una reazione al consenso ricevuto da me al meeting di Rimini. Per parte mia, da credente, sono da sempre attento solo alle parole e agli insegnamenti del Santo Padre”.

Botta e risposta fra Cota e monsignor Marchetto
Il “secondo round” tra Carroccio e Vaticano ruota intorno a un intervento pubblicato sulla rivista giuridica online statunitense Jurist di monsignor Agostino Marchetto, segretario del pontificio consiglio per i Migranti e gli Itineranti, in cui torna a criticare duramente il pacchetto sicurezza approvato dal governo. La nuova legge italiana sull’immigrazione che ha “ristretto le norme legate all’immigrazione irregolare e ha trasformato la migrazione irregolare in un reato penale” rappresenta “un peccato originale” nella legislazione sull’immigrazione. L’introduzione del reato di clandestinità, aggiunge Marchetto, “ha significative ripercussioni nella vita concreta del migrante e della sua famiglia“. Tra queste ripercussioni il vescovo ricorda la “difficoltà di trovare un alloggio” o “di inviare le rimesse nei Paesi di origine”. Le nuove norme sull’immigrazione introdotte con il pacchetto sicurezza inoltre “non sono a favore della famiglia”, prosegue mons. Marchetto, convinto che la nuova legislazione italiana in materia di immigrazione comporti ripercussioni importanti sulla vita familiare dei migranti.
E allora la replica di Cota: “Le dichiarazioni di monsignor Marchetto sono a titolo personale” ribatte il capogruppo della Lega alla Camera, “espressione di un pregiudizio politico e non hanno nulla di religioso. Chi parla così sono i soliti che qualcuno definisce cattocomunisti e che in realtà hanno perso il ‘catto’ e sono comunisti. Del resto, con tutto il rispetto, monsignor Marchetto si sta esercitando nell’invenzione di comandamenti senza averne l’autorita”.

E La Russa fa il pompiere
Tenta il ruolo di pompiere, il ministro della Difesa, Ignazio La Russa che getta acqua sul fuoco delle poloemiche e commenta così le polemiche sorte a seguito della tragedia in mare dei migranti eritrei: “Ho grande rispetto per la Chiesa. Capisco la missione della Chiesa, che è quella della carità alla quale mi inchino, che deve essere esercitata nei confronti di tutti. Ma poi c’è una missione diversa che è di chi ha il dovere, prima che il diritto, di far rispettare la legge e appartiene alla politica e alle istituzioni”.

Commenti

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Il 26 Agosto 2009 alle 12:03 indigesto ha scritto:

Perchè poi a Zapatero? vorrei capirlo! Semmai ai Borbone, che ancora regnano, al posto dei barboni, ormai arricchiti, che hanno ancorpiù immiserito il Sud!
Scherzi a parte, fa bene La Russa a ricordare la virtù teologale della Carità nel Magistero della Chiesa. Non avrebbe guastato ricordarLe anche le Virtù cardinali, da un pò alquanto trascurate dalla Stessa! Se accogliere significa consegnare questi disgraziati alle varie mafie sparse sul nostro territorio e non alla crudele Libia, che da un certo punto di vista dovrebbe essere invece considerata benefica e provvidenziale, visto che li lascia partire acchè vengano accolti con tanta carità..pelosa, vien proprio da pensare..!

Il 26 Agosto 2009 alle 15:05 redazione ha scritto:

“Basta ingerenze o addio concordato”. Alla vigilia dell’incontro all’Aquila fra il cardinale Tarcisio Bertone e Silvio Berlusconi, la Lega lancia una sorta di ultimatum alla Santa Sede: basta accuse al Carroccio da Oltretevere o a tornare in discussione saranno i Trattati lateranensi che regolano, per Costituzione, i rapporti fra Italia e Vaticano.
Il monito giunge dalla Padania, quotidiano del partito di Umberto Bossi che non è solo il segretario dei lumbard, ma anche il ministro in carica delle Riforme, con una riflessione oggi in prima pagina sui rapporti fra Italia e Chiesa cattolica dal titolo “Strane ingerenze ideologiche in uno Stato laico”. L’articolo della Padania definisce le parole di ieri di monsignor Vegliò all’indirizzo del ministro leghista Calderoli come “l’ultimo episodio di una lunga serie di ingerenze ideologiche e squisitamente politiche da parte di uomini delle gerarchie ecclesiastiche nelle faccende di uno Stato che, fino a prova contraria, è laico”.
Ed elenca tutti gli interventi di prelati e proporati contro le politiche, soprattutto in tema di sicurezza e immigrazioone, degli attuali ministri leghisti. “I confini e le sfere di ingerenza reciproca fra Stato e Chiesa” si legge ancora dopo il riassunto del contenuto dei Patti lateranensi come attualmente disciplinati e in vigore “sono precisi. Ed è anche vero che la Chiesa rappresenta uno dei cosidetti ‘poteri forti’. Tuttavia se i rapporti fra lo Stato e la Chiesa andranno avanti lungo questa deriva, ossia le gerarchie ecclesiastiche proseguiranno in questa politica marcatamente interventista nei confronti delle decisioni e degli orientamenti della politica e delle istituzioni al di là di ogni ragionevole confine di neutralità delle rispettive sfere di intervento” avverte l’articolo a firma Stefano B.Galli “bisognerà inserire nell’agenda delle riforme anche una revisione di Concordato e Patti Lateranensi. Non ci pare il caso”.

Il 26 Agosto 2009 alle 19:11 redazione ha scritto:

“La Lega non ha alcuna intenzione di modificare il Concordato che così com’è va bene”. Lo affermano in una nota congiunta Fabrizio Bricolo, presidente dei senatori della Lega, e Roberto Cota, presidente dei deputati del Carroccio. “Con riferimento all’articolo pubblicato oggi dalla Padania a firma di Stefano Galli” dicono i due leghisti “viste le strumentalizzazioni che sono seguite, intendiamo affermare quanto segue: ‘L’articolo è stato scritto da un editorialista esterno ed esprime le sue opinioni personali’. Lo diciamo chiaramente: la Lega non ha alcuna intenzione di modificare il Concordato che così com’è va bene. Ricordiamo - aggiungono Bricolo e Cota - che per quanto ci riguarda non c’è alcuno scontro con la Chiesa Cattolica, anche se alcuni personalità come monsignor Marchetto hanno fatto dichiarazioni contro l’operato di questo governo che noi non condividiamo. Alle opposizioni” concludono i due parlamentari della Lega “rispondiamo che i problemi con la Chiesa li hanno loro, visto che sono i primi nel parlamento a battersi per la pillola abortiva, i matrimoni gay e l’eutanasia”.

Il 27 Agosto 2009 alle 0:51 mandallac ha scritto:

Credo che la Lega voglia fare la voce grossa un po’ con tutti,si sente potente,in grado di ricattare,ma
vorrei ricordare che la Padania è uno Stato immaginario,che l’inno appartiene a tutti gli italiani,non è Bossi a doverlo imporre.Siamo ancora un Paese libero,oppure dobbiamo fare tutto a modo loro?
I toni si stanno alzando troppo,soprattutto con la chiesa.Purtroppo in questo momento sanno di poter tirare la corda e lo stanno facendo

Il 27 Agosto 2009 alle 12:39 Il doppio strappo di Fini, uomo “nuovo” del Pdl accolto da star dal popolo del Pd » Panorama.it - Italia ha scritto:

[...] Affondo anti leghista L’affondo nei confronti del Carroccio è sull’immigrazione, ma a ben guardare l’intervento del presidente della Camera è tutto teso a ridimensionare il ruolo della Lega, perché su temi delicati il Pdl non può limitarsi a “copiare” le camicie verdi (”Mi auguro che il Pdl comprenda che se sul tema si limita a produrre una fotocopia della politica dell’originale, dove per originale si intende la Lega Nord, è naturale che l’originale sia sempre più gradito”). Il tema dell’immigrazione, afferma Fini, non va affrontato né con un approccio segnato “dall’emotività”, né guidato solo dalla “pur necessaria” volontà di “garantire la sicurezza dei cittadini”, perché questo rappresenterebbe un “approccio parziale, miope e sbagliato”. “È positivo” dice il presidente della Camera “che la Lega abbia smentito la Padania, dicendo che il Concordato non c’entra nulla: e ci mancherebbe”. Eppure, l’attacco al Carroccio va avanti. “Ripugna la coscienza” aggiunge poi il presidente della Camera “non considerare che chi arriva in Italia, regolare o no, è prima di tutto una persona. Se si parte dal presupposto che è una persona alcune politiche non dovevano essere inserite in un provvedimento legislativo”, ha aggiunto Fini. Anche perché il problema della Lega è “guardare con lo specchietto retrovisore” alla società italiana e non accorgersi, sostiene il presidente della Camera riferendosi alla polemica sui dialetti, che “il figlio di Balotelli parla in bresciano” e che i figli di pakistani vincitori degli europei di cricket “sono orgogliosi di essere italiani”. Se sull’immigrazione il presidente della Camera non fa sconti a Bossi, sull’altro tema dell’estate, le gabbie salariali, sempre proposte dal Carroccio, osserva che “sono un modo antinazionale” di trovare soluzioni a una questione che invece c’è perchè bisogna “cominciare a collegare la produttività alla consistenza dello stipendio”. [...]

Il 27 Agosto 2009 alle 13:08 Fini: L'uomo nuovo del Pdl che strega la platea del Pd - MMORPGITALIA FORUM ha scritto:

[...] Il doppio strappo di Fini, uomo nuovo del Pdl accolto da star dal popolo del Pd Applausi, foto ricordo, autografi e tanti complimenti. Una giornata da star tra gli elettori, per il presidente della Camera Gianfranco Fini. Elettori non suoi, per: Fini stato per un lungo pomeriggio lo special guest alla festa nazionale del Pd, al Porto Antico di Genova. Dove stato accolto da unovazione, interrotto una decina di volte da una salva di applausi e ha costringetto il suo contraddittore, lex presidente del Senato Franco Marini, che doveva giocare in casa, a fargli da spalla. Il trionfo di Gianfranco Insomma, un trionfo: un trattamento da campione, da vecchio amico dei Democratici. Che, per assurdo, lex leader di An possa diventarne il nuovo leader, si ironizza da un po. Di fatto, le sue aperture, la sua laicit, i suoi distinguo dalle coordinate della maggioranzaa di cui fa parte, le sue prese di posizione anche aspre (frutto di una sincera, e forse anche sofferta, maturazione personale) in chiace anti leghista, lo hanno nei mesi trasformato agli occhi degli elettori Pd in nuovo Fini, come lo definisce LUnit. Tanto che riesce a strapare consensi persino quando, qui a Genova, plaude alla sentenza della Corte Europea sul caso Giuliani: So che probabilmente non sarete daccordo. Ma io sono felice che sia stato definitivamente riconosciuto che quel carabiniere ha agito solo per legittima difesa. E invece in tanti si sono trovati daccordo e lo hanno applaudito. Le altre ovazioni, pi scontate, a sottolineare i passaggi pi salienti delle risposte di Fini al direttore del Tg2 Mario Orfeo: lex leader aennino ha parlato - bacchettando la Lega - di politiche sullimmigrazione, di laicit dello Stato, di superamento delle contrapposizioni ideologiche. Affondo anti leghista Laffondo nei confronti del Carroccio sullimmigrazione, ma a ben guardare lintervento del presidente della Camera tutto teso a ridimensionare il ruolo della Lega, perch su temi delicati il Pdl non pu limitarsi a copiare le camicie verdi (Mi auguro che il Pdl comprenda che se sul tema si limita a produrre una fotocopia della politica delloriginale, dove per originale si intende la Lega Nord, naturale che loriginale sia sempre pi gradito). Il tema dellimmigrazione, afferma Fini, non va affrontato n con un approccio segnato dallemotivit, n guidato solo dalla pur necessaria volont di garantire la sicurezza dei cittadini, perch questo rappresenterebbe un approccio parziale, miope e sbagliato. positivo dice il presidente della Camera che la Lega abbia smentito la Padania, dicendo che il Concordato non centra nulla: e ci mancherebbe. Eppure, lattacco al Carroccio va avanti. Ripugna la coscienza aggiunge poi il presidente della Camera non considerare che chi arriva in Italia, regolare o no, prima di tutto una persona. Se si parte dal presupposto che una persona alcune politiche non dovevano essere inserite in un provvedimento legislativo, ha aggiunto Fini. Anche perch il problema della Lega guardare con lo specchietto retrovisore alla societ italiana e non accorgersi, sostiene il presidente della Camera riferendosi alla polemica sui dialetti, che il figlio di Balotelli parla in bresciano e che i figli di pakistani vincitori degli europei di cricket sono orgogliosi di essere italiani. Se sullimmigrazione il presidente della Camera non fa sconti a Bossi, sullaltro tema dellestate, le gabbie salariali, sempre proposte dal Carroccio, osserva che sono un modo antinazionale di trovare soluzioni a una questione che invece c perch bisogna cominciare a collegare la produttivit alla consistenza dello stipendio. Affondo anti clericale Per Fini lItalia non pi quella di ventanni fa. Neanche nelle ideologie. Le gabbie ideologiche tra destra e sinistra non esistono pi e di una societ tutta ideologica sostiene lex leader di An francamente non so che farmene. Un proclama che spiega perch Fini non trovi nulla di strano nel fatto che spesso le sue posizioni siano pi vicine a quelle dellopposizione che a quelle di maggioranza. Come, ancora, sul testamento biologico, che il presidente della Camera si impegna a modificare, la sua idea combacia con quella dei laici del Pd. La polemica laici-cattolici sostiene quasi in tono di sfida artefatta e chi lo fa inquina il dibattito. Non si tratta di fare crociate ma chi dice che sui temi della vita e della morte decide la Chiesa e non il Parlamento per me un clericale e io dico no. Mentre il Pd anche sui temi eticamente sensibili fatica a trovare una bussola, il popolo democratico applaude il presidente della Camera. Sorpresa finale Fine del dibatto con sorpresa: tra le strette di mano e gli autografi, dopo quasi due ore di intervista, si fa avanti il signor Gianfranco Fini, omonimo ma di dichiarata fede democratica, che ha mostrato allex leader di Alleanza nazionale la sua carta didentit. Per tutta risposta Fini ha fatto notare al suo omonimo che le iniziali del numero del documento erano AN, aggiungendo, tra le risate dei presenti, che non poteva trattarsi davvero di un simpatizzante del Partito democratico. Poi via, lasciando dietro di s gli apprezzamenti, come racconta Il Giornale, delle signore democratiche: Ma che portamento, ma che belluomo, e che belle idee. Fonte: Panorama Immigrazione: Fini contro Lega [...]

Il 28 Agosto 2009 alle 18:02 Scontro Giornale-Avvenire: battaglia a mezzo stampa, con risvolti politici » Panorama.it - Italia ha scritto:

[...] Risvolti politici Ma essendo la vicenda capitata alla vigilia del gran giorno della “Perdonanza Celestiniana” dell’Aquila, dove tutto era pronto per la cena che avrebbe visto allo stesso tavolo il premier Silvio Berlusconi e il segretario di Stato vaticano cardinal Tarcisio Bertone, il caso ha messo in fibrillazione anche il mondo politico. Tanto che più d’uno si è spinto a collegare lo scontro Feltri-Boffo con la notizia, della sala stampa vaticana, che la cena “è stata annullata”. Nella stessa nota anche l’annuncio della decisione del presidente del Consiglio di delegare, quale rappresentante del governo alle celebrazioni, il sottosegretario Gianni Letta. L’incontro era stato interpretato dagli osservatori politici come una nuova riconciliazione dopo lo strappo della Lega con la chiesa sull’immigrazione, e dopo le tante critiche rivolte al governo dai giornali vicini al Vaticano. [...]

Il 29 Agosto 2009 alle 10:57 :: LaDestra.info - Il portale d'informazione della destra italiana ha scritto:

[...] Affondo anti leghista L’affondo nei confronti del Carroccio è sull’immigrazione, ma a ben guardare l’intervento del presidente della Camera è tutto teso a ridimensionare il ruolo della Lega, perché su temi delicati il Pdl non può limitarsi a “copiare” le camicie verdi (”Mi auguro che il Pdl comprenda che se sul tema si limita a produrre una fotocopia della politica dell’originale, dove per originale si intende la Lega Nord, è naturale che l’originale sia sempre più gradito”). Il tema dell’immigrazione, afferma Fini, non va affrontato né con un approccio segnato “dall’emotività”, né guidato solo dalla “pur necessaria” volontà di “garantire la sicurezza dei cittadini”, perché questo rappresenterebbe un “approccio parziale, miope e sbagliato”. “È positivo” dice il presidente della Camera “che la Lega abbia smentito la Padania, dicendo che il Concordato non c’entra nulla: e ci mancherebbe”. Eppure, l’attacco al Carroccio va avanti. “Ripugna la coscienza” aggiunge poi il presidente della Camera “non considerare che chi arriva in Italia, regolare o no, è prima di tutto una persona. Se si parte dal presupposto che è una persona alcune politiche non dovevano essere inserite in un provvedimento legislativo”, ha aggiunto Fini. Anche perché il problema della Lega è “guardare con lo specchietto retrovisore” alla società italiana e non accorgersi, sostiene il presidente della Camera riferendosi alla polemica sui dialetti, che “il figlio di Balotelli parla in bresciano” e che i figli di pakistani vincitori degli europei di cricket “sono orgogliosi di essere italiani”. Se sull’immigrazione il presidente della Camera non fa sconti a Bossi, sull’altro tema dell’estate, le gabbie salariali, sempre proposte dal Carroccio, osserva che “sono un modo antinazionale” di trovare soluzioni a una questione che invece c’è perchè bisogna “cominciare a collegare la produttività alla consistenza dello stipendio”. [...]

Il 31 Agosto 2009 alle 13:19 Parla Frattini: sugli sbarchi, Franceschini e Lega disastrosi » Panorama.it - Italia ha scritto:

[...] “Sono sconcertato dall’atteggiamento dell’opposizione. In tutta Europa il tema dell’immigrazione è considerato una questione di interesse nazionale, sulla quale maggioranza e opposizione si confrontano. Ovunque, tranne che in Italia, dove l’opposizione specula anche sulle tragedie, pur di attaccare il governo”. Solitamente misurato fino ai limiti dell’algore, stavolta Franco Frattini sembra davvero furibondo. E in questa conversazione con Panorama il ministro degli Esteri ne ha per tutti: per il Pd (non tutto, però) e per l’Idv, per le intemperanze della Lega, per gli egoismi dei nostri partner nordeuropei e dei nostri vicini maltesi. Sul caso dei naufraghi il ministro fatto per regalargli troppo riposo. L’anno scorso scoppiò il conflitto tra Russia e Georgia. Stavolta sulla quiete ferragostana si è abbattuto il caso dei cinque naufraghi eritrei raccolti nei pressi di Lampedusa (forse gli unici sopravvissuti tra 78 partiti dalla Libia), che ha aperto il vaso di Pandora delle polemiche. [...]

Il 6 Aprile 2010 alle 10:41 Il Pdl pensa alle riforme, la Lega all’elettorato cattolico - Italia - Panorama.it ha scritto:

[...] dell’Università Lateranense e presidente della Pontificia Accademia per la vita. Dopo gli attriti di quest’estate sulla questione dell’immigrazione (per non parlare delle posizioni [...]

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