
Omicidio-suicidio o suicidi allargati. Crescono in Italia del 12,1 per cento, secondo i dati Eures, i delitti compiuti all’interno delle mura domestiche. La tragedia di Reggio Emilia - dove un uomo ha ucciso la moglie e un figlio, ha ridotto in fin di vita l’altro figlio e la padrona di casa e poi ha tentato di togliersi la vita (qui la GALLERY) - conferma il primato dei delitti in famiglia nelle statistiche degli omicidi volontari compiuti in Italia.
Ad essere interessato dal fenomeno è in particolare il Nord Italia: 94 vittime pari al 48,2 per cento del totale. Nella triste graduatoria è seguito dal Sud con 62 le vittime (31,8 per cento) e infine dal Centro Italia (Toscana, Marche, Lazio e Abruzzo) dove sono state 39 (20 per cento) le vittime di stragi e follie familiari.
Dalle analisi vittimologiche, del movente ma anche degli indici di rischio e disagio sociale ed economico effettuate dell’Eures è la Lombardia ad essere la regione italiana più interessata dal fenomeno assieme al Veneto e dalla Campania.
Le vittime più frequenti sono le donne con 134 casi nel 2006 (+36,7 per cento rispetto al 2005) e pari al 68, 7 degli omicidi-suicidi familiari.
I casi più frequenti di delitti hanno come vittime coniuge o ex compagno (35,9 per cento con 70 casi). Il 23, 6 per cento dei casi, invece, riguarda gli omicidi genitori-figli o viceversa: 21 genitori uccisi e 23 i figli. Il 5,1 per cento riguarda i casi di omicidi tra parenti. Tra i moventi principali: litigi e dissapori (24,6%), passione (in particolare al Nord con il 28,7% dei casi) e denaro (al Sud con il 16,1%).
Spesso si sente parlare del periodo estivo come il momento il cui si verificano più frequentemente casi di omicidio-suicidio. Esiste una “stagione” in cui si uccide di più?
No. È sbagliato parlare dell’estate come il momento di maggior picco del fenomeno o imputare al caldo la perdita della lucidità che porta a consumare stragi familiari” spiega a Panorama.it, Fabio Piacenti, presidente dell’Eures. “Dalle nostre indagini emerge invece che tragedie come quelle avvenute a Reggio Emilia, dove un padre uccide nel sonno la famiglia e tenta il suicidio, avvengono la domenica o nei primi giorni della settimana, spesso di lunedi e nelle prime ore del mattino. I dati raccolti da Criminalpol, Carabinieri, Prefetture e Procure di tutta Italia mostrano che i casi più efferati si sono verificati proprio nei primi giorni dell’anno (gennaio è uno dei mesi più interessati, ndr) e nel cambio di stagione. Insomma nei periodi di forte di stress come, per esempio, il rientro al lavoro dopo le ferie”.
Tra i delitti compiuti in famiglia aumentano, con percentale spaventosa, quelli che si concludono con il suicidio o il tentativo di togliersi la vita da parte dell’autore della strage. Dal 2000 ad oggi si sono verificati 340 casi, quasi mille morti, per una media di 3 al mese, ovvero 1 ogni 10 giorni. Nel 93 per cento dei casi la mano assassina è quella di un uomo.
Perchè, secondo lei, chi uccide il proprio familiare sempre più spesso tenta di togliersi la vita?
L’omicida-suicida non riesce a superare e ad affrontare le difficoltà di ricominciare una vita e ricostruire un persorso affettivo e professionale. Questo è quanto emerso negli ultimi nove anni.
La crisi economica quanto incide? Nella strage di Reggio Emilia, l’omicida era un ex operaio disoccupato…
Incide in modo significativo. È il clima di sfiducia generale che non fa vedere uno spiraglio di luce e di speranza per il futuro questo porta alla voglia di cancellare tutto: la famiglia e se stessi.
Il Nord, Lombardia in particolare, detiene il primato delle mattanze. Perchè?
Nel Sud è il concetto di famiglia allargata a salvare la stessa famiglia dalla strage. Di fronte ai problemi esiste ancora una mediazione ampia di più soggetti familiari come i nonni gli zii i cugini e di conseguenza anche un’assistenza familiare che diventa la salvezza nei momenti di crisi. Nel Nord, invece, come nel centro Italia questo legame si annulla e le famiglie sono sempre di più nuclei isolati senza punti di riferimento.
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- Lunedì 31 Agosto 2009
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Il 22 Maggio 2010 alle 14:54 Qualche dato sulle stragi in famiglia | PadovaDonne ha scritto:
[...] (sigla da non confondersi con quella del servizio europeo di mobilità lavorativa EURES) a Panorama.it. “Dalle nostre indagini emerge poi che i casi più efferati si verificano nei periodi di [...]
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