
Giochi erotici a 13, 15 e 17 anni, in cambio dell’ultimo modello di iPod (o iPhone o scarpe, vestiti, borse griffate). Succede sempre più spesso nelle scuole milanesi, senza distinzione tra i prestigiosi licei del centro e gli istituti della periferia, tra le scuole pubbliche e quelle private. Ci sono le liste di baby-escort che circolano via internet o sui cellulari dei ragazzi, il ragazzino ne contatta una via sms e le dà appuntamento in un angolo appartato della scuola. Rigorosamente al di fuori dell’intervallo quando l’attenzione di docenti e personale scolastico è più alta.
Questo è l’allarme lanciato dal Comune di Milano, ripreso dal Corriere Milano e da La Stampa, che raccontano di episodi sconcertanti che rivelano le dinamiche della compravendita del corpo, in età adolescenziale. “Stiamo lavorando per creare le condizioni affinché l’uso di internet e di altri dispositivi tecnologici sia più controllato e contro un generale decadimento dei valori”, dice l’assessore Landi di Chiavenna. “Ma lottiamo anche contro l’aumento di malattie a trasmissione sessuale, come mononucleosi ed epatite B”.
Ma l’importante è: “Non far finta di niente, dimenticare la cosa come se riguardasse sempre e solo gli altri”, ammonisce Luca Bernardo, primario della struttura di Pediatria e dell’area adolescenza al Fatebenefratelli, il primo esempio in Italia di osservatorio pubblico sul mondo giovanile. La prima segnalazione si è avuta nel 2008, ma è nel corso di quest’anno che il fenomeno ha assunto una rilevanza preoccupante con 12 segnalazioni giunte dagli adolescenti in cura presso la struttura milanese. “Quasi mai un adolescente viene da noi per denunciare questi episodi” chiarisce il professor Bernardo, “noi abbiamo avuto notizie di questi episodi attraverso alcuni adolescenti che volevano uscire da storie di bullismo e alcol. È molto difficile che a quell’età parlino di sessualità”.
Ecco perché secondo l’assessore Landi i casi segnalati sarebbero solo la punta di un iceberg del fenomeno. Così come, segnala la dottoressa Giuliana Proietti su Donna Moderna.com: “Non vi è ragione di credere che ciò che accade a Milano non accada anche in altre città del nostro Paese: nelle grandi metropoli, così come nei piccoli centri”.
Fenomeno tanto inquietante quanto trasversale: dai casermoni anonimi della periferia ai palazzi dei quartieri “bene”, gli adolescenti - almeno a scuola - finiscono tutti negli stessi bagni, a vendere e comprare piacere senza alcuna inibizione: “Lo fanno per noia, per apparire, per voler essere sempre più oggetto del desiderio” spiega il medico del Fatebenefratelli: “di sicuro non sono storie di degrado. E nessuna scuola può chiamarsi fuori”. Le prestazioni orali vanno per la maggiore e si concedono a orari predefiniti, già dalla fase preliminare: quella della “contrattazione”. Il fenomeno è sotterraneo e difficile da fare emergere.
Finora, dalle testimonianze raccolte tra gli adolescenti, non si sono scoperti episodi di sesso in cambio di denaro, mentre è prassi “ricambiare” la prestazione con oggetti di valore come può essere un lettore mp3. “Si tratta” racconta ancora il professor Bernardo “di uno scambio di atti sessuali tra ragazzi in cambio di oggetti di pregio che una volta sono l’iPod un’altra un capo di abbigliamento firmato. Per ora non ci sono segnali di giri di denaro: stanno molto attenti a non entrare nell’illegalità”.
Il problema è che in alcuni casi i genitori preferiscono chiudere un occhio, fiduciosi che una volta superata l’adolescenza il problema svanisca. “Noi abbiamo parlato con i genitori” spiega ancora il medico “alcune famiglie avevano avvertito qualcosa, ma molte altre non volevano crederci. Noi ci sentiamo solo di dire che quando si hanno delle avvisaglie è fondamentale parlare con i ragazzi e non soprassedere”.
Per dare una mano alle famiglie, all’inizio del nuovo anno scolastico scenderà in campo anche il Comune, con una lettera aperta spedita ai genitori, opuscoli informativi, campagne pubblicitarie sui giornali e specialisti mobilitati nelle farmacie comunali.
- Martedì 1 Settembre 2009

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Commenti
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Il 1 Settembre 2009 alle 13:49 enrico fumagalli ha scritto:
In altri paesi c’è chi lo fa per un boccone di pane ed è peggio, noi viviamo nel benessere, il piacere è reciproco e se si rimedia qualcosa perché no, in fondo non fanno male a nessuno, si erudiscono prima, ruga ai bacchettoni che ai loro tempi praticavano solo manovre a mano in solitaria. Meglio fare sesso che prendersi a coltellate, preferisco questi ai naziskin o similari di ogni tipo. li invidio pure.
Il 7 Settembre 2009 alle 16:44 ilputtanierenano ha scritto:
E di cosa ci sorprendiamo? Se per gli italiani è normale che il PdC frequenti ragazzine-escort, va da sé che il meretricio diventi accessibile a tutti, a tutte le età e venga considerato come normale. Chiedete ad una madre se e come può insistere con una figlia di puntare sull’istruzione, di laurearsi e skillarsi il più possibile: se la figlia le rispondesse che con l’immagine (e l’arte amatoria) si arriva a fare il Ministro, cosa potrebbe obiettarle la madre??
Il 28 Settembre 2009 alle 16:33 Adolescenti: il sesso corre sul web - Italia - Panorama.it ha scritto:
[...] la pubertà, con l’esplosione dei caratteri sessuali e della modificazione sensibile del corpo. La microprostituzione sembra uno dei tanti modi che certi giovanissimi di questo momento storico utilizzano per esprimere [...]
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