
La tubercolosi torna a far paura. Soprattutto tra gli italiani in divisa.
A Napoli, Grosseto e Taranto in pochi mesi sono stati segnalati circa una decina di casi. A essere risultati positivi alle analisi per la tubercolina sono gli agenti della scientifica della Polizia di Stato in servizio presso gli uffici immigrazione.
A lanciare l’allarme e a segnalare i casi al Ministero dell’Interno, a quello della Sanità e al capo della Polizia, Antonio Manganelli, è stato proprio il Consap, la Confederazione sindacale autonoma della Polizia di Stato.
La lettera è arrivata sulle scrivanie della Capitale lo scorso 10 luglio, indicava un singolo caso nella questura del capoluogo partenopeo.
L’agente è rimasto contagiato dopo un fotosegnalamento ad una clandestina ivoriana affetta dalla malattia. Insospettiti dal continuo tossire della donna, i poliziotti hanno scoperto che solo pochi giorni prima era stata dimessa dal reperato di malattie infettive dell’ospedale “Cotugno” di Napoli dove era stata curata proprio per tubercolosi. Il fatto risale al 12 febbbraio di quest’anno. Tutti gli agenti in servizio alla scientifica e presso l’ufficio immigrazione si sono sottoposti immediatamente al test di Mantoux e i locali sono stati trattati. Ma dopo alcuni mesi d’incubazione, a luglio, il primo caso: un agente. Pochi giorni ancora ed ecco che i poliziotti contagiati sono saliti a tre.
Stessa cosa anche se in periodi diversi ma con modalidà pressochè identiche, per gli agenti della scientifica della città toscana e per quelli in servizio in un commissariato della provincia di Taranto. Tutti contagiati durante i fotosegnalamenti di clandestini.
“Siamo preoccupati per la salute degli agenti e per lo stato d’animo con il quale si presentano a lavorare ogni mattina” spiega Pietro Taccogna, segretario nazionale Consa”: “I poliziotti chiedono più sicurezza per poter tornare a casa dai loro cari senza correre il rischio di contagiarli”. L’agente della scientifica della questura napoletana è sposato e padre di tre figli. “C’è una scarsa attenzione in materia di immigrazione da parte del nostro Dipartimento”, puntualizza Taccogna.
Anche il segretario della Consap di Napoli, Sergio Scalzo, tuona: “Ho segnalato personalmente la situazione sia al questore che ai vertici della Polizia ma non ho ricevuto alcuna risposta”.
Il Questore della città partenopea, Santi Giuffrè a Panorama.it chiarisce e sdrammatizza: “Si sono registrati casi di sensibilità alla malattia tra gli agenti in servizio nella Questura ma non si può parlare di contagio“. Poi prosegue: “Abbiamo sia all’epoca dei fatti che successivamente attuato tutte le procedure previste in casi di contagi e malattie per rendere idonei e salubri i locali dove i poliziotti ogni giorno sono chiamati a lavorare”.
Ma sempre il sindacato nazionale Consap lancia un altro allarme, quello per l’influenza H1N1. “Siamo preoccupati per gli agenti in servizio presso gli aeroporti italiani” continua Pietro Taccogna “abbiamo chiesto che siano cambiati periodicamente i filtri dell’aria all’interno degli scali per garantire la “pulizia” degli ambienti in cui sono chiamati ad operare. Oltre a mascherine e guanti”. La prima richiesta è stata effettuata formalmente, alcune settimane fa, all’aeroporto “Galileo Galilei” di Pisa.
- Giovedì 3 Settembre 2009
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