La storia è semplice: Marco Travaglio, insieme ad Antonio Padellaro, dirigerà un nuovo quotidiano. “Il Fatto”, si chiamerà il nuovo prodotto editoriale che lo stesso Travaglio descrive come senza padroni, senza finanziamenti pubblici ma soprattutto “eccentrico”.
Niente di estemporaneo, dunque. Il problema nasce quando due giudici, attivi all’interno di Magistratura Democratica e protagonisti di quella corrente giudiziaria che potremmo definire “antiberlusconiana”, vanno a fare visita al nascente quotidiano partecipando a un forum di sostenitori e collaboratori. Cosa di cui ci informa il Giornale, e che non sfugge all’occhio attento dei blogger.
Come Polìscor, che sottolinea come gli allarmi di Berlusconi - forse - non fossero del tutto campati in aria (come qualcuno dice):
Il fatto (sic) che i due prestino i loro servigi al foglio di Travaglio (il primo che si azzarda a dire che si tratta di “libera stampa super partes” è in tremenda malafede, ma ci sarà comunque chi avrà questo coraggio) la dice lunga sulla liceità degli allarmi lanciati da Berlusconi in primis, e da tutto il PdL (e non solo) a seguire circa le “attenzioni particolari” di cui l’attuale Governo ed i suoi esponenti sono fatti oggetto fin dalla loro comparsa nel panorama politico italiano da parte di quelle che, amichevolmente, vengono definite “toghe rosse”, ma che sono semplicemente persone che usano uno dei poteri dello Stato contro un altro
Mentre il Fazioso Liberale chiosa:
Lo sottolinea anche Luca Sofri sul suo blog
Se come sostiene il Giornale due giudici sono andati alla riunione del Fatto (ci si abituerá, poi, a scriverlo senza che scappi da ridere?), con i tempi che corrono rispetto alla limpidezza di rapporti tra giornali e procure, hanno davvero fatto un bel favore ai berlusconiani, oltre che una fesseria, figlia ancora della fesseria irresponsabile per cui “i giudici sono cittadini come gli altri”.
Che ora non ci vengano ad annoiare ancora con l’indipendenza della magistratura, con i giudici che nella loro azione non si fanno ispirare dalle proprie opinioni politiche
- Venerdì 11 Settembre 2009
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Commenti
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Il 11 Settembre 2009 alle 17:51 nhico ha scritto:
E’ assodato abbiamo un premier puttaniere. Niente a che vedere con i suoi predecessori della Prima Repubblica che l’agiografia ufficiale vuole cattolici osservanti con nel carnet almeno 365 messe l’anno. Ma questo non ha impedito loro di essere, con la complicità diretta o indiretta di tutto il sistema politico, dei bravi coltivatori del nepotismo e dell’inefficienza e della corruttela diffusa in senso orizzontale e verticale. E chi sa per quanto tempo ancora tutti insieme sarebbero rimasti in questa giostra del potere, se la caduta del Muro di Berlino non avesse modificato di botto la strategia dell’ex PCI. Cambiato lo scenario politico mondiale, il partito che si riconosceva ed era tenuto in vita dall’URRS ha dovuto precipitosamente mutare tattica. Dopo quell’evento , l’unica via che le avrebbe potuto garantire la sua sopravvivenza era l’ascesa al potere. Direttamente. Ma per arrivare alla stanza dei bottoni, prima dovevano togliere di mezzo i diretti competitor. Detto fatto. E’ bastato dire a quella parte delle toghe amica che era scoccata l’ora della rivoluzione per via giudiziale. Tuttavia, come sanno bene i generali, anche i migliori piani possono portare alla sconfitta. Cosa che accadde alla gioiosa armata di Achille Occhetto, nonostante la quinta colonna togata avesse decretato la morte di tutti gli altri partiti per tempo. La partita, però, non è finita e Berlusconi , quell’imponderabile che ha impedito la dinastia dei figli dell’ex Pci, è ancora sotto tiro. Le solite procure rimescolano le solite carte ed i soliti giornali anche quando hanno storie succulente come il saccheggio della Campania e della Puglia, per restare alle due regioni più depredate, parlano soltanto di escort. Complici forse anche quelle procure che si lasciano scappare solo quei verbali dove, anche se marginalmente o tirato per i capelli (trapiantati), vi fa capolino il premier. In quest’ottica , l’abbraccio di Marcuccio Travaglio e i due giudici di Magistratura Democratica è nella natura di quell’ottica e buona pubblicità per il nascente quotidiano. E vuole, soprattutto, affermare che loro sono gli unici esseri viventi con il dono dello sdoppiamento morale. Per loro è normale fare gli attivisti politici per una parte e perseguire sempre e con tutti i mezzi la parte politica avversa. E’ una missione ideologica alla quale non possono sottrarsi. Quella che non è assolutamente normale è la cecità del CSM e dell’ANM e dell’inquilino del Quirinale.
Il 21 Settembre 2009 alle 13:05 » Che profumo, i soldi di Travaglio » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] parte di questi soldi (100 mila euro) per “cofondare” il quotidiano Il Fatto, diretto da Antonio Padellaro, di cui è socio insieme proprio alla Chiarelettere. In attesa dei dividendi, bisogna aggiungere al [...]
Il 23 Settembre 2009 alle 14:03 indigesto ha scritto:
Quando a qualcuno,all’inizio del fenomeno, destava sorpresa il fatto che alcuni mezzi-busti della TV si fossero dati alla politica non mi trattenevo e spiegavo loro che se erano diventati mezzi-busti lo dovevano prorio alla politica, verso la quale non potevano poi non essere riconoscenti! Quanto alla mafia, si sa che la nostra democrazia è fondata sul consenso e su libere elezioni. E’ un pessimo sistema ma non ne conosco di migliori, val la pena di ripetere con Churchill. Ma questo lo sa anche la mafia, o per meglio dire le mafie! Non credo che, ovunque, qui da noi, vi possano essere elezioni senza l’apporto significativo di esse. Quella siciliana, poi, pare sia stata addirittura fondativa del nostro Paese in ben due occasioni: lo sbarco e l’avanzata dei Mille e lo sbarco in Sicilia delle truppe di liberazione. E’ chiaro che per tutti gli altri aspetti va combattuta e pare che questo Governo lo stia facendo con maggior impegno dei precedenti. Sarà pure perchè abbiamo per Presidente un puttaniere e non un gay, come qualche suo predecessore! Personalmente preferisco essere rappresentato da un Presidente con le palle. Ma tutti i gusti son gusti!
Il 27 Novembre 2009 alle 19:46 Che profumo,i soldi di Travaglio | Circolo Luce Del Sud ha scritto:
[...] ha reinvestito parte di questi soldi (100 mila euro) per “cofondare” il quotidiano Il Fatto, diretto da Antonio Padellaro, di cui è socio insieme proprio alla Chiarelettere. In attesa dei dividendi, bisogna aggiungere al [...]
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