- Tags: abruzzo, ballarò, Bruno-Vespa, televisione
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Ci sono alcune domande che, come in un gioco di specchi, vorremmo rivolgere a coloro che si dicono convinti che in Italia il governo stia costruendo un regime, violando libertà di stampa e diritti politici sanciti dalla nostra Costituzione, mettendo la mordacchia alle poche “voci libere” della televisione.
Due trasmissioni, alla stessa ora
La prima domanda riguarda la decisione della dirigenza della Rai di rinviare di qualche giorno (rinviare, non censurare) la prima puntata di Ballarò per fare posto allo speciale di Porta a Porta dedicato alla consegna delle prime case in Abruzzo.
Vi sembra logico ed economicamente sostenibile che la Rai (magari per dare un contentino alle sue corporazioni politiche interne) trasmetta lo stesso giorno, alla stessa ora, due trasmissioni di approfondimento giornalistico dedicate allo stesso tema? Quale grande azienda giornalistica al mondo potrebbe permettersi una tale dissennata gestione delle risorse che farebbe (solo) il gioco della concorrenza, mettendo due trasmissioni di punta una contro l’altra, come se si trattasse di due aziende diverse?
Domande (retoriche) alle quali aggiungiamo una postilla, anche per rassicurare coloro che temono per il destino di Ballarò: la trasmissione di Floris sarà solo rinviata eccezionalmente a giovedì o venerdì, e senza la concorrenza di Bruno Vespa. Non sarà addomesticata né censurata. Quanto è accaduto, insomma, è un po’ poco per gridare all’attentato alla libera informazione.
Le voci del “regime”
Dopo aver querelato le dieci domande di D’Avanzo, dopo aver intimidito i giornali e le voci non allineate, questa è la tesi divenuta luogo comune su alcuni organi di stampa, Berlusconi si appresta a colpire l’ultimo fortino rosso della Rai. Poi - sempre secondo questa tesi - l’operazione-regime sarebbe quasi completa.
In quale regime, scusate, ci sono (e continueranno a esserci) trasmissioni in prima o seconda serata come Ballarò, Annozero, Report, Che Tempo che fa, di cui tutto si può dire fuorché che siano tenere con il governo Berlusconi? E quali trasmissioni giornalistiche (o di satira tv) in Rai, di converso, possono essere annoverate tra quelle che sostengono apertamente il governo (a meno che non si abbia l’ardire di paragonare Bruno Vespa a Emilio Fede)?
Romania di Ceausescu?
La terza domanda riguarda la libertà dei giornalisti della carta stampata che Berlusconi - secondo i giornalisti di Repubblica - vorrebbe allineati e plaudenti alle politiche del “regime nascente”.
In quale regime della storia - per citare il segretario Pd Dario Franceschini che oggi ha paragonato l’Italia del Berlusconi Ter alla Romania di Ceasescu - il primo o secondo più venduto quotidiano italiano (Repubblica) è il più feroce nemico del governo?
Voci della Rete
C’è un punto, quello sì, su cui concordiamo con quelli che si apprestano a scendere in piazza sabato a Roma per “difendere la libertà di stampa”: la cattiva gestione della faccenda Ballarò da parte della Tv di stato. Non è una novità . La comunicazione alla redazione di Floris a pochi giorni dalla messa in onda è stata tardiva, quasi un autogoal che ha fornito l’assist polemico ai professionisti della dietrologia politica antigovernativa. Sintetizza Massimo Falcioni sul suo blog:
Già perchè lo stesso Floris spiega di aver spedito in Abruzzo da due settimane un inviato “per una cerimonia che era prevista da tempo”. Sforzo che si sarebbe potuto benissimo evitare, mediante un preavviso che invece non è mai arrivato. Comprensibile allora il rammarico del giornalista romano; un pò meno la collera di chi vede in una scorretta comunicazione un’allarme per la libertà di informazione sulle reti del servizio pubblico.
Sottolinea un altro elemento interessante, su Polisblog (uno dei più importanti siti di social network della rete dedicati alla politica) un altro blogger:
C’è stata censura ai danni di Ballarò? Tecnicamente no. Il programma non è stato cancellato ma proposto per uno spostamento a giovedì o venerdì. Lo spostamento è stato rifiutato dalla redazione che ha poi gridato al regime. In tutto questo si segnala la brillante assenza del presidente Garimberti, in quota Pd, che si è svegliato a cose fatte nonostante la data fosse nota da mesi, e ora grida allo scandalo.
Prelazione Vespa
Vespa dal canto suo rivendica una specie di “prelazione” sul tema, per le sue origini abruzzesi e perché i suoi telespettatori avevano raccolto oltre quattro milioni di euro, subito impegnati nella ricostruzione. Certo, è un’opinione che non fa breccia a sinistra, dove Floris potrebbe raggiungere presto il collega Santoro nella schiera dei “martiri” televisivi.
L’autunno caldo di viale Mazzini (Annozero sta per ripartire, Report denuncia la mancanza di assistenza legale) insomma è alle porte. E, come sempre accade, avrà profonde ricadute nel dibattito politico.
- Lunedì 14 Settembre 2009
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Commenti
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Il 16 Settembre 2009 alle 12:52 nhico ha scritto:
Erano le due di notte, quando molti onesti cittadini furono svegliati dalle sirene spiegate di un nugolo di pantere.
Antonella Cuntrera e Nico Rallo, avvinghiati come erano, misero più tempo degli altri a sentire l’ululato. Ma una volta avvertito, nonostante i tanti tentativi di ignorarlo, non erano più riusciti a lasciarlo fuori del letto. Con un tale intruso tra le lenzuola, che rosicchiava con la voracità di un topo affamato la libidine di entrambi, anche loro, come ogni altro buon cristiano nel raggio di un chilometro, si erano dovuti arrendere a quell’attentato alla quiete pubblica.
Per non farsi prendere dalla rabbia e rovinare tutto, lei scese dal suo divano letto a due piazze e decise di raccogliere i loro indumenti sparpagliati per tutta la stanza. Una delle sue scarpe con tacco da dodici centimetri addirittura era andata ad incastrarsi tra i bracci del lampadario. Stava per salire su una sedia. Ci ripensò e chiese, ed ottenne, di mettersi a cavalcioni sulle spalle poderose di lui. Tutta quella sua esuberanza lo sorprendeva e lo divertiva. Di certo tra loro due non ci sarebbe mai stato niente di serio, ma gli faceva bene ridere, una volta tanto.
Anche dopo il recupero della scarpa, lei restò in sella per gioco. Eppoi, lui si rese conto che lei all’improvviso aveva perso tutta la sua allegria. Rivolse il suo sguardo sul letto disfatto e infiorato con i petali di un buon numero di quelle orchidee che lei aveva tanto gradito. Per rincuorarla, si sedette sulla sponda del letto e se la fece scivolare sulle ginocchia che portavano i segni di piccole, fresche sbucciature. Lei gliele accarezzò amorevolmente. Poi, appoggiandogli la testa sul petto, gli si rannicchiò tra le braccia: era attraversata da un’emozione costante e incontenibile e il cuore le batteva da impazzire. La vita con lei non era mai stata tanto bella. Piegò lievemente la testa da un lato, in un gesto stranamente commovente, e con l’espressione vacua, trepidante, circospetta, gli fece la domanda che sapeva di non dover fare.
«Ti è piaciuto, almeno?»
«Tu che ne pensi?» E la baciò come solo un amante soddisfatto sa baciare.
Il sangue finì di pulsarle nella testa, trascinando in basso l’agitazione che le era piombata addosso mentre recuperava l’ultimo capo di biancheria. Anche se le sirene continuavano ancora a lacerare la notte. Lui, e questo ora lei lo sapeva, non l’avrebbe ricordata solo come una che facilmente la dava.
Le restava un aspetto ancora irrisolto, però. Come doveva considerare quel momento d’amore? Era per lui una relazione già chiusa? Non era la cosa più brillante che potesse pensare, ma sapeva che poteva e doveva fare di meglio. E purtroppo quel meglio, con tutto quel casino lì fuori, significava lasciarlo andare.
Gli scese dalle ginocchia. Lo fece alzare. Si appoggiò a lui e lo baciò. Un bacio serio, da ragazza che voleva altri appuntamenti. Gli uomini la consideravano ancora una gran bella fica, aveva un buon alito, ma di relazioni serie ne aveva avute veramente poche. Quella, l’avrebbe voluta far diventare una relazione seria. Perciò incrociò le dita e iniziò il discorsino con la parola che lui avrebbe voluto sentirle dire già da qualche minuto.
«Vestiti, mentr’io vado a fare un po’ di caffè. Se qualche scintilla tra noi è scoccata, non mancheranno nuove occasioni.»
Proprio in quel preciso momento, come per incanto quel carosello cessò e il silenzio si riappropriò della notte. La gente si fece il segno della croce e cercò di scacciare i brutti pensieri e di riaddormentarsi.
Il 16 Settembre 2009 alle 20:29 artisticamente ha scritto:
La decisione di andare da Vespa ed oscurare Ballarò e Matrix è stata presa (da indiscrezioni)a Villa Grazioli, tra il Premier ed i suoi attendenti, il regime deve far comparire Berlusconi come una divinità , come una entità al di sopra di tutti e di tutto, cui i terremotati devono cieca devozione.
Sabato prossimo si svolgerà a Roma in piazza del Popolo una manifestazione popolare in difesa della libera stampa.
Questa manifestazione non si identifica con i partiti o aspiarzioni di centro o sinistra, non è una visione di parte, ma la difesa d’un supremo diritto costituzionale che l’attuale governo ha leso e continua a ledere pervicacemente con continue intimidazioni e prevaricazioni che tra poco verranno allo scoperto anche nella Rai.
Mi auguro che quella piazza sia gremita, colorata, pacifica e faccia sentire la sua presenza e la sua voce.
Il 16 Settembre 2009 alle 21:11 dinmau ha scritto:
Ma che razza di commenti! Complimenti, continuate a crederci tutti con l’anello al naso, continuate a predicare il vostro credo e vi scaverete la fossa!
Bella la piazza gremita e colorata…i nostri problemi saranno risolti per incanto!….ma andate a lavorare o almeno, lasciate lavorare chi vuole farlo!
Il 16 Settembre 2009 alle 23:34 galassie ha scritto:
Sterili critiche al Governo che lavora,anche se viene contrastato in tutti i momenti.Guai se non ci fosse questo Governo,finiremmo tutti a terra per usare un eufemismo.
Italiani stringiamoci accanto al nostro Premier,facciamo in modo che possa lavorare per il Paese.
Il 19 Settembre 2009 alle 12:03 indigesto ha scritto:
Quando si è accecati dall’insofferenza, non voglio parlare d’odio trattandosi dopotutto di un sentimento che ottenebra la ragione della quale avere l’uso è privilegio di chiunque la eserciti anche scrivendo cose sballate, si perde il filo del del discorso. Il discorso è che facciamo tutti finta di non sapere che la RAI è un saldo bastione nelle mani di comunistoidi della prima e dell’ultima ora. Tutta questa gazzarra deriva dal sacrilegio commesso nei riguardi di un Palinsensto che prevedeva su un altro canale una di queste trasmissioni in quota appunto a questi campioni della democrazia, che fanno largo uso di un mezzo pubblico per incitare costantemente alla rivolta nei riguardi delle istituzioni dello Stato. Si, lo Stato va protetto nelle sue Istituzioni, chiunque le rappresenti, purchè sia pervenuto a rappresentarLe mediante libere elezioni secondo il dettato della nostra Costituzione. Questo, alla sinistra in genere, suona male se a rappresentarle non è essa, coi risultati che poi tutti sappiamo. E’ diritto-dovere delle Istituzioni informare sui principali eventi che le riguardano; e l’inizio di una ricostruzione e della riorganizzazione di una zona devastata dal terremoto tanto cara a tutto il Paese attraverso mezzi di comunicazione e nelle trasmissioni che si ritengono più adatte è nei diritti-doveri di chi rappresenta la Parte esecutiva di queste Istituzioni, indipendentemente da chi materialmente vi abbia provveduto. Magari è stato ritenuto che altra trasmissione non dovesse subire la disattenzione di chi la segue per rendersi conto di come venga utilizzata la protervia, la menzogna ed la subdola conduzione per imbastire miserevoli processi farciti di immancabili insulti rivolti a chi oggi queste Istituzioni democraticamente rappresenta. Chi poi segue queste trasmissioni da trinariciuto per compiacersi dell’azione destabilizzante continuamente sottesa in tali trasmissioni purtroppo consentite da una RAI, sostenuta tra l’altro iniquamente da una iniqua tassa ancora chiamata “abbonamento” di modo che ad un danno si aggiunga la beffa di sentirsi chiamati con il termine affatto gratificante di “abbonato”, questa gente, dicevo, certamente non se la sarà persa a causa di un spostamento, che, a mio parere, poteva anche essere evitato, proprio per non finire col darle il peso che, francamente, non merita! Tutto il resto è, al solito, gazzarra: tutto quello che certa sinistra sa fare!
Il 19 Settembre 2009 alle 12:29 fercas ha scritto:
Meno male che c’è Silvio! Dopo speriamo in Piersilvio. Cordialità .
Il 20 Settembre 2009 alle 18:43 pv21 ha scritto:
Il Parlamento è pletorico ed inconcludente. I Magistrati mostrano volontà eversive. La stampa è mistificatrice e diffamatoria. Ora Brunetta ci informa di: un’elite burocratica, finanziaria ed editoriale che tenta il colpo di stato e di una chiesa che è ideologia politica con la tonaca. Una domanda sorge spontanea (se si può). Perchè mai Berlusconi si ostina a fare il Presidente di un paese così malmesso? … => //forum.wineuropa.it
Il 20 Settembre 2009 alle 21:25 dinmau ha scritto:
Bravo il fumagalli! Il solito esempio del “rosso” che vuole sempre l’ultima parola! Se non si offende non si è contenti…è un classico! Possibile che dopo tutte le batoste, ancora non sapete ragionare? Berlusconi non è eterno, quando toccherà a voi governare ( se avrete i voti), vi troverete un’Italia devasta dai rancori e dall’invidia. Muoia Sansone con tutti i Filistei! Accidenti a voi… non è una bella prospettiva per i nostri figli!
Il 21 Settembre 2009 alle 15:45 dinmau ha scritto:
Ma quanto starnazzi, fumagalli! Avrei voluto vedere te, startene buono buono, sotto gli attacchi di tutti i sinistrati orfani del potere! Io non ti conosco, non credo affatto però, tu sia quella persona tranquilla e canuta che dici di essere; mi sembri invece un galletto che non ha pazienza di aspettare che muoia il GALLO! Sei sicuro di poterti permettere di dare del nano (che è l’insulto più gentile che hai sparato) a chi governa con l’appoggio della maggioranza, oppure sei un golpista con la testa calda che vuole fare il “fiocco” a chiunque si appresti a rimboccarsi le maniche per il bene del Paese?
Il 24 Settembre 2009 alle 17:05 E se il caso Travaglio diventasse uno spottone per Santoro? - Italia - Panorama.it ha scritto:
[...] e sugli spot pubblicitari. Ma questa vicenda, così come le polemiche della scorsa settimana sullo spostamento di Ballarò, gli è stata offerta su un piatto d’argento per gridare al regime e attirare [...]
Il 30 Settembre 2009 alle 13:15 indigesto ha scritto:
Santoro non ha bisogno di spots per crescere di ascolto. Per questo conta molto sull’arrivo di altri immigrati, e costoro contano su di lui, per la visibilità loro concessa, fino al punto di consentire,o quantomeno non impedire, offese, dirette, ad un Ministro della Repubblica!
Il 1 Ottobre 2009 alle 15:00 indigesto ha scritto:
Ho intravisto ieri a Porta a Porta,almeno finchè non è comparso l’immancabile Mannhaimer coi suoi sondaggi, il regista Tornatore, contornato da Politici tra i quali Macaluso, Serracchiani,Prestigiacomo e Castelli,oltre al Cast del film Baarìa di cui è regista. Ho visto una pesona mite e sorridente che mostrava nostalgia di quel periodo in cui in “comunismo italiano” dalle sue parti, in Sicilia, mostrava tutta quella moralità , modi di vivere e di essere, impostati sulla famiglia, gli amori, le passioni che si fondevano coi colori, i canti e le storie delle contrade e delle campagne circostanti. Orbene,credo che ognuno di noi, nel ripercorrere coi ricordi gli anni più belli, riviva anche gli ambienti, i contesti, i personaggi e le illusioni che li hanno accompagnati; come le oratori, per chi li frequentava, le case del popolo, qualcuno le sedi dei partiti. Posti in cui si coltivavano le illusioni, ci si incontrava, sbocciavano i primi amori e poi..tutti a ballare, nelle case, nelle balere e nei lidi, d’estate. La illusione maggiormente coltivata dai Comunisti, a tutte le latitudini del nostro Paese, era in quell’epoca, di toglire ai ricchi ed arricchire i poveri; e Stalin, che spesso ammiccava dai manifesti, era il Sommo Robin Hood, ispiratore di questa illusione. Poi il tempo passa e le illusioni si scontrano con la realtà , le notizie circolano: libero amore, ateismo, repressioni…le coscienze si formano, la capacità di critica si affina..ma questi: niente! Continuano a credere di aver inventato la famiglia (anche se l’hanno distrutta), la bontà , l’operosità , perfino la genialità (ricordate Popoff?)..quella società insomma! e ne sentono nostalgia. Giusto! i ricordi di gioventù lo esigono! Ma che tuttociò debba poi mutarsi in messaggio, anche se ci viene dal mite, sorridente come un buon prete e pur bravo regista Tornatore, appare abbastanza fuori dal tempo. Proprio come il suo film!
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