Da Hina a Sanaa, giovani vittime dell’integralismo. Souad Sbai: “Con gli estremisti nessun dialogo”

Saana Dafani

Il ragazzo che amava era italiano e più vecchio di 13 anni. E’ bastato questo per condannare a morte Sanaa, una ragazza marocchina di 18 anni?

Se le indagini confermeranno che ad ucciderla a coltellate ieri a Montereale Valcellina, provincia di Pordenone, è stato il padre, El Katawi Dafani, il paragone con il caso di Hina Saleem è immediato. Un delitto d’onore maturato nell’ incomprensione, nell’ ignoranza e nell’islamismo radicale. Concorda l’onorevole Souad Sbai, presidente dell’associazione donne marocchine in Italia e deputata del Pdl.

“E Hina è solo il caso più noto. Ce ne sono stati anche altri che magari non sono finiti in tragedia per poco. In questo caso poi la ragazza era anche più giovane e più integrata”

Souad SbaiUn dramma derivato da una cultura arretrata o dall’estremismo?
Guardi, il paradosso è che in Marocco una cosa così non succederebbe più! La popolazione è più secolarizzata, negli ultimi dieci - quindici anni si sono fatti passi da gigante grazie a tante associazioni di donne. Molti immigrati che stanno qui da anni, magari analfabeti, non hanno vissuto questo passaggio e anzi, si sono chiusi nel tradizionalismo e sono stati influenzati da un Islam che non ha niente a che vedere con la cultura marocchina”

Come è accaduto? Dove si diffonde l’estremismo?
Come ho detto, tra persone che fanno lavori più umili, che magari non hanno studiato, su molti ha fatto presa questi Imam “fai da te”, che hanno importato delle idee che con la religione non c’entrano niente e obbligano alla violenza coi ricatti e i lavaggi del cervello

Dove avviene questo “lavaggio del cervello”, nelle moschee, nelle carceri?
Nelle carceri per fortuna siamo riusciti a fermarne l’espansione, in molte moschee continuano indisturbati. Sono quelli che non hanno firmato la Carta dei valori della Consulta islamica. Non capisco perché tutti hanno paura di questa marmaglia, nessuno li affronta

Al di fuori della comunità musulmana non sono molto riconoscibili, forse
No, sappiamo benissimo chi sono. Ma hanno due facce, una remissiva con gli italiani e l’altra, feroce, all’interno della comunità, con le loro famiglie. Continuano a insultare i moderati come me e chi dialoga, dovrebbero andare in galera

Vi costituirete parte civile al processo come accaduto con Hina?
Certo, come sempre. Vorrei che si scoprisse che non è stato il padre, ma allo stato attuale è lui il colpevole

Il sindaco del paese friulano, il leghista Enzo Bortolotti, ha detto “è un caso che dimostra l’impossibilità di integrazione con la cultura musulmana”, lei è d’accordo?
No. Bisogna distinguere, non generalizzare. Sono d’accordo se si riferisce agli estremisti, con loro non c’è nessun dialogo possibile. Ma nei paesi nordafricani da cui vengono tanti immigrati in Italia l’Islam non è questo. Questi sono integralisti che si rifanno all’ideologia dei fratelli musulmani, finanziati da organizzazioni arabe

I problemi nascono spesso intorno alle coppie miste, è davvero possibile la convivenza?
Guardi, ci sono tantissime coppie che funzionano. Il mio è un matrimonio misto da trent’anni, certo bisogna fare convivere due culture diverse, ma io e molti altri ci riusciamo dagli anni ‘80. Gli integralisti sono venuti dopo e hanno inquinato la comunità

Voi vi occupate di dare sostegno a donne maghrebine in difficoltà per prevenire casi come questo?
Certo, con l’associazione Acmid - donna e con il telefono verde “mai più sola”. Cerchiamo di aiutare, soprattutto le ragazze cresciute in Italia. Di parlare con i genitori, di favorire l’integrazione. Ma quando ci si accorge che non c’è più dialogo l’unica soluzione è scappare, denunciare chi ci minaccia

Commenti

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Il 16 Settembre 2009 alle 20:22 artisticamente ha scritto:

“Il diritto di vestirsi e di agire delle donne non ha prezzo e non dovrebbe subire condanne”.

Ha evitato le quaranta frustate che le “spettavano” per aver osato “sfoggiare” un abbigliamento indecente: “un paio di pantaloni” ( In base alla legge della “Sharia” cioè i reati penali nel diritto Islamico, validi in tutti gli Stati Mussulmani).

Lubna Ahmed Hussein giornalista sudanese di Khartoum, ha rifiutato di pagare la multa inflittale al posto delle 40 frustate.
Per questo motivo rischiava il carcere per un mese.

Il sindacato dei Giornalisti Sudanesi ha deciso di pagare la multa di 200 dollari.
Lubna è libera.

Il 17 Settembre 2009 alle 11:42 » “Ma l’assassinio di Sanaa non c’entra niente con l’Islam” » Panorama.it - Mondo ha scritto:

[...] tema della serata è stato l’assassinio di Sanaa, la marocchina diciottenne uccisa dal padre perché conviveva con un italiano di trentun [...]

Il 18 Settembre 2009 alle 10:19 enrico fumagalli ha scritto:

Per una mente deviata non è il caso di generalizzare, sono casi umilianti per l’umanità e trovo indegno strumentalizzarli. Non tutti gli italiani sono mafiosi come nemmeno tutti i musulmani fondamentalisti, Piuttosto preti e millah si, mettiamoci pure i rabbini.

Il 18 Settembre 2009 alle 12:52 carlo.tosi ha scritto:

E noi ci illudiamo di poter instaurare con questa gente rapporti civili? Pura illusione! Finchè alcuni di loro, tanti o pochi che siano, sono e saranno così estremisti della cultura islamica, non si fa niente e non è possibile un rapporto e confronto civile. Finchè non si decideranno ad uscire dal medioevo ed entrare nel mondo contemporaneo, resteranno sempre dei “diversi”.

Il 18 Settembre 2009 alle 14:02 enrico fumagalli ha scritto:

Carlo Tosi, non sarei cosi drastico, neppure noi italiani siamo usciti del tutto dal medioevo avendo ancora il clero che ci condiziona e priva di quella libertà che ogni individuo ne ha diritto. Prima o poi anche i musulmani si libereranno dei loro turbanti bianchi e neri. Gli unici che non cambieranno mai sono i rabbini, quelli resteranno sempre ancorati a leggi che risalgono alla notte dei tempi adorando un unico Dio, il denaro e i semplici gli credono. A quell’unico vero Dio purtroppo, si prostrano anche i nostri capi spirituali come i mullah musulmani.

Il 18 Settembre 2009 alle 21:05 carlo.tosi ha scritto:

Enrico Fumaganni, hai perfettamente ragione, purtroppo mi è rimasta fuori una parte del ragionamento. Senza dubbio una grande parte di islamici sono brava gente che desidera vivere in pace. E le azioni di pochi estremisti, mettono in cattiva luce un intero popolo. E la nostra società occidentale definita “civile” in molti casi ha da fare ancora tantissima strada per arrivare ad essere veramente civile. Una speranza vera, secondo me, può arrivare dai giovani. Se le nuove generazioni delle varie etnie mondiali iniziano a mescolarsi, studiare e lavorare assieme, conoscersi e fidarsi, forse piano piano arriveremo ad una migliore coesistenza umana.

Il 19 Settembre 2009 alle 14:05 jane55 ha scritto:

Oggi è il giorno dei funerali di Sanaa, e io vorrei approfittare di questa triste ricorrenza per ringraziare questa ragazzina di 18 anni,e con lei Hina e tutte le donne che stanno combattendo una battaglia durissima contro la prevaricazione e il tribalismo che si nascondono dietro il velo della religione.E’una battaglia dura,che ha mietuto, miete, e mieterà altre vittime,ma purtroppo senza lottare non si ottiene nulla,e come nel caso di Sana, Hina e tante altre a volte la lotta vuol dire perdere la vita.E allora vorrei come donna ma sopratutto COME PERSONA CHE HA UNA DIGNITA’SALUTARE E RINGRAZIARE QUESTE DONNE che coraggiosamente hanno perso la vita per qualcosa di incredibilmente semplice per noi occidentali,ma che per loro a volte è irraggiungibile,la possibilità di vivere il loro ruolo di donne spogliato dall’invadenza e dal conservatorismo ammantati dall’ipocrisia religiosa di chi crede che unico metro della vita è la religione intesa come mezzo di imposizione e repressione dei diritti di chi appare più debole, ms che in verità debole non è, perchè ha il coraggio di portare avanti e lottare per le sue idee.Possa Iddio,portare nella sua gloria chi è stato ucciso per un falso senso dell’onore,e non perchè ha lavato con il sangue i suoi presunti errori, ma perchè ha avuto il coraggio delle sue idee.

Il 19 Settembre 2009 alle 19:58 enrico fumagalli ha scritto:

jane 55, ti faccio notare ch ele italiane, fidanzate o mogli uccise dai loro ex compagni, sono molto ma molto di più, gli assassini non erano musumalni ma forse cattolici, la religione non c’entra è solo barbara mentalità diffusa ovunque. Un consiglio, prima di giudicare gli altri, guardati i tuoi.

Il 23 Settembre 2009 alle 17:25 indigesto ha scritto:

L’Imam Fumagalli giustamente guarda in casa nostra. Ebbene si, siamo barbari! Ci spieghi però per quale ragione oltre alla nostra ci tocchi subire anche la barbarie degli altri? Probabilmente auspica che venga anche da noi introdotta la Sharia a sostituire in nostro codice penale, di impostazione fascista. Si, anche noi abbiamo esportato delinquenza, ma spesso ce l’hanno rimandata indietro. Fanno fatica giusto a rimandarci Cesare Battisti; probabilmente l’avranno scambiato per l’irredentista trentino, martirizzato dagli austriaci.

Il 23 Settembre 2009 alle 18:16 enrico fumagalli ha scritto:

indigesto, per il momento bombe musulmane su Torino non sono cadute, nei paesi musulmani ne abbiamo sganciate tante e continuiamo a sganciarle. L’imann non è un sacerdote, guida la preghiera, non confondere un prete con il capo dei boy scout, uno è un parassita e l’altro un ragazzo semplice. Cesare Battisti verrà estradato e non mi pare che la mafia, camorra ndrangheta e corona unita siano in ritirata, anzi avvanzano sempre più, non le senti le notizie? A proposito, quei 170 mila con il tesoretto all’estero, saranno comunisti o musulmani, se ne sai qualcosa fammi sapre, per ora hanno beccato solo Rocco Siffredi con i suoi giochetti del cazzo, lo comunica una giornalista molto interessata, al cazzo di Rocco suppongo, è sul blog, dalle un’occhiata.

Il 23 Settembre 2009 alle 19:22 indigesto ha scritto:

Loro non usano le bombe, usano gli immigrati, quali erano gli “equipaggi” che hanno abbattuto le torri gemelle. Da noi magari ne faranno a meno, si limiteranno ad andare al potere, magari con la sinistra. I primi segnali non mancano. Quanto alla preghiera degli Imam, pare che talvolta guidino i loro giovanotti sulla strada per diventare kamikaze. Ma è un gioco innocente, quello pericoloso è il gioco di una certa Chiesa che contende alla sinistra la palma dell’accoglienza. Mutatis mutandis.

Il 23 Settembre 2009 alle 20:33 indigesto ha scritto:

Qui però bisogna uscire da qualche equivoco. Chi dice che con la religione musulmana non c’entra niente l’integralismo mente in malafede o è tra gli strafottenti che si trovano tra i seguaci di ogni religione. Nei libri fondamentali per ogni mussulmano c’è di tutto e di più e non starò qui a farne una disamina. Ma non è questo; gli è che da problemi loro stanno diventando problemi nostri. E qui c’è un altro equivoco dal quale uscire: se nelle moschee, a mezzo di Imam improvvisati che potremmo chiamare con un eufemismo agitatori,ma finanziati dai fratelli mussulmani come è detto nell’articolo, si incita all’odio razziale per chi li ospita e si reclutano kamikaze, ci troviamo di fronte a vere e proprie azioni di guerra, condotte magari col sorriso arabo di cui è piena anche la filmologia di un certo tempo (tanto per farmi capire). Cosa fa allora la nostra intelligence? Si limita a controllare ed ad arginare? lo farà finchè potrà, e poi? Cosa fanno i nostri politici? Si preparano ai congressi? Questo mi ricorda la barzelletta in cui un gruppo di generali si scontrava da giorni sui piani per sconfiggere il nemico. Nel mentre sentirono bussare alla porta ed alla consueta domanda: Chi è? si sentirono rispondere: il nemico! Qui mi pare che ci si scontri sul come accogliere il nemico, secondo le italiche tradizioni di sempre! Diamoci una mossa, per piacere!

Il 23 Settembre 2009 alle 23:44 enrico fumagalli ha scritto:

E che vuoi farci indigesto, quando siamo andati noi in casa loro mica gli abbiamo chiesto il permesso. Ora tocca a noi, chi la fa l’aspetti. Sul fatto delle torri, i servizi sapevano dei dirottamenti, solo che lasciarono fare credendo in una azione eclatante, non immaginavano il vero obbiettivo e il risultato sorprese tutti, persino chi lo organizzò credendo che le informazioni sugli edifici fossero esatte, ossia che avrebbero resistito anche all’impatto con un Boeing. Son capaci di mentire pure a se stessi. Non potevano immaginare che giovani istruiti e benestanti si suicidassero, di solito i kamikaze sono miserabili disperati. Tutto qui.

Il 25 Settembre 2009 alle 18:55 indigesto ha scritto:

In verità è dal 600 che sopportiamo le loro scorrerie, allora li chiamavamo saraceni, finanche in Piemonte. E la tattica era sempre la stessa: l’agguato! Gruppi di predoni che rapivano donne e ragazzi e uccidevano chiunque capitasse a tiro. Non proprio come ora, ma poco manca! Altrove invece, nel meridione e in Sicilia, ebbero proprio modo di insediarsi coi loro Califfati e la cosa andò per le lunghe. Secoli dopo vennero organizzate le Crociate, ma questo è altro discorso. Nel recente sono stati, si, mira dell’espansionismo coloniale, ma questo è ancora altro discorso. In ogni caso il Bel Paese ne ha fatto sempre le spese e, di questo passo, continuerà a farne!

Il 25 Settembre 2009 alle 20:08 enrico fumagalli ha scritto:

Si è vero , le crociate furono le invasioni moderne del tempo, andavamo a rompergli le scatole. lo strano è il non capire che proprio tente invasioni e miscugli di migrazioni da sud, est, ovest e nordo, forgiarono un paese tanto diverso. Ness’un altro, lo dico per averli conosciuti, anche industrializzati, ha la miriade di piccole medie imprese che sono l’ossatura dell’Italia e la rendevano competitiva, ricchezza sperperata dai figli dei fondatori che non si rivelarono all’altezza dei padri o nonni, grazie anche alla politica che ha riversato enorme risorrse in mastondiche attivita che fallirono dando nessun appoggio, non solo economico ma d’immagine e sostegno al commercio estereo. Ambasciate e consolati non han mai mosso un dito per promuovere i prodotti italiani come facevano e fanno altri paesi con agevolazioni e sponsorizzazioni. I mercati li conquistarono i singoli con le loro iniziative. Ho trovato più pubblicità, sulle riviste specializzate nei vari settori, su articoli scritti da stranieri, che illustravano i nostri prodotti e non uno italiano. Un dissanguamento durato 60 anni e ancora non finito, in una impossibile industrializzazione del sud ch ebastava potenziaren l’agricoltura e il turismo. Il sud poteva essere la Florida d’Europa con masse di pensionati nordici in cerca del paradiso. Divorò tutto la mafia e altre organizzazioni criminali compresa la politica e quel cancro incurabile che è il Vaticano. a chi dirà che la Chiesa non c’entra, anticipo che c’entra, il suo scopo è sempre stato quello di mantenere il popolo nell’ignoranza e se vuole saperne di più lo deve apprendere a modo suo, religiosamente, ossia pieno di fandonie.

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