Non si pente, Renato Brunetta, di aver mandato “a morire ammazzata” quella che lui definisce “la sinistra del male”, dei giornali, delle banche e degli interessi economici. Non si pente e lo dice chiaramente: “Non sono un ipocrita, non mi scuso per i toni che ho usato: se i giornalini o i giornaloni si attaccano a una battuta ironica fatta in romanesco facciano pure, nel merito di quello che ho detto non ho ricevuto nessuna obiezione”.
La conferma della Gelmini
Ma deve essere un sentimento comune, questa acredine esplicitata nei confronti di questa sinistra malata e tentacolare. La cui esistenza viene confermata anche dal ministro Gelmini: “Sono totalmente d’accordo con lui: i poteri forti appoggiano il Pd per tentare una riedizione del ribaltone. Del resto io e Brunetta ci occupiamo di scuola e di pubblica amministrazione, le due privative della sinistra”.
Ecco: “La sinistra mi odia perché le ho tolto il controllo sull’insegnamento. La scuola è sempre stata una sua sinecura, una fabbrica di consenso politico. Beh, adesso non è più un’azienda privata: è tornata proprietà dello Stato, cioè di tutti”.
Il supporto del Web
E mentre la sinistra se la prende con Brunetta, la Rete lo difende. Polìscor è chiaro fin dal titolo del suo post, “Brunetta dice ciò che tutti pensano“, che racconta:
Ecco spiegato lo sfogo del Ministro Brunetta, che poi è lo sfogo di tutti noi schifati da una politica incapace di fare politica; sfogo puntualmente etichettato come “show” dai soliti pelosi opinionisti della sinistra, che non smettono mai di applicare alla lettera il manuale staliniano, che prevede la ridicolizzazione dell’avversario al fine di spuntarne le armi. Ridicolizzazione che si estende agli italiani, ovviamente, che poi - guardacaso - li ignorano nei momenti che contano.
Un supporto che arriva anche dal lontano Canada, con Il Camper che mette “Una buona parola sul ministro Brunetta“:
Non scrivo tutto un post, voglio solo sottolineare che il Ministro Brunetta ha detto giusto. [...] Poi lui aumenta la dose mandandoli tutti a morire ammazzati e quelli se la son presa, ma noi ci divertiamo a vedere come si barcamenano quando si usa lo stesso linguaggio del popolo.
Il popolo del Web, insomma, sembra essere dalla parte del “piccolo ministro”: la ricerca dell’efficienza e un linguaggio estremamente chiaro - evidentemente - pagano.
- Lunedì 21 Settembre 2009
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Commenti
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Il 21 Settembre 2009 alle 19:54 claudiomoda ha scritto:
Certo che leggere i commenti di persone di sinistra capaci solo di offendere e demonizzare il “nemico” fa un pò paura…..meno male che il comunismo è MORTO in tutto il mondo (rimane solo in Cina ma speriamo per poco…..)
fortuna che ci sono persone come i ministri Brunetta e Gelmini che con il loro lavoro e la forza delle idee cercano di stroncare assenteismo e clientelismo pur avendo contro giornali,scuola e università ,tutti poteri forti eredi della sinistra sessantottina che ha rovinato questi nostri patrimoni,non arrendetevi il popolo è con VOI !!!!!
Il 22 Settembre 2009 alle 15:24 indigesto ha scritto:
Il politologo Fumagalli continua a confondere il Socialismo, con i suoi mille significati, con il CO MU NI SMO, quello che à fatto decine di milioni di morti ovunque sia allignato, e non erano di certo tutti capitalisti, noinchè quello che ha perseguitato gli Ebrei uccidendone un bel pò e obbligandoli a riparare in Israele, alla faccia di Marx, ebreo e padre del socialismo-comunismo. La cosa più strana è che molte personalità ebraiche hanno continuato a professarsi comunisti, particolarmente in Italia, dove del Comunismo hanno solo capito che si è opposto al fascismo, e tanto gli è bastato! Forse s’illudevano di poter istaurare in questo Paese un comunismo all’italiana, così come all’italiana si era manifestato il fascismo quale dittatura. Se ci vuol provare, potrebbe recarsi, il nostro politologo, in Cina, a portare il suo verbo. Credo proprio che gli farebbero fumare i calli. Meglio fare i comunisti in Italia, magari dicendo come D’Alema o Veltroni che loro non c’entrano niente col comunismo! Dimenticavo; qui, oltre a insegnare marxismo nelle scuole e andare con le bandiere nelle piazze, si può anche assurgere ad alte cariche. Resta con noi, e..in bocca al lupo!
Il 23 Settembre 2009 alle 16:34 Da Brunetta a Di Pietro. Tra insulti e querele, la politica è un ring - Italia - Panorama.it ha scritto:
[...] è solo l’ipocrisia del politically correct? Di certo il ministro Brunetta quando ha lanciato la sua provocazione a Cortina D’Ampezzo invitando la sinistra “per male” ad “andare a morire ammazzata” insieme [...]
Il 22 Gennaio 2010 alle 13:44 Che giornata è se Brunetta non c’è? - Italia - Panorama.it ha scritto:
[...] e pure Giulio Tremonti insieme agli statali, i cantanti, gli scrittori, i registi, i magistrati, la sinistra che “deve morire ammazzata”, Francesco Merlo: tutti questi ci resterebbero parecchio male. Al punto in cui siamo: come fare a [...]
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