
Se si volesse raccontare l’eterna anomalia italiana, l’autunno che si avvicina offrirebbe il più illuminante degli esempi. Neppure con una maggioranza forte di 94 voti di vantaggio sull’opposizione alla Camera e di 44 al Senato il mare è tranquillo.
Anzi, è più increspato che mai. Tra rumori di elezioni anticipate, centristi in fibrillazione, vertici istituzionali che si guardano in cagnesco, procure iperattive, industriali scontenti, ecclesiastici preoccupati, si ripropone il più classico dei plot nazionali. Una matassa velenosa, della quale è molto complicato persino individuare il bandolo. Un punto fermo, almeno, esiste. Il 6 ottobre, nel palazzo che fronteggia il Quirinale, i 15 giudici della Consulta (dal nome del Palazzo romano dove dal 1955 ha sede la Corte costituzionale), inizieranno la discussione per decidere se il lodo Alfano è o no costituzionale. Se optassero per l’incostituzionalità , Silvio Berlusconi tornerebbe a Milano sotto il tiro del processo Mills.
Lodo Alfano: uno scudo per quattro
Il lodo Alfano (dal nome del suo ideatore Angelino Alfano, ministro di Grazia e giustizia) è una legge approvata nel 2008 che prevede la sospensione dei processi penali nei confronti del capo dello Stato, del presidente del Consiglio e dei presidenti di Camera e Senato (qui la sitesi, comma per comma, del Sole 24 Ore). La tutela si applica anche per reati commessi prima di assumere la carica, vale solo per la durata della carica e non può essere reiterata, se non durante una stessa legislatura. L’argomento principale a favore del lodo è l’esigenza di evitare che iniziative giudiziarie possano creare turbolenze istituzionali. Gli oppositori del lodo (in testa la procura di Milano) sostengono invece che esso viola il principio costituzionale dell’uguaglianza di tutti i cittadini dinanzi alla legge.
I rumors dal Palazzo
Le notizie che filtrano non fanno ritenere scontata una bocciatura del lodo Alfano. Calcoli ai confini del pettegolezzo danno al momento cinque giudici schierati per il no alla costituzionalità , tre per il sì, tre assolutamente incerti, tre incerti tendenti al sì e uno incerto tendente al no. Il tentativo di ottenere l’astensione di Luigi Mazzella e Paolo Maria Napolitano, protagonisti mesi fa di una cena col premier, sembra votato all’insuccesso. Sugli incerti (soprattutto quelli di nomina quirinalizia) potrebbe pesare il timore assai vivo sul Colle che il “no” finisca col creare forti turbolenze politiche.
Il lodo Alfano è stato comunque scritto tenendo conto delle osservazioni migliorative con le quali la stessa Consulta nel 2004 bocciò (qui il teto della Consulta) il suo antenato, il lodo Schifani. E la sentenza (sofferta) con la quale il 9 luglio scorso la Corte ha accolto le ragioni del ministro Altero Matteoli contro i magistrati toscani che volevano processarlo senza passare per l’autorizzazione di Montecitorio fa supporre che l’idea di una speciale tutela per le figure apicali dello Stato sia ormai principio accettato. Se però dovesse arrivare la bocciatura, un piano è già pronto: il ministro di Grazia e giustizia, Angelino Alfano, cambierebbe dicastero e la norma salvavertici verrebbe riproposta tenendo conto dei rilievi espressi.
Ecco chi deciderÃ
I giudici della Corte costituzionale sono 15 (qui la composizione): cinque sono nominati dal presidente della Repubblica, cinque dal Parlamento in seduta comune e cinque dalle supreme magistrature ordinaria e amministrativa.
FRANCESCO AMIRANTE (PRESIDENTE, 76 ANNI), eletto dalla Corte di cassazione.
UGO DE SIERVO (VICEPRESIDENTE, 67 ANNI), ordinario di diritto costituzionale, eletto dal Parlamento (governo Berlusconi II).
PAOLO MADDALENA (73 ANNI), eletto dalla Corte dei conti.
ALFIO FINOCCHIARO (74 ANNI), eletto dalla Corte di cassazione.
ALFONSO QUARANTA (73 ANNI), eletto dal Consiglio di Stato.
FRANCO GALLO (72 ANNI), ordinario di diritto tributario, nominato dal presidente Carlo Azeglio Ciampi.
LUIGI MAZZELLA (77 ANNI), avvocato generale dello Stato, eletto dal Parlamento (governo Berlusconi III).
GAETANO SILVESTRI (65 ANNI), ordinario di diritto costituzionale, eletto dal Parlamento (governo Berlusconi III).
SABINO CASSESE (74 ANNI), ordinario di diritto amministrativo, nominato dal presidente Carlo Azeglio Ciampi.
MARIA RITA SAULLE (73 ANNI), ordinario di diritto internazionale, nominata dal presidente Carlo Azeglio Ciampi.
GIUSEPPE TESAURO (66 ANNI), ordinario di diritto internazionale, nominato dal presidente Carlo Azeglio Ciampi.
PAOLO MARIA NAPOLITANO (64 ANNI), consigliere di Stato, eletto dal Parlamento (governo Prodi II).
GIUSEPPE FRIGO (74 ANNI), avvocato, eletto dal Parlamento (governo Berlusconi IV).
ALESSANDRO CRISCUOLO (72 ANNI), eletto dalla Corte di cassazione.
PAOLO GROSSI (76 ANNI), ordinario di storia del diritto italiano, nominato dal presidente Giorgio Napolitano.
a cura di Stefano Brusadelli
- Martedì 22 Settembre 2009
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Commenti
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Il 22 Settembre 2009 alle 17:36 indigesto ha scritto:
La legge è uguale per tutti quelli che ci cascano!I più furbi la scansano!Che poi la si debba usare per stravolgere il responso democratico delle urne mi sembra un pò troppo. A maggior ragione, se si tratta di reati commessi nella qualità di comune cittadino ogni procedimento può essere proseguito quando si verificheranno di nuovo questa condizione per l’indagato, o imputato che sia. Che certa politica usi il braccio armato della Legge per impedire a chi è stato chiamato a governare il Paese, ben essendo noti tutti i tentativi di incriminazione e giudizio a carico di esso, francamente sa di golpe. Il nostro ordinamento in questo si è dimostrato carente avendo squilibrato i Poteri istituzionali in favore di quello Giudiziario e a danno di quello Esecutivo. Ed è a ciò che si propone di porre riparo il Lodo Alfano per le maggiori Cariche dello Stato. Al contrario, se si dovessero ipotizzare delitti compiuti nell’esercizio delle Funzioni istituzionali non farebbe scandalo la celebrazione di un Giudizio, appositamente istruito presso apposita Corte. Sono certo che non mancherà il giusto equilibrio alla probità dei nostri Giudici Costituzionali per dirimere con grande dignità la questione in essere, a dispetto dei tanti mancati giudici costituzionali quali Mauro,De Gregorio,Santoro,Travaglio,Flores,Fumagalli,Scalfari ed altri,per restare tra i comunicatori, che,con argomenti diversi, tra cui l’età , tentano di gettare ombre sull’indipendenza e la lucidità dei nostri Giudici alla Consulta.
P.S. Chi scrive non è elettore del Premier.
Il 23 Settembre 2009 alle 11:28 indigesto ha scritto:
Il mandato delle urne è quello di governare e non di correre dietro ai “conciosiacosaosacche” procedurali. Ci stanno riprovando con la querela di Repubblica per diffamazione(!) con la prima udienza fissata per per il 23 dicembre venturo(!).Insomma non ci dormono sopra. Che poi le sentenze anticipate dai “tribunali del popolo” (le prescrizioni nel Lodo Alfano non sono contemplate) tolgano ulteriore stima anche a quei giudici sui quali tanto confidano, credo sia cosa abbastanza censurabile.
P.S. Lo scrivente non è elettore della destra.
Il 14 Dicembre 2009 alle 12:03 Dal cavalletto in testa al souvenir sul volto. Sei anni di aggressioni al Cavaliere - Italia - Panorama.it ha scritto:
[...] un autunno infuocato da una serie di attacchi pesanti sul fronte politico e giudiziario, il Cavaliere alla fine ha [...]
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