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	<title>Italia &#187; La piaga degli enti inutili: chiamatela Magna Sicilia </title>
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	<description>Canale Italia di Panorama.it</description>
	<pubDate>Sat, 11 Feb 2012 18:29:09 +0000</pubDate>
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		<title>La piaga degli enti inutili: chiamatela Magna Sicilia</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Sep 2009 15:55:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>antonio.rossitto</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Trentuno società, 4.300 dipendenti e una pletora di amministratori ben pagati. Si alza il velo sullo scandalo delle aziende partecipate dalla regione: costano tanto e producono nulla. <strong>LEGGI ANCHE</strong>: <a href="http://blog.panorama.it/italia/2009/07/27/partito-del-sud-i-fondi-le-cariche-e-i-dubbi-della-rete-la-solita-corsa-alle-poltrone/" target="_blank">Partito del Sud. I fondi, le cariche e i dubbi della Rete: la solita corsa alle poltrone?</a> ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://media.panorama.it/media/foto/2008/02/29/482f44d66c338_zoom.jpg" border="0" alt="Raffaele Lombardo" width="500" /></p>
<p>&#8220;Un’opera strategica per lo sviluppo della Sicilia&#8221;. Di fronte all’ennesima interpellanza, i parlamentari regionali non hanno resistito: altri 5 milioni di euro, il <strong>Maac, consorzio che si adopera da 28 anni per far costruire il mercato agroalimentare di Catania</strong>, continuerà a vivere. E spendere: fino a oggi è <strong>costato 50 milioni di euro</strong>. Ha quattro impiegati, ma ben cinque consiglieri d’amministrazione: 170 mila euro l’anno per l’incomodo. La munifica società è una delle 31 partecipate della <a href="http://www.regione.sicilia.it/index.asp" target="_blank"><strong>Regione Siciliana</strong></a>. <span id="more-5672"></span><br />
Una dépendance amministrativa che dà <strong>lavoro a 4.339 persone</strong>, quasi lo stesso numero dei dipendenti della Lombardia. Di cosa si occupano? Di tutto. Sono utili? Raramente. &#8220;Ci sono situazioni paradossali e scandalose&#8221; ha ora sentenziato la <strong>commissione per le <a href="http://www.ars.sicilia.it/icaro/default.jsp?icaDB=229&amp;icaQuery=400.CODCOM%20AND%2015.LEGISL" target="_blank">Attività produttive della regione</a>, che ha fatto cernita delle inefficienze</strong>.</p>
<p>I perennemente nascituri mercati catanesi sono un caso limite? Macché, basta spostarsi a <strong>Messina. Qui, nel 1951, venne creato<a href="http://www.sicilianews24.it/index.php?option=com_content&amp;task=view&amp;id=10425" target="_blank"> l’Eapm</a></strong><a href="http://www.sicilianews24.it/index.php?option=com_content&amp;task=view&amp;id=10425" target="_blank">, l’ente porto</a> che si sarebbe dovuto occupare di una zona franca. Non è mai nata. Palermo però ha continuato a elargire danari. Dove sono finiti? Soprattutto nelle tasche di nove amministratori e quattro sindaci.</p>
<p>In Sicilia i vertici delle partecipate sono affetti da irredimibile elefantiasi. In sette società il numero di poltrone sopravanza o eguaglia quello delle scrivanie. Incarichi sempre benissimo retribuiti. &#8220;La maggior parte di questi enti&#8221; dice<strong> <a href="http://www.ars.sicilia.it/deputati/scheda.jsp?idLegis=14&amp;idDeputato=651" target="_blank">Salvino Caputo</a>, presidente della commissione che ha scandagliato gli sprechi &#8220;è poco utile e costosissim</strong>a: ora bisogna liquidare e accorpare&#8221;.<br />
La regione, fra l’altro, <strong>ha già assessorati pieni zeppi di personale</strong>. Però è riuscita a creare partecipate che si occupano di ogni aspetto dello scibile: le pellicole isolane, l’economia euromediterranea, i prodotti locali da promuovere all’estero. <strong>Poi ci sono i duplicati</strong>. L’<a href="http://www.irfis.it/" target="_blank">Irfis è un istituto che fa credito</a> alle piccole e medie imprese. La Cape, cinque dipendenti e altrettanti amministratori, pure. In tre anni ha concluso tre progetti. Adesso si attende che i 14 milioni di euro investiti producano qualcosa.</p>
<p>Non è andata meglio nemmeno con<strong><a href="http://www.spi-sicilia.com/" target="_blank"> la Sicilia patrimonio immobiliare</a>, guidata da un presidente che guadagna 105.794 euro l’anno</strong>. Costituita nel 2006 per dismettere palazzi ed edifici della regione, non ha ancora venduto nemmeno un metro quadrato.<br />
Nell’elenco ci sono anche società che straripano di personale.<strong> Come la <a href="http://www.beniculturalispa.it/index.php?option=com_content&amp;task=view&amp;id=12&amp;Itemid=26" target="_blank">Beni culturali</a>, 1.099 dipendenti</strong>, che gestisce molti siti archeologici siciliani. Senza lesinare sugli organici, come dimostrano i 23 custodi incaricati di sorvegliare Palazzo Mirto, a Palermo.</p>
<p>Mettere le mani in questo viluppo di sperperi non sarà semplice. Ne è conscio anche <a href="http://www.raffaelelombardo.it/" target="_blank">Raffaele Lombardo</a>.<strong> Il <a href="http://www.regione.sicilia.it/presidente.asp" target="_blank">presidente</a> da un anno annuncia dimagrimenti e accorpamenti. Le cose non sono andate come sperava</strong>.<br />
Solo qualche società è stata messa da poco in liquidazione. E il personale è cresciuto. La Beni culturali, per esempio, a gennaio ha assunto 413 catalogatori. Tutti, ovviamente, indispensabili alla causa.</p>
<p><strong></strong></p>
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