Pd: Bersani in testa esulta su Twitter. Mannheimer lo gela: “Presto per dire chi vincerà”

Pierluigi Bersani, parlamentare del Pd

“Peppone” Bersani stacca il “segreDario”. Ed esulta.
La volata per la conquista delle primarie del 25 ottobre, che decideranno il numero uno del Partito Democratico, vede ormai solo due protagonisti: l’ex ministro del governo Prodi da una parte, spalleggiato da D’Alema & C., e  l’attuale segretario del Pd dall’altra, che gode dell’appoggio di Veltroni.

Anzi, stando ai primi dati ufficiali pubblicati domenica sul 38,5% degli iscritti aventi diritto di voto (ossia 19.459 votanti) pare che il vincitore sarà proprio Bersani. Il piacentino, infatti, per ora sfonda la soglia della metà delle preferenze, staccando di venti punti l’attuale segreDario, mentre Ignazio Marino non raggiunge il 10%.
E c’è già chi canta vittoria, ma secondo gli esperti di sondaggi i tempi sono ancora prematuri.

“Ancora troppo presto per dare un verdetto. Le primarie sono un’altra cosa rispetto alle normali elezioni e proiettare il risultato di una parte dei circoli sul totale degli elettori iscritti non è significativo. Bisognerebbe, invece, fare dei sondaggi proprio sugli elettori”, commenta il professor Renato Mannheimer con Panorama.it, sondaggista del Corriere della sera, che preferisce non sbilanciarsi. “Non ho la più pallida idea di chi possa vincere”.
E, infatti, l’outsider Marino ci crede ancora. “A livello di iscritti supereremo il 10 - 15%. Se riusciremo, coinvolgendo le persone, ad avere 4 milioni di votanti alle primarie ci sarà la possibilità di vincere la corsa”, assicura il medico, ospite della trasmissione La telefonata di Maurizio Belpietro.
Intanto, la lotta tra le tre mozioni non risparmia il web 2.0: YouTube, Twitter e Facebook.

I primi dati ufficiali
Come si diceva, guida la corsa Pierluigi Bersani, venti punti sopra Dario Franceschini. Ignazio Marino si deve accontentare, per ora, delle briciole. Questa la situazione dopo i primi risultati ufficiali, comunicati dalla Commissione nazionale per le elezioni del 25 ottobre, e relativi a 587 congressi che si sono svolti fino a venerdì 18 settembre, come trasmessi dalle organizzazioni locali del Pd alla sede centrale.
I votanti sono stati 19.459, pari al 38,5% degli iscritti aventi diritto (voti validi 19.332): Pierluigi Bersani ha avuto 10.774 voti (pari, appunto, al 55,7%), Dario Franceschini 6.883 (35,6%) e Ignazio Marino 1.675 voti (l’8,7).

Si tratta, tuttavia, di risultati riferiti a un numero ancora limitato di congressi di circolo: solo 6,1% (50.485 iscritti al Pd) rispetto al totale nazionale di 824.125 iscritti. Congressi che, a detta di molti sondaggisti, per la loro suddivisione territoriale, non costituiscono, inoltre, un campione statistico, rappresentativo della distribuzione degli iscritti su scala nazionale.

Nuova comunicazione dei risultati, ancora parziali, dei congressi di circolo è prevista per mercoledì 23 settembre. Una cosa, però, per l’ex ministro è certa: le urne dei primi circoli scrutinati confermano il sondaggio di quest’estate del Riformista che dava proprio Bersani avanti di quasi 20 punti (in verità erano 19) su Dario Franceschini. E ora sono in molti tra i suoi sostenitori, primo fra tutti il Lider Maximo, a incrociare le dita…

Primarie 2.0: “dariofrance” vs “pBersani”
E dopo aver appreso i primi risultati, Dario Franceschini (col nickname “Dariofrance”) ha così commentato via Twitter: “Bene i primi dati: gli iscritti discutono e votano. E moltissimi elettori voteranno il 25 ottobre alle Primarie: obiettivo almeno 2 milioni”. Poi nel tweet successivo racconta ai sostenitori i suoi problemi con il web: “Riunione in corso sulla campagna web per le primarie. Mentre scrivo questo tweet Adinolfi mi stressa sull’uso di Twitter…”.
Più convinto il piacentino, quasi autoreferenziale (un dubbio: li scrive lui i messaggini sul web?) che sul web 2.0 si fa chiamare “pBersani”. “Bersani in testa dopo il voto nel 10% dei circoli”, scrive subito dopo la pubblicazione dei primi dati. “Bersani saldamente in testa a Milano dopo lo scrutinio nel 10% dei circoli”, ripete il giorno dopo, quasi a confermare la sua forza nel Nord Italia. E la sua (probabile) vittoria alle primarie.

Commenti

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Il 22 Settembre 2009 alle 20:16 indigesto ha scritto:

Visto da fuori è sperabile che il Congresso affidi a Pierluigi Bersani la Segreteria del Partito. Politico di provata esperienza non ha bisogno di fare il Pierino del comunismo in quanto comunista lo è già da antica data. Con lui è augurabile che vengano più idee e meno invettive. Non sembra persona facilmente contaminabile quanto a personali livori e sgangherate politiche tribunizie. La sua concretezza avrà comunque di che imporsi in quello che più che un partito fin da subito si è rivelata un’ammucchiata.

Il 25 Settembre 2009 alle 17:05 Count down Pd: cercasi leader e linea politica. Disperatamente - Italia - Panorama.it ha scritto:

[...] - Pierluigi Bersani, Dario Franceschini, Ignazio Marino - appare sufficientemente chiara quanto a consensi e sondaggi, molto meno lo è per la futura linea [...]

Il 12 Ottobre 2009 alle 16:31 Pd mangia leader. Bersani (ri)lancia l’Ulivo, ma Veltroni, Rutelli e Prodi mancano - Italia - Panorama.it ha scritto:

[...] il presidente del consiglio un “ominicchio”) rispetto al rivale Bersani, che però è avanti di 20 punti secondo gli ultimi sondaggi. Ignazio Marino, poi, sembra un alieno piombato lì per caso a parlare di una svolta [...]

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